Sergio Pellissier, ex attaccante ed ex compagno di squadra di Vincenzo Italiano, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Tutto Napoli. Ecco le sue parole: "Se Vincenzo Italiano è l’allenatore giusto per ripartire? È un allenatore che ha dimostrato di saperlo fare, quindi indubbiamente è in ascesa, con una personalità molto elevata. La piazza non credo sia pesante per lui, ma non ha mai fatto una società del livello del Napoli, con la Champions e tutto quello che comporta. Se si fa la scelta di Italiano bisogna anche dargli la possibilità di crescere, quindi non avere fretta e non voler tutto subito. In questo momento però Napoli non ha molta voglia di aspettare, quindi è una scelta molto complicata. Lui è sempre stato un allenatore anche in campo, era un regista e la sua idea di calcio l’ha sempre avuta. Non mi stupisce che sia diventato un ottimo allenatore, ha una grossa personalità. Ha fatto la gavetta molto bene, ha vinto tutte le categorie dove è stato, quindi non è arrivato in Serie A tanto per arrivare: ci è arrivato meritando di arrivarci e conquistando ogni anno la categoria e il campionato. Questo vuol dire che sa vincere. Italiano e Allegri hanno due filosofie diverse: uno è esperienza, ha sempre o quasi sempre fatto squadre che hanno fatto Champions League, quindi è concreto; l’altro è in ascesa, molto valido, che gioca anche un bel calcio. Però bisogna capire cosa si vuole: un bel calcio o vincere. Se il Napoli avesse giocato benissimo ma perso il campionato, probabilmente si sarebbe criticato comunque Conte. Io, in una società ambiziosa, voglio vincere: giocare bene passa in secondo piano. Alla fine conta cosa porti a casa. Se Hojlund può crescere con un allenatore come Italiano? È l’unica cosa che conta per l’attaccante: fare gol. Se pensi più a difendere che ad attaccare, è normale che i gol vengano meno. Sicuramente il Napoli ha bisogno non di un solo attaccante, ma di più giocatori che vadano in doppia cifra. Con più attaccanti si gioca meglio e si prova a vincere, non a non perdere. Italiano gli attaccanti li fa giocare e li fa attaccare, quindi può migliorare tanto. Højlund ha bisogno di confidenza con la porta e di fare il suo ruolo. Con Conte ha dovuto lavorare molto tra attacco e centrocampo, mentre Lukaku aveva un ruolo più naturale per lui. Se cambi modo di giocare, può sicuramente fare più gol.”
di Napoli Magazine
28/05/2026 - 11:52
Sergio Pellissier, ex attaccante ed ex compagno di squadra di Vincenzo Italiano, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Tutto Napoli. Ecco le sue parole: "Se Vincenzo Italiano è l’allenatore giusto per ripartire? È un allenatore che ha dimostrato di saperlo fare, quindi indubbiamente è in ascesa, con una personalità molto elevata. La piazza non credo sia pesante per lui, ma non ha mai fatto una società del livello del Napoli, con la Champions e tutto quello che comporta. Se si fa la scelta di Italiano bisogna anche dargli la possibilità di crescere, quindi non avere fretta e non voler tutto subito. In questo momento però Napoli non ha molta voglia di aspettare, quindi è una scelta molto complicata. Lui è sempre stato un allenatore anche in campo, era un regista e la sua idea di calcio l’ha sempre avuta. Non mi stupisce che sia diventato un ottimo allenatore, ha una grossa personalità. Ha fatto la gavetta molto bene, ha vinto tutte le categorie dove è stato, quindi non è arrivato in Serie A tanto per arrivare: ci è arrivato meritando di arrivarci e conquistando ogni anno la categoria e il campionato. Questo vuol dire che sa vincere. Italiano e Allegri hanno due filosofie diverse: uno è esperienza, ha sempre o quasi sempre fatto squadre che hanno fatto Champions League, quindi è concreto; l’altro è in ascesa, molto valido, che gioca anche un bel calcio. Però bisogna capire cosa si vuole: un bel calcio o vincere. Se il Napoli avesse giocato benissimo ma perso il campionato, probabilmente si sarebbe criticato comunque Conte. Io, in una società ambiziosa, voglio vincere: giocare bene passa in secondo piano. Alla fine conta cosa porti a casa. Se Hojlund può crescere con un allenatore come Italiano? È l’unica cosa che conta per l’attaccante: fare gol. Se pensi più a difendere che ad attaccare, è normale che i gol vengano meno. Sicuramente il Napoli ha bisogno non di un solo attaccante, ma di più giocatori che vadano in doppia cifra. Con più attaccanti si gioca meglio e si prova a vincere, non a non perdere. Italiano gli attaccanti li fa giocare e li fa attaccare, quindi può migliorare tanto. Højlund ha bisogno di confidenza con la porta e di fare il suo ruolo. Con Conte ha dovuto lavorare molto tra attacco e centrocampo, mentre Lukaku aveva un ruolo più naturale per lui. Se cambi modo di giocare, può sicuramente fare più gol.”