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MEDIASET - Sabatini: "Juventus-Napoli? Difficile da decifrare, gli azzurri sono un incognita"
08.12.2023 13:54 di Napoli Magazine

A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Sandro Sabatini, giornalista Mediaset.

 


Che gara si aspetta questa sera?


“Bella domanda… Credo sia una gara difficile da decifrare. La Juventus è abbastanza facile da fotografare, come momento, come condizione dei giocatori. Il Napoli, invece, no. Contro l’Atalanta c’è stata una grande speranza, confermata a Madrid e solo nel primo tempo contro l’Inter. Non so quale Napoli si vedrà questa sera, a Torino. La vera incognita, dunque, credo sia la squadra di Mazzarri”

 


Il Napoli meritava di più contro i nerazzurri?


“Meritava di più. Nel primo tempo c’è stata una bellissima parata di Sommer, la traversa di Politano. Le occasioni ci sono state. Poi, il risultato ha offuscato un po’ tutto, le occasioni e la prestazione degli azzurri così come le decisioni del direttore di gara. Tuttavia, non so quanto il Napoli risentirà di una socnfitta per tre a zero”

 


Una sfida, quella tra Napoli e Juventus, che tende più a guardare al passato che al presente. 


“Napoli e Juventus hanno avuto tempi migliori. Duelli che sono durati per due o tre anni, senza le milanesi. Adesso ci si ritrova ad affrontare una concorrenza molto più vivace. I tempi migliori del Napoli risalgono soltanto ad un anno fa, con la doppia vittoria degli azzurri e il successo allo Stadium nella cosiddetta ‘zona Mazzarri’. Per quanto riguarda la Juventus, ci sono state anche vittorie rocambolesche, come il successo per quattro a tre con l’autorete di Koulibaly, così come il gol di Zaza nei minuti finali. Sono gare che danno particolari emozioni, fatte di gioie e dolori. Solo che ‘gioie e dolori’ si usa per i matrimoni, Napoli e Juve penso non si sposeranno mai…”

 


Sarà anche una sfida tra Osimhen e Vlahovic?


“E’ un duello che non esiste ormai da un anno. Osimhen ha preso il largo. È stato un duello soltanto l’anno precedente, con il dibattito su chi fosse il più forte. Da diciotto mesi a questa parte, però, il confronto non ha motivo di esistere. Il serbo è incapace di trovare continuità in fase realizzativa. Dovrà ritrovare fiducia, la stessa che ha acquisito Osimhen negli ultimi mesi. Vedremo se, questa sera, il nigeriano avrà raggiunto la condizione ideale”

 


Juventus-Napoli è anche Chiesa contro Kvareatskhelia…


“Sono giocatori molto simili. Entrambi giocano sulla fascia sinistra. Chiesa giocherebbe lì anche se fosse impiegato nel 4-3-3, così come Kvara nel 3-5-2. I giocatori tendono sempre a posizionarsi nella zona di campo dove si sentono maggiormente a proprio agio. Hanno molte caratteristiche in comune anche dal punto di vista psicologico. Sono due giocatori che non fanno della continuità il proprio pezzo forte. Non fanno mai una partita uguale all’altra”

 


Cosa pensa delle parole di Mourinho nel prepartita e post gara di Sassuolo-Roma?


“E’ da una settimana che rispondo a questa domanda, perfino al bar. Mourinho lo apprezzo molto, tranne quando parla di arbitri. È stato grave quanto detto all’arbitro, ma ancor di più quanto detto a Berardi, che non si può accusare di essere antisportivo. Mentre Mazzarri sta provando a dare una svolta al suo passato, De Laurentiis non ha brillato quando ha detto che, per vincere consecutivamente, devi per forza imbrogliare. Sono frasi che non mi piacciono, chiunque sia a pronunciarle, che sia Agnelli, De Laurentiis o Mourinho. Si mette un retropensiero nella testa dei tifosi, che ci sia qualcosa di manovrato dall’alto. Un retropensiero di malafede. Sarebbe come andare al cinema e lamentarsi che è tutto inventato, allora non ci andare!”

 


Simone Inzaghi è realmente diventato grande?


“E’ un ottimo allenatore, anche se un tecnico si misura anche in base alla squadra che allena. Prendiamo ad esempio Mazzarri, che a Napoli ha vinto con una squadra che era deboluccia soltanto in difesa. Poi, Walter è andato all’Inter pensando di fare un salto di qualità. SI è ritrovato ad allenare Kuzmanovic, Nagatomo e Pereira. È andato al Watford, al Torino e poi al Cagliari, dove è sprofondato. Questo per dire che Inzaghi è un professionista, ma va anche considerato che allena la squadra più forte. Può raggiungere la vittoria del tricolore e, con esso, la seconda stella. Vedrete che, proprio su questo, ci saranno delle polemiche. Tra i titoli che potrebbero consentire ai nerazzurri di raggiungere ka seconda stella, infatti, ci sono anche quelli acquisiti dopo Calciopoli”

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