NAPOLI - Un esordio allo Stadio Maradona da dimenticare. In un caldo infernale, con 40 gradi percepiti, la mente di alcuni giocatori si è inevitabilmente annebbiata. Il calcio è spesso una questione di dettagli. E contro il Como il Napoli ha pagato a caro prezzo due leggerezze, quelle di Olivera e Anguissa, che hanno spianato la strada agli avversari per una sconfitta, 1-2, che lascia inevitabilmente l’amaro in bocca. Una partita che gli azzurri avrebbero potuto gestire diversamente, magari anche vincerla per come erano disposti in campo, ma che hanno finito per complicarsi da soli.
Il primo gol del Como nasce da una disattenzione di Olivera, il secondo da un errore sanguinoso di Anguissa, con Rrahmani coinvolto nell'azione. Due situazioni evitabili che contro una squadra organizzata e qualitativa come quella di Fabregas diventano macigni.
Meret è incolpevole sui gol subiti. Anzi, nel finale del primo tempo ha evitato che il passivo aumentasse, confermando di essere stato estraneo alle responsabilità sulle due reti incassate.
In mezzo a una serata non semplice, però, c'è un lampo che fa sorridere: Hojlund. Il centravanti danese ha realizzato un gran gol, prendendo palla al limite e trovando con il sinistro la soluzione vincente. Una rete di personalità, qualità e istinto. È un giocatore sul quale il Napoli deve puntare, perché ha caratteristiche importanti e può diventare un riferimento offensivo sempre più centrale.
Peccato per il finale. Il Napoli aveva trovato il gol del possibile 2-2 con Lobotka, ma la rete è stata giustamente annullata per il precedente fuorigioco di Lucca. La beffa è stata grande, ma la decisione di Pairetto è apparsa corretta, anche se il fischietto talvolta ha sorvolato su azioni francamente da sanzionare (una su tutte l’atterramento di Lang in area di rigore comasca).
Questa volta le sostituzioni di Allegri non hanno avuto quell'impatto decisivo che avevamo visto a Genova. Il tecnico ha provato a cambiare volto alla squadra, inserendo De Bruyne, Alisson Santos e Spinazzola già nella ripresa, poi Lucca e Neres nel finale, ma la rimonta non è arrivata.
McTominay non era al top e si è visto. Lo scozzese non ha avuto la solita brillantezza, soprattutto negli inserimenti e nella capacità di dare fisicità alla squadra. Quando Scott non gira al massimo, qualcosa inevitabilmente viene a mancare.
Bene Di Lorenzo, concreto e applicato. Una certezza. Meglio Spinazzola di Olivera, soprattutto per spinta e intraprendenza. Olivera, pur avendo provato a reagire nella ripresa, è sembrato condizionato dalla leggerezza che ha favorito il vantaggio del Como.
Rafa Marin non è andato male. Nonostante le difficoltà della serata, ha offerto una prestazione ordinata e merita di essere rivisto con maggiore continuità. Da rivedere Rrahmani, invece: non è sembrato al meglio e nell'azione del secondo gol, insieme ad Anguissa, e non ha trasmesso la consueta sicurezza.
Lobotka bene a metà. Ha provato a mettere ordine, ma il Como ha spesso imposto il proprio ritmo e il Napoli non è riuscito a controllare la partita come avrebbe dovuto.
Davanti, qualche spunto interessante. Lang ha acceso la luce soprattutto nel primo tempo, provando a creare superiorità. Poi De Bruyne, nella ripresa, ha dato qualità e personalità, anche se non è riuscito a trovare la giocata decisiva. Il belga resta comunque uno dei giocatori dai quali il Napoli deve aspettarsi qualcosa in più nelle partite complicate.
Lucca e Alisson Santos sono ancora in rodaggio. Il primo, essendo in lieve offside, ha generato l’annullamento del gol di Lobotka; il secondo ha portato vivacità e qualche spunto interessante. C'è materiale, ma serve tempo.
Neres è rientrato dopo la lunga assenza. E già questo è un elemento positivo. Ha avuto poco tempo per incidere, entrando nel finale, ma il suo ritorno può rappresentare un'arma importante per il Napoli. Ritrovare il miglior Neres significherebbe avere un giocatore capace di creare superiorità, saltare l'uomo e cambiare il volto di una partita. Non gli si può chiedere subito di essere decisivo: il rientro va accompagnato con pazienza.
Politano è ancora in rodaggio. Non è ancora il giocatore brillante e continuo che conosciamo. Anche per lui serve tempo per ritrovare ritmo e condizione, seppur ha assicurato una prestazione difensiva diligente.
E resta il piccolo rimpianto per Vergara, che non abbiamo visto. In una partita nella quale il Napoli aveva bisogno di energie e imprevedibilità, sarebbe stato interessante concedergli una possibilità.
