Mauro Meluso, ex direttore sportivo del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Kiss Kiss Napoli: "Noa Lang, Lucca, Rafa Marin, Rao e Hasa? Sicuramente, io credo che Allegri li avrà già guardati e li avrà già osservati in video. Ovviamente il ritiro diventa anche un banco di prova per quelli che magari sono in dubbio. Io reputo Lang un giocatore molto importante, soprattutto se dovesse partire Neres. Rao Ha fatto dei campionati di C alla Spal, ha giocato molto bene l’anno scorso a Bari. Io credo che sia un elemento forse ancora non pronto per il Napoli, ma sul quale poter puntare per il futuro, magari si può puntare per il futuro con la possibilità di farlo crescere ulteriormente prima di integrarlo stabilmente in prima squadra. Lindstrom? L’ho seguito già ai tempi dello Spezia, quando militava in Danimarca, e ne ho sempre apprezzato le qualità tecniche e la velocità. C’erano tutti i presupposti per poter far bene in Italia, purtroppo non si è adattato perfettamente: io credo che lui sia più una sorta di mezza punta che deve giocare con un centravanti, deve girargli intorno e quindi ci vuole un certo tipo di modulo per sfruttare al meglio le sue caratteristiche. Il Napoli, invece, ha spesso utilizzato moduli come il 4-3-3 o il 4-2-3-1, che non hanno valorizzato appieno le doti del danese. Ha poi sofferto psicologicamente le difficoltà incontrate, finendo per perdere fiducia e serenità. Nonostante ciò, resto convinto delle sue qualità e non escludo che, in un contesto più stabile, possa ancora dimostrare il suo valore”.
di Napoli Magazine
08/07/2026 - 19:10
Mauro Meluso, ex direttore sportivo del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Kiss Kiss Napoli: "Noa Lang, Lucca, Rafa Marin, Rao e Hasa? Sicuramente, io credo che Allegri li avrà già guardati e li avrà già osservati in video. Ovviamente il ritiro diventa anche un banco di prova per quelli che magari sono in dubbio. Io reputo Lang un giocatore molto importante, soprattutto se dovesse partire Neres. Rao Ha fatto dei campionati di C alla Spal, ha giocato molto bene l’anno scorso a Bari. Io credo che sia un elemento forse ancora non pronto per il Napoli, ma sul quale poter puntare per il futuro, magari si può puntare per il futuro con la possibilità di farlo crescere ulteriormente prima di integrarlo stabilmente in prima squadra. Lindstrom? L’ho seguito già ai tempi dello Spezia, quando militava in Danimarca, e ne ho sempre apprezzato le qualità tecniche e la velocità. C’erano tutti i presupposti per poter far bene in Italia, purtroppo non si è adattato perfettamente: io credo che lui sia più una sorta di mezza punta che deve giocare con un centravanti, deve girargli intorno e quindi ci vuole un certo tipo di modulo per sfruttare al meglio le sue caratteristiche. Il Napoli, invece, ha spesso utilizzato moduli come il 4-3-3 o il 4-2-3-1, che non hanno valorizzato appieno le doti del danese. Ha poi sofferto psicologicamente le difficoltà incontrate, finendo per perdere fiducia e serenità. Nonostante ciò, resto convinto delle sue qualità e non escludo che, in un contesto più stabile, possa ancora dimostrare il suo valore”.