NAPOLI – Dopo la deludente sconfitta contro la Lazio, al Napoli si chiedeva una risposta di forza ed orgoglio ed è arrivata con una brillante prestazione contro la Cremonese. Una partita a senso unico fin dal primo minuto, con un McTominay completamente indemoniato, forte anche della posizione in campo che gli ha permesso di trovare gli inserimenti che lo rendono letale. La Cremonese ha provato a fare una prestazione coraggiosa, come richiesto da Giampaolo, ma si è dovuta arrendere di fronte alla valanga azzurra, che con mentalità d’acciaio ed infinita qualità l’ha completamente surclassata. Dopo la Lazio, Conte ha optato per qualche cambio di formazione: Gutierrez al posto di Spinazzola, Rrahmani al centro della difesa e niente Fab Four, ma dentro Alisson Santos. Una scelta che ha premiato l’allenatore, visto che il brasiliano, con le sue accelerate, ha completamente messo in difficoltà la difesa grigiorossa, per poi mettersi in proprio con un gol strepitoso. La prestazione del brasiliano consolida quello che sarà il riscatto che la società azzurra farà a fine stagione, ma accresce anche qualche rimpianto di non aver usato le sue qualità in quelle partite che sono state rognose per il Napoli, dove ha perso anche qualche punto che poteva consolidare il secondo posto. Il ritorno di Rrahmani ha confermato quanto visto negli ultimi anni: la sua presenza in difesa porta equilibrio e solidità. Non giocava da metà febbraio, ma si è mostrato in totale controllo della partita e la sua presenza ha rassicurato tutti. Sarà un caso (o forse no), ma torna lui e il Napoli porta a casa il clean-sheet e nel finale va anche vicino al gol con un bel colpo di testa, ma la traversa infrange i sogni di gloria. C’è una grande differenza tra la difesa con Rrahmani e la difesa senza Rrahmani: la sua leadership ormai è una vera e propria certezza e finalmente anche in questo ambiente viene riconosciuta l’importanza del kosovaro (meglio tardi che mai). Un’altra scelta azzeccata di Conte è quella di Gutierrez: lo spagnolo, partita dopo partita, mostra una evidente crescita e la connessione con Alisson dà una marcia in più agli azzurri. Napoli-Cremonese ha avuto più di un protagonista e non si può non sottolineare la prestazione sia di De Bruyne che di Hojlund. Il belga ha un altro modo di pensare e si vede, in campo si diverte e fa divertire soprattutto il Maradona. Prima l’assist per McTominay, poi la gioia del primo gol su azione in maglia azzurra e tante giocate di qualità: se questi sono i problemi, auguro al Napoli di averne mille e molti altri. Infine, c’è Hojlund: non era al meglio e rischiava di non giocare, ma in campo ha dato tutto come sempre. Peccato che il gol voluto con forza e resistenza, sia poi stato segnato come autogol di Terracciano.
L’UOMO IN PIU’ – Napoli-Cremonese è una di quelle partite dove più di un calciatore si è dimostrato “l’uomo in più” degli azzurri, ma non si può non notare l’enfasi che ci ha messo Scott McTominay nell’affrontare il match contro la Cremonese. E’ bastato riportato nella sua posizione, per consentirgli di fare la differenza: un gol fatto, tanti sfiorati e una gara dominata in lungo e in largo. Da centrocampista centrale si sono viste tutte le qualità migliori dello scozzese: tanta fisicità, tanta corsa e, avendo più campo davanti a sè, è riuscito a fare la differenza con i suoi tempi di inserimento che si sono rivelati ancora una volta letali. Quando è in giornata, si dimostra un giocatore totale: difficile da contenere le sue qualità tecniche, ma a fare la differenza è anche una mentalità devastante. Non lascia nulla al caso, basta guardare quel pallone recuperato sulla linea di fondo, che è stato decisivo per il gol di De Bruyne. Nel corso di questa stagione, anche lo scozzese è stato spesso chiamato da Conte a ricoprire altri ruoli e, nonostante un rendimento elevato anche nel lavoro sporco che spesso non viene preso in considerazione, va detto che nel suo habitat naturale è estremamente incontenibile. L’unica nota stonata della serata è il rigore: non tanto per l’errore in sé, perché succede, ma in quel frangente avrei lasciato la possibilità a Giovane di presentarsi sul dischetto, visto che queste ultime partite potrebbero rivelarsi decisive per il prosieguo della sua avventura partenopea e, magari, il gol poteva dargli più fiducia per questo finale di stagione.
