NAPOLI - A volte il calcio chiede semplicemente di avere il coraggio di guardare ciò che sta accadendo sotto gli occhi di tutti. E ciò che sta accadendo con Costantino Favasuli è piuttosto chiaro: ogni volta che Massimiliano Allegri lo ha chiamato in causa, il ragazzo ha risposto presente.
Non ha fallito una sola occasione.
E allora, perché non concedergli una possibilità dall'inizio?
La domanda nasce spontanea dopo questo primo scorcio di stagione. Favasuli è entrato in campo contro l'Arsenal al suo debutto in Champions League, poi ha avuto un impatto ancora più evidente contro il Bologna, quando è subentrato all'intervallo e ha letteralmente cambiato il volto della fascia destra del Napoli.
Contro i rossoblù ha messo insieme energia, personalità, corsa e qualità.
E soprattutto ha prodotto qualcosa di concreto: l'assist decisivo per Lobotka, con una penetrazione in area da destra e un cross preciso che il centrocampista slovacco ha trasformato nel gol della vittoria.
Non solo.
Un tunnel.
Una giocata in mezzo a tre avversari.
Un tiro parato.
Movimenti continui.
Accelerazioni.
Quella voglia di puntare l'uomo che, soprattutto contro una squadra chiusa, può diventare un'arma importante.
Non sono impressioni campate in aria: sono giocate.
Sono fatti.
E i numeri, pur essendo ancora necessariamente piccoli, raccontano comunque un impatto significativo: 2 presenze in Serie A, circa 61-62 minuti complessivi e 1 assist.
Ma c'è un dato che forse vale ancora più delle statistiche.
Favasuli non ha avuto bisogno di tempo per ambientarsi.
Quando è entrato, ha giocato.
Ha corso.
Ha attaccato.
Ha creato.
Ha dato una scossa.
E questo, in un Napoli che in diverse partite ha mostrato qualche difficoltà nel trovare continuità e brillantezza nella fase offensiva, non è un dettaglio.
Allegri lo ha definito un “cavallo giovane, con un entusiasmo pazzesco”, sottolineando proprio il grande impatto avuto dal ragazzo nelle prime due gare e invitando però a farlo crescere gradualmente, senza caricarlo di responsabilità eccessive.
Condivido il concetto.
Nessuna pressione inutile.
Nessun paragone.
Nessuna investitura definitiva.
Ma fiducia sì.
Perché una cosa è proteggere un giovane, un'altra è tenerlo lontano dalle responsabilità quando il campo sta dicendo che può sostenerle.
E Favasuli, in questo momento, merita di essere preso in considerazione anche per una maglia da titolare.
Non perché debba diventare improvvisamente un intoccabile.
Non perché debba giocare tutte le partite.
Ma perché ha dimostrato di poter incidere.
E quando un calciatore giovane entra dalla panchina e porta una ventata di energia, crea occasioni e confeziona l'assist decisivo, è normale che venga spontaneo chiedersi cosa potrebbe fare se avesse a disposizione 60, 70, 80 minuti da protagonista.
È una domanda che soltanto il campo può risolvere.
Ed è proprio per questo che vale la pena porla.
Favasuli ha anche un'altra caratteristica interessante: non sembra avere paura di giocare.
Cerca la giocata.
Attacca lo spazio.
Non si nasconde.
Ha quella sana sfrontatezza che può diventare preziosa in una squadra che ha bisogno di aumentare ritmo e imprevedibilità.
A Firenze, contro la Fiorentina, Allegri lo ha inserito al 73' al posto di Politano. Non ha avuto lo stesso minutaggio della sfida con il Bologna, ma anche la scelta di utilizzarlo in una partita complicata conferma che il tecnico lo considera ormai una risorsa concreta.
E allora eccoci al punto.
Perché non provarlo dall'inizio?
Magari sulla fascia.
Magari in una posizione più offensiva.
Magari in una soluzione tattica che gli permetta di sfruttare la sua gamba e la capacità di attaccare l'area.
Non c'è una risposta già scritta.
Ma c'è una certezza: Favasuli una possibilità se la sta guadagnando sul campo.
E questo è il modo migliore per conquistare spazio in una squadra come il Napoli.
Non con le parole.
Non con le aspettative.
Non con il curriculum.
Con le prestazioni.
Con un assist.
Con una giocata.
Con una corsa in più.
Con la capacità di entrare e cambiare una partita.
Il Napoli ha bisogno di giocatori capaci di accendere le partite.
Favasuli, finora, quando è stato chiamato in causa, lo ha fatto.
Adesso gli si può dare qualcosa in più.
La fiducia da titolare.
Poi sarà ancora il campo a parlare.
Ed è proprio questo il bello del calcio: non esistono garanzie, esistono opportunità.
Favasuli la sua opportunità l'ha già sfruttata.
Ora, forse, è arrivato il momento di vedere cosa può fare dall'inizio.

