Jury Chechi, ex ginnasta, ha rilasciato un'intervista all'ANSA per ricordare Franco Menichelli, oro a Tokyo '64, scomparso il 28 gennaio: "È un momento difficile per tutto il mondo della ginnastica e per chi come me l'ha sempre visto come un modello, come un mito. L'anno scorso ho perso Bruno Franceschetti, il mio allenatore. E' difficile, ma la morte fa parte della vita, l'unica certezza che abbiamo è questa. Io sono contento che abbia vissuto, credo, esattamente come volesse lui. Certo è che è un grande dispiacere perché perdiamo una persona che ha fatto la storia della ginnastica e non solo. Ricordo il suo esercizio a corpo libero di quando vinse l'oro a Tokyo 1964, di tanto in tanto lo rivedo, così come quello del bronzo agli anelli, di cui si parla poco. Quegli esercizi sono straordinari, lui è stato un grande innovatore, molto elegante. Il nostro incontro a Roma? Eravamo io, lui e Guglielmetti, è stata una grandissima emozione perché stavo in mezzo a due giganti della storia e io ero il più alto dei tre, non mi era mai successo nella vita. Voglio ricordarlo così, anche con una battuta, e mi manca molto, la sua scomparsa è una notizia che mi ha ferito. Ma sono felice che abbia avuto una bella vita".
di Napoli Magazine
28/01/2026 - 10:56
Jury Chechi, ex ginnasta, ha rilasciato un'intervista all'ANSA per ricordare Franco Menichelli, oro a Tokyo '64, scomparso il 28 gennaio: "È un momento difficile per tutto il mondo della ginnastica e per chi come me l'ha sempre visto come un modello, come un mito. L'anno scorso ho perso Bruno Franceschetti, il mio allenatore. E' difficile, ma la morte fa parte della vita, l'unica certezza che abbiamo è questa. Io sono contento che abbia vissuto, credo, esattamente come volesse lui. Certo è che è un grande dispiacere perché perdiamo una persona che ha fatto la storia della ginnastica e non solo. Ricordo il suo esercizio a corpo libero di quando vinse l'oro a Tokyo 1964, di tanto in tanto lo rivedo, così come quello del bronzo agli anelli, di cui si parla poco. Quegli esercizi sono straordinari, lui è stato un grande innovatore, molto elegante. Il nostro incontro a Roma? Eravamo io, lui e Guglielmetti, è stata una grandissima emozione perché stavo in mezzo a due giganti della storia e io ero il più alto dei tre, non mi era mai successo nella vita. Voglio ricordarlo così, anche con una battuta, e mi manca molto, la sua scomparsa è una notizia che mi ha ferito. Ma sono felice che abbia avuto una bella vita".