Il nuovo allenatore del Real Madrid, José Mourinho, è intervenuto al podcast Beast Mode On di Adebayo Akinfenwa, e ne ha approfittato per rivivere la sua carriera ma non solo. Tra i vari argomenti trattati, anche il futuro imminente, legato al suo ritorno sulla panchina dei blancos. Un messaggio chiaro, quello che ha voluto sottolineare lo Special One. "Voglio chiarire una cosa, ho letto in giro alcuni commenti: 'José Mourinho arriverà qui e taglierà alcuni dei giocatori migliori per i problemi avuti durante la scorsa stagione'. No".
Mou vuole quei giocatori, vuole i migliori. Come è sempre stato in tutta la sua vincente carriera. Ora, però, il difficile compito di costruire una squadra coesa e unita, per evitare di dover affrontare le stesse difficoltà che hanno segnato il percorso di Xabi Alonso e Arbeloa. "Gestire l'ego è il miglior problema che un allenatore possa avere. I migliori giocatori sono il miglior problema che un allenatore possa avere" ha aggiunto Mourinho. Intanto, dopo la vittoria delle elezioni presidenziali, Florentino Perez ha già chiuso gli acquisti di Cucurella, Bernardo Silva, Konaté e Denzel Dumfries.
"Voglio qualità. A volte la gente dice: 'Questo giocatore ha qualità incredibili, ma fisicamente non è molto al livello'. Quindi significa che non è al livello. 'Questo giocatore ha qualità incredibili, ma non è costante, ha alti e bassi'. Quindi non è un grande giocatore". Mourinho si è espresso con la sua solita schiettezza. "Il grande giocatore deve essere un pacchetto completo. Deve essere tecnicamente bravo, fisicamente forte, mentalmente forte. Deve essere un calciatore che gioca di squadra".
"Questo è ciò che cerco. A volte ne hai tanti in squadra, ed è il paradiso, altre volte ne hai di meno e il lavoro è un po' più difficile. Credo fermamente che una delle qualità di un allenatore sia anche quella di saper valorizzare i giocatori". Ora, quindi, il difficile compito di gestire una squadra piena di superstar. Da Mbappè a Bellingham, da Vinicius a Valverde. Senza dimenticare i più giovani come Hujsen ed Endrick. La missione è semplice: spezzare il dominio blaugrana, tornare a vincere in Spagna e sognare in grande anche in Europa, per alzare la Décima sexta.
di Napoli Magazine
26/06/2026 - 11:23
Il nuovo allenatore del Real Madrid, José Mourinho, è intervenuto al podcast Beast Mode On di Adebayo Akinfenwa, e ne ha approfittato per rivivere la sua carriera ma non solo. Tra i vari argomenti trattati, anche il futuro imminente, legato al suo ritorno sulla panchina dei blancos. Un messaggio chiaro, quello che ha voluto sottolineare lo Special One. "Voglio chiarire una cosa, ho letto in giro alcuni commenti: 'José Mourinho arriverà qui e taglierà alcuni dei giocatori migliori per i problemi avuti durante la scorsa stagione'. No".
Mou vuole quei giocatori, vuole i migliori. Come è sempre stato in tutta la sua vincente carriera. Ora, però, il difficile compito di costruire una squadra coesa e unita, per evitare di dover affrontare le stesse difficoltà che hanno segnato il percorso di Xabi Alonso e Arbeloa. "Gestire l'ego è il miglior problema che un allenatore possa avere. I migliori giocatori sono il miglior problema che un allenatore possa avere" ha aggiunto Mourinho. Intanto, dopo la vittoria delle elezioni presidenziali, Florentino Perez ha già chiuso gli acquisti di Cucurella, Bernardo Silva, Konaté e Denzel Dumfries.
"Voglio qualità. A volte la gente dice: 'Questo giocatore ha qualità incredibili, ma fisicamente non è molto al livello'. Quindi significa che non è al livello. 'Questo giocatore ha qualità incredibili, ma non è costante, ha alti e bassi'. Quindi non è un grande giocatore". Mourinho si è espresso con la sua solita schiettezza. "Il grande giocatore deve essere un pacchetto completo. Deve essere tecnicamente bravo, fisicamente forte, mentalmente forte. Deve essere un calciatore che gioca di squadra".
"Questo è ciò che cerco. A volte ne hai tanti in squadra, ed è il paradiso, altre volte ne hai di meno e il lavoro è un po' più difficile. Credo fermamente che una delle qualità di un allenatore sia anche quella di saper valorizzare i giocatori". Ora, quindi, il difficile compito di gestire una squadra piena di superstar. Da Mbappè a Bellingham, da Vinicius a Valverde. Senza dimenticare i più giovani come Hujsen ed Endrick. La missione è semplice: spezzare il dominio blaugrana, tornare a vincere in Spagna e sognare in grande anche in Europa, per alzare la Décima sexta.