Mister Z
MISTER Z - Napoli, tra torto e ragione
22.09.2026 09:00 di Napoli Magazine
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NAPOLI - Che ci fosse qualcosa che non andava nel Napoli ce ne eravamo accorti un po’ tutti sin dall’inizio della stagione, prima dei ritiri di Dimaro e di Castel di Sangro. Ma quali sono i torti e le ragioni di Allegri, un allenatore che vanta una storia prestigiosa sulle panchine di importanti squadre italiane e che oggi sembra non riuscire a trovare la quadra da quando si è seduto su quella del Napoli? Ciò che sicuramente può imputarsi ad Allegri è l’aver accettato senza batter ciglio di allenare una squadra senza che la società facesse la campagna acquisti durante il mercato estivo. Gli ingressi nella rosa a sua disposizione di Favasuli e Badiashile non bastano sicuramente a una squadra che ha prospettive e traguardi importanti come quella del Napoli. Allegri si è fidato fino in fondo delle assicurazioni di De Laurentiis sul fatto che la rosa sua disposizione - che non conosceva se non superficialmente - sarebbe stata ampia e competitiva, a prescindere dal fatto che la società non sarebbe praticamente intervenuta sul mercato in entrata? Probabilmente il tecnico livornese, che non è sicuramente l’ultimo arrivato, avrà fatto le sue valutazioni ma è fuori di logica pensare che ritenesse adeguata la rosa del Napoli, così come era confezionata ancor prima che cominciasse la stagione. Come poteva credere Allegri che senza un minimo di potenziamento estivo il Napoli potesse davvero essere considerata una squadra competitiva fino al punto da poter ambire alle posizioni di vertice della classifica e addirittura di poter competere alla pari con le altre corazzate d’Europa in Champions League? Che cosa fare ora dunque per evitare che il Napoli vada incontro ad un campionato mortificante come quello di tre anni fa, in cui si classificò al 10º posto? Difficilmente basterà a raddrizzare la situazione il ritorno in campo dei tanti infortunati. Certo la fortuna non ha dato una mano all’allenatore. Nessuno avrebbe potuto immaginare il ripetersi e perfino l’aggravarsi dello stillicidio infortuni che ha colpito la squadra prima ancora che cominciasse il raduno precampionato. Per rivedere in campo Buongiorno bisognerà aspettare i primi mesi del 2027, ma si spera che almeno gli altri sei attualmente assenti possano riprendere il loro posto in squadra almeno dopo la lunga sosta per gli impegni delle Nazionali cominciata ieri. Allegri, però, oltre che sperare nei ritorni i giocatori attualmente non disponibili dovrà metterci anche qualcosa di suo per migliorare la qualità della squadra. Intanto dovrà fare le sue scelte senza guardare in faccia nessuno. Sarà chiamato, infatti, a scegliere i giocatori più in forma, soprattutto quelli che hanno una più forte carica agonistica. L’allenatore continua a chiedere più cattiveria in campo, ma la grinta dei calciatori non è qualcosa che si possa inventare da un giorno all’altro. Dipende da fattori mentali e soprattutto dipende dal fatto che bisogna essere affamati e non avere invece una atteggiamento da pancia piena come, purtroppo, molti giocatori del Napoli dimostrano di avere al momento. Le scelte quindi dovranno essere indirizzate soprattutto in questo senso. Fare a meno di giocatori come Favasuli o Vergara, mantenere il posto ad altri più stagionati per età e anche per atteggiamento e per scarsa voglia di combattere, non fa il bene della squadra. Certo i ritorni di alcuni dei giocatori oggi assenti, soprattutto McTominay, Buongiorno e Allisson darebbe una migliore qualità alla squadra, ma questo potrebbe non bastare se l’atteggiamento dovesse continuare a essere quello che abbiamo visto finora. Un altro punto sul quale Allegri dovrà molto riflettere è quello legato alla solitudine in attacco di Hojlund che è completamente abbandonato a se stesso. Forse sarebbe il caso di valutare anche la possibilità di utilizzare un attacco a due punte, facendo giocare contemporaneamente il danese e Lucca. E a proposito di quest’ultimo è inutile intestardirsi a volerlo considerare, dal punto di vista tecnico-tattico un clone perfetto di Hojlund. Lucca può essere sfruttato soltanto se le sue caratteristiche di uomo d’area di rigore, per non dire d’area piccola, vengono esaltate. Ha bisogno di stare a pochi metri dalla porta per sfruttare le sue capacità nei colpi di testa e eventualmente nei gol di rapina. Pensare di ostinarsi a farlo giocare spalle alla porta per far salire i compagni di squadra, così come si chiede a Hojlund mi sembra rappresentare veramente un suicidio del quale il Napoli sicuramente non ha bisogno.

