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VIDEO SHOW - Largo Maradona ai Quartieri Spagnoli, il progetto di restyling curato da Giuseppe Klain: ecco il tour virtuale
29.01.2026 14:42 di Napoli Magazine
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Il murales storico di Maradona nei Quartieri Spagnoli di Napoli che si trova sulla facciata laterale di un palazzo in Via De Deo, il murales è stato la prima opera urbana dipinta in onore del calciatore argentino. L’opera venne realizzata nel 1990 e ritrae Diego Armando Maradona (Lanús, 1960 - Tigre, 2020), con la maglia numero 10 del Napoli, la storica maglia degli anni Ottanta, con lo sponsor Mars, sul petto lo scudetto appena vinto, quello del campionato 1989-1990, il secondo della storia della squadra partenopea, trasformandosi dopo la morte del campione argentino in un'icona laica ed in luogo di pellegrinaggio.
 
Nascita (1990):
Il Murales di Maradona dei quartieri spagnoli si trova sulla facciata laterale di un palazzo in Via Emanuele de Deo al n. 60. I Quartieri Spagnoli sono una zona popolare e molto vissuta di Napoli, ricca di una grande tradizione. Fu dipinto su un palazzo di 6 piani nel 1990 quando il Napoli vinse il secondo scudetto grazie anche alle prodezze di Diego Armando Maradona. Realizzato da Mario Filardi, un giovane artista locale, in pochi giorni e notti, con l'aiuto dei tifosi che illuminavano la facciata con i fari delle auto e raccoglievano fondi. Filardi realizzò il grande ritratto di Maradona in due notti e tre giorni. E a disegno finito fu organizzata una grande festa con gli immancabili fuochi d’artificio. Il murale fu realizzato proprio per festeggiare il secondo scudetto del Napoli, per il quale il contributo di Maradona fu decisivo: per lui 16 gol in 28 partite, il più alto numero di reti che il “Pibe de Oro” ha segnato in un campionato fuori dall’Argentina, e anche la sua miglior media realizzativa con una squadra europea. Autore dell’opera un artista di soli ventitré anni, Mario Filardi, poi scomparso nel 2010. E quella di Filardi è a sua volta una storia nella storia: artista per passione, nella vita faceva tutt’altro mestiere, dal momento che per tutta la vita girò il mondo. 
La Svizzera, Londra, Madrid, l’Australia, Francoforte, tuttavia, quando tornava a Napoli, amava armarsi di colori per dipingere. E lo ha fatto anche nella tarda primavera del 1990, quando Napoli era in festa per la vittoria del suo secondo scudetto. Per tracciare il disegno, Filardi si era basato su una piccola fotografia di Maradona. “Era tifosissimo di Diego”, ha raccontato sua sorella Teresa “Quel murale è nato per onorare Maradona perché ci aveva fatto vincere due scudetti. Quando vincemmo il secondo scudetto, tutti i ragazzi tifosi del Napoli, capitanati da Bostik, vennero a chiamare Mario perché era bravo e gli chiesero di fare il disegno. Lavorò per due notti e tre giorni, lo aiutarono tenendo i fari delle macchine accese per illuminare il muro mentre lui disegnava. Stava su quell’impalcatura precaria e io stavo sotto a guardare, senza neppure riuscire ad andare a dormire, perché avevo paura che cadesse lui e gli cadesse tutto addosso”. E si trattò di un’opera collettiva, perché alla realizzazione partecipò tutto il rione. Teresa Filardi racconta che c’erano persone che facevano compagnia a suo fratello Mario mentre dipingeva, altri che gli passavano il materiale e i tubi Innocenti, lei invece... gli preparava la merenda. Un lavoro enorme eseguito in tempi estremamente rapidi per un artista appassionato, che di mestiere faceva altro.
 
Il Declino:
Mario Filardi realizzò il Murales con vernici industriali che, nel tempo, hanno subito un forte degrado. Già a partire dal 1998 l’immagine iniziò a sbiadirsi, soprattutto nella zona del viso. Inoltre, otto anni dopo l’inaugurazione dell’opera gli inquilini dell’appartamento aprirono una finestra proprio in corrispondena del viso del calciatore. Non mancarono le proteste ma ila figura dipinta andò incontro ad un inevitabile rovina. Divenne sbiadito e danneggiato, in parte a causa dell'apertura di una finestra sul volto nel 1998, un'azione che causò proteste ma segnò il destino dell'opera.
 
