NAPOLI - Durante l'intervallo di Napoli-Chelsea, con il 2-1 in tasca, ho accarezzato l'idea che gli azzurri potessero riuscire nell'impresa stoica di qualificarsi ai Play Off di Champions League. Sensazione purtroppo svanita dopo una manciata di minuti. Peccato. Sarebbe stato anche un traguardo giusto per la tenacia e lo spirito battagliero messi in campo da Vergara e Hojlund, autori di due gol di pregevole fattura, oltre che di una prestazione maiuscola. Ma non è bastato. Dagli altri campi, poi, risultati assurdi si sono concretizzati: dal 4-2 del Benfica sul Real Madrid fino al 2-1 del Bodo Glimt in casa dell'Atletico Madrid, ed allora veramente c'è poco da recriminare. Escluso il rigore di Enzo Fernandez, che aveva freddato un pò gli entusiasmi ad inizio match per quel braccio che Juan Jesus non avrebbe potuto tranciarsi, gli azzurri sono stati in partita. E sono d'accordo con Conte, il risultato finale di 2-3 è stato bugiardo. Da cineteca lo slalom gigante con gol in equilbrio precario di Vergara, come da applausi la stoccata vincente da vero rapace di area di rigore di Hojlund su cross rasoterra di Olivera. Il Napoli, con uno sforzo incredibile, era riuscito a prendere in mano le redini del gioco, contro avversari di tutto rispetto. Poi ad un certo punto è finita la benzina, la mente si è annebbiata, Juan Jesus e Buongiorno hanno spento la luce e si sono lasciati infilare da due prodezze di Joao Pedro. Incolpevole sui gol Meret. Sarebbe servito a poco anche la rete del subentrato Lukaku, che a due passi da Sanchez si è visto respingere il suo tiro con un colpo di reni notevole. Dispiace, perchè uscire dalla Champions non fa mai piacere. Resta il rammarico per le sconfitte evitabili di inizio percorso, quel 6-2 di Eindhoven, come pure i punti persi con Eintracht e Copenhagen. Ma tant'è, la Champions non ti perdona il minimo errore, e il Napoli li ha pagati tutti fino all'ultimo. La stagione, comunque, non si chiude qui. Anzi. Seppur con 13-14 elementi, in attesa di recuperare qualche altro calciatore (almeno Gilmour, dato che degli altri non si conoscono date precise sui rientri), bisogna difendere il quarto posto in campionato ed onorare la Coppa Italia, che il prossimo 10 febbraio presenta proprio al Maradona una bella sfida contro lo sfavillante Como di Fabregas. Intanto si deve fare il possibile per non far infortunare gli attuali 11 titolari, i quali anche contro la Fiorentina saranno chiamati a compiere uno straordinario con due giorni e mezzo di riposo nelle gambe. Calendario assurdo, squadra da encomiare per tutto l'impegno che ci sta mettendo. Per il resto, persistono dubbi (al di là del fattore sfortuna) su come non si sia riuscito a prevenire una serie così lunga di infortuni, che di fatto stanno incidendo sul percorso stagionale. Senza dimenticare che, con Neres, una Supercoppa Italiana in bacheca è stata posizionata con grande merito. Dove sarebbe potuto arrivare questo Napoli con la rosa al completo? Probabilmente più avanti in Champions, e con meno punti di ritardo dall'Inter in campionato. Non c'è tempo però di piangere sul latte versato. C'è da compiacersi per l'esplosione di Vergara e il ritorno al gol di Hojlund, due segnali importanti che possono permettere di guardare alle prossime sfide con un briciolo di ottimismo in più, rispetto al recente passato, mentre tutto intorno divampa la tempesta che non sembra volersi placare.

di Napoli Magazine
29/01/2026 - 08:00
NAPOLI - Durante l'intervallo di Napoli-Chelsea, con il 2-1 in tasca, ho accarezzato l'idea che gli azzurri potessero riuscire nell'impresa stoica di qualificarsi ai Play Off di Champions League. Sensazione purtroppo svanita dopo una manciata di minuti. Peccato. Sarebbe stato anche un traguardo giusto per la tenacia e lo spirito battagliero messi in campo da Vergara e Hojlund, autori di due gol di pregevole fattura, oltre che di una prestazione maiuscola. Ma non è bastato. Dagli altri campi, poi, risultati assurdi si sono concretizzati: dal 4-2 del Benfica sul Real Madrid fino al 2-1 del Bodo Glimt in casa dell'Atletico Madrid, ed allora veramente c'è poco da recriminare. Escluso il rigore di Enzo Fernandez, che aveva freddato un pò gli entusiasmi ad inizio match per quel braccio che Juan Jesus non avrebbe potuto tranciarsi, gli azzurri sono stati in partita. E sono d'accordo con Conte, il risultato finale di 2-3 è stato bugiardo. Da cineteca lo slalom gigante con gol in equilbrio precario di Vergara, come da applausi la stoccata vincente da vero rapace di area di rigore di Hojlund su cross rasoterra di Olivera. Il Napoli, con uno sforzo incredibile, era riuscito a prendere in mano le redini del gioco, contro avversari di tutto rispetto. Poi ad un certo punto è finita la benzina, la mente si è annebbiata, Juan Jesus e Buongiorno hanno spento la luce e si sono lasciati infilare da due prodezze di Joao Pedro. Incolpevole sui gol Meret. Sarebbe servito a poco anche la rete del subentrato Lukaku, che a due passi da Sanchez si è visto respingere il suo tiro con un colpo di reni notevole. Dispiace, perchè uscire dalla Champions non fa mai piacere. Resta il rammarico per le sconfitte evitabili di inizio percorso, quel 6-2 di Eindhoven, come pure i punti persi con Eintracht e Copenhagen. Ma tant'è, la Champions non ti perdona il minimo errore, e il Napoli li ha pagati tutti fino all'ultimo. La stagione, comunque, non si chiude qui. Anzi. Seppur con 13-14 elementi, in attesa di recuperare qualche altro calciatore (almeno Gilmour, dato che degli altri non si conoscono date precise sui rientri), bisogna difendere il quarto posto in campionato ed onorare la Coppa Italia, che il prossimo 10 febbraio presenta proprio al Maradona una bella sfida contro lo sfavillante Como di Fabregas. Intanto si deve fare il possibile per non far infortunare gli attuali 11 titolari, i quali anche contro la Fiorentina saranno chiamati a compiere uno straordinario con due giorni e mezzo di riposo nelle gambe. Calendario assurdo, squadra da encomiare per tutto l'impegno che ci sta mettendo. Per il resto, persistono dubbi (al di là del fattore sfortuna) su come non si sia riuscito a prevenire una serie così lunga di infortuni, che di fatto stanno incidendo sul percorso stagionale. Senza dimenticare che, con Neres, una Supercoppa Italiana in bacheca è stata posizionata con grande merito. Dove sarebbe potuto arrivare questo Napoli con la rosa al completo? Probabilmente più avanti in Champions, e con meno punti di ritardo dall'Inter in campionato. Non c'è tempo però di piangere sul latte versato. C'è da compiacersi per l'esplosione di Vergara e il ritorno al gol di Hojlund, due segnali importanti che possono permettere di guardare alle prossime sfide con un briciolo di ottimismo in più, rispetto al recente passato, mentre tutto intorno divampa la tempesta che non sembra volersi placare.
