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ON AIR - Anellucci: "Infortuni del Napoli? Serve un’analisi approfondita sulla preparazione"
20.03.2026 11:36 di Napoli Magazine
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A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Claudio Anellucci, agente FIFA.

Partiamo subito da Roma e Bologna, forse una vittoria anche inaspettata del Bologna ai danni della Roma. Più meriti dei rossoblù di Vincenzo Italiano o più demeriti dei capitolini guidati da Gasperini?

“All’andata la Roma non meritava il pareggio, quindi era già stata graziata da alcuni episodi. Poi c’era anche un fallo di mano che si può interpretare in diversi modi. Però il Bologna, nelle due partite, ha meritato assolutamente il passaggio del turno, senza ombra di dubbio. È stata una squadra più pronta. Fino al sessantesimo al ritorno vinceva 3-1 fuori casa, in uno stadio difficile come quello della Roma. Poi ha avuto dieci minuti di calo, in cui la Roma l’aveva recuperata, ma alla fine l’ha portata a casa con merito, con voglia, con cattiveria. Qualità che nell’ultimo periodo la squadra di Italiano non aveva sempre dimostrato, specialmente in campionato, ma che ha tirato fuori in questa partita secca. Se c’è una squadra che merita, è proprio quella di Italiano".

Il Bologna può sperare di continuare ad andare avanti in Europa League o è arrivato al limite?

“Per me è una squadra che, se affronta le prossime partite con questa cattiveria agonistica e con questa voglia, può arrivare fino in fondo e giocarsi la finale. Non parliamo di squadre imbattibili, quindi per il calcio italiano c’è la possibilità concreta di vedere un’italiana in finale di Europa League".

Ci spostiamo in Conference League, la Fiorentina continua a essere una squadra dai due volti. In campionato fatica, mentre in Europa va avanti. Secondo lei è una Fiorentina che può arrivare fino in fondo?

“Devo essere sincero, la Conference League è una competizione che a me non piace, non mi piace per il livello, non mi piace per le squadre. Non mi entusiasma, lascia il tempo che trova e questo mi fa capire come una squadra che in campionato è in difficoltà e oggi il campionato italiano non è ai livelli più alti in Europa, riesca comunque ad andare avanti in Conference. Se la Fiorentina rischia in campionato e in Europa invece va bene, questo fa capire il livello della competizione".

Qualcuno qualche anno fa la definiva la competizione del settimo posto, conferma?

“È una competizione, mi permetta il termine, quasi senza senso. Non è una vera competizione europea di alto livello. Un tempo c’era la Coppa delle Coppe, e lì partecipavano grandi squadre. Questa invece sembra quasi una coppa ‘minore’. È stata creata soprattutto per aumentare il numero di partite e i ricavi televisivi, più che per il valore sportivo".

Oggi alle 18:30 il Napoli gioca in casa del Cagliari, secondo lei il Napoli ha la possibilità di fare un filotto di vittorie da qui alla fine?

“Non lo so, sinceramente. Se lo sapessi, farei un altro lavoro. Credo sia difficile, il Napoli ultimamente non mi entusiasma. Non vedo una squadra in salute. Spesso ci sono episodi favorevoli che aiutano il risultato, ma se analizzo il gioco anche nella partita contro il Lecce, finita 2-1 il punteggio inganna. La differenza in campo non si è vista, ho visto un Lecce più brillante, più veloce, più reattivo sulle seconde palle. In alcune situazioni sembrava il Lecce la squadra di vertice. Le squadre di Eusebio Di Francesco corrono sempre molto, mentre nel Napoli vedo alcuni giocatori un po’ appannati, e in questo momento non dovrebbe succedere".

Il Napoli ha affrontato problematiche inspiegabili questa stagione, così come è forse inspiegabile continuare a fidarsi di Antonio Conte, a meno che non cambi qualcosa nella preparazione, visto il numero di infortuni. È questo il problema?

