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MISTER Z - Napoli, è tempo di decidere: con o senza Europa, bisogna ripartire
02.04.2024 23:59 di Napoli Magazine

NAPOLI - Se fino a qualche settimana fa c’era il rischio molto forte di rimanere fuori dalla Champions League del prossimo anno, dopo la mortificante sconfitta con l’Atalanta c’è la possibilità, non del tutto remota ma piuttosto realistica, che il Napoli fallisca anche l’obiettivo di rimanere in Europa, cosa che agli azzurri riesce ininterrottamente dal 2010. Dando per scontato (non c’è la certezza assoluta, ma poco ci manca) che grazie al ranking l’Italia avrà diritto a piazzare non quattro bensì cinque squadre in Champions (il che rende ancora più amaro il boccone da mandar giù), al momento alla squadra di Calzona sarebbe distante cinque lunghezze dalla qualificazione in Europa League (posizione occupata dall’Atalanta) e una dalla qualificazione in Conference League (posizione occupata dalla Lazio). E’ però da considerare che le cose potrebbero cambiare in peggio in corso d’opera perché prima o poi sarà recuperata la partita Atalanta-Fiorentina che non si giocò a causa del grave malore che colpì Joe Barone e che ne provocò di li a poco la morte. La domanda che a questo punto ci si pone è la seguente: è meglio lasciar perdere l’Europa (si tratterebbe comunque di una vetrina di secondo piano, visto che la Champions è ormai svanita) per concentrarsi esclusivamente sulla rifondazione completa della Società, dello staff tecnico e della squadra allo scopo di mettere le basi solide per aprire un nuovo ciclo? A mio parere le due cose possono convivere. La vetrina internazionale rappresenta un valore dal quale non si può prescindere ma è anche vero che è indispensabile che De Laurentiis metta mano a un cambiamento radicale della struttura societaria, dello staff tecnico e della squadra se vuole mantenere il Napoli ai vertici del calcio nazionale e internazionale. Per far questo è necessario che il presidente prenda sin da ora in mano la situazione. Servono decisioni rapide e concrete, a partire dal nuovo allenatore e da un Direttore Generale la cui presenza sembra ormai indifferibile. L’importante è che si convinca che non può continuare a far tutto da solo. Una Società come il Napoli ha bisogno di essere strutturata in maniera piramidale e il presidente può essere solo il vertice di questa piramide. Il resto devono farlo uomini di fiducia, professionisti, gente specializzata in un lavoro che richiede conoscenza, esperienza e capacità di incidere in un mondo, quello del calcio, molto difficile e complicato da interpretare.

Mario Zaccaria

Napoli Magazine 

Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com

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NAPOLI - Se fino a qualche settimana fa c’era il rischio molto forte di rimanere fuori dalla Champions League del prossimo anno, dopo la mortificante sconfitta con l’Atalanta c’è la possibilità, non del tutto remota ma piuttosto realistica, che il Napoli fallisca anche l’obiettivo di rimanere in Europa, cosa che agli azzurri riesce ininterrottamente dal 2010. Dando per scontato (non c’è la certezza assoluta, ma poco ci manca) che grazie al ranking l’Italia avrà diritto a piazzare non quattro bensì cinque squadre in Champions (il che rende ancora più amaro il boccone da mandar giù), al momento alla squadra di Calzona sarebbe distante cinque lunghezze dalla qualificazione in Europa League (posizione occupata dall’Atalanta) e una dalla qualificazione in Conference League (posizione occupata dalla Lazio). E’ però da considerare che le cose potrebbero cambiare in peggio in corso d’opera perché prima o poi sarà recuperata la partita Atalanta-Fiorentina che non si giocò a causa del grave malore che colpì Joe Barone e che ne provocò di li a poco la morte. La domanda che a questo punto ci si pone è la seguente: è meglio lasciar perdere l’Europa (si tratterebbe comunque di una vetrina di secondo piano, visto che la Champions è ormai svanita) per concentrarsi esclusivamente sulla rifondazione completa della Società, dello staff tecnico e della squadra allo scopo di mettere le basi solide per aprire un nuovo ciclo? A mio parere le due cose possono convivere. La vetrina internazionale rappresenta un valore dal quale non si può prescindere ma è anche vero che è indispensabile che De Laurentiis metta mano a un cambiamento radicale della struttura societaria, dello staff tecnico e della squadra se vuole mantenere il Napoli ai vertici del calcio nazionale e internazionale. Per far questo è necessario che il presidente prenda sin da ora in mano la situazione. Servono decisioni rapide e concrete, a partire dal nuovo allenatore e da un Direttore Generale la cui presenza sembra ormai indifferibile. L’importante è che si convinca che non può continuare a far tutto da solo. Una Società come il Napoli ha bisogno di essere strutturata in maniera piramidale e il presidente può essere solo il vertice di questa piramide. Il resto devono farlo uomini di fiducia, professionisti, gente specializzata in un lavoro che richiede conoscenza, esperienza e capacità di incidere in un mondo, quello del calcio, molto difficile e complicato da interpretare.

Mario Zaccaria

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