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L'EX - Andrè Cruz: "Punizioni? Mi allenavo tanto, a Napoli un allenatore mi guardava incredulo perché proseguivo anche dopo la sessione"
28.03.2025 14:40 di Napoli Magazine

Andrè Cruz, ex calciatore di Napoli e Milan, ha rilasciato un'intervista a MilanNews.

André Cruz, cosa fai oggi?

"Lavoro nella politica anche se non mi definirei un politico. Ma ho un ruolo nella mia città, che è Santa Barbara do Oeste, al servizio del sindaco Rafael Piovezan. Mi occupo della segreteria dello sviluppo economico".

Cosa ti ha portato a questa nuova vita?

"Conosco Rafael da prima che divenisse sindaco. Parlavamo della nostra città e dei suoi problemi, raccontavo del mio vissuto in Europa. Una volta eletto sindaco, Rafael ha trovato in me una figura che avesse una riconoscibilità per la città, inoltre parlando diverse lingue e avendo vissuto altre esperienze al di fuori dal Brasile potevo essere utile per dare una mano. Ci ho pensato e mi son detto: 'perché no?' Del resto ho deciso di fermarmi qui ho famiglia e dei figli di 13 e 11 anni. Il maschio gioca a calcio".

Gli stai insegnando a calciare le punizioni?

"Certamente, tra l'altro ci sono sempre meno specialisti in questo gesto tecnico".

In effetti si segnano sempre meno reti su calcio piazzato. Come mai?

"Io credo che ci siano due fattori principali: anzitutto non ci si allena più come prima. E in secondo luogo non si gioca più per strada, i bambini sono attratti da altre distrazioni come la Playstation. E poi con la criminalità che cresce è sempre più raro vedere qualcuno qui in Brasile giocare per strada".

Sei stato un grande specialista delle punizioni, come hai affinato questa tecnica?

"Giocavo a calcio giorno e notte. Anche a casa tiravo il pallone contro il muro. E poi c'era un gioco che facevo da bambino e che era popolare in Brasile: 2 vanno in porta e due devono calciare, se mandi la palla sulla traversa e poi in rete prendevi 3 punti. Tenta oggi, tenta domani ho affinato la mia tecnica. Quando poi ho iniziato a giocare a calcio mi allenavo ogni giorno, mi fermavo anche dopo allenamento per calciare le punizioni. Ricordo a Napoli, l'allenatore mi guardava incredulo perché volevo proseguire anche dopo la sessione. Mi diceva: 'Sei matto?'. Al primo anno ho fatto 7 reti, la maggioranza su calcio piazzato".

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L'EX - Andrè Cruz: "Punizioni? Mi allenavo tanto, a Napoli un allenatore mi guardava incredulo perché proseguivo anche dopo la sessione"

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28/03/2025 - 14:40

Andrè Cruz, ex calciatore di Napoli e Milan, ha rilasciato un'intervista a MilanNews.

André Cruz, cosa fai oggi?

"Lavoro nella politica anche se non mi definirei un politico. Ma ho un ruolo nella mia città, che è Santa Barbara do Oeste, al servizio del sindaco Rafael Piovezan. Mi occupo della segreteria dello sviluppo economico".

Cosa ti ha portato a questa nuova vita?

"Conosco Rafael da prima che divenisse sindaco. Parlavamo della nostra città e dei suoi problemi, raccontavo del mio vissuto in Europa. Una volta eletto sindaco, Rafael ha trovato in me una figura che avesse una riconoscibilità per la città, inoltre parlando diverse lingue e avendo vissuto altre esperienze al di fuori dal Brasile potevo essere utile per dare una mano. Ci ho pensato e mi son detto: 'perché no?' Del resto ho deciso di fermarmi qui ho famiglia e dei figli di 13 e 11 anni. Il maschio gioca a calcio".

Gli stai insegnando a calciare le punizioni?

"Certamente, tra l'altro ci sono sempre meno specialisti in questo gesto tecnico".

In effetti si segnano sempre meno reti su calcio piazzato. Come mai?

"Io credo che ci siano due fattori principali: anzitutto non ci si allena più come prima. E in secondo luogo non si gioca più per strada, i bambini sono attratti da altre distrazioni come la Playstation. E poi con la criminalità che cresce è sempre più raro vedere qualcuno qui in Brasile giocare per strada".

Sei stato un grande specialista delle punizioni, come hai affinato questa tecnica?

"Giocavo a calcio giorno e notte. Anche a casa tiravo il pallone contro il muro. E poi c'era un gioco che facevo da bambino e che era popolare in Brasile: 2 vanno in porta e due devono calciare, se mandi la palla sulla traversa e poi in rete prendevi 3 punti. Tenta oggi, tenta domani ho affinato la mia tecnica. Quando poi ho iniziato a giocare a calcio mi allenavo ogni giorno, mi fermavo anche dopo allenamento per calciare le punizioni. Ricordo a Napoli, l'allenatore mi guardava incredulo perché volevo proseguire anche dopo la sessione. Mi diceva: 'Sei matto?'. Al primo anno ho fatto 7 reti, la maggioranza su calcio piazzato".