“Il problema è che non si va a fondo nelle cause reali. Il 98% degli infortuni è di natura muscolare, non parliamo di traumi o fratture. Quando hai così tanti infortuni muscolari, devi fare un’analisi approfondita sulla preparazione atletica e sui richiami di lavoro fatti durante la stagione. Quando sei uscito dalle coppe e ti è rimasto solo il campionato, devi dare spiegazioni alla società che ti paga profumatamente. Non è normale avere così tanti infortuni. È qualcosa che trovo inspiegabile per un allenatore di quel livello".

Sono 26 gli infortuni muscolari del Napoli in questa stagione, quindi qualcosa non torna?

“Sono numeri aberranti, davvero aberranti".

Lo stadio Diego Armando Maradona rischia di essere escluso da Euro 2032. Che cosa vorrebbe dire, secondo lei? Sarebbe una sconfitta per il Comune o anche per il club di De Laurentiis? E a livello economico quanto peserebbe sulla città?

“Peserebbe tantissimo. Ma è un problema che viene da lontano ed è difficile da risolvere. Io già anni fa, quando seguivo le partite allo stadio, vedevo situazioni imbarazzanti, in tribuna pioveva dentro. Ricordo un Napoli-Chelsea con Roman Abramovich presente e a pochi metri da noi entrava l’acqua. È qualcosa di inaccettabile per un club importante e per un brand in crescita. Il problema è dei Comuni, non solo di Napoli, in Italia gli stadi sono stati lasciati andare per anni. A Roma, ad esempio, lo stadio Flaminio è abbandonato da decenni. Sono situazioni assurde. In altre città del mondo, come Buenos Aires, ci sono diversi stadi funzionanti all’interno della città. Qui invece manca manutenzione. Servirebbe un piano serio di ristrutturazione oppure concedere gli impianti alle società per lunghi periodi, permettendo loro di investire. Invece spesso i Comuni non solo non aiutano, ma chiedono anche soldi: così diventa tutto ancora più complicato".

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ON AIR - Anellucci: "Infortuni del Napoli? Serve un’analisi approfondita sulla preparazione"

di Napoli Magazine

20/03/2026 - 11:36

A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Claudio Anellucci, agente FIFA.

Partiamo subito da Roma e Bologna, forse una vittoria anche inaspettata del Bologna ai danni della Roma. Più meriti dei rossoblù di Vincenzo Italiano o più demeriti dei capitolini guidati da Gasperini?

“All’andata la Roma non meritava il pareggio, quindi era già stata graziata da alcuni episodi. Poi c’era anche un fallo di mano che si può interpretare in diversi modi. Però il Bologna, nelle due partite, ha meritato assolutamente il passaggio del turno, senza ombra di dubbio. È stata una squadra più pronta. Fino al sessantesimo al ritorno vinceva 3-1 fuori casa, in uno stadio difficile come quello della Roma. Poi ha avuto dieci minuti di calo, in cui la Roma l’aveva recuperata, ma alla fine l’ha portata a casa con merito, con voglia, con cattiveria. Qualità che nell’ultimo periodo la squadra di Italiano non aveva sempre dimostrato, specialmente in campionato, ma che ha tirato fuori in questa partita secca. Se c’è una squadra che merita, è proprio quella di Italiano".

Il Bologna può sperare di continuare ad andare avanti in Europa League o è arrivato al limite?

“Per me è una squadra che, se affronta le prossime partite con questa cattiveria agonistica e con questa voglia, può arrivare fino in fondo e giocarsi la finale. Non parliamo di squadre imbattibili, quindi per il calcio italiano c’è la possibilità concreta di vedere un’italiana in finale di Europa League".

Ci spostiamo in Conference League, la Fiorentina continua a essere una squadra dai due volti. In campionato fatica, mentre in Europa va avanti. Secondo lei è una Fiorentina che può arrivare fino in fondo?

