In Primo Piano
L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Napoli, divampa la gioia al gol al fotofinish di Anguissa, tre punti d'oro quasi insperati ma conquistati con grinta, convinzione e carattere!"
31.08.2025 16:12 di Napoli Magazine
aA

NAPOLI - L'urlo in gola, trattenuto per 95 minuti, è esploso come un gesto di liberazione. Il Napoli, grazie al guizzo in extremis di Anguissa, può continuare a guardare tutti dall'alto, con sei punti totalizzati nelle prime due partite di campionato. Ma che sofferenza, forse troppa. E' pur vero che di fronte gli uomini di Antonio Conte si sono ritrovati un Cagliari che per gran parte del match ha rinunciato a giocare, difendendosi anche con dieci uomini raggruppati in pochi metri dietro la linea della palla. Roba da catenaccio degli anni '80, eppure il Napoli non si è scomposto. I nervi non sono mai saltati. E tra una fiammata di De Bruyne, principalmente nel primo tempo ogni tocco e' stata un'apertura illuminante, e una sprangata di McTominay (ad essere sinceri almeno tre) pian piano si è arrivati a smontare il muro rossoblu eretto da Pisacane. Ad onor del vero, per me questo modo di intendere il calcio non ha grande senso. In fin dei conti la sconfitta (seppur di misura) e' arrivata lo stesso, per cui tanto valeva proporre qualche azione di gioco ulteriore. In attacco Lucca, sostituito al 75° dal giovane Ambrosino, non ha quasi mai visto lo specchio della porta, soprattutto perchè il "solito" Yerry Mina si è reso protagonista di una prestazione sostanzialmente attenta, un pò com'era accaduto all'ultima apparizione dello scorso campionato. Anguissa, oltre alla staffilata vincente ben imbeccata dal rientrante Buongiorno con un infido rasoterra, ha macinato metri su metri, in collaborazione col volenteroso Lobotka. Nella fase difensiva, con Meret, Rrahmani e Di Lorenzo diligenti, Juan Jesus (lento nella manovra ma non oggetto di grosse distrazioni), la novità tattica generata dall'inserimento di Spinazzola (in fase iniziale preferito ad Olivera) ha generato luci ed ombre: un gol sfiorato, qualche cross mal calibrato, tanta voglia di fare e raggio d'azione sul lato di De Bruyne e McTominay, che non sempre sono riusciti ad intendersi con l'esterno alla perfezione. Sull'altra corsia non me la sento di criticare Politano, certamente non brillantissimo come all'esordio ma nemmeno da bollare come delusione. Piuttosto mi ha intrigato l'inserimento negli ultimi dieci minuti di Noa Lang, che al momento del bisogno (con gli avversari in calo fisico) ha creato un po' di scompiglio. Nonostante la buona volontà degli azzurri, intanto, il Cagliari stava per portare a casa il pareggio, praticamente senza giocare a calcio. Per fortuna la stoccata vincente di Zambo, mentre in tribuna autorità sorrideva Elmas ed in contemporanea sbarcava in Italia il bomber Hojlund, ha alimentato ancora una volta la passione partenopea dei campioni d'Italia. Ora occorre riordinare le idee per ripartire, dopo la sosta, con un assetto ancor più ordinato e convincente, fermo restando che il dato positivo emerso in questa partita è stato fondamentale: il gruppo è maturo e, nelle difficoltà, sa trovare la soluzione, con pazienza, grinta e carattere per portare a casa il risultato. Ecco perchè Conte, in sala stampa dopo l'1-0, ha sottolineato che avrebbe digerito anche il pareggio. Proprio per la mentalità messa in mostra. Anni fa non sarebbe andata così, e il merito va attribuito a Conte, per cui c'è da guardare il bicchiere mezzo pieno. Intanto "amma (continuà a) faticà", again, di sicuro con un sorriso in più grazie ai tre punti conquistati al fotofinish.

