L'Editoriale
L’EDITORIALE – Antonio Petrazzuolo: “Napoli, Allegri chiede continuità: la parola d’ordine è crescere”
19.09.2026 16:46 di Napoli Magazine
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CASTEL VOLTURNO (CE) - C’è una parola che più di tutte emerge dalla conferenza stampa di Massimiliano Allegri alla vigilia di Fiorentina-Napoli: continuità.

Dopo la vittoria contro il Bologna, arrivata al termine di una fase certamente delicata, il Napoli è chiamato a dare seguito a quella prestazione. Non tanto per cancellare con un colpo di spugna ciò che è stato, quanto per confermare che la strada intrapresa può essere quella giusta. Allegri lo ha detto chiaramente: quella di Firenze è una delle partite più importanti di questo primo segmento di stagione.

E c'è un altro passaggio che considero significativo: il tecnico non ama parlare per percentuali. Non quantifica il Napoli, preferisce guardarlo nel suo percorso di crescita. È una squadra che sta recuperando giocatori, condizione e certezze, e che dovrà arrivare alla ripresa dopo la sosta con una rosa più completa.

A Firenze, intanto, ci sarà Kevin De Bruyne dal primo minuto. È una notizia importante, soprattutto considerando il calendario ravvicinato e le tre partite disputate in dodici giorni. Anguissa è convocato dopo una settimana di lavoro differenziato e potrebbe rappresentare un'ulteriore risorsa, mentre Spinazzola sarà costretto a fermarsi e tornerà dopo la sosta.

Ma la conferenza di Allegri ha raccontato anche un Napoli che vuole valorizzare ciò che arriva dal proprio interno.

Il riferimento a Favasuli è inevitabile. Il suo impatto contro Arsenal e Bologna ha sorpreso, ma Allegri ha invitato tutti a non caricarlo di responsabilità eccessive. È un messaggio condivisibile: i giovani devono portare energia ed entusiasmo, mentre la responsabilità di trascinare la squadra deve restare soprattutto sulle spalle dei giocatori più esperti.

Lo stesso discorso vale per Vergara, la cui convocazione in Nazionale rappresenta una soddisfazione per il club e un ulteriore riconoscimento del percorso intrapreso. Sono segnali importanti, perché un Napoli ambizioso ha bisogno anche di trovare risorse nuove, non soltanto di affidarsi ai nomi più conosciuti.

Poi c'è Lang.

Allegri è stato molto diretto: "deve dare molto di più". È un messaggio che non va letto necessariamente come una bocciatura, ma come una richiesta di responsabilità. In una rosa competitiva tutti devono contribuire. Non esistono giocatori indispensabili in assoluto: se uno non è al massimo, gioca un altro. Il concetto espresso dal tecnico è quello del gruppo, dello spirito di squadra, dell'entusiasmo.

E proprio qui, a mio avviso, si inserisce la partita del Franchi.

La Fiorentina arriva a questa sfida con entusiasmo e qualità, reduce dalla vittoria di Venezia, e in casa propria rappresenta un ostacolo significativo. Allegri lo sa bene e non ha cercato scorciatoie: ha parlato di una gara intensa, difficile, contro una squadra tecnica e veloce.

Il Napoli dovrà quindi essere concreto, attento e soprattutto continuo.

La vittoria con il Bologna ha restituito un po' di morale. La prestazione con l'Arsenal, pur terminata con una sconfitta, secondo Allegri aveva comunque mostrato aspetti positivi. Ora serve trasformare queste indicazioni in un rendimento più stabile.

E Firenze arriva proprio nel momento giusto per capire qualcosa in più.

Non per emettere sentenze definitive, perché siamo ancora all'inizio del campionato. Non per cercare alibi o giustificazioni. Semplicemente per verificare sul campo quanto questo Napoli stia realmente crescendo.

La sosta, poi, potrà diventare un alleato prezioso: Allegri conta di recuperare McTominay e Meret, mentre per Marianucci servirà ancora attendere. Nella lunga stagione che attende il Napoli, avere una rosa più completa sarà fondamentale.

E allora, a Firenze, più che guardare indietro bisognerà guardare avanti.

De Bruyne dal primo minuto, Anguissa nuovamente disponibile, Favasuli da gestire con equilibrio, Lang chiamato a dare una risposta, i veterani chiamati a trascinare il gruppo.

Sono tanti gli spunti della vigilia.

Ora, come sempre, parlerà il campo.

E il Napoli ha una possibilità importante: chiudere bene questo primo mini-ciclo e arrivare alla sosta con la consapevolezza di aver ritrovato continuità, fiducia e nuove energie.

Perché il percorso di Allegri passa anche da queste partite. E Firenze può essere un altro tassello per costruire, senza fretta ma con determinazione, il Napoli che tutti vogliono vedere.

Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
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19/09/2026 - 16:46

CASTEL VOLTURNO (CE) - C’è una parola che più di tutte emerge dalla conferenza stampa di Massimiliano Allegri alla vigilia di Fiorentina-Napoli: continuità.

Dopo la vittoria contro il Bologna, arrivata al termine di una fase certamente delicata, il Napoli è chiamato a dare seguito a quella prestazione. Non tanto per cancellare con un colpo di spugna ciò che è stato, quanto per confermare che la strada intrapresa può essere quella giusta. Allegri lo ha detto chiaramente: quella di Firenze è una delle partite più importanti di questo primo segmento di stagione.

E c'è un altro passaggio che considero significativo: il tecnico non ama parlare per percentuali. Non quantifica il Napoli, preferisce guardarlo nel suo percorso di crescita. È una squadra che sta recuperando giocatori, condizione e certezze, e che dovrà arrivare alla ripresa dopo la sosta con una rosa più completa.

A Firenze, intanto, ci sarà Kevin De Bruyne dal primo minuto. È una notizia importante, soprattutto considerando il calendario ravvicinato e le tre partite disputate in dodici giorni. Anguissa è convocato dopo una settimana di lavoro differenziato e potrebbe rappresentare un'ulteriore risorsa, mentre Spinazzola sarà costretto a fermarsi e tornerà dopo la sosta.

Ma la conferenza di Allegri ha raccontato anche un Napoli che vuole valorizzare ciò che arriva dal proprio interno.

Il riferimento a Favasuli è inevitabile. Il suo impatto contro Arsenal e Bologna ha sorpreso, ma Allegri ha invitato tutti a non caricarlo di responsabilità eccessive. È un messaggio condivisibile: i giovani devono portare energia ed entusiasmo, mentre la responsabilità di trascinare la squadra deve restare soprattutto sulle spalle dei giocatori più esperti.

Lo stesso discorso vale per Vergara, la cui convocazione in Nazionale rappresenta una soddisfazione per il club e un ulteriore riconoscimento del percorso intrapreso. Sono segnali importanti, perché un Napoli ambizioso ha bisogno anche di trovare risorse nuove, non soltanto di affidarsi ai nomi più conosciuti.

Poi c'è Lang.

Allegri è stato molto diretto: "deve dare molto di più". È un messaggio che non va letto necessariamente come una bocciatura, ma come una richiesta di responsabilità. In una rosa competitiva tutti devono contribuire. Non esistono giocatori indispensabili in assoluto: se uno non è al massimo, gioca un altro. Il concetto espresso dal tecnico è quello del gruppo, dello spirito di squadra, dell'entusiasmo.

E proprio qui, a mio avviso, si inserisce la partita del Franchi.

La Fiorentina arriva a questa sfida con entusiasmo e qualità, reduce dalla vittoria di Venezia, e in casa propria rappresenta un ostacolo significativo. Allegri lo sa bene e non ha cercato scorciatoie: ha parlato di una gara intensa, difficile, contro una squadra tecnica e veloce.

Il Napoli dovrà quindi essere concreto, attento e soprattutto continuo.

La vittoria con il Bologna ha restituito un po' di morale. La prestazione con l'Arsenal, pur terminata con una sconfitta, secondo Allegri aveva comunque mostrato aspetti positivi. Ora serve trasformare queste indicazioni in un rendimento più stabile.

E Firenze arriva proprio nel momento giusto per capire qualcosa in più.

Non per emettere sentenze definitive, perché siamo ancora all'inizio del campionato. Non per cercare alibi o giustificazioni. Semplicemente per verificare sul campo quanto questo Napoli stia realmente crescendo.

La sosta, poi, potrà diventare un alleato prezioso: Allegri conta di recuperare McTominay e Meret, mentre per Marianucci servirà ancora attendere. Nella lunga stagione che attende il Napoli, avere una rosa più completa sarà fondamentale.

E allora, a Firenze, più che guardare indietro bisognerà guardare avanti.

De Bruyne dal primo minuto, Anguissa nuovamente disponibile, Favasuli da gestire con equilibrio, Lang chiamato a dare una risposta, i veterani chiamati a trascinare il gruppo.

Sono tanti gli spunti della vigilia.

Ora, come sempre, parlerà il campo.

E il Napoli ha una possibilità importante: chiudere bene questo primo mini-ciclo e arrivare alla sosta con la consapevolezza di aver ritrovato continuità, fiducia e nuove energie.

Perché il percorso di Allegri passa anche da queste partite. E Firenze può essere un altro tassello per costruire, senza fretta ma con determinazione, il Napoli che tutti vogliono vedere.

Antonio Petrazzuolo
 
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