“Devo essere sincero, la Conference League è una competizione che a me non piace, non mi piace per il livello, non mi piace per le squadre. Non mi entusiasma, lascia il tempo che trova e questo mi fa capire come una squadra che in campionato è in difficoltà e oggi il campionato italiano non è ai livelli più alti in Europa, riesca comunque ad andare avanti in Conference. Se la Fiorentina rischia in campionato e in Europa invece va bene, questo fa capire il livello della competizione".

Qualcuno qualche anno fa la definiva la competizione del settimo posto, conferma?

“È una competizione, mi permetta il termine, quasi senza senso. Non è una vera competizione europea di alto livello. Un tempo c’era la Coppa delle Coppe, e lì partecipavano grandi squadre. Questa invece sembra quasi una coppa ‘minore’. È stata creata soprattutto per aumentare il numero di partite e i ricavi televisivi, più che per il valore sportivo".

Oggi alle 18:30 il Napoli gioca in casa del Cagliari, secondo lei il Napoli ha la possibilità di fare un filotto di vittorie da qui alla fine?

“Non lo so, sinceramente. Se lo sapessi, farei un altro lavoro. Credo sia difficile, il Napoli ultimamente non mi entusiasma. Non vedo una squadra in salute. Spesso ci sono episodi favorevoli che aiutano il risultato, ma se analizzo il gioco anche nella partita contro il Lecce, finita 2-1 il punteggio inganna. La differenza in campo non si è vista, ho visto un Lecce più brillante, più veloce, più reattivo sulle seconde palle. In alcune situazioni sembrava il Lecce la squadra di vertice. Le squadre di Eusebio Di Francesco corrono sempre molto, mentre nel Napoli vedo alcuni giocatori un po’ appannati, e in questo momento non dovrebbe succedere".

Il Napoli ha affrontato problematiche inspiegabili questa stagione, così come è forse inspiegabile continuare a fidarsi di Antonio Conte, a meno che non cambi qualcosa nella preparazione, visto il numero di infortuni. È questo il problema?

“Il problema è che non si va a fondo nelle cause reali. Il 98% degli infortuni è di natura muscolare, non parliamo di traumi o fratture. Quando hai così tanti infortuni muscolari, devi fare un’analisi approfondita sulla preparazione atletica e sui richiami di lavoro fatti durante la stagione. Quando sei uscito dalle coppe e ti è rimasto solo il campionato, devi dare spiegazioni alla società che ti paga profumatamente. Non è normale avere così tanti infortuni. È qualcosa che trovo inspiegabile per un allenatore di quel livello".

Sono 26 gli infortuni muscolari del Napoli in questa stagione, quindi qualcosa non torna?

“Sono numeri aberranti, davvero aberranti".

Lo stadio Diego Armando Maradona rischia di essere escluso da Euro 2032. Che cosa vorrebbe dire, secondo lei? Sarebbe una sconfitta per il Comune o anche per il club di De Laurentiis? E a livello economico quanto peserebbe sulla città?

“Peserebbe tantissimo. Ma è un problema che viene da lontano ed è difficile da risolvere. Io già anni fa, quando seguivo le partite allo stadio, vedevo situazioni imbarazzanti, in tribuna pioveva dentro. Ricordo un Napoli-Chelsea con Roman Abramovich presente e a pochi metri da noi entrava l’acqua. È qualcosa di inaccettabile per un club importante e per un brand in crescita. Il problema è dei Comuni, non solo di Napoli, in Italia gli stadi sono stati lasciati andare per anni. A Roma, ad esempio, lo stadio Flaminio è abbandonato da decenni. Sono situazioni assurde. In altre città del mondo, come Buenos Aires, ci sono diversi stadi funzionanti all’interno della città. Qui invece manca manutenzione. Servirebbe un piano serio di ristrutturazione oppure concedere gli impianti alle società per lunghi periodi, permettendo loro di investire. Invece spesso i Comuni non solo non aiutano, ma chiedono anche soldi: così diventa tutto ancora più complicato".