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L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Coraggio Napoli, il Ciuccio è ferito ma non è morto!"
18.01.2026 09:00 di Napoli Magazine
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NAPOLI - Vittoria di misura, non bellissima, non roboante, ma essenziale e più che opportuna, tra mille difficoltà ed intoppi (su tutti quelli che hanno coinvolto Elmas, Rrahmani e Politano). Un 1-0 griffato Lobotka, 1251 giorni dopo la rete siglata al Verona il 15 agosto 2022, con una conclusione forte e piazzata (se facesse gol con frequenza diventerebbe l'uomo invincibile). Anche col Parma, magari, sarebbe potuta finire 1-0 la contesa se solo fosse stato convalidato il gol di McTominay, anzichè richiamare all'attenzione dell'arbitro l'impercettibile fuorigioco di Mazzocchi (per casi del genere andrebbe inserito il concetto del "fascio di luce" tra chi attacca e chi difende, questo regolamento va assolutamente cambiato!). Ma tant'è, l'Inter scappa, il Napoli tiene botta. Non una gara indimenticabile, onestamente. Da tenere stretti i tre punti. La necessità cervellotica di ruotare la difesa ad ogni mezzo infortunio, grazie alla duttilità di Di Lorenzo e alla bravura di Juan Jesus, senza dimenticare la concentrazione di Rrahmani prima e di Buongiorno, rivelatisi elementi fondamentali di una prestazione equilibrata. Senza sussulti, escluso il tiro di Mazzocchi, e qualche mini brivido dalle parti di Milinkovic-Savic. Laurientè e Fadera pimpanti, come Matic, ma tutti sotto controllo. Di Lobotka e McTominay, principalmente. Con Spinazzola un po' svagato, Vergara volenteroso ma emozionato, Hojlund a predicare da solo nel deserto senza poter dialogare con qualcuno al suo fianco. Forse si è savato giusto un pò Elmas, prima della pallonata. Meno certamente Noa Lang (che vuoi fare da grande?!). E poi Politano a mezzo servizio. Beukema da compitino. E negli occhi la generosità di Mazzocchi, "core napulitano" anche in sala stampa. Mi ha lasciato qualche spunto di riflessione inevaso l'invito rivolto da Stellini a dare un occhio al mercato. Con Lucca e Lang che potrebbero lasciare Napoli solo in caso di offerte da piazze di livello, non c'è tempo di pensare a quel che sarà. Vanno piuttosto recuperati il prima possibile Neres (che ha ancora qualche fastidio alla caviglia sinistra), Anguissa e Gilmour, prima di rivolgere un pensiero a Lukaku più in là e a De Bruyne per le Idi di marzo. Testa al Copenhagen, trottare si può. Pure in Champions, prima di mentalizzarsi verso Juventus-Napoli, per un'altra domenica da leoni. Non si molla di un centimetro. Si lotta, a testa alta, ogni tre giorni. Il Ciuccio è ferito, ma non è morto!

Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
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NAPOLI - Vittoria di misura, non bellissima, non roboante, ma essenziale e più che opportuna, tra mille difficoltà ed intoppi (su tutti quelli che hanno coinvolto Elmas, Rrahmani e Politano). Un 1-0 griffato Lobotka, 1251 giorni dopo la rete siglata al Verona il 15 agosto 2022, con una conclusione forte e piazzata (se facesse gol con frequenza diventerebbe l'uomo invincibile). Anche col Parma, magari, sarebbe potuta finire 1-0 la contesa se solo fosse stato convalidato il gol di McTominay, anzichè richiamare all'attenzione dell'arbitro l'impercettibile fuorigioco di Mazzocchi (per casi del genere andrebbe inserito il concetto del "fascio di luce" tra chi attacca e chi difende, questo regolamento va assolutamente cambiato!). Ma tant'è, l'Inter scappa, il Napoli tiene botta. Non una gara indimenticabile, onestamente. Da tenere stretti i tre punti. La necessità cervellotica di ruotare la difesa ad ogni mezzo infortunio, grazie alla duttilità di Di Lorenzo e alla bravura di Juan Jesus, senza dimenticare la concentrazione di Rrahmani prima e di Buongiorno, rivelatisi elementi fondamentali di una prestazione equilibrata. Senza sussulti, escluso il tiro di Mazzocchi, e qualche mini brivido dalle parti di Milinkovic-Savic. Laurientè e Fadera pimpanti, come Matic, ma tutti sotto controllo. Di Lobotka e McTominay, principalmente. Con Spinazzola un po' svagato, Vergara volenteroso ma emozionato, Hojlund a predicare da solo nel deserto senza poter dialogare con qualcuno al suo fianco. Forse si è savato giusto un pò Elmas, prima della pallonata. Meno certamente Noa Lang (che vuoi fare da grande?!). E poi Politano a mezzo servizio. Beukema da compitino. E negli occhi la generosità di Mazzocchi, "core napulitano" anche in sala stampa. Mi ha lasciato qualche spunto di riflessione inevaso l'invito rivolto da Stellini a dare un occhio al mercato. Con Lucca e Lang che potrebbero lasciare Napoli solo in caso di offerte da piazze di livello, non c'è tempo di pensare a quel che sarà. Vanno piuttosto recuperati il prima possibile Neres (che ha ancora qualche fastidio alla caviglia sinistra), Anguissa e Gilmour, prima di rivolgere un pensiero a Lukaku più in là e a De Bruyne per le Idi di marzo. Testa al Copenhagen, trottare si può. Pure in Champions, prima di mentalizzarsi verso Juventus-Napoli, per un'altra domenica da leoni. Non si molla di un centimetro. Si lotta, a testa alta, ogni tre giorni. Il Ciuccio è ferito, ma non è morto!

Antonio Petrazzuolo
 
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