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IL PRESIDENTE - Sisma Friuli, Mattarella: "Fu rinascita anche grazie al patto di coesione"
06.05.2026 21:04 di Napoli Magazine
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In un solo interminabile minuto la sera del 6 maggio 1976 tutto venne giù. Una scossa di magnitudo 6.4 della Scala Richter seminò distruzione lungo tutta la fascia collinare a nord di Udine, causando quasi mille morti e oltre tremila feriti. Una tragedia che si portò via tutto, ma non la forza di rialzarsi. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, 50 anni dopo quella tragedia, insiste sulla prevenzione: "Non bisogna limitarsi alla mitigazione" degli effetti delle catastrofi naturali ma bisogna, "per quanto possibile, prevenirli".

Mattarella e Meloni parlano entrambi dell'Orcolat, il mostro che secondo la tradizione vivrebbe nelle viscere del Monte San Simeone e che avrebbe scatenato il disastro. E dicono che i friulani sono più forti di lui. Questo terremoto ha segnato la storia "dell'intera Italia", sottolinea Mattarella, plaudendo alla "rete delle autonomie locali" che "hanno contribuito a costruire" il modello Friuli.

Il primo "modello di autonomia e vera collaborazione istituzionale del Paese", secondo il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. "La ricostruzione qui si concluse rapidamente, senza sprechi e ruberie", dice Meloni, il "dolore fu breve", "non c'era tempo per piangere, per commiserarsi, bisognava agire, reagire". In sala ci sono, tra gli altri, i ministri dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, e per i Rapporti con il Parlamento, il friulano Luca Ciriani. "L'Italia non ha dimenticato l'esempio del Friuli, quel modello, quella rotta che questo governo sta percorrendo per accompagnare nel percorso di rinascita e riscatto tanti altri pezzi d'Italia", aggiunge la premier. L'accento cade poi sulla Protezione civile, nata qui. Il presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, la definisce "una vera eccellenza" ma "dopo i recenti fatti di Preone viene pesantemente messa in discussione da normative evidentemente bisognose di un'attenta, rapida e puntuale riflessione da parte di tutti".

Pronta la risposta di Meloni: "Avete anche il mio sostegno e il mio consenso sulle iniziative che servono a proteggere il ruolo dei sindaci per poter fare il loro lavoro". Alla seduta partecipano tanti primi cittadini con fascia tricolore. Dopo la condanna per omicidio colposo inflitta al sindaco di Preone, Andrea Martinis, per la morte di un volontario di Protezione civile, alcuni sindaci della Carnia avevano avviato una protesta. A margine della cerimonia il presidente della Comunità della Carnia, Ermes De Crignis, ha consegnato a Mattarella una lettera che riassume la situazione e chiede tutele per svolgere l'attività di Protezione civile: "Mattarella mi ha detto che è al corrente delle problematiche e ha aggiunto 'io sono con voi'", riferisce De Crignis.

L'anniversario viene ricordato dalle principali istituzioni del Paese. Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, esprime vicinanza alle "comunità colpite, che seppero reagire con straordinaria dignità, coraggio e senso di responsabilità". "Da quel dolore enorme nacque uno straordinario esempio di coraggio, solidarietà e responsabilità condivisa", osserva il presidente del Senato, Ignazio La Russa. Le cerimonie a Gemona sono iniziate con un minuto di raccoglimento di Mattarella davanti al monumento per le vittime del terremoto nel cimitero locale, accompagnato da Meloni, Fedriga e il sindaco di Gemona, Roberto Revelant. 

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IL PRESIDENTE - Sisma Friuli, Mattarella: "Fu rinascita anche grazie al patto di coesione"

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06/05/2026 - 21:04

In un solo interminabile minuto la sera del 6 maggio 1976 tutto venne giù. Una scossa di magnitudo 6.4 della Scala Richter seminò distruzione lungo tutta la fascia collinare a nord di Udine, causando quasi mille morti e oltre tremila feriti. Una tragedia che si portò via tutto, ma non la forza di rialzarsi. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, 50 anni dopo quella tragedia, insiste sulla prevenzione: "Non bisogna limitarsi alla mitigazione" degli effetti delle catastrofi naturali ma bisogna, "per quanto possibile, prevenirli".

Mattarella e Meloni parlano entrambi dell'Orcolat, il mostro che secondo la tradizione vivrebbe nelle viscere del Monte San Simeone e che avrebbe scatenato il disastro. E dicono che i friulani sono più forti di lui. Questo terremoto ha segnato la storia "dell'intera Italia", sottolinea Mattarella, plaudendo alla "rete delle autonomie locali" che "hanno contribuito a costruire" il modello Friuli.

Il primo "modello di autonomia e vera collaborazione istituzionale del Paese", secondo il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. "La ricostruzione qui si concluse rapidamente, senza sprechi e ruberie", dice Meloni, il "dolore fu breve", "non c'era tempo per piangere, per commiserarsi, bisognava agire, reagire". In sala ci sono, tra gli altri, i ministri dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, e per i Rapporti con il Parlamento, il friulano Luca Ciriani. "L'Italia non ha dimenticato l'esempio del Friuli, quel modello, quella rotta che questo governo sta percorrendo per accompagnare nel percorso di rinascita e riscatto tanti altri pezzi d'Italia", aggiunge la premier. L'accento cade poi sulla Protezione civile, nata qui. Il presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, la definisce "una vera eccellenza" ma "dopo i recenti fatti di Preone viene pesantemente messa in discussione da normative evidentemente bisognose di un'attenta, rapida e puntuale riflessione da parte di tutti".

Pronta la risposta di Meloni: "Avete anche il mio sostegno e il mio consenso sulle iniziative che servono a proteggere il ruolo dei sindaci per poter fare il loro lavoro". Alla seduta partecipano tanti primi cittadini con fascia tricolore. Dopo la condanna per omicidio colposo inflitta al sindaco di Preone, Andrea Martinis, per la morte di un volontario di Protezione civile, alcuni sindaci della Carnia avevano avviato una protesta. A margine della cerimonia il presidente della Comunità della Carnia, Ermes De Crignis, ha consegnato a Mattarella una lettera che riassume la situazione e chiede tutele per svolgere l'attività di Protezione civile: "Mattarella mi ha detto che è al corrente delle problematiche e ha aggiunto 'io sono con voi'", riferisce De Crignis.

L'anniversario viene ricordato dalle principali istituzioni del Paese. Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, esprime vicinanza alle "comunità colpite, che seppero reagire con straordinaria dignità, coraggio e senso di responsabilità". "Da quel dolore enorme nacque uno straordinario esempio di coraggio, solidarietà e responsabilità condivisa", osserva il presidente del Senato, Ignazio La Russa. Le cerimonie a Gemona sono iniziate con un minuto di raccoglimento di Mattarella davanti al monumento per le vittime del terremoto nel cimitero locale, accompagnato da Meloni, Fedriga e il sindaco di Gemona, Roberto Revelant.