La questione legata alle infrastrutture sarà uno dei punti cardine del nuovo quinquennio della SSC Napoli. Parola del presidente Aurelio De Laurentiis nel corso della conferenza stampa del 4 giugno a Palazzo Petrucci. L'edizione in edicola oggi di Repubblica fa il punto della situazione in merito alla questione centenario del club e i possibili investimenti del club: "La passione e il business, più che mai a braccetto nelle imminenti celebrazioni per il primo secolo di vita del Napoli, che ricorre ufficialmente il l agosto. Aurelio De Laurentiis ha deciso di rimanere da solo sul ponte di comando e ha sbarrato la porta a modo suo - senza nessuna risposta formale - all'offerta Usa per l'acquisto del club. Aurelio De Laurentiis sogna di costruire il nuovo stadio a San Giovanni a Teduccio nella zona della ex raffineria Q8. Tocca al presidente investire nelle infrastrutture, dopo il suo l'altolà agli investitori americani. «Fondi top erano pronti con 3 miliardi per finanziare il progetto, ma ho preso atto che non è fattibile», si è arreso ieri Matt Rizzetta, rimasto invano in attesa di una risposta per mesi.
di Napoli Magazine
12/06/2026 - 11:25
La questione legata alle infrastrutture sarà uno dei punti cardine del nuovo quinquennio della SSC Napoli. Parola del presidente Aurelio De Laurentiis nel corso della conferenza stampa del 4 giugno a Palazzo Petrucci. L'edizione in edicola oggi di Repubblica fa il punto della situazione in merito alla questione centenario del club e i possibili investimenti del club: "La passione e il business, più che mai a braccetto nelle imminenti celebrazioni per il primo secolo di vita del Napoli, che ricorre ufficialmente il l agosto. Aurelio De Laurentiis ha deciso di rimanere da solo sul ponte di comando e ha sbarrato la porta a modo suo - senza nessuna risposta formale - all'offerta Usa per l'acquisto del club. Aurelio De Laurentiis sogna di costruire il nuovo stadio a San Giovanni a Teduccio nella zona della ex raffineria Q8. Tocca al presidente investire nelle infrastrutture, dopo il suo l'altolà agli investitori americani. «Fondi top erano pronti con 3 miliardi per finanziare il progetto, ma ho preso atto che non è fattibile», si è arreso ieri Matt Rizzetta, rimasto invano in attesa di una risposta per mesi.