Luciano Spalletti, allenatore della Juventus, ha rilasciato alcune dichiarazioni a DAZN, dopo la vittoria contro il Parma: "I numeri portano sulla cattiva strada, meglio non guardarli. Meglio guardare il comportamento dei calciatori, i numeri arrivano da situazioni statiche e di calcio non influenzante per il risultato. Ci sono dei momenti con azioni ordinate dove non succede niente, ma che fanno numeri per le statistiche. Il calcio si basa su accelerazioni, seconde palle e duelli, lì si entra nella partita vera. Chi è più sveglio riesce a vincere la gara. McKennie e Bremer hanno detto che sono unico? Se hanno detto così fa piacere, per me diventa fondamentale avere un rapporto con una squadra che vuole giocare a calcio e che vuole divertirsi. Passa tutto attraverso queste qualità, questo fatto di non essere mai scollegato da quello che è l’andamento della partita, di essere sempre connesso per sfruttare le situazioni. Ogni partita è una tappa che ci serve per portarci dietro delle cose, non è mai definitiva e c’è sempre quella successiva. Si prende e si cresce, portando nella partita successiva. A loro ho già detto di non parlare di me, devono parlare dei compagni. In questa squadra c’è la possibilità di diventare fortissimi, proprio per questa amicizia e unione. Si divertono e fanno quello che gli si chiede con entusiasmo. Kalulu può essere un nuovo Di Lorenzo? E’ importante, la sua posizione da fastidio alla squadra avversaria, crea caos. Lui ha questa qualità di inserirsi al momento giusto. Dobbiamo contrarci e distenderci in un attimo, questa è la qualità di quando si dice gioco verticale. Se quando si palleggia ti vengono a prendere e si svuota c’è gioco verticale, sennò bisogna giocare corto ed entrare. A Di Lorenzo faccio il più sincero in bocca al lupo per ritrovarlo in campo il prima possibile, merita tutto il bene del mondo. Anche noi ci siamo sentiti male con lui. E’ un giocatore totale, come sta diventando Kalulu. Il movimento di un compagno obbliga gli altri a spostarsi. Come sta Yildiz? Icardi? Yildiz siamo stati in contatto nel primo tempo e ci rispondeva di avere del dolore, abbiamo valutato a fine primo tempo. Ora ha dolore anche camminando, bisogna valutare. Quelli che l’hanno trattato dicono che non si tratta di molto, per giovedì la vedo dura. Mi si chiede di Icardi e di Osimhen. Per il primo di calciatore posso solo dire benissimo, e questo non vuol dire che voglio Icardi. Ne parlo bene perché mi ha aiutato facendo gol, ma ci sono state situazioni che ha portato in spogliatoio che dovevano restare fuori. Mi sono confrontato per dire delle cose, poi è sempre così. Si vive nello spogliatoio ma è come se si avesse una finestra sul tifo e chi ti vuole bene. In quel periodo io dovevo prendere le decisioni, e dato che dovevo prenderlo ho scelto così. Era squisito e un gran goleador ma noi non vogliamo Icardi. È chiaro così? Se io parlo bene di uno si dice che lo voglio, io non voglio Icardi. Stiamo bene anche così se non troviamo qualcuno con certe caratteristiche. McKennie è un vero bomber, un gran calciatore”.
di Napoli Magazine
01/02/2026 - 23:32
Luciano Spalletti, allenatore della Juventus, ha rilasciato alcune dichiarazioni a DAZN, dopo la vittoria contro il Parma: "I numeri portano sulla cattiva strada, meglio non guardarli. Meglio guardare il comportamento dei calciatori, i numeri arrivano da situazioni statiche e di calcio non influenzante per il risultato. Ci sono dei momenti con azioni ordinate dove non succede niente, ma che fanno numeri per le statistiche. Il calcio si basa su accelerazioni, seconde palle e duelli, lì si entra nella partita vera. Chi è più sveglio riesce a vincere la gara. McKennie e Bremer hanno detto che sono unico? Se hanno detto così fa piacere, per me diventa fondamentale avere un rapporto con una squadra che vuole giocare a calcio e che vuole divertirsi. Passa tutto attraverso queste qualità, questo fatto di non essere mai scollegato da quello che è l’andamento della partita, di essere sempre connesso per sfruttare le situazioni. Ogni partita è una tappa che ci serve per portarci dietro delle cose, non è mai definitiva e c’è sempre quella successiva. Si prende e si cresce, portando nella partita successiva. A loro ho già detto di non parlare di me, devono parlare dei compagni. In questa squadra c’è la possibilità di diventare fortissimi, proprio per questa amicizia e unione. Si divertono e fanno quello che gli si chiede con entusiasmo. Kalulu può essere un nuovo Di Lorenzo? E’ importante, la sua posizione da fastidio alla squadra avversaria, crea caos. Lui ha questa qualità di inserirsi al momento giusto. Dobbiamo contrarci e distenderci in un attimo, questa è la qualità di quando si dice gioco verticale. Se quando si palleggia ti vengono a prendere e si svuota c’è gioco verticale, sennò bisogna giocare corto ed entrare. A Di Lorenzo faccio il più sincero in bocca al lupo per ritrovarlo in campo il prima possibile, merita tutto il bene del mondo. Anche noi ci siamo sentiti male con lui. E’ un giocatore totale, come sta diventando Kalulu. Il movimento di un compagno obbliga gli altri a spostarsi. Come sta Yildiz? Icardi? Yildiz siamo stati in contatto nel primo tempo e ci rispondeva di avere del dolore, abbiamo valutato a fine primo tempo. Ora ha dolore anche camminando, bisogna valutare. Quelli che l’hanno trattato dicono che non si tratta di molto, per giovedì la vedo dura. Mi si chiede di Icardi e di Osimhen. Per il primo di calciatore posso solo dire benissimo, e questo non vuol dire che voglio Icardi. Ne parlo bene perché mi ha aiutato facendo gol, ma ci sono state situazioni che ha portato in spogliatoio che dovevano restare fuori. Mi sono confrontato per dire delle cose, poi è sempre così. Si vive nello spogliatoio ma è come se si avesse una finestra sul tifo e chi ti vuole bene. In quel periodo io dovevo prendere le decisioni, e dato che dovevo prenderlo ho scelto così. Era squisito e un gran goleador ma noi non vogliamo Icardi. È chiaro così? Se io parlo bene di uno si dice che lo voglio, io non voglio Icardi. Stiamo bene anche così se non troviamo qualcuno con certe caratteristiche. McKennie è un vero bomber, un gran calciatore”.