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MEDIASET - Napoli, ecco perché McTominay al momento è il miglior giocatore della Serie A
12.01.2026 22:57 di Napoli Magazine Fonte: Sport Mediaset
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Lo sanno che è così. L'hanno visto, studiato, analizzato. Sono tutti consapevoli di quanto Scott McTominay sia letale quando sparisce dai radar, si presenta all'improvviso in area avversaria, colpisce chirurgicamente. Eppure non c'è verso di mettere il bavaglio a questo giocatore straordinario. La serata di San Siro poi ha sublimato tutte le caratteristiche uniche di questo giocatore fuori categoria. I due inserimenti che hanno portato ai gol dell'1-1 e del 2-2 contro l'Inter sono da manuale del calcio: all'inizio dell'azione era nel punto giusto dove doveva stare, alla fine ancora meglio. I quei due momenti c'è tutto il bagaglio di un campione: forza fisica, presenza, personalità, capacità di prevedere come si svilupperà l'azione nei quindici secondi successivi. 

Non c'è provocazione (e nemmeno esagerazione) nell'affermare che in questo momento McTominay è il miglior giocatore del campionato italiano. O almeno, per non offendere nessuno, ci si può limitare a dire che è stato il top del girone d'andata. Un concetto che va al di là delle cifre, decisamente inferiori rispetto alla passata stagione (ma con una spiegazione logica). Lo scozzese finora ha realizzato 5 gol in campionato, di cui 3 proprio contro l'Inter (uno all'andata e la doppietta del ritorno), 1 contro il Verona e 1 contro il Sassuolo. Anche in Champions è andato a segno 3 volte, doppietta contro il Psv Eindhoven e gol (più tiro da cui è nato un autogol) contro il Qarabag. In campionato, un gol ogni 307 minuti. L'anno scorso chiuse il campionato sollevando il trofeo dello scudetto, ma anche con 12 reti in 34 partite (2941 minuti), andando a segno una volta ogni 245 minuti. 

Ma i freddi numeri, si sa, nel calcio contano solamente quando bisogna andare a battere cassa per un aumento di stipendio, esercizio che al momento McTominay non sembra sia intenzionato a svolgere. La minore frequenza con cui il tuttocampista è andato a segno è inversamente proporzionale al peso specifico sviluppato nel gioco di squadra. Era e resta sotto gli occhi di tutti la trasformazione tattica che Antonio Conte ha attuato nel suo Napoli, all'inizio della stagione per trovare un posto a Kevin De Bruyne, dopo l'infortunio del belga per ridare equilibrio a una squadra che già dall'inizio della stagione si è trovata senza un elemento fondamentale come Romelu Lukaku. Due sono state le chiavi che hanno consentito agli azzurri di rimanere ai vertici nonostante i molti infortuni: la lukakizzazione di Hojlund e appunto l'olandesizzazione di McTominay. Senza scomodare paragoni troppo azzardati, il ragazzo di Lancaster ha imparato a giocare ovunque, un po' alla Neeskens nella straordinaria Olanda degli anni Settanta. Lontano dalla porta (anche contro l'Inter almeno un paio di recuperi prodigiosi nella propria area) ma anche negli ultimi venti metri di campo, dove il metro e novantuno dello scozzese diventa arma devastante nel gioco aereo senza limitarlo nella precisione del tocco decisivo quando la palla è a bassa quota. Non a caso per un breve periodo della carriera è stato costretto dalla necessità a giocare centravanti. 

Al suo arrivo in Italia, non pochi hanno sollevato dubbi sull'acquisto, costato 32 milioni a De Laurentiis su insistenza specifica di Antonio Conte. La prima perplessità: i giocatori di scuola britannica non hanno mai lasciato segni indelebili nella nostra Serie A. Qui sono bastate pochissime partite della passata stagione per spazzare via le incertezze.

Seconda eccezione: "Viene dal Manchester United e da un mondo straevoluto come quello della Premier League, verrà a svernare". Altro luogo comune polverizzato con disinvoltura. In questa stagione ha saltato solo una partita, a titolo precauzionale contro il Torino per una botta alla caviglia presa in Nazionale. Ha sempre giocato dando il cento per cento, ha una media voto altissima e ha conquistato la gente di Napoli mettendoci davvero anema e core. La prestazione contro l'Inter ancora una volta è paradigmatica di questo status: persa la palla sanguinosa che ha portato all'1-0 di Federico Di Marco, si è rifatto con gli interessi. Doppietta fondamentale per continuare a credere nello scudetto e per tenersi stretto lo scettro virtuale di miglior giocatore del campionato italiano. 