Ma proprio qui si apre un discorso più ampio, che va oltre la singola partita.
Restano alcune perplessità sulle scelte di mercato. È evidente che il Napoli sia ancora condizionato dagli investimenti effettuati nel passato, investimenti importanti che, al momento, non hanno restituito quella linfa e quelle alternative ai titolari che servirebbero per affrontare una stagione lunga e impegnativa.
Non è una contestazione preventiva della rosa. È una considerazione legata alla profondità dell'organico, rimasto per sommi capi invariato ma privo di elementi come Juan Jesus, Elmas e Lukaku che aggiungevano caratteristiche e opzioni di scelta. Quando alcuni titolari non sono al top, come accaduto con McTominay, oppure quando la squadra deve cambiare volto durante la partita, Allegri ha bisogno di alternative già pronte, non soltanto di giocatori da aspettare, come Badiashile.
Il rientro di Neres può aiutare. La crescita di Alisson Santos pure. Si spera inoltre in un’esplosione di Lucca. Vergara può rappresentare una soluzione. Ma, contro il Como, è emersa la sensazione che la distanza tra alcuni titolari e le alternative sia ancora troppo evidente.
Ed è un aspetto che il Napoli dovrà valutare con attenzione, perché gli impegni aumenteranno e non si può pensare di affrontare tutto puntando sempre sugli stessi uomini.
La sconfitta contro il Como, dunque, non deve diventare un dramma, ma nemmeno essere archiviata con superficialità. Inter ed Arsenal sono dietro l’angolo. Il Napoli deve imparare dai propri errori, soprattutto quando sono errori individuali che diventano immediatamente occasioni per gli avversari.
Allegri questa volta non ha trovato dalla panchina la soluzione vincente. Ma il campionato è lungo e il percorso è appena iniziato.
Il Como porta via tre punti, il Napoli porta a casa una lezione. Le leggerezze si pagano, soprattutto contro squadre che sanno giocare a calcio. E se gli azzurri vogliono essere protagonisti fino in fondo, dovranno crescere non soltanto nei titolari, ma anche nella profondità della rosa.
Perché la qualità c'è. Ma adesso serve trasformare queste potenzialità in certezze.
Il Napoli non deve farsi male da solo. E, soprattutto, non può permettersi di regalare partite.

Antonio Petrazzuolo
Napoli Magazine
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
di Napoli Magazine
31/08/2026 - 08:00
NAPOLI - Un esordio allo Stadio Maradona da dimenticare. In un caldo infernale, con 40 gradi percepiti, la mente di alcuni giocatori si è inevitabilmente annebbiata. Il calcio è spesso una questione di dettagli. E contro il Como il Napoli ha pagato a caro prezzo due leggerezze, quelle di Olivera e Anguissa, che hanno spianato la strada agli avversari per una sconfitta, 1-2, che lascia inevitabilmente l’amaro in bocca. Una partita che gli azzurri avrebbero potuto gestire diversamente, magari anche vincerla per come erano disposti in campo, ma che hanno finito per complicarsi da soli.
Il primo gol del Como nasce da una disattenzione di Olivera, il secondo da un errore sanguinoso di Anguissa, con Rrahmani coinvolto nell'azione. Due situazioni evitabili che contro una squadra organizzata e qualitativa come quella di Fabregas diventano macigni.
Meret è incolpevole sui gol subiti. Anzi, nel finale del primo tempo ha evitato che il passivo aumentasse, confermando di essere stato estraneo alle responsabilità sulle due reti incassate.
In mezzo a una serata non semplice, però, c'è un lampo che fa sorridere: Hojlund. Il centravanti danese ha realizzato un gran gol, prendendo palla al limite e trovando con il sinistro la soluzione vincente. Una rete di personalità, qualità e istinto. È un giocatore sul quale il Napoli deve puntare, perché ha caratteristiche importanti e può diventare un riferimento offensivo sempre più centrale.
Peccato per il finale. Il Napoli aveva trovato il gol del possibile 2-2 con Lobotka, ma la rete è stata giustamente annullata per il precedente fuorigioco di Lucca. La beffa è stata grande, ma la decisione di Pairetto è apparsa corretta, anche se il fischietto talvolta ha sorvolato su azioni francamente da sanzionare (una su tutte l’atterramento di Lang in area di rigore comasca).
Questa volta le sostituzioni di Allegri non hanno avuto quell'impatto decisivo che avevamo visto a Genova. Il tecnico ha provato a cambiare volto alla squadra, inserendo De Bruyne, Alisson Santos e Spinazzola già nella ripresa, poi Lucca e Neres nel finale, ma la rimonta non è arrivata.
