Faouzi Ghoulam, ex terzino del Napoli, ha rilasciato un'intervista a Fifa.com. Ecco le sue parole:
FIFA - Hai giocato alcune partite con le giovanili della Francia ma poi hai scelto l’Algeria. Cosa significa per te rappresentare questo Paese?
“L’Algeria è stata una scelta di cuore. Sono nato in Francia ma sono sempre stato legato tanto alle mie origini algerine. I miei genitori sono nati là, tutta la mia famiglia è lì; quindi, è stata una scelta facile da fare. La nazionale è stata uno dei più grandi orgogli avuti nella mia carriera da calciatore. La cosa più bella è stata rendere fieri i miei genitori. Rappresentare il nostro Paese significa davvero tanto. L’Algeria è molto legata al calcio e ai valori di questo sport: è un modo per permettere al nostro Paese di esprimersi al meglio. È una cosa che ci rende orgogliosi e quando fai vivere competizioni come la Coppa d’Africa e i Mondiali alla tua gente è stupendo, perché dare emozioni è la cosa più importante, soprattutto quando giochi per la tua nazione”.
Quanto è speciale giocare una Coppa del Mondo e che ricordi hai della competizione in Brasile nel 2014?
“Giocare la Coppa del Mondo è la sensazione più importante che un calciatore possa vivere, perché si gioca ogni quattro anni e per tutto quello che abbiamo detto prima. Quello che ho giocato nel 2014 è stato ancora più speciale per due motivi: perché si è giocato in Brasile e per il percorso che abbiamo fatto, eliminati soltanto dalla Germania ai supplementari e loro poi avrebbero vinto il Mondiale. Per noi è stato un Mondiale incredibile.Durante la competizione non ti rendi davvero conto di quello che stai facendo. Successivamente lo capisci meglio. I miei compagni che avevano già disputato il Mondiale nel 2010 me lo dicevano: vedrai che giocare la Coppa del Mondo sarà speciale. In quel momento giocavo la Champions con il Napoli, in uno stadio bellissimo, in un grande campionato, ma giocare la Coppa del Mondo ha tutto un altro sapore. Nessuna sensazione può avvicinarsi nel calcio perché è il sogno di tutti i bambini e la competizione più importante del mondo. Ci sono tanti giocatori che hanno vinto molto ma non hanno mai disputato un Mondiale e non sanno cosa significa, per questo per me è un vero orgoglio e un privilegio aver preso parte a una competizione così”.
Che Mondiale ti aspetti per l’Algeria in Nord America?
“L’Algeria è in una fase di rinnovamento. I giocatori più esperti stanno per arrivare al termine della loro carriera e ci sono tantissimi giovani. Per i Mondiali non si possono fare pronostici ma spero che l’Algeria possa superare la fase a gironi, perché abbiamo una nazionale di talento e le strutture a disposizione per fare bene. Sarà un’altra occasione per dimostrare il valore della nazionale algerina e dei nostri calciatori”.
Sarà un girone non facile con Austria, Giordania e, soprattutto, i campioni del mondo in carica dell’Argentina.
“Penso che la partita con l’Argentina non sarà quella più complicata del girone, perché in quell’occasione sarà facile trovare le motivazioni giuste. Inoltre, è la prima partita e gli stimoli per far bene saranno tanti. Bisogna giocarsela soprattutto con le squadre alla nostra portata. Messi sta avanzando con l’età e l’Argentina gira intorno a lui, credo che Francia, Spagna e Portogallo siano maggiormente favorite per il prossimo Mondiale”.Da qualche giocatore algerino ti aspetti molto in Nord America? “Ci sono tante stelle da guardare per quanto riguarda l’Algeria. La nostra nazionale ha sempre avuto giocatori importanti: sicuramente Mahrez è la nostra stella; ci sono Ait-Nouri del City, che è un giocatore fortissimo, Bensebaini del Borussia Dortmund, Moussa del Feyenoord… hanno tutti fatto una buona Coppa d’Africa e poi c’è Ibrahim Maza del Bayer Leverkusen che ha vent’anni ed è un giocatore molto interessante”.