 
Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
ULTIMISSIME IN PRIMO PIANO
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Napoli, divampa la gioia al gol al fotofinish di Anguissa, tre punti d'oro quasi insperati ma conquistati con grinta, convinzione e carattere!"

di Napoli Magazine

31/08/2025 - 16:12

NAPOLI - L'urlo in gola, trattenuto per 95 minuti, è esploso come un gesto di liberazione. Il Napoli, grazie al guizzo in extremis di Anguissa, può continuare a guardare tutti dall'alto, con sei punti totalizzati nelle prime due partite di campionato. Ma che sofferenza, forse troppa. E' pur vero che di fronte gli uomini di Antonio Conte si sono ritrovati un Cagliari che per gran parte del match ha rinunciato a giocare, difendendosi anche con dieci uomini raggruppati in pochi metri dietro la linea della palla. Roba da catenaccio degli anni '80, eppure il Napoli non si è scomposto. I nervi non sono mai saltati. E tra una fiammata di De Bruyne, principalmente nel primo tempo ogni tocco e' stata un'apertura illuminante, e una sprangata di McTominay (ad essere sinceri almeno tre) pian piano si è arrivati a smontare il muro rossoblu eretto da Pisacane. Ad onor del vero, per me questo modo di intendere il calcio non ha grande senso. In fin dei conti la sconfitta (seppur di misura) e' arrivata lo stesso, per cui tanto valeva proporre qualche azione di gioco ulteriore. In attacco Lucca, sostituito al 75° dal giovane Ambrosino, non ha quasi mai visto lo specchio della porta, soprattutto perchè il "solito" Yerry Mina si è reso protagonista di una prestazione sostanzialmente attenta, un pò com'era accaduto all'ultima apparizione dello scorso campionato. Anguissa, oltre alla staffilata vincente ben imbeccata dal rientrante Buongiorno con un infido rasoterra, ha macinato metri su metri, in collaborazione col volenteroso Lobotka. Nella fase difensiva, con Meret, Rrahmani e Di Lorenzo diligenti, Juan Jesus (lento nella manovra ma non oggetto di grosse distrazioni), la novità tattica generata dall'inserimento di Spinazzola (in fase iniziale preferito ad Olivera) ha generato luci ed ombre: un gol sfiorato, qualche cross mal calibrato, tanta voglia di fare e raggio d'azione sul lato di De Bruyne e McTominay, che non sempre sono riusciti ad intendersi con l'esterno alla perfezione. Sull'altra corsia non me la sento di criticare Politano, certamente non brillantissimo come all'esordio ma nemmeno da bollare come delusione. Piuttosto mi ha intrigato l'inserimento negli ultimi dieci minuti di Noa Lang, che al momento del bisogno (con gli avversari in calo fisico) ha creato un po' di scompiglio. Nonostante la buona volontà degli azzurri, intanto, il Cagliari stava per portare a casa il pareggio, praticamente senza giocare a calcio. Per fortuna la stoccata vincente di Zambo, mentre in tribuna autorità sorrideva Elmas ed in contemporanea sbarcava in Italia il bomber Hojlund, ha alimentato ancora una volta la passione partenopea dei campioni d'Italia. Ora occorre riordinare le idee per ripartire, dopo la sosta, con un assetto ancor più ordinato e convincente, fermo restando che il dato positivo emerso in questa partita è stato fondamentale: il gruppo è maturo e, nelle difficoltà, sa trovare la soluzione, con pazienza, grinta e carattere per portare a casa il risultato. Ecco perchè Conte, in sala stampa dopo l'1-0, ha sottolineato che avrebbe digerito anche il pareggio. Proprio per la mentalità messa in mostra. Anni fa non sarebbe andata così, e il merito va attribuito a Conte, per cui c'è da guardare il bicchiere mezzo pieno. Intanto "amma (continuà a) faticà", again, di sicuro con un sorriso in più grazie ai tre punti conquistati al fotofinish.

 
Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com