Calcio
ON AIR - Piccari: "Scudetto? Tutto dipende dall'Inter, Napoli penalizzato dagli infortuni, il Milan ha buttato via punti importanti"
25.03.2026 11:43 di Napoli Magazine
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A "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Marco Piccari, giornalista direttore di TUTTOmercatoWEB Radio:
 
Direttore, partiamo dall’Irlanda del Nord: l’Italia riuscirà a superare questo primo ostacolo verso l’approdo al Mondiale?
 
"Secondo me sì. Non è un discorso di essere italiani o meno, è una questione di valori. È vero che abbiamo dei problemi da anni e che abbiamo già fallito contro squadre inferiori, come la Macedonia del Nord, ma non possiamo affrontare una partita del genere con la paura. Il calcio è imprevedibile, può succedere di tutto, ma se dobbiamo avere timore dell’Irlanda del Nord allora è giusto che restiamo a casa. Siamo più forti, abbiamo valori superiori e dobbiamo dimostrarlo. Se non vinciamo, è giusto che si azzeri tutto, senza alibi”.
 
Direttore, quindi l’Irlanda del Nord non dovrebbe preoccupare, ma anche alla luce del momento storico l’Italia deve avere la forza di superare questo primo ostacolo. Quali giocatori possono aiutare Gattuso in questo obiettivo?
 
"Non arriviamo nelle migliori condizioni, perché alcuni giocatori, soprattutto in difesa, non stanno benissimo. Però io spero che gente come Nicolò Barella e Sandro Tonali possa dare un contributo importante. Non abbiamo una qualità straordinaria, ma affrontiamo comunque una squadra inferiore. Dall’altra parte non ci sono fenomeni, quindi mi aspetto che i nostri diano una risposta soprattutto dal punto di vista motivazionale. Indossare la maglia azzurra deve significare qualcosa: serve orgoglio, prima ancora della tecnica".
 
Direttore, le chiedo anche di Mateo Retegui: cosa si aspetta da lui, considerando anche la scelta di andare a giocare in Arabia Saudita?
 
"Dico che quando è stato convocato ha fatto complessivamente bene. Secondo me ha fatto una scelta principalmente economica, perché poteva restare in un campionato più competitivo. È un buon attaccante, lo ha dimostrato anche con l’Atalanta sotto la gestione Gasperini, dove ha fatto bene. Però non è un bomber straordinario. Il livello dei nostri attaccanti oggi è questo: possono fare la differenza in certe partite, ma non sono campioni assoluti come quelli che avevamo in passato".
 
Non sarebbe il caso di affidarsi di più a Francesco Pio Esposito?
 
"Sfondi una porta aperta. L’ho detto anche martedì: è un centravanti classico, di quelli che lottano, tengono palla e fanno reparto. Io lo proverei senza dubbio. Ti dico anche che l’Inter, in questo finale di stagione, dovrebbe puntare su di lui insieme a Lautaro Martínez se vuole vincere lo scudetto, perché Marcus Thuram non è continuo. Però ci sono delle gerarchie e credo che si partirà comunque con le scelte già consolidate".
 
Restando sul campionato: si può dire che la lotta scudetto sia riaperta?
 
"Tutto dipende sempre dall’Inter, questo è il punto. Però se hai squadre a distanza ravvicinata, a sei o sette punti, è chiaro che il campionato è ancora aperto. Chi insegue deve vincerle tutte e sperare in passi falsi dell’Inter. Ci sono due partite chiave dopo la sosta: se l’Inter dovesse rallentare, allora tutto si riaprirebbe davvero. Io ho la sensazione che l’Inter faccia più fatica quando ha avversari vicini in classifica: storicamente rende meglio quando è in fuga".
 
Quanto può pesare la differenza di esperienza tra un allenatore come Cristian Chivu e tecnici come Massimiliano Allegri o Antonio Conte?
 
"Può pesare, sicuramente. Quanto, è difficile dirlo. Però bisogna anche riconoscere che le altre squadre hanno perso occasioni: il Milan ha buttato via punti importanti e il Napoli è stato penalizzato dagli infortuni. Chivu sta facendo bene, ma ha anche beneficiato degli errori altrui. L’Inter è stata molto regolare soprattutto contro le squadre di fascia medio-bassa, mentre nei big match ha avuto più difficoltà. Adesso arrivano le partite più complicate e lì si vedrà davvero il valore della squadra".
 
Quando ci risentiremo la prossima settimana, parleremo di un’Italia qualificata al Mondiale?

"Io sono convinto di sì. Spero che quando mi richiamerà parleremo finalmente di un’Italia qualificata, dopo due mancate partecipazioni. Ci sono ragazzi di 14-16 anni che non hanno mai visto la Nazionale al Mondiale: sarebbe bellissimo restituire loro questa emozione".
 
Un ascoltatore le chiede, l’Inter è in calo o ha semplicemente finito la benzina?
 