Le FIFA Series hanno già regalato diverse emozioni, non credi?
Il progetto delle FIFA Series è molto interessante, perché concede ad alcune nazioni la possibilità e l’abitudine di giocare contro squadre di altri continenti. È sicuramente un valore aggiunto che farà crescere il livello del calcio mondiale, portando questo sport a svilupparsi ulteriormente in molte più nazioni. Insieme a questo, il fatto che l’Africa abbia avuto più posti per il Mondiale è una cosa molto importante per me. Ora ci sono più possibilità per i paesi africani”.
All’esterno del Diego Armando Maradona di Napoli è stato dipinto un murales con i migliori undici giocatori della storia azzurra e tu ci sei. Quanto ne sei orgoglioso?
“Non è solo un orgoglio essere nel murales all’esterno del Diego Armando Maradona, è un onore, una sensazione molto forte, difficile da descrivere. La riconoscenza da parte dei napoletani è una cosa che mi emoziona tanto e che mi porterò sempre dentro. Una maglia che ha indossato Maradona e tanti giocatori importanti, la risalita dalla Serie C, la nostra generazione… tutto questo ha creato le basi per arrivare agli scudetti degli ultimi anni”.
Cosa ti ha insegnato il periodo in cui sei stato infortunato? “L’infortunio mi ha reso una persona migliore, mi ha dato tanto a livello umano. I miei genitori mi hanno insegnato tantissime cose, però quel periodo mi ha fatto vedere tutto in maniera un po’ differente dal punto di vista del calciatore. Mi sono avvicinato di più ai tifosi, alle persone bisognose, che hanno trovato più difficoltà nella vita. Per me è stata un’esperienza formativa che mi ha reso l’uomo che sono oggi. A livello sportivo è una cosa brutta, sicuramente, ma mi ha migliorato, nonostante tutto”.
A proposito di Napoli, cosa pensi del CT del Brasile Carlo Ancelotti?
“Io credo che l’uomo debba essere al centro di tutto e come persona mister Ancelotti è il numero uno. È eccezionale, sorride sempre, parla con i giocatori, ti spiega tutto, ti dà una mano nei momenti di difficoltà… è un allenatore veramente importante. Viene da epoche differenti ed è riuscito sempre a reinventarsi, riuscendo a vincere nel tempo e questa è una cosa difficilissima. Studia tanto, anche insieme al figlio, ha uno staff preparatissimo e non è un caso che abbia raggiunto obiettivi importanti”.
Per l’Italia sarà la terza assenza consecutiva ai Mondiali. Che opinione ti sei fatto in merito?
“Sono molto legato all’Italia e mi dispiace tantissimo per l’assenza al prossimo Mondiale, anche per Rino Gattuso che è un’altra persona eccezionale, oltre che un grande allenatore, preparato e forte. I giocatori hanno dato tutto ma il calcio italiano sta pagando qualcosa di più grande. Ci sono diversi problemi di base, come le strutture, il sistema del calcio giovanile e le carenze formative. In Francia, ad esempio, c’è stata una pianificazione che in Italia manca in questo momento. La nazionale francese oggi è così forte perché ha lavorato tanto negli ultimi vent’anni. Forse l’Italia dovrebbe mettere da parte il passato e concentrarsi sul presente e sul futuro”.
Quali sono i progetti di Ghoulam per il futuro?
“In questo momento sto studiando per imparare, perché ho tante cose da scoprire, allargando i miei orizzonti. Sto facendo un percorso per capire il calcio oltre il campo, analizzando come può cambiare in futuro. Lavorare a Sky come opinionista, ad esempio, mi sta aiutando ad analizzare il calcio a 360° gradi. Sono molto orgoglioso della strada intrapresa che mi dà la possibilità di apprendere cose nuove, dentro e fuori dal terreno di gioco”.
di Napoli Magazine
01/05/2026 - 09:32
Faouzi Ghoulam, ex terzino del Napoli, ha rilasciato un'intervista a Fifa.com. Ecco le sue parole:
FIFA - Hai giocato alcune partite con le giovanili della Francia ma poi hai scelto l’Algeria. Cosa significa per te rappresentare questo Paese?
