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NEWS - Caso Garlasco, l'avvocato di Marco Poggi: "L'audio di Sempio non è una confessione"
07.05.2026 13:57 di Napoli Magazine
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I legali di Andrea Sempio, gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, sono già al lavoro stamani per recuperare del materiale audio, ossia quel podcast che il 38enne, come riferito, stava ascoltando il 14 aprile del 2025 quando una microspia ha captato in macchina le sue frasi sconnesse.

Parole, emerse ieri subito dopo l'interrogatorio in cui non ha risposto, con le quali in un soliloquio il commesso, secondo i pm di Pavia, avrebbe in pratica ammesso il movente dell'omicidio di Chiara Poggi che gli viene contestato nella nuova inchiesta. 

Da quanto si è saputo, infatti, gli avvocati sono in riunione già stamani per confrontarsi e recuperare quel podcast che parlava del delitto di Garlasco e per analizzarlo. Secondo la versione difensiva, infatti, quelle di Sempio erano solo riflessioni e commenti estemporanei e confusi che derivavano dall'ascolto di quella trasmissione. Per la Procura pavese e per i carabinieri di Milano, invece, Sempio in quelle intercettazioni avrebbe ammesso di aver visto i video intimi di Chiara e Alberto Stasi e che nei giorni precedenti il delitto le avrebbe telefonato per tentare un approccio a cui la sorella dell'amico avrebbe replicato con un secco "non ci voglio parlare con te".

Sempio continua a proclamarsi innocente, a sostenere di non aver mai avuto rapporti o frequentazioni con la 26enne e di non aver mai visto quei video. La difesa lavora a smontare quelle captazioni ambientali: le trascrizioni, tra l'altro, per la difesa, sono piene di parti segnate come "non comprensibile". Secondo i pm, invece, sarebbero autoincriminanti e un altro forte indizio che si aggiunge a tutte le consulenze sulla nuova ricostruzione della scena del crimine, al Dna sulle unghie, alla traccia palmare 33 e al presunto falso alibi dello scontrino.

"Non è certo con delle suggestioni mediatiche che si può modificare la realtà dei fatti. Adesso accade con delle registrazioni di un anno fa dei soliloqui dell'indagato mentre sentiva delle trasmissioni o dei podcast e sinceramente tutto mi pare fuorché un dato confessorio", spiega l'avvocato Francesco Compagna, legale di Marco Poggi, in un video in cui ribadisce che sono chiari gli elementi a carico di Alberto Stasi nella sentenza definitiva e spiega che Andrea Sempio viene "braccato e intercettato", ma è "una persona che veramente sembra non aver alcuna attinenza con il delitto" di Chiara Poggi.

"Non è certo con delle suggestioni mediatiche che si può modificare la realtà dei fatti - chiarisce l'avvocato che, con il collega Gian Luigi Tizzoni, assiste la famiglia Poggi -. Era successo con il precedente interrogatorio di Sempio, con la diffusione di un'immagine che ritraeva un'impronta rossa e poi si è scoperto dopo pochi giorni che non era un'impronta insanguinata e che quell'impronta non era nemmeno attribuibile a Andrea Sempio". Adesso, prosegue, "accade con delle registrazioni di un anno fa dei soliloqui dell'indagato mentre sentiva delle trasmissioni o dei podcast e sinceramente tutto mi pare fuorché un dato confessorio. Parliamo di un ragazzo - afferma ancora il legale - che viene braccato e intercettato come Jim Carrey nel famoso The Truman Show e non è certo in questo modo che si può arrivare a dimostrare la colpevolezza di una persona che veramente sembra non aver alcuna attinenza con il delitto".

E ancora: "Sono troppi gli elementi che erano già stati raccolti e che hanno portato alla condanna di Alberto Stasi perché qualcuno possa immaginare di riscrivere la storia dal nulla. Parliamo del falso ritrovamento del corpo di Chiara sotto le scale, dell'occultamento della bici nera da donna che era stata vista da ben due testimoni quella mattina, dello spostamento dei pedali col Dna su un'altra bici, delle Frau 42, delle impronte sul dispenser del lavandino, insomma tutto ciò che si doveva accertare è già stato accertato". La Procura di Pavia, conclude Compagna, "può fare tutte le ipotesi che ritiene opportune, ma noi davvero riteniamo che non ci sia alcuno spazio. E se e quando i difensori di Stasi riterranno di proporre ancora una volta una istanza di revisione, sarà possibile confrontarsi su dati reali e non sulle mistificazioni e in sede giudiziaria verranno assunte le giuste determinazioni".

