A Stile TV, nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra”, è intervenuto Ciro Mauro, primario cardiologia Cardarelli ed ex medico sociale del Napoli: “Il mio gruppo ha fatto tantissime operazioni di ablazione, il Cardarelli si distingue per la numerosità di casi clinici. McTominay? Il discorso deve essere chiaro: è stato fermo per via del trattamento post intervento con gli anticoagulanti. Sotto trattamento, ogni scontro di gioco può portare alla formazione di ematomi per cui non è consigliabile giocare o allenarsi sotto trattamento. Superato questo periodo, il paziente viene monitorato per 4/5 anni, c’è da contemplare anche una possibile recidiva. Parlare di aritmia benigna credo sia fuori luogo. La fibrillazione atriale di per sé non complica la sopravvivenza del paziente, ma finché non è individuata, c’è la possibilità di fenomeni tromboembolici e di ictus. Qualsiasi condizione che non è normale, però, non può essere definita benigna per cui questo termine lo eviterei. Probabilmente il ragazzo ha avuto altri episodi precedentemente. Vorrei spendere due parole sullo staff medico del Napoli che è ottimo e non è pensabile che non si sia accorto dell'aritmia di McTominay. Probabilmente qualcuno se n’è accorto prima e chi ne era a conoscenza non ha dato il fascicolo sanitario ai colleghi del Napoli con le dovute informazioni. E’ evidente che è stato lo staff del Napoli a fermare il giocatore ed ha avviato un trattamento risolutivo mentre i colleghi della Federazione scozzese dovevano pensarci prima. Il ragazzo poteva anche correre il rischio di avere un ictus, se sottoposto ad una terapia farmacologica. Non poteva giocare se era sottoposto ad un trattamento anticoagulante”.
di Napoli Magazine
09/10/2026 - 13:54
A Stile TV, nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra”, è intervenuto Ciro Mauro, primario cardiologia Cardarelli ed ex medico sociale del Napoli: “Il mio gruppo ha fatto tantissime operazioni di ablazione, il Cardarelli si distingue per la numerosità di casi clinici. McTominay? Il discorso deve essere chiaro: è stato fermo per via del trattamento post intervento con gli anticoagulanti. Sotto trattamento, ogni scontro di gioco può portare alla formazione di ematomi per cui non è consigliabile giocare o allenarsi sotto trattamento. Superato questo periodo, il paziente viene monitorato per 4/5 anni, c’è da contemplare anche una possibile recidiva. Parlare di aritmia benigna credo sia fuori luogo. La fibrillazione atriale di per sé non complica la sopravvivenza del paziente, ma finché non è individuata, c’è la possibilità di fenomeni tromboembolici e di ictus. Qualsiasi condizione che non è normale, però, non può essere definita benigna per cui questo termine lo eviterei. Probabilmente il ragazzo ha avuto altri episodi precedentemente. Vorrei spendere due parole sullo staff medico del Napoli che è ottimo e non è pensabile che non si sia accorto dell'aritmia di McTominay. Probabilmente qualcuno se n’è accorto prima e chi ne era a conoscenza non ha dato il fascicolo sanitario ai colleghi del Napoli con le dovute informazioni. E’ evidente che è stato lo staff del Napoli a fermare il giocatore ed ha avviato un trattamento risolutivo mentre i colleghi della Federazione scozzese dovevano pensarci prima. Il ragazzo poteva anche correre il rischio di avere un ictus, se sottoposto ad una terapia farmacologica. Non poteva giocare se era sottoposto ad un trattamento anticoagulante”.