“L’Algeria è stata una scelta di cuore. Sono nato in Francia ma sono sempre stato legato tanto alle mie origini algerine. I miei genitori sono nati là, tutta la mia famiglia è lì; quindi, è stata una scelta facile da fare. La nazionale è stata uno dei più grandi orgogli avuti nella mia carriera da calciatore. La cosa più bella è stata rendere fieri i miei genitori. Rappresentare il nostro Paese significa davvero tanto. L’Algeria è molto legata al calcio e ai valori di questo sport: è un modo per permettere al nostro Paese di esprimersi al meglio. È una cosa che ci rende orgogliosi e quando fai vivere competizioni come la Coppa d’Africa e i Mondiali alla tua gente è stupendo, perché dare emozioni è la cosa più importante, soprattutto quando giochi per la tua nazione”.
Quanto è speciale giocare una Coppa del Mondo e che ricordi hai della competizione in Brasile nel 2014?
“Giocare la Coppa del Mondo è la sensazione più importante che un calciatore possa vivere, perché si gioca ogni quattro anni e per tutto quello che abbiamo detto prima. Quello che ho giocato nel 2014 è stato ancora più speciale per due motivi: perché si è giocato in Brasile e per il percorso che abbiamo fatto, eliminati soltanto dalla Germania ai supplementari e loro poi avrebbero vinto il Mondiale. Per noi è stato un Mondiale incredibile.Durante la competizione non ti rendi davvero conto di quello che stai facendo. Successivamente lo capisci meglio. I miei compagni che avevano già disputato il Mondiale nel 2010 me lo dicevano: vedrai che giocare la Coppa del Mondo sarà speciale. In quel momento giocavo la Champions con il Napoli, in uno stadio bellissimo, in un grande campionato, ma giocare la Coppa del Mondo ha tutto un altro sapore. Nessuna sensazione può avvicinarsi nel calcio perché è il sogno di tutti i bambini e la competizione più importante del mondo. Ci sono tanti giocatori che hanno vinto molto ma non hanno mai disputato un Mondiale e non sanno cosa significa, per questo per me è un vero orgoglio e un privilegio aver preso parte a una competizione così”.
Che Mondiale ti aspetti per l’Algeria in Nord America?
“L’Algeria è in una fase di rinnovamento. I giocatori più esperti stanno per arrivare al termine della loro carriera e ci sono tantissimi giovani. Per i Mondiali non si possono fare pronostici ma spero che l’Algeria possa superare la fase a gironi, perché abbiamo una nazionale di talento e le strutture a disposizione per fare bene. Sarà un’altra occasione per dimostrare il valore della nazionale algerina e dei nostri calciatori”.
Sarà un girone non facile con Austria, Giordania e, soprattutto, i campioni del mondo in carica dell’Argentina.
“Penso che la partita con l’Argentina non sarà quella più complicata del girone, perché in quell’occasione sarà facile trovare le motivazioni giuste. Inoltre, è la prima partita e gli stimoli per far bene saranno tanti. Bisogna giocarsela soprattutto con le squadre alla nostra portata. Messi sta avanzando con l’età e l’Argentina gira intorno a lui, credo che Francia, Spagna e Portogallo siano maggiormente favorite per il prossimo Mondiale”.Da qualche giocatore algerino ti aspetti molto in Nord America? “Ci sono tante stelle da guardare per quanto riguarda l’Algeria. La nostra nazionale ha sempre avuto giocatori importanti: sicuramente Mahrez è la nostra stella; ci sono Ait-Nouri del City, che è un giocatore fortissimo, Bensebaini del Borussia Dortmund, Moussa del Feyenoord… hanno tutti fatto una buona Coppa d’Africa e poi c’è Ibrahim Maza del Bayer Leverkusen che ha vent’anni ed è un giocatore molto interessante”.