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MEDIASET - Napoli, ecco perché McTominay al momento è il miglior giocatore della Serie A

di Napoli Magazine

12/01/2026 - 22:57

Lo sanno che è così. L'hanno visto, studiato, analizzato. Sono tutti consapevoli di quanto Scott McTominay sia letale quando sparisce dai radar, si presenta all'improvviso in area avversaria, colpisce chirurgicamente. Eppure non c'è verso di mettere il bavaglio a questo giocatore straordinario. La serata di San Siro poi ha sublimato tutte le caratteristiche uniche di questo giocatore fuori categoria. I due inserimenti che hanno portato ai gol dell'1-1 e del 2-2 contro l'Inter sono da manuale del calcio: all'inizio dell'azione era nel punto giusto dove doveva stare, alla fine ancora meglio. I quei due momenti c'è tutto il bagaglio di un campione: forza fisica, presenza, personalità, capacità di prevedere come si svilupperà l'azione nei quindici secondi successivi. 

Non c'è provocazione (e nemmeno esagerazione) nell'affermare che in questo momento McTominay è il miglior giocatore del campionato italiano. O almeno, per non offendere nessuno, ci si può limitare a dire che è stato il top del girone d'andata. Un concetto che va al di là delle cifre, decisamente inferiori rispetto alla passata stagione (ma con una spiegazione logica). Lo scozzese finora ha realizzato 5 gol in campionato, di cui 3 proprio contro l'Inter (uno all'andata e la doppietta del ritorno), 1 contro il Verona e 1 contro il Sassuolo. Anche in Champions è andato a segno 3 volte, doppietta contro il Psv Eindhoven e gol (più tiro da cui è nato un autogol) contro il Qarabag. In campionato, un gol ogni 307 minuti. L'anno scorso chiuse il campionato sollevando il trofeo dello scudetto, ma anche con 12 reti in 34 partite (2941 minuti), andando a segno una volta ogni 245 minuti. 

Ma i freddi numeri, si sa, nel calcio contano solamente quando bisogna andare a battere cassa per un aumento di stipendio, esercizio che al momento McTominay non sembra sia intenzionato a svolgere. La minore frequenza con cui il tuttocampista è andato a segno è inversamente proporzionale al peso specifico sviluppato nel gioco di squadra. Era e resta sotto gli occhi di tutti la trasformazione tattica che Antonio Conte ha attuato nel suo Napoli, all'inizio della stagione per trovare un posto a Kevin De Bruyne, dopo l'infortunio del belga per ridare equilibrio a una squadra che già dall'inizio della stagione si è trovata senza un elemento fondamentale come Romelu Lukaku. Due sono state le chiavi che hanno consentito agli azzurri di rimanere ai vertici nonostante i molti infortuni: la lukakizzazione di Hojlund e appunto l'olandesizzazione di McTominay. Senza scomodare paragoni troppo azzardati, il ragazzo di Lancaster ha imparato a giocare ovunque, un po' alla Neeskens nella straordinaria Olanda degli anni Settanta. Lontano dalla porta (anche contro l'Inter almeno un paio di recuperi prodigiosi nella propria area) ma anche negli ultimi venti metri di campo, dove il metro e novantuno dello scozzese diventa arma devastante nel gioco aereo senza limitarlo nella precisione del tocco decisivo quando la palla è a bassa quota. Non a caso per un breve periodo della carriera è stato costretto dalla necessità a giocare centravanti. 

Al suo arrivo in Italia, non pochi hanno sollevato dubbi sull'acquisto, costato 32 milioni a De Laurentiis su insistenza specifica di Antonio Conte. La prima perplessità: i giocatori di scuola britannica non hanno mai lasciato segni indelebili nella nostra Serie A. Qui sono bastate pochissime partite della passata stagione per spazzare via le incertezze.

Seconda eccezione: "Viene dal Manchester United e da un mondo straevoluto come quello della Premier League, verrà a svernare". Altro luogo comune polverizzato con disinvoltura. In questa stagione ha saltato solo una partita, a titolo precauzionale contro il Torino per una botta alla caviglia presa in Nazionale. Ha sempre giocato dando il cento per cento, ha una media voto altissima e ha conquistato la gente di Napoli mettendoci davvero anema e core. La prestazione contro l'Inter ancora una volta è paradigmatica di questo status: persa la palla sanguinosa che ha portato all'1-0 di Federico Di Marco, si è rifatto con gli interessi. Doppietta fondamentale per continuare a credere nello scudetto e per tenersi stretto lo scettro virtuale di miglior giocatore del campionato italiano. 

Fonte: Sport Mediaset