A "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Matteo Gianello, ex portiere, fra le tante, di Napoli e Verona:
Cosa ricorda della sua prima stagione in Serie A? Era in campo nella prima storica vittoria del Napoli di De Laurentiis contro l’Inter…
"Per me è stata una stagione indimenticabile, perché è stato il mio esordio nella massima serie. Anche per il Napoli è stata un'annata bellissima, il primo anno in Serie A è stato straordinario. Quella partita, in particolare, è difficile da dimenticare: se non sbaglio, era un posticipo serale di domenica, con più di 60.000 spettatori. Il clima era perfetto per un grande match. Siamo andati subito in vantaggio con Marcelo Zalayeta, e i rischi sono stati molto limitati. Se ricordo bene, l'Inter aveva giocatori come Maicon, Materazzi, Figo e Julio Cesar in porta, oltre a tantissimi altri di grandissimo livello. Nonostante ciò, la nostra vittoria fu meritata. C'era anche un certo Patrick Vieira a centrocampo, che oggi allena il Genoa, e davanti c'era Mario Balotelli, anche lui in rossoblu".
Sabato si affronteranno nuovamente Napoli e Inter, ancora allo stadio Maradona. Il pronostico vede ancora favoriti i nerazzurri?
"Sicuramente sono partite da tripla, molto combattute. Non dico che ci sia in palio una stagione, perché il campionato è ancora lungo, ma è una gara dal valore importante. Il Napoli gioca in casa, e sicuramente il pubblico darà una grande mano ai giocatori. L'Inter, però, ha dimostrato anche in Coppa Italia di avere una rosa molto ampia, con giocatori in grado di sostituire i titolari senza farli rimpiangere. Basti pensare ad Arnautovic. In una partita del genere, non c’è una squadra nettamente favorita. Il Napoli non arriva da un buon momento in termini di risultati, forse anche di prestazioni, ma una sfida così porta con sé motivazioni speciali, al di sopra delle ultime gare. Possiamo dire che è una di quelle partite che si preparano da sole dal punto di vista mentale. Conoscevo un allenatore che diceva sempre: 'Potresti anche andare in vacanza una settimana e poi presentarti al campo, perché tanto una partita del genere si prepara da sola'. L’importanza del match e la posta in palio sono tali che, a livello mentale, non si può sbagliare".
Forse, in casa Napoli, sarebbe stata davvero utile, viste le numerose problematiche muscolari che hanno colpito la squadra, una settimana di vacanza?
"Sì, però non è giusto imputare colpe a Conte ed al suo staff, perché gli infortuni esistono a prescindere. Il Napoli ha il piccolo vantaggio di giocare una volta a settimana, ma le squadre di Conte sono sempre andate a mille. Lui prepara le partite con grande intensità e determinazione, sia a livello fisico che mentale. I giocatori, per quanto li vediamo come idoli, sono esseri umani e possono incappare in problemi muscolari. Inoltre, i ritmi di gioco sono altissimi e, quando un calciatore si ferma per una settimana o dieci giorni, diventa difficile ritrovare subito la condizione. Gli infortuni fanno parte del calcio, per questo oggi le squadre cercano di costruire rose ampie e con tanti giocatori di qualità. L’Inter, ad esempio, ha dimostrato di avere tante alternative valide, come si è visto anche ieri sera con Arnautovic, che sembrava finito nel dimenticatoio e invece ha offerto una grande prestazione. Forse il problema è proprio questo: anziché rinforzare la rosa a gennaio, il Napoli l’ha indebolita, vendendo Kvaratskhelia e sostituendolo con un giocatore come Okafor, che è arrivato in prestito dal Milan e non è ancora pronto per giocare. Anche queste scelte obbligano l’allenatore a schierare sempre gli stessi, aumentando lo stress fisico sui titolari e spingendoli al limite dell’infortunio. Hanno venduto un top player che negli ultimi anni ha fatto la differenza, permettendo al Napoli di vincere lo scudetto e raggiungere traguardi importanti. Non dico che Okafor non sia un giocatore di qualità, ma sappiamo tutti che, per entrare nei meccanismi di Conte, bisogna essere al 101%. Alla lunga, queste situazioni si pagano: può andare bene finché nessuno si fa male e vinci tutte le partite, ma basta qualche infortunio per ritrovarsi con poche alternative. Giocando una volta a settimana, puoi anche gestire bene la formazione, ma se devi sempre schierare gli stessi undici, rischi di logorarli. I giocatori del Napoli sono sempre sulla corda: il campionato è lungo, e basta un'influenza, una contrattura o un piccolo infortunio per dover rinunciare a un titolare e schierare qualcuno che magari non è pronto. Il Napoli finora ha fatto una grandissima stagione, e sarebbe un peccato vanificare tutto per mancanza di alternative. Sabato ci sarà una grande partita, e sono certo che il Napoli si farà trovare pronto"
Dalle sue parole sembra che, più che i giocatori, a non farsi trovare pronta sia stata la società, che a gennaio non ha fornito a Conte i giusti rincalzi?
