José Mourinho, allenatore del Real Madrid, ha parlato al Corriere dello Sport-Stadio con il direttore Ivan Zazzaroni per il podcast Tutto in Piazza: "Faccio una fatica incredibile a parlare del nuovo che avanza. Il calcio non ha avuto un'evoluzione, ma una trasformazione. Per non dire involuzione, allora dico trasformazione. E noi siamo parte di questa trasformazione. Oggi la carriera di un allenatore è molto più corta, loro arrivano e partono velocemente. Non c'è più quel prototipo di allenatore da carriera, quello che per tanti anni sta in diversi club diversi e accumula tanta esperienza. Gente che vive e respira calcio e che non si stanca mai del calcio. Ora questa gente non esiste più. Oggi è facile arrivare e anche sparire. Io quando ho iniziato andavo alle riunioni Uefa e c'erano allenatori come Ferguson, Capello, Trapattoni, Lippi, Wenger...gente di peso. Oggi se tu fai questa riunione, trovi dei ragazzi che fatico anche a riconoscere, non sappiamo neanche chi sono. Questo non è per dire che non sono bravi o che non possono fare una carriera lunga come la nostra, ma ci sono ormai profili diversi. Per dire, il calcio italiano quando ho iniziato a studiare il calcio era difesa a zona pura. Adesso, invece, è tutto uomo su uomo".
di Napoli Magazine
08/10/2026 - 15:22
José Mourinho, allenatore del Real Madrid, ha parlato al Corriere dello Sport-Stadio con il direttore Ivan Zazzaroni per il podcast Tutto in Piazza: "Faccio una fatica incredibile a parlare del nuovo che avanza. Il calcio non ha avuto un'evoluzione, ma una trasformazione. Per non dire involuzione, allora dico trasformazione. E noi siamo parte di questa trasformazione. Oggi la carriera di un allenatore è molto più corta, loro arrivano e partono velocemente. Non c'è più quel prototipo di allenatore da carriera, quello che per tanti anni sta in diversi club diversi e accumula tanta esperienza. Gente che vive e respira calcio e che non si stanca mai del calcio. Ora questa gente non esiste più. Oggi è facile arrivare e anche sparire. Io quando ho iniziato andavo alle riunioni Uefa e c'erano allenatori come Ferguson, Capello, Trapattoni, Lippi, Wenger...gente di peso. Oggi se tu fai questa riunione, trovi dei ragazzi che fatico anche a riconoscere, non sappiamo neanche chi sono. Questo non è per dire che non sono bravi o che non possono fare una carriera lunga come la nostra, ma ci sono ormai profili diversi. Per dire, il calcio italiano quando ho iniziato a studiare il calcio era difesa a zona pura. Adesso, invece, è tutto uomo su uomo".