NAPOLI - L’evento della presentazione della nuova divisa di gioco del Napoli nell’anno del Centenario a bordo della MSC World Europa è servito a chiarire definitivamente che se De Laurentiis vuole avere a disposizione per il futuro uno stadio nuovo di zecca nel quale far giocare la squadra e organizzare altri eventi che possano far fruttare l’impianto e adeguarlo ai moderni parametri europei, se non mondiali, dovrà mettere mano alla tasca e costruirselo da solo. Il presidente del Napoli ha pensato di stimolare il presidente della Regione Fico e il Sindaco Manfredi, presenti a bordo, chiedendo loro di organizzare un incontro per discutere della questione. De Laurentiis ha anche ribadito un concetto: "Se il Maradona ristrutturato non dovesse essere foriero di introiti atti a far sì che il Calcio Napoli possa considerarsi competitivo con le squadre del nord – ha detto - dobbiamo rendere edotti i tifosi che non potremo più competere come abbiamo fatto in questi ultimi 22 anni della mia gestione". Ma la sua richiesta non è stata raccolta dai due esponenti politici che, nel prendere la parola, sono stati estremamente chiari e hanno chiuso la porta sull’ipotesi di compartecipazione pubblica alle spese da sostenere per costruire un impianto nuovo di zecca. Fico ha spiegato che con il FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale), un Fondo estremamente ricco, è impossibile intervenire perché l’UE non ammette l’uso di quei soldi per la costruzione di uno stadio e neppure per una riqualificazione di impianti sportivi. Riguardo al FSC (Fondo di Sviluppo e Coesione) il presidente della Regione ha spiegato: “Si tratta di un Fondo non particolarmente ricco e che peraltro richiede una programmazione di otto anni. Se impegni i soldi per costruire uno stadio li levi a tutto il resto e dunque la cosa diventa molto complessa”. Insomma affinché uno stadio possa essere finanziato con soldi pubblici “è necessario un disegno nazionale”, vale a dire un impegno del Governo, che al momento non esiste. Dunque se un privato come De Laurentiis vuole costruire uno stadio deve farlo con soldi propri. Manfredi dal canto suo ha detto: “Se lo stadio si può fare noi siamo felici che si faccia, come si sta facendo a Milano e a Roma, dove due grandi Fondi stanno investendo per lo stadio. Se si creano le condizioni, se il Calcio Napoli presenta un progetto, se vuole mettere in campo queste risorse, troverà da noi solamente disponibilità, sostegno, aiuto amministrativo, possibilità di facilitare i percorsi e renderli più veloci possibili”. Anche queste, dunque, parole chiare. Se vuoi lo stadio – la sintesi del discorso di Manfredi – costruiscilo pure e noi ti daremo tutte le agevolazioni burocratiche possibili. Ma di impegnare soldi pubblici per cofinanziarlo non se ne parla. Questa è la situazione. L’incontro richiesto da De Laurentiis probabilmente si farà ma è impossibile che Regione e Comune di Napoli possano invertire la rotta. De Laurentiis che è scaltro e preparato lo sa bene. Magari potrebbe puntare a ottenere un aiuto sull’acquisizione dei suoli di proprietà della Q8 dove intenderebbe localizzare il nuovo impianto. O forse ha in mente qualche altra cosa, altrimenti ben sapendo quali erano e quali sono gli orientamenti dei due enti pubblici, un incontro con Fico e Manfredi non lo avrebbe neppure richiesto. Insomma siamo arrivati alla fine della puntata. Staremo a vedere che cosa accadrà.

Mario Zaccaria
Napoli Magazine
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
di Napoli Magazine
08/07/2026 - 09:00
NAPOLI - L’evento della presentazione della nuova divisa di gioco del Napoli nell’anno del Centenario a bordo della MSC World Europa è servito a chiarire definitivamente che se De Laurentiis vuole avere a disposizione per il futuro uno stadio nuovo di zecca nel quale far giocare la squadra e organizzare altri eventi che possano far fruttare l’impianto e adeguarlo ai moderni parametri europei, se non mondiali, dovrà mettere mano alla tasca e costruirselo da solo. Il presidente del Napoli ha pensato di stimolare il presidente della Regione Fico e il Sindaco Manfredi, presenti a bordo, chiedendo loro di organizzare un incontro per discutere della questione. De Laurentiis ha anche ribadito un concetto: "Se il Maradona ristrutturato non dovesse essere foriero di introiti atti a far sì che il Calcio Napoli possa considerarsi competitivo con le squadre del nord – ha detto - dobbiamo rendere edotti i tifosi che non potremo più competere come abbiamo fatto in questi ultimi 22 anni della mia gestione". Ma la sua richiesta non è stata raccolta dai due esponenti politici che, nel prendere la parola, sono stati estremamente chiari e hanno chiuso la porta sull’ipotesi di compartecipazione pubblica alle spese da sostenere per costruire un impianto nuovo di zecca. Fico ha spiegato che con il FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale), un Fondo estremamente ricco, è impossibile intervenire perché l’UE non ammette l’uso di quei soldi per la costruzione di uno stadio e neppure per una riqualificazione di impianti sportivi. Riguardo al FSC (Fondo di Sviluppo e Coesione) il presidente della Regione ha spiegato: “Si tratta di un Fondo non particolarmente ricco e che peraltro richiede una programmazione di otto anni. Se impegni i soldi per costruire uno stadio li levi a tutto il resto e dunque la cosa diventa molto complessa”. Insomma affinché uno stadio possa essere finanziato con soldi pubblici “è necessario un disegno nazionale”, vale a dire un impegno del Governo, che al momento non esiste. Dunque se un privato come De Laurentiis vuole costruire uno stadio deve farlo con soldi propri. Manfredi dal canto suo ha detto: “Se lo stadio si può fare noi siamo felici che si faccia, come si sta facendo a Milano e a Roma, dove due grandi Fondi stanno investendo per lo stadio. Se si creano le condizioni, se il Calcio Napoli presenta un progetto, se vuole mettere in campo queste risorse, troverà da noi solamente disponibilità, sostegno, aiuto amministrativo, possibilità di facilitare i percorsi e renderli più veloci possibili”. Anche queste, dunque, parole chiare. Se vuoi lo stadio – la sintesi del discorso di Manfredi – costruiscilo pure e noi ti daremo tutte le agevolazioni burocratiche possibili. Ma di impegnare soldi pubblici per cofinanziarlo non se ne parla. Questa è la situazione. L’incontro richiesto da De Laurentiis probabilmente si farà ma è impossibile che Regione e Comune di Napoli possano invertire la rotta. De Laurentiis che è scaltro e preparato lo sa bene. Magari potrebbe puntare a ottenere un aiuto sull’acquisizione dei suoli di proprietà della Q8 dove intenderebbe localizzare il nuovo impianto. O forse ha in mente qualche altra cosa, altrimenti ben sapendo quali erano e quali sono gli orientamenti dei due enti pubblici, un incontro con Fico e Manfredi non lo avrebbe neppure richiesto. Insomma siamo arrivati alla fine della puntata. Staremo a vedere che cosa accadrà.

Mario Zaccaria
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