Le FIFA Series hanno già regalato diverse emozioni, non credi?
Il progetto delle FIFA Series è molto interessante, perché concede ad alcune nazioni la possibilità e l’abitudine di giocare contro squadre di altri continenti. È sicuramente un valore aggiunto che farà crescere il livello del calcio mondiale, portando questo sport a svilupparsi ulteriormente in molte più nazioni. Insieme a questo, il fatto che l’Africa abbia avuto più posti per il Mondiale è una cosa molto importante per me. Ora ci sono più possibilità per i paesi africani”.
All’esterno del Diego Armando Maradona di Napoli è stato dipinto un murales con i migliori undici giocatori della storia azzurra e tu ci sei. Quanto ne sei orgoglioso?
“Non è solo un orgoglio essere nel murales all’esterno del Diego Armando Maradona, è un onore, una sensazione molto forte, difficile da descrivere. La riconoscenza da parte dei napoletani è una cosa che mi emoziona tanto e che mi porterò sempre dentro. Una maglia che ha indossato Maradona e tanti giocatori importanti, la risalita dalla Serie C, la nostra generazione… tutto questo ha creato le basi per arrivare agli scudetti degli ultimi anni”.
Cosa ti ha insegnato il periodo in cui sei stato infortunato? “L’infortunio mi ha reso una persona migliore, mi ha dato tanto a livello umano. I miei genitori mi hanno insegnato tantissime cose, però quel periodo mi ha fatto vedere tutto in maniera un po’ differente dal punto di vista del calciatore. Mi sono avvicinato di più ai tifosi, alle persone bisognose, che hanno trovato più difficoltà nella vita. Per me è stata un’esperienza formativa che mi ha reso l’uomo che sono oggi. A livello sportivo è una cosa brutta, sicuramente, ma mi ha migliorato, nonostante tutto”.
A proposito di Napoli, cosa pensi del CT del Brasile Carlo Ancelotti?
“Io credo che l’uomo debba essere al centro di tutto e come persona mister Ancelotti è il numero uno. È eccezionale, sorride sempre, parla con i giocatori, ti spiega tutto, ti dà una mano nei momenti di difficoltà… è un allenatore veramente importante. Viene da epoche differenti ed è riuscito sempre a reinventarsi, riuscendo a vincere nel tempo e questa è una cosa difficilissima. Studia tanto, anche insieme al figlio, ha uno staff preparatissimo e non è un caso che abbia raggiunto obiettivi importanti”.
Per l’Italia sarà la terza assenza consecutiva ai Mondiali. Che opinione ti sei fatto in merito?
“Sono molto legato all’Italia e mi dispiace tantissimo per l’assenza al prossimo Mondiale, anche per Rino Gattuso che è un’altra persona eccezionale, oltre che un grande allenatore, preparato e forte. I giocatori hanno dato tutto ma il calcio italiano sta pagando qualcosa di più grande. Ci sono diversi problemi di base, come le strutture, il sistema del calcio giovanile e le carenze formative. In Francia, ad esempio, c’è stata una pianificazione che in Italia manca in questo momento. La nazionale francese oggi è così forte perché ha lavorato tanto negli ultimi vent’anni. Forse l’Italia dovrebbe mettere da parte il passato e concentrarsi sul presente e sul futuro”.
Quali sono i progetti di Ghoulam per il futuro?
“In questo momento sto studiando per imparare, perché ho tante cose da scoprire, allargando i miei orizzonti. Sto facendo un percorso per capire il calcio oltre il campo, analizzando come può cambiare in futuro. Lavorare a Sky come opinionista, ad esempio, mi sta aiutando ad analizzare il calcio a 360° gradi. Sono molto orgoglioso della strada intrapresa che mi dà la possibilità di apprendere cose nuove, dentro e fuori dal terreno di gioco”.