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L'ANALISI - Scozzafava: "Vergara può fare un grande percorso, è molto intelligente"
06.03.2026 16:14 di Napoli Magazine
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A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“, è intervenuta Monica Scozzafava, giornalista del Corriere della Sera.

Che Vergara hai trovato davanti durante l’intervista?

“Mi sono trovata davanti un ragazzo semplice, molto consapevole e anche molto intelligente. È autonomo mentalmente e molto connesso con la realtà. Quando dice ‘non chiamateci più giovani’ non è una frase fatta: è davvero il suo modo di pensare. Vive da solo già da tre anni e questo, per un ragazzo della sua età, fa una grande differenza. Ha responsabilità quotidiane e questo lo rende molto maturo. È un ragazzo diretto, senza troppi peli sulla lingua, ma allo stesso tempo attento a dare il giusto peso alle parole”.

Che tipo di disponibilità ha mostrato durante l’intervista?

“È arrivato puntualissimo e si è trattenuto per tutto il tempo necessario, senza guardare l’orologio e senza pensare ad altri impegni. Non è una banalità per chi fa questo lavoro. Quando ha accettato l’intervista ha dato piena disponibilità e ha rispettato completamente il tempo che aveva preso con noi. Non è stato un interlocutore chiuso, anzi: con il passare dei minuti si è aperto sempre di più“.

Quanto pesa per lui la maglia del Napoli?

“In realtà lui non la vive come un peso negativo. Certo, è consapevole che deve dimostrare molto di più rispetto al passato, ma allo stesso tempo considera questa responsabilità un privilegio. È la squadra della sua città, la squadra che ha sempre tifato. È un peso bello, che lui accetta volentieri e a cui non rinuncerebbe mai”.

Nel suo percorso sembrano fondamentali alcune figure di riferimento…

“Sì, lui parla molto del padre, di Antonio Conte, che definisce addirittura più severo del papà, e anche del suo agente Mario Giuffredi. Giuffredi è una figura centrale per lui: lo chiama spesso dopo le partite per capire come ha giocato, se ha fatto bene o se deve migliorare. È evidente che si fida molto di queste persone e che il suo percorso è condiviso con loro“.

Che tipo di carriera può avere Vergara?

“Ho l’impressione che possa fare un grande percorso. Conosce bene le sue potenzialità ma anche i suoi limiti. Raccontava, ad esempio, che Conte gli ripete spesso di restare ‘connesso’: significa avere continuità durante tutta la seduta di allenamento, non solo per una parte. Lui stesso ha ammesso che a volte tende a staccare un po’ la spina e che su questo sta lavorando molto. Questa consapevolezza è un segnale molto positivo”.

Il suo percorso però non è stato semplice…

“Assolutamente. A 17 anni non giocava praticamente mai e ha vissuto momenti difficili, tra cui anche la rottura del crociato. Ci sono stati momenti in cui ha pensato di lasciare il calcio. Serve tanta forza mentale per andare avanti in situazioni così. Oggi si ritrova titolare nel Napoli e questo dimostra quanta tenacia abbia avuto“.

Guardando all’attualità: che partita si aspetta contro il Torino?

“Il Napoli non deve staccare la spina durante la partita. È una squadra che ha dimostrato di avere carattere e di sapersi rialzare, ma magari questa volta potrebbe provare a non cadere prima. L’atteggiamento mentale sarà fondamentale. Poi dal punto di vista tattico Conte avrà sicuramente preparato tutto nei dettagli, ma l’approccio psicologico farà la differenza”.

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L'ANALISI - Scozzafava: "Vergara può fare un grande percorso, è molto intelligente"

di Napoli Magazine

06/03/2026 - 16:14

A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“, è intervenuta Monica Scozzafava, giornalista del Corriere della Sera.

Che Vergara hai trovato davanti durante l’intervista?

“Mi sono trovata davanti un ragazzo semplice, molto consapevole e anche molto intelligente. È autonomo mentalmente e molto connesso con la realtà. Quando dice ‘non chiamateci più giovani’ non è una frase fatta: è davvero il suo modo di pensare. Vive da solo già da tre anni e questo, per un ragazzo della sua età, fa una grande differenza. Ha responsabilità quotidiane e questo lo rende molto maturo. È un ragazzo diretto, senza troppi peli sulla lingua, ma allo stesso tempo attento a dare il giusto peso alle parole”.

Che tipo di disponibilità ha mostrato durante l’intervista?

“È arrivato puntualissimo e si è trattenuto per tutto il tempo necessario, senza guardare l’orologio e senza pensare ad altri impegni. Non è una banalità per chi fa questo lavoro. Quando ha accettato l’intervista ha dato piena disponibilità e ha rispettato completamente il tempo che aveva preso con noi. Non è stato un interlocutore chiuso, anzi: con il passare dei minuti si è aperto sempre di più“.

Quanto pesa per lui la maglia del Napoli?

“In realtà lui non la vive come un peso negativo. Certo, è consapevole che deve dimostrare molto di più rispetto al passato, ma allo stesso tempo considera questa responsabilità un privilegio. È la squadra della sua città, la squadra che ha sempre tifato. È un peso bello, che lui accetta volentieri e a cui non rinuncerebbe mai”.

Nel suo percorso sembrano fondamentali alcune figure di riferimento…

“Sì, lui parla molto del padre, di Antonio Conte, che definisce addirittura più severo del papà, e anche del suo agente Mario Giuffredi. Giuffredi è una figura centrale per lui: lo chiama spesso dopo le partite per capire come ha giocato, se ha fatto bene o se deve migliorare. È evidente che si fida molto di queste persone e che il suo percorso è condiviso con loro“.

Che tipo di carriera può avere Vergara?

“Ho l’impressione che possa fare un grande percorso. Conosce bene le sue potenzialità ma anche i suoi limiti. Raccontava, ad esempio, che Conte gli ripete spesso di restare ‘connesso’: significa avere continuità durante tutta la seduta di allenamento, non solo per una parte. Lui stesso ha ammesso che a volte tende a staccare un po’ la spina e che su questo sta lavorando molto. Questa consapevolezza è un segnale molto positivo”.

Il suo percorso però non è stato semplice…

“Assolutamente. A 17 anni non giocava praticamente mai e ha vissuto momenti difficili, tra cui anche la rottura del crociato. Ci sono stati momenti in cui ha pensato di lasciare il calcio. Serve tanta forza mentale per andare avanti in situazioni così. Oggi si ritrova titolare nel Napoli e questo dimostra quanta tenacia abbia avuto“.

Guardando all’attualità: che partita si aspetta contro il Torino?

“Il Napoli non deve staccare la spina durante la partita. È una squadra che ha dimostrato di avere carattere e di sapersi rialzare, ma magari questa volta potrebbe provare a non cadere prima. L’atteggiamento mentale sarà fondamentale. Poi dal punto di vista tattico Conte avrà sicuramente preparato tutto nei dettagli, ma l’approccio psicologico farà la differenza”.