Rinascita (2016):
L’iniziativa di restaurare il dipinto arrivò da un artista, Salvatore Iodice, anche lui un ragazzo dei Quartieri Spagnoli, la sua bottega di falegname si trova proprio nel rione, che si propose alla famiglia Filardi per ridipingere il murale che ormai era quasi completamente svanito: Iodice raccolse la somma necessaria per l’intervento, si fece aiutare anche dal Comune che fornì un carrello elevatore, Ottenuti  tutti i permessi del caso, egli decise quindi nel ridippingere l’opera di mantenrsi quanto più fedele e rispettoso alla struttura compositiva dell’originale  murales di Mario Filardi, riproponendo il Maradona in chiave fumettistica dell’opera originale. Nel ridare vita al Murales egli si limitò quindi a resituire colore al vecchio dipinto. 
Salvatore Iodice prima di ridipingere il murales chiese alla madre di Filardi il permesso di ‘toccare’ l’opera del figlio scomparso pochi anni prima per rstituire allo stesso   quel suo piccolo primato di essere uno dei primi murales d’Italia così grandi dedicato ad un calciatore.
 
Il Volto (2017):
Un ulteriore rifacimento fu compiuto a ottobre del 2017, quando il grande street artist argentino Francisco Bosoletti rifece di nuovo il volto del murale di Maradona, in quei giorni era ai Quartieri Spagnoli, ospitato dai residenti, per realizzare il Murales raffigurante "La pudicizia di Antonio Corradini, la statua dell’artista veneto che adornò la Cappella Sansevero, facendo scoprire alla gente una meraviglia della cultura napoletana che non tutti conoscevano. 
Il palazzo sul quale lo "street artist" ha operato, in via Emanuele De Deo, è situato proprio accanto a quello realizzato di Diego. L'argentino Francisco Bosoletti ridipinse il volto in modo più realistico. La "sua" testa di Maradona campeggia da oggi su quel palazzo, a chiusura del cerchio di una storia di passione tutta argentino-napoletana.
 
IL PROGETTO GK10 (2026):
Il Restyling di Giuseppe Klain
 
Il 2026 segna una svolta fondamentale per Largo Maradona grazie al Comune di Napoli, al Sindaco Gaetano Manfredi, il progetto di riqualificazione, approvato dal Comune di Napoli, diventa realtà. Il Restyling ideato e curato da Giuseppe Klain non è solo un intervento conservativo, ma una vera e propria rigenerazione urbana che mira a trasformare il "Santuario Laico" dei Quartieri Spagnoli in un luogo di aggregazione moderno, aperto alla città e al turismo internazionale.
 

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29/01/2026 - 14:42

Il murales storico di Maradona nei Quartieri Spagnoli di Napoli che si trova sulla facciata laterale di un palazzo in Via De Deo, il murales è stato la prima opera urbana dipinta in onore del calciatore argentino. L’opera venne realizzata nel 1990 e ritrae Diego Armando Maradona (Lanús, 1960 - Tigre, 2020), con la maglia numero 10 del Napoli, la storica maglia degli anni Ottanta, con lo sponsor Mars, sul petto lo scudetto appena vinto, quello del campionato 1989-1990, il secondo della storia della squadra partenopea, trasformandosi dopo la morte del campione argentino in un'icona laica ed in luogo di pellegrinaggio.
 
Nascita (1990):
Il Murales di Maradona dei quartieri spagnoli si trova sulla facciata laterale di un palazzo in Via Emanuele de Deo al n. 60. I Quartieri Spagnoli sono una zona popolare e molto vissuta di Napoli, ricca di una grande tradizione. Fu dipinto su un palazzo di 6 piani nel 1990 quando il Napoli vinse il secondo scudetto grazie anche alle prodezze di Diego Armando Maradona. Realizzato da Mario Filardi, un giovane artista locale, in pochi giorni e notti, con l'aiuto dei tifosi che illuminavano la facciata con i fari delle auto e raccoglievano fondi. Filardi realizzò il grande ritratto di Maradona in due notti e tre giorni. E a disegno finito fu organizzata una grande festa con gli immancabili fuochi d’artificio. Il murale fu realizzato proprio per festeggiare il secondo scudetto del Napoli, per il quale il contributo di Maradona fu decisivo: per lui 16 gol in 28 partite, il più alto numero di reti che il “Pibe de Oro” ha segnato in un campionato fuori dall’Argentina, e anche la sua miglior media realizzativa con una squadra europea. Autore dell’opera un artista di soli ventitré anni, Mario Filardi, poi scomparso nel 2010. E quella di Filardi è a sua volta una storia nella storia: artista per passione, nella vita faceva tutt’altro mestiere, dal momento che per tutta la vita girò il mondo. 
La Svizzera, Londra, Madrid, l’Australia, Francoforte, tuttavia, quando tornava a Napoli, amava armarsi di colori per dipingere. E lo ha fatto anche nella tarda primavera del 1990, quando Napoli era in festa per la vittoria del suo secondo scudetto. Per tracciare il disegno, Filardi si era basato su una piccola fotografia di Maradona. “Era tifosissimo di Diego”, ha raccontato sua sorella Teresa “Quel murale è nato per onorare Maradona perché ci aveva fatto vincere due scudetti. Quando vincemmo il secondo scudetto, tutti i ragazzi tifosi del Napoli, capitanati da Bostik, vennero a chiamare Mario perché era bravo e gli chiesero di fare il disegno. Lavorò per due notti e tre giorni, lo aiutarono tenendo i fari delle macchine accese per illuminare il muro mentre lui disegnava. Stava su quell’impalcatura precaria e io stavo sotto a guardare, senza neppure riuscire ad andare a dormire, perché avevo paura che cadesse lui e gli cadesse tutto addosso”. E si trattò di un’opera collettiva, perché alla realizzazione partecipò tutto il rione. Teresa Filardi racconta che c’erano persone che facevano compagnia a suo fratello Mario mentre dipingeva, altri che gli passavano il materiale e i tubi Innocenti, lei invece... gli preparava la merenda. Un lavoro enorme eseguito in tempi estremamente rapidi per un artista appassionato, che di mestiere faceva altro.
 