La procura di Brescia pronta a chiudere indagini su corruzione Venditti 
È alle battute finali l'inchiesta della Procura di Brescia sulla presunta corruzione della famiglia di Andrea Sempio nei confronti dell'ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti "per favorire l'archiviazione di Andrea Sempio" nella prima indagine su Garlasco e sull'omicidio di Chiara Poggi.

I pm bresciani Donato Greco e Alessio Bernardi la prossima settimana riceveranno l'informativa finale della Polizia giudiziaria e poi firmeranno la chiusura indagini per poi decidere se archiviare o procedere con la richiesta di rinvio a giudizio.

Un'inchiesta che si basa soprattutto sul pizzino trovato in un quaderno rubrica a casa della famiglia Sempio con la scritta: 'Venditti gip archivia per 20-30 euro' mentre sul retro del foglio si legge: 'Se archivia indaggine (scritta proprio con due g), non può essere indagato per lo stesso motivo il Dna'. La Procura di Brescia ipotizza che sia stato Giuseppe Sempio, il padre di Andrea che risulta indagato come corruttore, a versare quella "somma indebita di denaro nell'ordine di 20-30mila euro" all'ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti.

L'ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti è indagato a Brescia - con i pm Pietro Paolo Mazza e con Cristiano D'Arena - anche per quello che è stato ribattezzato 'il sistema Pavia'. Vengono contestati a vario titolo i reati di corruzione e peculato per "l'affidamento pressocché esclusivo del noleggio degli apparati di intercettazione" e "l'affidamento esclusivo del noleggio di autovetture in misura incongrua rispetto alle esigenze investigative e destinate a uso privato". Il 18 maggio, giorno in cui scadono i termini dell'indagine, è previsto l'incidente probatorio in cui saranno ascoltati - come chiesto dalla difesa - Valeria Biscottini, Valentina De Stefano, Alberto Palermo, Roberto Valli e Andrea Zanoncelli, sostituti procuratori in servizio all'epoca dei fatti alla Procura di Pavia. Sulla vicenda si era già espresso il tribunale del Riesame di Brescia sostenendo che non ci fossero "elementi investigativi" da cui emerga che le auto noleggiate dalla Procura di Pavia non venissero utilizzate per le indagini, ma per uso privato dei magistrati.

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NEWS - Caso Garlasco, l'avvocato di Marco Poggi: "L'audio di Sempio non è una confessione"

di Napoli Magazine

07/05/2026 - 13:57

I legali di Andrea Sempio, gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, sono già al lavoro stamani per recuperare del materiale audio, ossia quel podcast che il 38enne, come riferito, stava ascoltando il 14 aprile del 2025 quando una microspia ha captato in macchina le sue frasi sconnesse.

Parole, emerse ieri subito dopo l'interrogatorio in cui non ha risposto, con le quali in un soliloquio il commesso, secondo i pm di Pavia, avrebbe in pratica ammesso il movente dell'omicidio di Chiara Poggi che gli viene contestato nella nuova inchiesta. 

Da quanto si è saputo, infatti, gli avvocati sono in riunione già stamani per confrontarsi e recuperare quel podcast che parlava del delitto di Garlasco e per analizzarlo. Secondo la versione difensiva, infatti, quelle di Sempio erano solo riflessioni e commenti estemporanei e confusi che derivavano dall'ascolto di quella trasmissione. Per la Procura pavese e per i carabinieri di Milano, invece, Sempio in quelle intercettazioni avrebbe ammesso di aver visto i video intimi di Chiara e Alberto Stasi e che nei giorni precedenti il delitto le avrebbe telefonato per tentare un approccio a cui la sorella dell'amico avrebbe replicato con un secco "non ci voglio parlare con te".

Sempio continua a proclamarsi innocente, a sostenere di non aver mai avuto rapporti o frequentazioni con la 26enne e di non aver mai visto quei video. La difesa lavora a smontare quelle captazioni ambientali: le trascrizioni, tra l'altro, per la difesa, sono piene di parti segnate come "non comprensibile". Secondo i pm, invece, sarebbero autoincriminanti e un altro forte indizio che si aggiunge a tutte le consulenze sulla nuova ricostruzione della scena del crimine, al Dna sulle unghie, alla traccia palmare 33 e al presunto falso alibi dello scontrino.