"Secondo me è un po’ in affanno, più mentale che fisico. Però ha la forza per venirne fuori. Tutto dipende da loro: se ritrovano brillantezza e convinzione, possono gestire la situazione. Ma in questo momento la difficoltà è evidente, soprattutto nella testa".
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ON AIR - Piccari: "Scudetto? Tutto dipende dall'Inter, Napoli penalizzato dagli infortuni, il Milan ha buttato via punti importanti"

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25/03/2026 - 11:43

A "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Marco Piccari, giornalista direttore di TUTTOmercatoWEB Radio:
 
Direttore, partiamo dall’Irlanda del Nord: l’Italia riuscirà a superare questo primo ostacolo verso l’approdo al Mondiale?
 
"Secondo me sì. Non è un discorso di essere italiani o meno, è una questione di valori. È vero che abbiamo dei problemi da anni e che abbiamo già fallito contro squadre inferiori, come la Macedonia del Nord, ma non possiamo affrontare una partita del genere con la paura. Il calcio è imprevedibile, può succedere di tutto, ma se dobbiamo avere timore dell’Irlanda del Nord allora è giusto che restiamo a casa. Siamo più forti, abbiamo valori superiori e dobbiamo dimostrarlo. Se non vinciamo, è giusto che si azzeri tutto, senza alibi”.
 
Direttore, quindi l’Irlanda del Nord non dovrebbe preoccupare, ma anche alla luce del momento storico l’Italia deve avere la forza di superare questo primo ostacolo. Quali giocatori possono aiutare Gattuso in questo obiettivo?
 
"Non arriviamo nelle migliori condizioni, perché alcuni giocatori, soprattutto in difesa, non stanno benissimo. Però io spero che gente come Nicolò Barella e Sandro Tonali possa dare un contributo importante. Non abbiamo una qualità straordinaria, ma affrontiamo comunque una squadra inferiore. Dall’altra parte non ci sono fenomeni, quindi mi aspetto che i nostri diano una risposta soprattutto dal punto di vista motivazionale. Indossare la maglia azzurra deve significare qualcosa: serve orgoglio, prima ancora della tecnica".
 
Direttore, le chiedo anche di Mateo Retegui: cosa si aspetta da lui, considerando anche la scelta di andare a giocare in Arabia Saudita?
 
"Dico che quando è stato convocato ha fatto complessivamente bene. Secondo me ha fatto una scelta principalmente economica, perché poteva restare in un campionato più competitivo. È un buon attaccante, lo ha dimostrato anche con l’Atalanta sotto la gestione Gasperini, dove ha fatto bene. Però non è un bomber straordinario. Il livello dei nostri attaccanti oggi è questo: possono fare la differenza in certe partite, ma non sono campioni assoluti come quelli che avevamo in passato".
 
Non sarebbe il caso di affidarsi di più a Francesco Pio Esposito?
 
"Sfondi una porta aperta. L’ho detto anche martedì: è un centravanti classico, di quelli che lottano, tengono palla e fanno reparto. Io lo proverei senza dubbio. Ti dico anche che l’Inter, in questo finale di stagione, dovrebbe puntare su di lui insieme a Lautaro Martínez se vuole vincere lo scudetto, perché Marcus Thuram non è continuo. Però ci sono delle gerarchie e credo che si partirà comunque con le scelte già consolidate".
 
Restando sul campionato: si può dire che la lotta scudetto sia riaperta?
 
"Tutto dipende sempre dall’Inter, questo è il punto. Però se hai squadre a distanza ravvicinata, a sei o sette punti, è chiaro che il campionato è ancora aperto. Chi insegue deve vincerle tutte e sperare in passi falsi dell’Inter. Ci sono due partite chiave dopo la sosta: se l’Inter dovesse rallentare, allora tutto si riaprirebbe davvero. Io ho la sensazione che l’Inter faccia più fatica quando ha avversari vicini in classifica: storicamente rende meglio quando è in fuga".
 
Quanto può pesare la differenza di esperienza tra un allenatore come Cristian Chivu e tecnici come Massimiliano Allegri o Antonio Conte?
 
"Può pesare, sicuramente. Quanto, è difficile dirlo. Però bisogna anche riconoscere che le altre squadre hanno perso occasioni: il Milan ha buttato via punti importanti e il Napoli è stato penalizzato dagli infortuni. Chivu sta facendo bene, ma ha anche beneficiato degli errori altrui. L’Inter è stata molto regolare soprattutto contro le squadre di fascia medio-bassa, mentre nei big match ha avuto più difficoltà. Adesso arrivano le partite più complicate e lì si vedrà davvero il valore della squadra".
 
Quando ci risentiremo la prossima settimana, parleremo di un’Italia qualificata al Mondiale?

"Io sono convinto di sì. Spero che quando mi richiamerà parleremo finalmente di un’Italia qualificata, dopo due mancate partecipazioni. Ci sono ragazzi di 14-16 anni che non hanno mai visto la Nazionale al Mondiale: sarebbe bellissimo restituire loro questa emozione".
 
Un ascoltatore le chiede, l’Inter è in calo o ha semplicemente finito la benzina?
 
"Secondo me è un po’ in affanno, più mentale che fisico. Però ha la forza per venirne fuori. Tutto dipende da loro: se ritrovano brillantezza e convinzione, possono gestire la situazione. Ma in questo momento la difficoltà è evidente, soprattutto nella testa".