"Sì, perché negli 11 titolari, il Napoli non ha nulla da invidiare all’Inter. Le partite le vincono anche i giocatori che entrano dalla panchina. Spesso, sono proprio i sostituti a cambiare gli equilibri, con una giocata decisiva o un gol. Non dico che il Napoli non abbia alternative valide, ma se confrontiamo le due rose, l’Inter ha sicuramente qualcosa in più".
Meret poteva posizionarsi meglio sull’autogol di Rrahmani contro il Como?
"Col senno di poi, sì. Però, analizzando l’azione, lui era nella posizione corretta ad inizio azione, orientato verso la palla. Forse avrebbe dovuto comunicare meglio, magari chiamando il pallone e invitando la squadra a giocarlo diversamente. Ho sentito tanti pareri in questi giorni, alcuni dicono che sarebbe dovuto stare più centrale. Ma la verità è che quella giocata di Politano ha sorpreso un po’ tutti. In genere, da una rimessa laterale, ci si aspetta un passaggio al terzino per poi costruire l’azione, o che il terzino stesso la batta. Invece, qui si è cercato di accelerare la giocata con un passaggio centrale, che è sempre rischioso. Rrahmani ha toccato il pallone senza guardare dov’era il portiere, dando per scontato che fosse in una determinata posizione. Non sono neanche convinto che sia una giocata provata in allenamento, perché una palla centrale così è sempre pericolosa. Se la controlli male, può diventare un’occasione per l’avversario. Inoltre, se guardiamo il fermo immagine, l’attaccante del Como era già pronto a pressare. È stato un errore di concatenazione, che parte proprio dalla scelta iniziale di Politano, prosegue con Rrahmani e termina con Meret che, forse, seguendo l’azione avrebbe potuto mettersi più centrale".
di Napoli Magazine
26/02/2025 - 12:49
A "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Matteo Gianello, ex portiere, fra le tante, di Napoli e Verona:
Cosa ricorda della sua prima stagione in Serie A? Era in campo nella prima storica vittoria del Napoli di De Laurentiis contro l’Inter…
"Per me è stata una stagione indimenticabile, perché è stato il mio esordio nella massima serie. Anche per il Napoli è stata un'annata bellissima, il primo anno in Serie A è stato straordinario. Quella partita, in particolare, è difficile da dimenticare: se non sbaglio, era un posticipo serale di domenica, con più di 60.000 spettatori. Il clima era perfetto per un grande match. Siamo andati subito in vantaggio con Marcelo Zalayeta, e i rischi sono stati molto limitati. Se ricordo bene, l'Inter aveva giocatori come Maicon, Materazzi, Figo e Julio Cesar in porta, oltre a tantissimi altri di grandissimo livello. Nonostante ciò, la nostra vittoria fu meritata. C'era anche un certo Patrick Vieira a centrocampo, che oggi allena il Genoa, e davanti c'era Mario Balotelli, anche lui in rossoblu".
Sabato si affronteranno nuovamente Napoli e Inter, ancora allo stadio Maradona. Il pronostico vede ancora favoriti i nerazzurri?
"Sicuramente sono partite da tripla, molto combattute. Non dico che ci sia in palio una stagione, perché il campionato è ancora lungo, ma è una gara dal valore importante. Il Napoli gioca in casa, e sicuramente il pubblico darà una grande mano ai giocatori. L'Inter, però, ha dimostrato anche in Coppa Italia di avere una rosa molto ampia, con giocatori in grado di sostituire i titolari senza farli rimpiangere. Basti pensare ad Arnautovic. In una partita del genere, non c’è una squadra nettamente favorita. Il Napoli non arriva da un buon momento in termini di risultati, forse anche di prestazioni, ma una sfida così porta con sé motivazioni speciali, al di sopra delle ultime gare. Possiamo dire che è una di quelle partite che si preparano da sole dal punto di vista mentale. Conoscevo un allenatore che diceva sempre: 'Potresti anche andare in vacanza una settimana e poi presentarti al campo, perché tanto una partita del genere si prepara da sola'. L’importanza del match e la posta in palio sono tali che, a livello mentale, non si può sbagliare".