Mario Zaccaria

Napoli Magazine

Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com

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NAPOLI - Che ci fosse qualcosa che non andava nel Napoli ce ne eravamo accorti un po’ tutti sin dall’inizio della stagione, prima dei ritiri di Dimaro e di Castel di Sangro. Ma quali sono i torti e le ragioni di Allegri, un allenatore che vanta una storia prestigiosa sulle panchine di importanti squadre italiane e che oggi sembra non riuscire a trovare la quadra da quando si è seduto su quella del Napoli? Ciò che sicuramente può imputarsi ad Allegri è l’aver accettato senza batter ciglio di allenare una squadra senza che la società facesse la campagna acquisti durante il mercato estivo. Gli ingressi nella rosa a sua disposizione di Favasuli e Badiashile non bastano sicuramente a una squadra che ha prospettive e traguardi importanti come quella del Napoli. Allegri si è fidato fino in fondo delle assicurazioni di De Laurentiis sul fatto che la rosa sua disposizione - che non conosceva se non superficialmente - sarebbe stata ampia e competitiva, a prescindere dal fatto che la società non sarebbe praticamente intervenuta sul mercato in entrata? Probabilmente il tecnico livornese, che non è sicuramente l’ultimo arrivato, avrà fatto le sue valutazioni ma è fuori di logica pensare che ritenesse adeguata la rosa del Napoli, così come era confezionata ancor prima che cominciasse la stagione. Come poteva credere Allegri che senza un minimo di potenziamento estivo il Napoli potesse davvero essere considerata una squadra competitiva fino al punto da poter ambire alle posizioni di vertice della classifica e addirittura di poter competere alla pari con le altre corazzate d’Europa in Champions League? Che cosa fare ora dunque per evitare che il Napoli vada incontro ad un campionato mortificante come quello di tre anni fa, in cui si classificò al 10º posto? Difficilmente basterà a raddrizzare la situazione il ritorno in campo dei tanti infortunati. Certo la fortuna non ha dato una mano all’allenatore. Nessuno avrebbe potuto immaginare il ripetersi e perfino l’aggravarsi dello stillicidio infortuni che ha colpito la squadra prima ancora che cominciasse il raduno precampionato. Per rivedere in campo Buongiorno bisognerà aspettare i primi mesi del 2027, ma si spera che almeno gli altri sei attualmente assenti possano riprendere il loro posto in squadra almeno dopo la lunga sosta per gli impegni delle Nazionali cominciata ieri. Allegri, però, oltre che sperare nei ritorni i giocatori attualmente non disponibili dovrà metterci anche qualcosa di suo per migliorare la qualità della squadra. Intanto dovrà fare le sue scelte senza guardare in faccia nessuno. Sarà chiamato, infatti, a scegliere i giocatori più in forma, soprattutto quelli che hanno una più forte carica agonistica. L’allenatore continua a chiedere più cattiveria in campo, ma la grinta dei calciatori non è qualcosa che si possa inventare da un giorno all’altro. Dipende da fattori mentali e soprattutto dipende dal fatto che bisogna essere affamati e non avere invece una atteggiamento da pancia piena come, purtroppo, molti giocatori del Napoli dimostrano di avere al momento. Le scelte quindi dovranno essere indirizzate soprattutto in questo senso. Fare a meno di giocatori come Favasuli o Vergara, mantenere il posto ad altri più stagionati per età e anche per atteggiamento e per scarsa voglia di combattere, non fa il bene della squadra. Certo i ritorni di alcuni dei giocatori oggi assenti, soprattutto McTominay, Buongiorno e Allisson darebbe una migliore qualità alla squadra, ma questo potrebbe non bastare se l’atteggiamento dovesse continuare a essere quello che abbiamo visto finora. Un altro punto sul quale Allegri dovrà molto riflettere è quello legato alla solitudine in attacco di Hojlund che è completamente abbandonato a se stesso. Forse sarebbe il caso di valutare anche la possibilità di utilizzare un attacco a due punte, facendo giocare contemporaneamente il danese e Lucca. E a proposito di quest’ultimo è inutile intestardirsi a volerlo considerare, dal punto di vista tecnico-tattico un clone perfetto di Hojlund. Lucca può essere sfruttato soltanto se le sue caratteristiche di uomo d’area di rigore, per non dire d’area piccola, vengono esaltate. Ha bisogno di stare a pochi metri dalla porta per sfruttare le sue capacità nei colpi di testa e eventualmente nei gol di rapina. Pensare di ostinarsi a farlo giocare spalle alla porta per far salire i compagni di squadra, così come si chiede a Hojlund mi sembra rappresentare veramente un suicidio del quale il Napoli sicuramente non ha bisogno.

Mario Zaccaria

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