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RAI - Nations League, Italia, Calafiori: "Grande reazione dopo il pari della Turchia, siamo già a un buon punto, ma è ancora molto presto"
05.10.2026 23:13 di Napoli Magazine
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Riccardo Calafiori, difensore dell'Italia, ha parlato a Rai Sport dopo la vittoria contro la Turchia in Nations League: "Credo ci sia qualcosa di scritto per me in questa città e in questo stadio: qui avevo esordito proprio contro la Turchia e qui ho segnato il primo gol. È un'emozione difficile da spiegare, ma volevo ringraziare tutti in qualche modo e credo di esserci riuscito abbastanza bene. Il pareggio della Turchia poteva complicare le cose? Invece abbiamo reagito nella maniera giusta. Devo dire che è stata una partita diversa da quella giocata in Turchia, dove a volte ci avevano un po' sorpreso. Era importante tornare in vantaggio subito dopo e secondo me abbiamo vinto meritatamente. C'è un'idea collettiva e propositiva che evidentemente mi piace. Come ho detto nella prima intervista contro il Belgio, non è che in tre giorni o in due settimane si possa vedere interamente il lavoro di un mister, però l'idea è quella. Abbiamo provato a fare il massimo, a lavorare, e piano piano i meccanismi entrano. Non voglio dire che abbiamo risolto tutto, ma siamo arrivati a un buon punto e andiamo a giocarci le ultime due partite di novembre. Dovrei fare più gol? L'anno scorso, per esempio, sono stato sfortunato e potevo chiudere ad almeno 5-6 gol. Quest'anno la stagione è cominciata abbastanza bene, ma ovviamente, al di là dei numeri, mi interessa l'apporto che do alla squadra. Cerco di stare bene fisicamente: alla fine è quello che conta, perché quando sto bene posso aiutare in tanti modi. Diciamo che tutto è cominciato con Thiago Motta al Bologna, che da centrale mi lasciava molto libero e mi sono trovato benissimo in quella stagione. Poi, appena arrivato all'Arsenal, inizialmente non era proprio così, ma ho parlato con il mister e lui stesso mi ha detto che se ho dentro questo impulso di andare ad attaccare gli spazi devo farlo, perché mi viene naturale. Ovviamente va fatto con la testa, con le idee e nei momenti giusti, ma quando mi lasciano libero riesco ad esprimermi molto meglio. Scena con il bimbo? In quel video mi soffermerei più sulla gioia del bambino: è una cosa difficile da spiegare. Come ho detto in quel commento a cui vi riferite, mi sembra passato un anno e mezzo o due da quando ero così e facevo il matto per Osvaldo o Lamela se mi davano una maglietta. È un'emozione indescrivibile. Rivedendo il video mi sono accorto ancora di più di quanto fosse felice: queste sono le anime pure che ci sono nel mondo, bisogna tenersi strette e coltivare persone così. Non parlava inglese. Ho provato a comunicare e lui mi diceva cose come 'maglietta', e io gli risondevo di stare tranquillo che gliel'avrei data. A chi darei il Pallone d'Oro? No, non vado ad entrare nel merito di queste decisioni! Se la giocano in 2-3 e sapete chi sono, ma quest'anno devo dire che è un po' difficile".

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RAI - Nations League, Italia, Calafiori: "Grande reazione dopo il pari della Turchia, siamo già a un buon punto, ma è ancora molto presto"

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05/10/2026 - 23:13

Riccardo Calafiori, difensore dell'Italia, ha parlato a Rai Sport dopo la vittoria contro la Turchia in Nations League: "Credo ci sia qualcosa di scritto per me in questa città e in questo stadio: qui avevo esordito proprio contro la Turchia e qui ho segnato il primo gol. È un'emozione difficile da spiegare, ma volevo ringraziare tutti in qualche modo e credo di esserci riuscito abbastanza bene. Il pareggio della Turchia poteva complicare le cose? Invece abbiamo reagito nella maniera giusta. Devo dire che è stata una partita diversa da quella giocata in Turchia, dove a volte ci avevano un po' sorpreso. Era importante tornare in vantaggio subito dopo e secondo me abbiamo vinto meritatamente. C'è un'idea collettiva e propositiva che evidentemente mi piace. Come ho detto nella prima intervista contro il Belgio, non è che in tre giorni o in due settimane si possa vedere interamente il lavoro di un mister, però l'idea è quella. Abbiamo provato a fare il massimo, a lavorare, e piano piano i meccanismi entrano. Non voglio dire che abbiamo risolto tutto, ma siamo arrivati a un buon punto e andiamo a giocarci le ultime due partite di novembre. Dovrei fare più gol? L'anno scorso, per esempio, sono stato sfortunato e potevo chiudere ad almeno 5-6 gol. Quest'anno la stagione è cominciata abbastanza bene, ma ovviamente, al di là dei numeri, mi interessa l'apporto che do alla squadra. Cerco di stare bene fisicamente: alla fine è quello che conta, perché quando sto bene posso aiutare in tanti modi. Diciamo che tutto è cominciato con Thiago Motta al Bologna, che da centrale mi lasciava molto libero e mi sono trovato benissimo in quella stagione. Poi, appena arrivato all'Arsenal, inizialmente non era proprio così, ma ho parlato con il mister e lui stesso mi ha detto che se ho dentro questo impulso di andare ad attaccare gli spazi devo farlo, perché mi viene naturale. Ovviamente va fatto con la testa, con le idee e nei momenti giusti, ma quando mi lasciano libero riesco ad esprimermi molto meglio. Scena con il bimbo? In quel video mi soffermerei più sulla gioia del bambino: è una cosa difficile da spiegare. Come ho detto in quel commento a cui vi riferite, mi sembra passato un anno e mezzo o due da quando ero così e facevo il matto per Osvaldo o Lamela se mi davano una maglietta. È un'emozione indescrivibile. Rivedendo il video mi sono accorto ancora di più di quanto fosse felice: queste sono le anime pure che ci sono nel mondo, bisogna tenersi strette e coltivare persone così. Non parlava inglese. Ho provato a comunicare e lui mi diceva cose come 'maglietta', e io gli risondevo di stare tranquillo che gliel'avrei data. A chi darei il Pallone d'Oro? No, non vado ad entrare nel merito di queste decisioni! Se la giocano in 2-3 e sapete chi sono, ma quest'anno devo dire che è un po' difficile".