Forse, in casa Napoli, sarebbe stata davvero utile, viste le numerose problematiche muscolari che hanno colpito la squadra, una settimana di vacanza?
"Sì, però non è giusto imputare colpe a Conte ed al suo staff, perché gli infortuni esistono a prescindere. Il Napoli ha il piccolo vantaggio di giocare una volta a settimana, ma le squadre di Conte sono sempre andate a mille. Lui prepara le partite con grande intensità e determinazione, sia a livello fisico che mentale. I giocatori, per quanto li vediamo come idoli, sono esseri umani e possono incappare in problemi muscolari. Inoltre, i ritmi di gioco sono altissimi e, quando un calciatore si ferma per una settimana o dieci giorni, diventa difficile ritrovare subito la condizione. Gli infortuni fanno parte del calcio, per questo oggi le squadre cercano di costruire rose ampie e con tanti giocatori di qualità. L’Inter, ad esempio, ha dimostrato di avere tante alternative valide, come si è visto anche ieri sera con Arnautovic, che sembrava finito nel dimenticatoio e invece ha offerto una grande prestazione. Forse il problema è proprio questo: anziché rinforzare la rosa a gennaio, il Napoli l’ha indebolita, vendendo Kvaratskhelia e sostituendolo con un giocatore come Okafor, che è arrivato in prestito dal Milan e non è ancora pronto per giocare. Anche queste scelte obbligano l’allenatore a schierare sempre gli stessi, aumentando lo stress fisico sui titolari e spingendoli al limite dell’infortunio. Hanno venduto un top player che negli ultimi anni ha fatto la differenza, permettendo al Napoli di vincere lo scudetto e raggiungere traguardi importanti. Non dico che Okafor non sia un giocatore di qualità, ma sappiamo tutti che, per entrare nei meccanismi di Conte, bisogna essere al 101%. Alla lunga, queste situazioni si pagano: può andare bene finché nessuno si fa male e vinci tutte le partite, ma basta qualche infortunio per ritrovarsi con poche alternative. Giocando una volta a settimana, puoi anche gestire bene la formazione, ma se devi sempre schierare gli stessi undici, rischi di logorarli. I giocatori del Napoli sono sempre sulla corda: il campionato è lungo, e basta un'influenza, una contrattura o un piccolo infortunio per dover rinunciare a un titolare e schierare qualcuno che magari non è pronto. Il Napoli finora ha fatto una grandissima stagione, e sarebbe un peccato vanificare tutto per mancanza di alternative. Sabato ci sarà una grande partita, e sono certo che il Napoli si farà trovare pronto"
Dalle sue parole sembra che, più che i giocatori, a non farsi trovare pronta sia stata la società, che a gennaio non ha fornito a Conte i giusti rincalzi?
"Sì, perché negli 11 titolari, il Napoli non ha nulla da invidiare all’Inter. Le partite le vincono anche i giocatori che entrano dalla panchina. Spesso, sono proprio i sostituti a cambiare gli equilibri, con una giocata decisiva o un gol. Non dico che il Napoli non abbia alternative valide, ma se confrontiamo le due rose, l’Inter ha sicuramente qualcosa in più".
Meret poteva posizionarsi meglio sull’autogol di Rrahmani contro il Como?
"Col senno di poi, sì. Però, analizzando l’azione, lui era nella posizione corretta ad inizio azione, orientato verso la palla. Forse avrebbe dovuto comunicare meglio, magari chiamando il pallone e invitando la squadra a giocarlo diversamente. Ho sentito tanti pareri in questi giorni, alcuni dicono che sarebbe dovuto stare più centrale. Ma la verità è che quella giocata di Politano ha sorpreso un po’ tutti. In genere, da una rimessa laterale, ci si aspetta un passaggio al terzino per poi costruire l’azione, o che il terzino stesso la batta. Invece, qui si è cercato di accelerare la giocata con un passaggio centrale, che è sempre rischioso. Rrahmani ha toccato il pallone senza guardare dov’era il portiere, dando per scontato che fosse in una determinata posizione. Non sono neanche convinto che sia una giocata provata in allenamento, perché una palla centrale così è sempre pericolosa. Se la controlli male, può diventare un’occasione per l’avversario. Inoltre, se guardiamo il fermo immagine, l’attaccante del Como era già pronto a pressare. È stato un errore di concatenazione, che parte proprio dalla scelta iniziale di Politano, prosegue con Rrahmani e termina con Meret che, forse, seguendo l’azione avrebbe potuto mettersi più centrale".