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LIBERA CAMPANIA - Presentata a Napoli l'edizione 2025 di "Raccontiamo il bene" sul riutilizzo dei beni confiscati
06.03.2025 12:27 di Napoli Magazine

Si è svolta questa mattina, presso la biblioteca Annalisa Durante di Napoli, la presentazione dell'edizione 2025 di Raccontiamo il Bene, il rapporto annuale di Libera sul riutilizzo sociale dei beni confiscati. Un appuntamento fondamentale per tracciare il quadro aggiornato delle realtà che, in tutta Italia e in particolare in Campania, operano per restituire alla collettività i patrimoni sottratti alla criminalità organizzata.

Dai dati presentati emerge che in Campania il numero delle realtà del Terzo Settore impegnate nella gestione dei beni confiscati è in crescita. Attualmente sono 186 i soggetti coinvolti, distribuiti in 59 comuni, con un incremento rispetto allo scorso anno, quando erano 170 in 56 comuni. Questo dato conferma la Campania tra le regioni più attive sul fronte del riutilizzo sociale, seconda solo alla Sicilia. A livello nazionale, il censimento di quest'anno ha registrato 1.132 realtà impegnate nel recupero di beni in 398 comuni, un dato in crescita rispetto ai 1.065 soggetti censiti nel 2024 in 383 comuni.

Alla presentazione sono intervenuti il referente di Libera Campania, Mariano Di Palma, il responsabile beni confiscati di Libera Campania, Riccardo Christian Falcone, l'assessore alla Legalità della Regione Campania, Mario Morcone, la dirigente del Servizio Beni Confiscati del Comune di Napoli, Nunzia Ragosta ed Enrico Tedesco, segretario Fondazione Polis. Nel corso dell'incontro è stato ribadito il valore del riutilizzo sociale dei beni confiscati come strumento di giustizia e di crescita collettiva. Particolarmente forte è il legame con la memoria delle vittime innocenti di camorra: sono infatti 31 le esperienze campane che hanno scelto di dedicare il proprio progetto a una di queste figure.

Il referente regionale di Libera Campania, Mariano Di Palma, ha commentato: "I dati presentati oggi ci dicono una cosa chiara: il riutilizzo sociale dei beni confiscati funziona, ma può e deve crescere ancora. In Campania, grazie al lavoro costante di associazioni, cooperative e istituzioni attente, abbiamo consolidato esperienze che trasformano patrimoni un tempo simbolo di potere criminale in presìdi di legalità e giustizia sociale. Libera, da sempre, è al fianco di chi opera sul territorio, monitorando, sostenendo e accompagnando queste realtà. Abbiamo costruito strumenti concreti, come il censimento annuale e la formazione per gli enti gestori, ma servono passi avanti: più semplificazione burocratica, più trasparenza nei bandi di assegnazione e un maggiore coinvolgimento delle comunità locali. Ogni bene confiscato inutilizzato è un’occasione persa, ogni esperienza che funziona è la dimostrazione che un altro modello di sviluppo è possibile. Noi continueremo a spingere in questa direzione, con determinazione e responsabilità”.

Per Riccardo Christian Falcone, responsabile beni confiscati di Libera Campania, “i numeri di Raccontiamo il Bene raccontano un quadro positivo, ma sono anche un’occasione per rilanciare impegni e richieste fondamentali. È necessario rafforzare una comunità di pratica tra i soggetti gestori, per consolidare il riutilizzo sociale come modello virtuoso e valorizzare le innovazioni introdotte dall’Agenzia. Libera si impegna a promuovere formazione e scambio, affinché la piattaforma unica delle destinazioni diventi uno strumento realmente efficace”. 

“Chiediamo, inoltre, trasparenza nell’intero processo di confisca e riuso, per garantire partecipazione democratica e incisività nelle politiche pubbliche. È urgente - aggiunge Falcone - mettere a sistema le risorse disponibili, integrando fondi pubblici e investimenti privati attraverso una cabina di regia nazionale. Infine, respingiamo con forza qualsiasi ipotesi di privatizzazione dei beni confiscati: non possono tornare sul mercato, ma devono restare strumenti di riscatto per le comunità che hanno subito la presenza mafiosa. Difendere il principio della confisca significa tutelare un pilastro della lotta alla criminalità organizzata e della giustizia sociale”, conclude Falcone. 

L'analisi presentata mette in evidenza la varietà delle realtà coinvolte nella gestione dei beni confiscati. Il Terzo Settore campano vede attive principalmente associazioni e cooperative sociali, affiancate da enti ecclesiastici, fondazioni, consorzi e altri raggruppamenti. Anche la tipologia dei beni è diversificata: il patrimonio recuperato spazia da appartamenti e abitazioni a ville e fabbricati, passando per terreni agricoli, locali commerciali e strutture di vario genere.

Le attività realizzate sui beni confiscati in Campania si concentrano in particolare sul welfare e le politiche sociali, con oltre cento realtà impegnate in progetti di accoglienza, sostegno e inclusione. Seguono le iniziative dedicate alla cultura e al turismo sostenibile, all'agricoltura sociale e alla tutela ambientale, mentre risultano meno numerosi i progetti legati alla produzione e all’occupazione.

Il lavoro di monitoraggio portato avanti da Libera dal 2013 restituisce ogni anno una fotografia sempre più chiara dell'impatto del riutilizzo sociale dei beni confiscati, dimostrando come questi luoghi, un tempo simboli di sopraffazione, possano trasformarsi in spazi di comunità e di giustizia sociale.

