Nel corso del podcast DoppioPasso, l’ex difensore del Napoli, Fabiano Santacroce, ha raccontato diversi aneddoti legati agli anni trascorsi in azzurro: “Giocare al San Paolo era qualcosa di incredibile. A Napoli è tutto amplificato: la curva vive ogni momento, ti rimprovera se sbagli e ti applaude subito dopo. Non è facile per tutti. All’esordio mi ritrovai a marcare Di Natale e quella notte non riuscii a dormire per l’emozione”.
Curioso l’episodio con Ezequiel Lavezzi: “Dopo meno di un mese litigammo davvero forte. Eravamo a cena sul lungomare e lui continuava a lanciarmi cubetti di ghiaccio. Alla terza volta gli tirai addosso una lattina di Coca-Cola appena aperta. Successe il caos, ci separarono e finì con un inseguimento per le strade di Napoli. Il giorno dopo ci chiarimmo: gli dissi che se voleva ci picchiavamo subito e poi basta. Da lì è nato un grande rapporto. Il Pocho era speciale, in allenamento ancora più forte”.
Su Edinson Cavani: “All’inizio lo provavano in un altro ruolo, poi dopo la cessione di Quagliarella gli chiesero se se la sentiva di giocare davanti. In allenamento era impressionante, sempre al massimo, come se fosse una finale dei Mondiali. Nei test atletici quelli della Uefa rimasero sbalorditi”.
Infine sugli allenatori: “Donadoni cambiò la mentalità del Napoli, portò grande professionalità e sistemò le strutture. Con Mazzarri, invece, siamo diventati una squadra perfetta”.
di Napoli Magazine
12/03/2026 - 14:35
Nel corso del podcast DoppioPasso, l’ex difensore del Napoli, Fabiano Santacroce, ha raccontato diversi aneddoti legati agli anni trascorsi in azzurro: “Giocare al San Paolo era qualcosa di incredibile. A Napoli è tutto amplificato: la curva vive ogni momento, ti rimprovera se sbagli e ti applaude subito dopo. Non è facile per tutti. All’esordio mi ritrovai a marcare Di Natale e quella notte non riuscii a dormire per l’emozione”.
Curioso l’episodio con Ezequiel Lavezzi: “Dopo meno di un mese litigammo davvero forte. Eravamo a cena sul lungomare e lui continuava a lanciarmi cubetti di ghiaccio. Alla terza volta gli tirai addosso una lattina di Coca-Cola appena aperta. Successe il caos, ci separarono e finì con un inseguimento per le strade di Napoli. Il giorno dopo ci chiarimmo: gli dissi che se voleva ci picchiavamo subito e poi basta. Da lì è nato un grande rapporto. Il Pocho era speciale, in allenamento ancora più forte”.
Su Edinson Cavani: “All’inizio lo provavano in un altro ruolo, poi dopo la cessione di Quagliarella gli chiesero se se la sentiva di giocare davanti. In allenamento era impressionante, sempre al massimo, come se fosse una finale dei Mondiali. Nei test atletici quelli della Uefa rimasero sbalorditi”.
Infine sugli allenatori: “Donadoni cambiò la mentalità del Napoli, portò grande professionalità e sistemò le strutture. Con Mazzarri, invece, siamo diventati una squadra perfetta”.