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MISTER Z - Napoli, la rabbia è tanta ma è inutile guardarsi indietro
22.01.2026 11:00 di Napoli Magazine
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NAPOLI - La rabbia è tanta ma è inutile guardarsi indietro. Il Napoli ha incredibilmente sprecato a Copenaghen la più propizia delle opportunità per ipotecare la qualificazione ai play off di Champions League e lo ha fatto nel modo peggiore, con una condotta di gara sciagurata nel secondo tempo, quando la sorte (una entrata micidiale di Delaney su Lobotka con conseguente espulsione) aveva una volta tanto preso per mano gli azzurri. Trovarsi in vantaggio 1-0 e poter disporre della superiorità numerica avrebbe dovuto significare mettere la vittoria in cassaforte. E invece… Nella ripresa il Napoli non è neppure sceso in campo con la testa. Sembrava che agli uomini di Conte neppure interessasse ciò che accadeva intorno a loro. E’ stata data la possibilità a una squadra dalla caratura tecnico-tattica decisamente limitata come il Copenaghen non soltanto di non soccombere, ma addirittura di giocarsi le sue carte in attacco per riequilibrare la gara, fino a riuscirci grazie al calcio di rigore, sapientemente conquistato da quel furbacchione di Elyounoussi e ingenuamente ratificato da una sventatezza di Buongiorno. E dopo? Avremmo pensato di poter e di dover vedere una squadra schiumante rabbia riversarsi nell’area di rigore avversaria per riprendersi la vittoria. Invece abbiamo ancora una volta assistito – come già troppe volte è accaduto in questa stagione – a uno sterile possesso di palla con continui e inutili passaggi laterali da un lato all’altro del terreno di gioco. Nessun lampo di fantasia, nessuna invenzione, niente di niente. Certo le nove assenze hanno pesato, ma come giustamente ha commentato Conte a fine gara è una giustificazione che non regge. La partita andava vinta, punto e basta. Ora bisogna sperare in un risultato favorevole con il Chelsea che è pur sempre una delle più importanti squadre d’Europa e nel contempo augurarsi che le dirette avversarie per la qualificazione nella parte bassa del tabellone non facciano miracoli. Il tutto in attesa dei…tanto attesi rientri degli infortunati, alcuni dei quali, purtroppo, ancora abbastanza lontani. Domenica, intanto, c’è in programma la sfida alla Juventus. Su questo, però, sono fiducioso, indipendentemente dalla formazione che Conte riuscirà a mandare in campo. Lo abbiamo già visto a Milano nel match con l’Inter: di fronte alle ‘grandi’ del campionato il Napoli miracolosamente ritrova se stesso. E poi la Juventus non farà catenaccio perché giocherà per vincere e dunque lascerà giocare. Speriamo che almeno domenica prossima arrivi una gioia. Ne abbiamo tutti un grande bisogno.

Mario Zaccaria

Napoli Magazine

Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com

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22/01/2026 - 11:00

NAPOLI - La rabbia è tanta ma è inutile guardarsi indietro. Il Napoli ha incredibilmente sprecato a Copenaghen la più propizia delle opportunità per ipotecare la qualificazione ai play off di Champions League e lo ha fatto nel modo peggiore, con una condotta di gara sciagurata nel secondo tempo, quando la sorte (una entrata micidiale di Delaney su Lobotka con conseguente espulsione) aveva una volta tanto preso per mano gli azzurri. Trovarsi in vantaggio 1-0 e poter disporre della superiorità numerica avrebbe dovuto significare mettere la vittoria in cassaforte. E invece… Nella ripresa il Napoli non è neppure sceso in campo con la testa. Sembrava che agli uomini di Conte neppure interessasse ciò che accadeva intorno a loro. E’ stata data la possibilità a una squadra dalla caratura tecnico-tattica decisamente limitata come il Copenaghen non soltanto di non soccombere, ma addirittura di giocarsi le sue carte in attacco per riequilibrare la gara, fino a riuscirci grazie al calcio di rigore, sapientemente conquistato da quel furbacchione di Elyounoussi e ingenuamente ratificato da una sventatezza di Buongiorno. E dopo? Avremmo pensato di poter e di dover vedere una squadra schiumante rabbia riversarsi nell’area di rigore avversaria per riprendersi la vittoria. Invece abbiamo ancora una volta assistito – come già troppe volte è accaduto in questa stagione – a uno sterile possesso di palla con continui e inutili passaggi laterali da un lato all’altro del terreno di gioco. Nessun lampo di fantasia, nessuna invenzione, niente di niente. Certo le nove assenze hanno pesato, ma come giustamente ha commentato Conte a fine gara è una giustificazione che non regge. La partita andava vinta, punto e basta. Ora bisogna sperare in un risultato favorevole con il Chelsea che è pur sempre una delle più importanti squadre d’Europa e nel contempo augurarsi che le dirette avversarie per la qualificazione nella parte bassa del tabellone non facciano miracoli. Il tutto in attesa dei…tanto attesi rientri degli infortunati, alcuni dei quali, purtroppo, ancora abbastanza lontani. Domenica, intanto, c’è in programma la sfida alla Juventus. Su questo, però, sono fiducioso, indipendentemente dalla formazione che Conte riuscirà a mandare in campo. Lo abbiamo già visto a Milano nel match con l’Inter: di fronte alle ‘grandi’ del campionato il Napoli miracolosamente ritrova se stesso. E poi la Juventus non farà catenaccio perché giocherà per vincere e dunque lascerà giocare. Speriamo che almeno domenica prossima arrivi una gioia. Ne abbiamo tutti un grande bisogno.

Mario Zaccaria

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