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LIBERA CAMPANIA - Presentata a Napoli l'edizione 2025 di "Raccontiamo il bene" sul riutilizzo dei beni confiscati

di Napoli Magazine

06/03/2025 - 12:27

Si è svolta questa mattina, presso la biblioteca Annalisa Durante di Napoli, la presentazione dell'edizione 2025 di Raccontiamo il Bene, il rapporto annuale di Libera sul riutilizzo sociale dei beni confiscati. Un appuntamento fondamentale per tracciare il quadro aggiornato delle realtà che, in tutta Italia e in particolare in Campania, operano per restituire alla collettività i patrimoni sottratti alla criminalità organizzata.

Dai dati presentati emerge che in Campania il numero delle realtà del Terzo Settore impegnate nella gestione dei beni confiscati è in crescita. Attualmente sono 186 i soggetti coinvolti, distribuiti in 59 comuni, con un incremento rispetto allo scorso anno, quando erano 170 in 56 comuni. Questo dato conferma la Campania tra le regioni più attive sul fronte del riutilizzo sociale, seconda solo alla Sicilia. A livello nazionale, il censimento di quest'anno ha registrato 1.132 realtà impegnate nel recupero di beni in 398 comuni, un dato in crescita rispetto ai 1.065 soggetti censiti nel 2024 in 383 comuni.

Alla presentazione sono intervenuti il referente di Libera Campania, Mariano Di Palma, il responsabile beni confiscati di Libera Campania, Riccardo Christian Falcone, l'assessore alla Legalità della Regione Campania, Mario Morcone, la dirigente del Servizio Beni Confiscati del Comune di Napoli, Nunzia Ragosta ed Enrico Tedesco, segretario Fondazione Polis. Nel corso dell'incontro è stato ribadito il valore del riutilizzo sociale dei beni confiscati come strumento di giustizia e di crescita collettiva. Particolarmente forte è il legame con la memoria delle vittime innocenti di camorra: sono infatti 31 le esperienze campane che hanno scelto di dedicare il proprio progetto a una di queste figure.

Il referente regionale di Libera Campania, Mariano Di Palma, ha commentato: "I dati presentati oggi ci dicono una cosa chiara: il riutilizzo sociale dei beni confiscati funziona, ma può e deve crescere ancora. In Campania, grazie al lavoro costante di associazioni, cooperative e istituzioni attente, abbiamo consolidato esperienze che trasformano patrimoni un tempo simbolo di potere criminale in presìdi di legalità e giustizia sociale. Libera, da sempre, è al fianco di chi opera sul territorio, monitorando, sostenendo e accompagnando queste realtà. Abbiamo costruito strumenti concreti, come il censimento annuale e la formazione per gli enti gestori, ma servono passi avanti: più semplificazione burocratica, più trasparenza nei bandi di assegnazione e un maggiore coinvolgimento delle comunità locali. Ogni bene confiscato inutilizzato è un’occasione persa, ogni esperienza che funziona è la dimostrazione che un altro modello di sviluppo è possibile. Noi continueremo a spingere in questa direzione, con determinazione e responsabilità”.

Per Riccardo Christian Falcone, responsabile beni confiscati di Libera Campania, “i numeri di Raccontiamo il Bene raccontano un quadro positivo, ma sono anche un’occasione per rilanciare impegni e richieste fondamentali. È necessario rafforzare una comunità di pratica tra i soggetti gestori, per consolidare il riutilizzo sociale come modello virtuoso e valorizzare le innovazioni introdotte dall’Agenzia. Libera si impegna a promuovere formazione e scambio, affinché la piattaforma unica delle destinazioni diventi uno strumento realmente efficace”. 

“Chiediamo, inoltre, trasparenza nell’intero processo di confisca e riuso, per garantire partecipazione democratica e incisività nelle politiche pubbliche. È urgente - aggiunge Falcone - mettere a sistema le risorse disponibili, integrando fondi pubblici e investimenti privati attraverso una cabina di regia nazionale. Infine, respingiamo con forza qualsiasi ipotesi di privatizzazione dei beni confiscati: non possono tornare sul mercato, ma devono restare strumenti di riscatto per le comunità che hanno subito la presenza mafiosa. Difendere il principio della confisca significa tutelare un pilastro della lotta alla criminalità organizzata e della giustizia sociale”, conclude Falcone. 

L'analisi presentata mette in evidenza la varietà delle realtà coinvolte nella gestione dei beni confiscati. Il Terzo Settore campano vede attive principalmente associazioni e cooperative sociali, affiancate da enti ecclesiastici, fondazioni, consorzi e altri raggruppamenti. Anche la tipologia dei beni è diversificata: il patrimonio recuperato spazia da appartamenti e abitazioni a ville e fabbricati, passando per terreni agricoli, locali commerciali e strutture di vario genere.

Le attività realizzate sui beni confiscati in Campania si concentrano in particolare sul welfare e le politiche sociali, con oltre cento realtà impegnate in progetti di accoglienza, sostegno e inclusione. Seguono le iniziative dedicate alla cultura e al turismo sostenibile, all'agricoltura sociale e alla tutela ambientale, mentre risultano meno numerosi i progetti legati alla produzione e all’occupazione.

Il lavoro di monitoraggio portato avanti da Libera dal 2013 restituisce ogni anno una fotografia sempre più chiara dell'impatto del riutilizzo sociale dei beni confiscati, dimostrando come questi luoghi, un tempo simboli di sopraffazione, possano trasformarsi in spazi di comunità e di giustizia sociale.