"Non è certo con delle suggestioni mediatiche che si può modificare la realtà dei fatti. Adesso accade con delle registrazioni di un anno fa dei soliloqui dell'indagato mentre sentiva delle trasmissioni o dei podcast e sinceramente tutto mi pare fuorché un dato confessorio", spiega l'avvocato Francesco Compagna, legale di Marco Poggi, in un video in cui ribadisce che sono chiari gli elementi a carico di Alberto Stasi nella sentenza definitiva e spiega che Andrea Sempio viene "braccato e intercettato", ma è "una persona che veramente sembra non aver alcuna attinenza con il delitto" di Chiara Poggi.

"Non è certo con delle suggestioni mediatiche che si può modificare la realtà dei fatti - chiarisce l'avvocato che, con il collega Gian Luigi Tizzoni, assiste la famiglia Poggi -. Era successo con il precedente interrogatorio di Sempio, con la diffusione di un'immagine che ritraeva un'impronta rossa e poi si è scoperto dopo pochi giorni che non era un'impronta insanguinata e che quell'impronta non era nemmeno attribuibile a Andrea Sempio". Adesso, prosegue, "accade con delle registrazioni di un anno fa dei soliloqui dell'indagato mentre sentiva delle trasmissioni o dei podcast e sinceramente tutto mi pare fuorché un dato confessorio. Parliamo di un ragazzo - afferma ancora il legale - che viene braccato e intercettato come Jim Carrey nel famoso The Truman Show e non è certo in questo modo che si può arrivare a dimostrare la colpevolezza di una persona che veramente sembra non aver alcuna attinenza con il delitto".

E ancora: "Sono troppi gli elementi che erano già stati raccolti e che hanno portato alla condanna di Alberto Stasi perché qualcuno possa immaginare di riscrivere la storia dal nulla. Parliamo del falso ritrovamento del corpo di Chiara sotto le scale, dell'occultamento della bici nera da donna che era stata vista da ben due testimoni quella mattina, dello spostamento dei pedali col Dna su un'altra bici, delle Frau 42, delle impronte sul dispenser del lavandino, insomma tutto ciò che si doveva accertare è già stato accertato". La Procura di Pavia, conclude Compagna, "può fare tutte le ipotesi che ritiene opportune, ma noi davvero riteniamo che non ci sia alcuno spazio. E se e quando i difensori di Stasi riterranno di proporre ancora una volta una istanza di revisione, sarà possibile confrontarsi su dati reali e non sulle mistificazioni e in sede giudiziaria verranno assunte le giuste determinazioni".

La procura di Brescia pronta a chiudere indagini su corruzione Venditti 
È alle battute finali l'inchiesta della Procura di Brescia sulla presunta corruzione della famiglia di Andrea Sempio nei confronti dell'ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti "per favorire l'archiviazione di Andrea Sempio" nella prima indagine su Garlasco e sull'omicidio di Chiara Poggi.

I pm bresciani Donato Greco e Alessio Bernardi la prossima settimana riceveranno l'informativa finale della Polizia giudiziaria e poi firmeranno la chiusura indagini per poi decidere se archiviare o procedere con la richiesta di rinvio a giudizio.

Un'inchiesta che si basa soprattutto sul pizzino trovato in un quaderno rubrica a casa della famiglia Sempio con la scritta: 'Venditti gip archivia per 20-30 euro' mentre sul retro del foglio si legge: 'Se archivia indaggine (scritta proprio con due g), non può essere indagato per lo stesso motivo il Dna'. La Procura di Brescia ipotizza che sia stato Giuseppe Sempio, il padre di Andrea che risulta indagato come corruttore, a versare quella "somma indebita di denaro nell'ordine di 20-30mila euro" all'ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti.

L'ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti è indagato a Brescia - con i pm Pietro Paolo Mazza e con Cristiano D'Arena - anche per quello che è stato ribattezzato 'il sistema Pavia'. Vengono contestati a vario titolo i reati di corruzione e peculato per "l'affidamento pressocché esclusivo del noleggio degli apparati di intercettazione" e "l'affidamento esclusivo del noleggio di autovetture in misura incongrua rispetto alle esigenze investigative e destinate a uso privato". Il 18 maggio, giorno in cui scadono i termini dell'indagine, è previsto l'incidente probatorio in cui saranno ascoltati - come chiesto dalla difesa - Valeria Biscottini, Valentina De Stefano, Alberto Palermo, Roberto Valli e Andrea Zanoncelli, sostituti procuratori in servizio all'epoca dei fatti alla Procura di Pavia. Sulla vicenda si era già espresso il tribunale del Riesame di Brescia sostenendo che non ci fossero "elementi investigativi" da cui emerga che le auto noleggiate dalla Procura di Pavia non venissero utilizzate per le indagini, ma per uso privato dei magistrati.