Il Declino:
Mario Filardi realizzò il Murales con vernici industriali che, nel tempo, hanno subito un forte degrado. Già a partire dal 1998 l’immagine iniziò a sbiadirsi, soprattutto nella zona del viso. Inoltre, otto anni dopo l’inaugurazione dell’opera gli inquilini dell’appartamento aprirono una finestra proprio in corrispondena del viso del calciatore. Non mancarono le proteste ma ila figura dipinta andò incontro ad un inevitabile rovina. Divenne sbiadito e danneggiato, in parte a causa dell'apertura di una finestra sul volto nel 1998, un'azione che causò proteste ma segnò il destino dell'opera.
 
Rinascita (2016):
L’iniziativa di restaurare il dipinto arrivò da un artista, Salvatore Iodice, anche lui un ragazzo dei Quartieri Spagnoli, la sua bottega di falegname si trova proprio nel rione, che si propose alla famiglia Filardi per ridipingere il murale che ormai era quasi completamente svanito: Iodice raccolse la somma necessaria per l’intervento, si fece aiutare anche dal Comune che fornì un carrello elevatore, Ottenuti  tutti i permessi del caso, egli decise quindi nel ridippingere l’opera di mantenrsi quanto più fedele e rispettoso alla struttura compositiva dell’originale  murales di Mario Filardi, riproponendo il Maradona in chiave fumettistica dell’opera originale. Nel ridare vita al Murales egli si limitò quindi a resituire colore al vecchio dipinto. 
Salvatore Iodice prima di ridipingere il murales chiese alla madre di Filardi il permesso di ‘toccare’ l’opera del figlio scomparso pochi anni prima per rstituire allo stesso   quel suo piccolo primato di essere uno dei primi murales d’Italia così grandi dedicato ad un calciatore.
 
Il Volto (2017):
Un ulteriore rifacimento fu compiuto a ottobre del 2017, quando il grande street artist argentino Francisco Bosoletti rifece di nuovo il volto del murale di Maradona, in quei giorni era ai Quartieri Spagnoli, ospitato dai residenti, per realizzare il Murales raffigurante "La pudicizia di Antonio Corradini, la statua dell’artista veneto che adornò la Cappella Sansevero, facendo scoprire alla gente una meraviglia della cultura napoletana che non tutti conoscevano. 
Il palazzo sul quale lo "street artist" ha operato, in via Emanuele De Deo, è situato proprio accanto a quello realizzato di Diego. L'argentino Francisco Bosoletti ridipinse il volto in modo più realistico. La "sua" testa di Maradona campeggia da oggi su quel palazzo, a chiusura del cerchio di una storia di passione tutta argentino-napoletana.
 
IL PROGETTO GK10 (2026):
Il Restyling di Giuseppe Klain
 
Il 2026 segna una svolta fondamentale per Largo Maradona grazie al Comune di Napoli, al Sindaco Gaetano Manfredi, il progetto di riqualificazione, approvato dal Comune di Napoli, diventa realtà. Il Restyling ideato e curato da Giuseppe Klain non è solo un intervento conservativo, ma una vera e propria rigenerazione urbana che mira a trasformare il "Santuario Laico" dei Quartieri Spagnoli in un luogo di aggregazione moderno, aperto alla città e al turismo internazionale.