di Napoli Magazine
27/09/2026 - 08:00
NAPOLI - A volte il calcio chiede semplicemente di avere il coraggio di guardare ciò che sta accadendo sotto gli occhi di tutti. E ciò che sta accadendo con Costantino Favasuli è piuttosto chiaro: ogni volta che Massimiliano Allegri lo ha chiamato in causa, il ragazzo ha risposto presente.
Non ha fallito una sola occasione.
E allora, perché non concedergli una possibilità dall'inizio?
La domanda nasce spontanea dopo questo primo scorcio di stagione. Favasuli è entrato in campo contro l'Arsenal al suo debutto in Champions League, poi ha avuto un impatto ancora più evidente contro il Bologna, quando è subentrato all'intervallo e ha letteralmente cambiato il volto della fascia destra del Napoli.
Contro i rossoblù ha messo insieme energia, personalità, corsa e qualità.
E soprattutto ha prodotto qualcosa di concreto: l'assist decisivo per Lobotka, con una penetrazione in area da destra e un cross preciso che il centrocampista slovacco ha trasformato nel gol della vittoria.
Non solo.
Un tunnel.
Una giocata in mezzo a tre avversari.
Un tiro parato.
Movimenti continui.
Accelerazioni.
Quella voglia di puntare l'uomo che, soprattutto contro una squadra chiusa, può diventare un'arma importante.
Non sono impressioni campate in aria: sono giocate.
Sono fatti.
E i numeri, pur essendo ancora necessariamente piccoli, raccontano comunque un impatto significativo: 2 presenze in Serie A, circa 61-62 minuti complessivi e 1 assist.
Ma c'è un dato che forse vale ancora più delle statistiche.
Favasuli non ha avuto bisogno di tempo per ambientarsi.
Quando è entrato, ha giocato.
Ha corso.
Ha attaccato.
Ha creato.
Ha dato una scossa.
E questo, in un Napoli che in diverse partite ha mostrato qualche difficoltà nel trovare continuità e brillantezza nella fase offensiva, non è un dettaglio.
Allegri lo ha definito un “cavallo giovane, con un entusiasmo pazzesco”, sottolineando proprio il grande impatto avuto dal ragazzo nelle prime due gare e invitando però a farlo crescere gradualmente, senza caricarlo di responsabilità eccessive.
Condivido il concetto.
Nessuna pressione inutile.
Nessun paragone.
Nessuna investitura definitiva.
Ma fiducia sì.
Perché una cosa è proteggere un giovane, un'altra è tenerlo lontano dalle responsabilità quando il campo sta dicendo che può sostenerle.
E Favasuli, in questo momento, merita di essere preso in considerazione anche per una maglia da titolare.
Non perché debba diventare improvvisamente un intoccabile.
Non perché debba giocare tutte le partite.
Ma perché ha dimostrato di poter incidere.
E quando un calciatore giovane entra dalla panchina e porta una ventata di energia, crea occasioni e confeziona l'assist decisivo, è normale che venga spontaneo chiedersi cosa potrebbe fare se avesse a disposizione 60, 70, 80 minuti da protagonista.
È una domanda che soltanto il campo può risolvere.
Ed è proprio per questo che vale la pena porla.
Favasuli ha anche un'altra caratteristica interessante: non sembra avere paura di giocare.
Cerca la giocata.
Attacca lo spazio.
Non si nasconde.
Ha quella sana sfrontatezza che può diventare preziosa in una squadra che ha bisogno di aumentare ritmo e imprevedibilità.
A Firenze, contro la Fiorentina, Allegri lo ha inserito al 73' al posto di Politano. Non ha avuto lo stesso minutaggio della sfida con il Bologna, ma anche la scelta di utilizzarlo in una partita complicata conferma che il tecnico lo considera ormai una risorsa concreta.
E allora eccoci al punto.
Perché non provarlo dall'inizio?
Magari sulla fascia.
Magari in una posizione più offensiva.
Magari in una soluzione tattica che gli permetta di sfruttare la sua gamba e la capacità di attaccare l'area.
Non c'è una risposta già scritta.
Ma c'è una certezza: Favasuli una possibilità se la sta guadagnando sul campo.
E questo è il modo migliore per conquistare spazio in una squadra come il Napoli.
Non con le parole.
Non con le aspettative.
Non con il curriculum.
Con le prestazioni.
Con un assist.
Con una giocata.
Con una corsa in più.
Con la capacità di entrare e cambiare una partita.
Il Napoli ha bisogno di giocatori capaci di accendere le partite.
Favasuli, finora, quando è stato chiamato in causa, lo ha fatto.
Adesso gli si può dare qualcosa in più.
La fiducia da titolare.
Poi sarà ancora il campo a parlare.
Ed è proprio questo il bello del calcio: non esistono garanzie, esistono opportunità.
Favasuli la sua opportunità l'ha già sfruttata.
Ora, forse, è arrivato il momento di vedere cosa può fare dall'inizio.