Preziosa Lombardi
Napoli Magazine
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di Napoli Magazine
27/04/2026 - 08:00
NAPOLI – Dopo la deludente sconfitta contro la Lazio, al Napoli si chiedeva una risposta di forza ed orgoglio ed è arrivata con una brillante prestazione contro la Cremonese. Una partita a senso unico fin dal primo minuto, con un McTominay completamente indemoniato, forte anche della posizione in campo che gli ha permesso di trovare gli inserimenti che lo rendono letale. La Cremonese ha provato a fare una prestazione coraggiosa, come richiesto da Giampaolo, ma si è dovuta arrendere di fronte alla valanga azzurra, che con mentalità d’acciaio ed infinita qualità l’ha completamente surclassata. Dopo la Lazio, Conte ha optato per qualche cambio di formazione: Gutierrez al posto di Spinazzola, Rrahmani al centro della difesa e niente Fab Four, ma dentro Alisson Santos. Una scelta che ha premiato l’allenatore, visto che il brasiliano, con le sue accelerate, ha completamente messo in difficoltà la difesa grigiorossa, per poi mettersi in proprio con un gol strepitoso. La prestazione del brasiliano consolida quello che sarà il riscatto che la società azzurra farà a fine stagione, ma accresce anche qualche rimpianto di non aver usato le sue qualità in quelle partite che sono state rognose per il Napoli, dove ha perso anche qualche punto che poteva consolidare il secondo posto. Il ritorno di Rrahmani ha confermato quanto visto negli ultimi anni: la sua presenza in difesa porta equilibrio e solidità. Non giocava da metà febbraio, ma si è mostrato in totale controllo della partita e la sua presenza ha rassicurato tutti. Sarà un caso (o forse no), ma torna lui e il Napoli porta a casa il clean-sheet e nel finale va anche vicino al gol con un bel colpo di testa, ma la traversa infrange i sogni di gloria. C’è una grande differenza tra la difesa con Rrahmani e la difesa senza Rrahmani: la sua leadership ormai è una vera e propria certezza e finalmente anche in questo ambiente viene riconosciuta l’importanza del kosovaro (meglio tardi che mai). Un’altra scelta azzeccata di Conte è quella di Gutierrez: lo spagnolo, partita dopo partita, mostra una evidente crescita e la connessione con Alisson dà una marcia in più agli azzurri. Napoli-Cremonese ha avuto più di un protagonista e non si può non sottolineare la prestazione sia di De Bruyne che di Hojlund. Il belga ha un altro modo di pensare e si vede, in campo si diverte e fa divertire soprattutto il Maradona. Prima l’assist per McTominay, poi la gioia del primo gol su azione in maglia azzurra e tante giocate di qualità: se questi sono i problemi, auguro al Napoli di averne mille e molti altri. Infine, c’è Hojlund: non era al meglio e rischiava di non giocare, ma in campo ha dato tutto come sempre. Peccato che il gol voluto con forza e resistenza, sia poi stato segnato come autogol di Terracciano.
L’UOMO IN PIU’ – Napoli-Cremonese è una di quelle partite dove più di un calciatore si è dimostrato “l’uomo in più” degli azzurri, ma non si può non notare l’enfasi che ci ha messo Scott McTominay nell’affrontare il match contro la Cremonese. E’ bastato riportato nella sua posizione, per consentirgli di fare la differenza: un gol fatto, tanti sfiorati e una gara dominata in lungo e in largo. Da centrocampista centrale si sono viste tutte le qualità migliori dello scozzese: tanta fisicità, tanta corsa e, avendo più campo davanti a sè, è riuscito a fare la differenza con i suoi tempi di inserimento che si sono rivelati ancora una volta letali. Quando è in giornata, si dimostra un giocatore totale: difficile da contenere le sue qualità tecniche, ma a fare la differenza è anche una mentalità devastante. Non lascia nulla al caso, basta guardare quel pallone recuperato sulla linea di fondo, che è stato decisivo per il gol di De Bruyne. Nel corso di questa stagione, anche lo scozzese è stato spesso chiamato da Conte a ricoprire altri ruoli e, nonostante un rendimento elevato anche nel lavoro sporco che spesso non viene preso in considerazione, va detto che nel suo habitat naturale è estremamente incontenibile. L’unica nota stonata della serata è il rigore: non tanto per l’errore in sé, perché succede, ma in quel frangente avrei lasciato la possibilità a Giovane di presentarsi sul dischetto, visto che queste ultime partite potrebbero rivelarsi decisive per il prosieguo della sua avventura partenopea e, magari, il gol poteva dargli più fiducia per questo finale di stagione.
Preziosa Lombardi
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