LA NOTA - Legambiente Campania, Imparato: "Rifiuti tessili, troppe criticità nel settore, investire in impianti moderni e trasparenti"
di Napoli Magazine
"Il sequestro di oggi conferma le infiltrazioni della criminalità nella filiera degli indumenti usati e dei rifiuti tessili. Stiamo parlando di un settore che intercetta volumi importanti e, soprattutto, conserva un valore economico lungo diversi passaggi (raccolta–selezione–commercializzazione), creando aree grigie tra ciò che viene presentato come “usato recuperabile” e ciò che, in assenza di verifiche e trattamenti, resta a tutti gli effetti un rifiuto. Lo smaltimento dei rifiuti tessili presenta criticità ancora aperte su qualità, tracciabilità e sbocchi. Per questo è fondamentale agire a monte, in particolar modo è sul terreno locale che si misura la credibilità della transizione: chiediamo alla Regione attraverso gli enti d’ambito di sostenere con decisione i Comuni per migliorare la valorizzazione degli scarti tessili con attività di sensibilizzazione e comunicazione ambientale, perché la qualità della raccolta dipende dalla chiarezza delle regole, dalla fiducia nel sistema e dalla consapevolezza delle persone. Accanto al lavoro dei territori serve però un tassello imprescindibile: investire in impianti moderni e trasparenti, capaci di trattare i tessili in modo sicuro e tracciato. Senza un’impiantistica adeguata non si vince la sfida della sostenibilità e si lascia spazio agli ecocriminali che sfruttano le falle del sistema, con danni ambientali e rischi per la salute delle cittadine e dei cittadini, in Campania e nei Paesi dove i rifiuti finiscono illegalmente". In una nota Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania sul sequestro di oltre 130mila chilogrammi di rifiuti tessili nel porto di Napoli.