Il riconoscimento come malattia cronica non trasmissibile, l’introduzione di adeguate politiche fiscali, il rilancio di campagne informative destinate soprattutto ai neogenitori, la “stretta” su internet. Sono alcune delle raccomandazioni contenute nel documento conclusivo dell’indagine sull’obesità in età infantile e adolescenziale e sulle strategie di prevenzione, approvato oggi dalla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza sotto la presidenza dell’on. Michela Vittoria Brambilla (Nm).
Il documento predisposto dalla relatrice on. Gloria Saccani Jotti (FI) dopo nove sedute e tredici tra audizioni di esperti e di rappresentanti delle istituzioni è stato votato all’unanimità. La commissione raccomanda, tra l’altro, di prevedere il riconoscimento per legge dell’obesità come malattia cronica non trasmissibile e l’inserimento delle terapie nei Lea (Livelli essenziali di assistenza) per garantire equità e accesso alle cure, di prevedere conseguentemente ulteriori rifinanziamenti del Fondo per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione e del Fondo per la prevenzione e la cura dell’obesità, di prevedere per legge che il pediatra e il medico di base possano prescrivere attività fisica adattata per prevenire e curare l’obesità infantile e adolescenziale, di intensificare le campagne informative-educative, di incentivare in ogni modo, partendo dai progetti già avviati dal ministero dello Sport, lo svolgimento di regolare attività fisica da parte di bambini e ragazzi, individuando soluzioni e risorse economiche che rendano la pratica sportiva effettivamente accessibile a tutti, per contrastare gli effetti della sedentarietà e della malnutrizione e per favorire il recupero e il mantenimento del benessere psicofisico, di introdurre per legge la verifica dell’età per l’accesso ai social e di intervenire con una regolamentazione ad hoc per impedire effettivamente la profilazione dei consumi dei minori”.
“Il nostro - osserva l’on. Brambilla - è purtroppo uno dei Paesi europei con il più alto tasso di prevalenza di obesità infantile, preceduta solo da Cipro, Spagna e Grecia. In Italia circa il 40% dei bambini e ragazzi risulta in sovrappeso o obeso, un dato che evidenzia l’urgenza di azioni concrete per contrastare il fenomeno. Per questo, benché l’indagine fosse propriamente indirizzata a tutti i disturbi dell’alimentazione tra i giovanissimi, ci siamo concentrati sul tema dell’obesità, consapevoli che potremo approfondire gli altri nell’indagine, già deliberata e avviata, sulla fragilità emotiva e psicologica. Fa piacere constatare che l’approvazione del presente documento sostanzialmente coincida con il passaggio alla Camera della pdl sulla prevenzione e la cura dell’obesità”.
“Per contrastare l’epidemia di obesità tra i giovanissimi - afferma l’on. Saccani - è essenziale promuovere l’attività fisica e la pratica sportiva. Le iniziative assunte dal ministero dello Sport vanno nella giusta direzione. È indispensabile anche una corretta educazione alimentare, che passa necessariamente per la famiglia e per la scuola. Occorre aumentare le risorse indirizzate a questi fini”.
di Napoli Magazine
02/04/2025 - 15:32
Il riconoscimento come malattia cronica non trasmissibile, l’introduzione di adeguate politiche fiscali, il rilancio di campagne informative destinate soprattutto ai neogenitori, la “stretta” su internet. Sono alcune delle raccomandazioni contenute nel documento conclusivo dell’indagine sull’obesità in età infantile e adolescenziale e sulle strategie di prevenzione, approvato oggi dalla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza sotto la presidenza dell’on. Michela Vittoria Brambilla (Nm).
Il documento predisposto dalla relatrice on. Gloria Saccani Jotti (FI) dopo nove sedute e tredici tra audizioni di esperti e di rappresentanti delle istituzioni è stato votato all’unanimità. La commissione raccomanda, tra l’altro, di prevedere il riconoscimento per legge dell’obesità come malattia cronica non trasmissibile e l’inserimento delle terapie nei Lea (Livelli essenziali di assistenza) per garantire equità e accesso alle cure, di prevedere conseguentemente ulteriori rifinanziamenti del Fondo per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione e del Fondo per la prevenzione e la cura dell’obesità, di prevedere per legge che il pediatra e il medico di base possano prescrivere attività fisica adattata per prevenire e curare l’obesità infantile e adolescenziale, di intensificare le campagne informative-educative, di incentivare in ogni modo, partendo dai progetti già avviati dal ministero dello Sport, lo svolgimento di regolare attività fisica da parte di bambini e ragazzi, individuando soluzioni e risorse economiche che rendano la pratica sportiva effettivamente accessibile a tutti, per contrastare gli effetti della sedentarietà e della malnutrizione e per favorire il recupero e il mantenimento del benessere psicofisico, di introdurre per legge la verifica dell’età per l’accesso ai social e di intervenire con una regolamentazione ad hoc per impedire effettivamente la profilazione dei consumi dei minori”.
“Il nostro - osserva l’on. Brambilla - è purtroppo uno dei Paesi europei con il più alto tasso di prevalenza di obesità infantile, preceduta solo da Cipro, Spagna e Grecia. In Italia circa il 40% dei bambini e ragazzi risulta in sovrappeso o obeso, un dato che evidenzia l’urgenza di azioni concrete per contrastare il fenomeno. Per questo, benché l’indagine fosse propriamente indirizzata a tutti i disturbi dell’alimentazione tra i giovanissimi, ci siamo concentrati sul tema dell’obesità, consapevoli che potremo approfondire gli altri nell’indagine, già deliberata e avviata, sulla fragilità emotiva e psicologica. Fa piacere constatare che l’approvazione del presente documento sostanzialmente coincida con il passaggio alla Camera della pdl sulla prevenzione e la cura dell’obesità”.
“Per contrastare l’epidemia di obesità tra i giovanissimi - afferma l’on. Saccani - è essenziale promuovere l’attività fisica e la pratica sportiva. Le iniziative assunte dal ministero dello Sport vanno nella giusta direzione. È indispensabile anche una corretta educazione alimentare, che passa necessariamente per la famiglia e per la scuola. Occorre aumentare le risorse indirizzate a questi fini”.