McTominay non era al top e si è visto. Lo scozzese non ha avuto la solita brillantezza, soprattutto negli inserimenti e nella capacità di dare fisicità alla squadra. Quando Scott non gira al massimo, qualcosa inevitabilmente viene a mancare.
Bene Di Lorenzo, concreto e applicato. Una certezza. Meglio Spinazzola di Olivera, soprattutto per spinta e intraprendenza. Olivera, pur avendo provato a reagire nella ripresa, è sembrato condizionato dalla leggerezza che ha favorito il vantaggio del Como.
Rafa Marin non è andato male. Nonostante le difficoltà della serata, ha offerto una prestazione ordinata e merita di essere rivisto con maggiore continuità. Da rivedere Rrahmani, invece: non è sembrato al meglio e nell'azione del secondo gol, insieme ad Anguissa, e non ha trasmesso la consueta sicurezza.
Lobotka bene a metà. Ha provato a mettere ordine, ma il Como ha spesso imposto il proprio ritmo e il Napoli non è riuscito a controllare la partita come avrebbe dovuto.
Davanti, qualche spunto interessante. Lang ha acceso la luce soprattutto nel primo tempo, provando a creare superiorità. Poi De Bruyne, nella ripresa, ha dato qualità e personalità, anche se non è riuscito a trovare la giocata decisiva. Il belga resta comunque uno dei giocatori dai quali il Napoli deve aspettarsi qualcosa in più nelle partite complicate.
Lucca e Alisson Santos sono ancora in rodaggio. Il primo, essendo in lieve offside, ha generato l’annullamento del gol di Lobotka; il secondo ha portato vivacità e qualche spunto interessante. C'è materiale, ma serve tempo.
Neres è rientrato dopo la lunga assenza. E già questo è un elemento positivo. Ha avuto poco tempo per incidere, entrando nel finale, ma il suo ritorno può rappresentare un'arma importante per il Napoli. Ritrovare il miglior Neres significherebbe avere un giocatore capace di creare superiorità, saltare l'uomo e cambiare il volto di una partita. Non gli si può chiedere subito di essere decisivo: il rientro va accompagnato con pazienza.
Politano è ancora in rodaggio. Non è ancora il giocatore brillante e continuo che conosciamo. Anche per lui serve tempo per ritrovare ritmo e condizione, seppur ha assicurato una prestazione difensiva diligente.
E resta il piccolo rimpianto per Vergara, che non abbiamo visto. In una partita nella quale il Napoli aveva bisogno di energie e imprevedibilità, sarebbe stato interessante concedergli una possibilità.
Ma proprio qui si apre un discorso più ampio, che va oltre la singola partita.
Restano alcune perplessità sulle scelte di mercato. È evidente che il Napoli sia ancora condizionato dagli investimenti effettuati nel passato, investimenti importanti che, al momento, non hanno restituito quella linfa e quelle alternative ai titolari che servirebbero per affrontare una stagione lunga e impegnativa.
Non è una contestazione preventiva della rosa. È una considerazione legata alla profondità dell'organico, rimasto per sommi capi invariato ma privo di elementi come Juan Jesus, Elmas e Lukaku che aggiungevano caratteristiche e opzioni di scelta. Quando alcuni titolari non sono al top, come accaduto con McTominay, oppure quando la squadra deve cambiare volto durante la partita, Allegri ha bisogno di alternative già pronte, non soltanto di giocatori da aspettare, come Badiashile.
Il rientro di Neres può aiutare. La crescita di Alisson Santos pure. Si spera inoltre in un’esplosione di Lucca. Vergara può rappresentare una soluzione. Ma, contro il Como, è emersa la sensazione che la distanza tra alcuni titolari e le alternative sia ancora troppo evidente.
Ed è un aspetto che il Napoli dovrà valutare con attenzione, perché gli impegni aumenteranno e non si può pensare di affrontare tutto puntando sempre sugli stessi uomini.
La sconfitta contro il Como, dunque, non deve diventare un dramma, ma nemmeno essere archiviata con superficialità. Inter ed Arsenal sono dietro l’angolo. Il Napoli deve imparare dai propri errori, soprattutto quando sono errori individuali che diventano immediatamente occasioni per gli avversari.
Allegri questa volta non ha trovato dalla panchina la soluzione vincente. Ma il campionato è lungo e il percorso è appena iniziato.
Il Como porta via tre punti, il Napoli porta a casa una lezione. Le leggerezze si pagano, soprattutto contro squadre che sanno giocare a calcio. E se gli azzurri vogliono essere protagonisti fino in fondo, dovranno crescere non soltanto nei titolari, ma anche nella profondità della rosa.
Perché la qualità c'è. Ma adesso serve trasformare queste potenzialità in certezze.
Il Napoli non deve farsi male da solo. E, soprattutto, non può permettersi di regalare partite.

Antonio Petrazzuolo
Napoli Magazine
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