Cultura & Gossip
A NAPOLI - "accordi @ DISACCORDI - Festival Internazionale del Cortometraggio", la 23esima edizione dal 9 al 15 novembre
03.11.2026 15:16 di Napoli Magazine
aA

Dal 9 al 15 novembre 2026 a Napoli la ventitreesima edizione di accordi @ DISACCORDI – Festival internazionale del cortometraggio, diretta artisticamente da Pietro Pizzimento; Festival organizzato dall’associazione Movies Event, con il coordinamento di Fabio Gargano e Giuseppe Collela e con il contributo della Regione Campania tramite il fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo.

Centosedici cortometraggi, documentari, film d’animazione e sperimentali, in rappresentanza di trentadue nazioni, con moltissime opere in anteprima assoluta europea e italiana sui quattromilacinquecentosedici lavori pervenuti da centoventicinque Paesi a cui si affiancheranno incontri con gli autori e gli attori delle opere presentate, sono il programma di questa edizione.

Alle sezioni di sei concorsi consueti (internazionale, nazionale, Regione Campania, documentari, film brevi d’animazione e film a tematica ambientale) si affianca anche quest’anno, oltre alle sezioni dei “Cortissimi”, e quella fuori concorso dei film sperimentali giunti dagli Stati Uniti, dalla Germania, dalla Francia, dalla Gran Bretagna, dalla Spagna e da moltissime nazioni dei cinque continenti, una sezione focus sul cinema italo canadese curata dal partner internazionale Italian Contemporary Film Festival.

Una selezione dei cortometraggi italiani presentata durante la ventitreesima edizione di accordi @ DISACCORDI verrà programmata nel mese di marzo 2027 in Canada durante una manifestazione curata dall’Italian Contemporary Film Festival.

Lo svolgimento di questa ventitreesima edizione, ad ingresso gratuito, avverrà presso la Corte dell’Arte di FOQUS – Fondazione Quartieri Spagnoli, in via Portacarrese a Montecalvario, 69 a Napoli, location che ospiterà anche la serata conclusiva della kermesse il 15 Novembre con la premiazione e la visione dei filmati brevi vincitori di tutte le categorie del concorso festivaliero.

Confermate le giurie del Festival, oltre a quella del pubblico che assegnerà il suo premio e quella artistica presieduta quest’anno dallo sceneggiatore e regista cinematografico Maurizio Braucci accompagnato dai giurati lo storico del Cinema  Giuseppe Borrone e dalla regista Simona Cocozza,  anche la giuria dell’associazione nazionale partnership della manifestazione AMC – Associazione Montatori Cinematografici e Televisivi che assegnerà un suo premio al miglior montaggio ai film in concorso nelle sezioni nazionale e quella della regione Campania. L’associazione nazionale di categoria ha designato come giurati : presidente di giuria la montatrice Annalisa Forgione e giurati i montatori: Daniele Camaioni, Chiara Dainese, Federico Lagna, Patrizio Marone. La giuria d’onore composta da Guido Lombardi, Nero Nelson e Marcello Sannino affiancherà quella artistica nelle decisioni di assegnazione dei premi. Il Festival si avvarrà della preziosa collaborazione della canadese Italian Contemporary Film Festival e come sempre, della preziosa collaborazione del Centro Sperimentale di Cinematografia – Production, dell’AFIC – Associazione Festival Italiani di Cinema e delle agenzie nazionali di promozione cinematografica tedesca, francese oltre a quella italiana.

Nella sezione internazionale si contenderanno la vittoria finale, il film breve tedesco “City of owls” di Zhenia Kazankina: l’ultima sera prima della sua partenza, Vera sta mettendo a letto la sorellina.  Per nasconderle il vero motivo del suo addio, le racconta una fiaba della buonanotte. È la storia di una città inghiottita da una notte eterna. Il cortometraggio francese “La ligne de vie” di Hugo Becker, in concorso allo 82° Festival di Venezia: Katel e Pierre, impiegati delle poste, si offrono volontari per consegnare la corrispondenza la sera del 24 dicembre 1916, con l’intento di risollevare il morale dei soldati al fronte. Purtroppo, durante il tragitto, finiscono sotto il fuoco nemico e, senza rendersene conto, sconfinano in territorio tedesco. Sono così costretti a confrontarsi con la dura realtà della guerra e con i sospetti dei loro stessi commilitoni, quando nella loro camionetta viene ritrovata una lettera militare strategica nascosta. Il film inglese “Ten to six” del regista italiano Alessio Rupalti: un fisico, ormai in pensione e tormentato da decenni dal senso di colpa per non essere riuscito a salvare la moglie dal tumore al seno, crede di aver finalmente trovato una possibilità di redenzione. Infatti, trentacinque anni dopo la morte della moglie, si reca in un piccolo caffè alla periferia di Londra, dove un giovane cameriere che sta per incontrare, apparentemente per caso, si rivelerà non essere affatto uno sconosciuto. E il cortometraggio olandese “Last shot” di Parham Rahimzadeh: quando Musa, un palestinese che vive nei Paesi Bassi, riceve la macchina fotografica del fratello scomparso, fotoreporter a Gaza, decide di sviluppare l’ultimo rullino rimasto, trovandosi così a fare i conti con il dolore della perdita, la censura e il peso dell’eredità lasciata dal fratello. Completano la sezione gli spagnoli “When no one calls” di Julio GarcÍa e “Until God wills it” di David Fernández, e il cortometraggio francese “Pixels rouges dans le port bleu” del regista iraniano Ali Zare Ghanatnowi.
La sezione nazionale, quest’anno è ben rappresentata da otto film brevi.

“Bratiska” di Gregorio Mattiocco, migliore cortometraggio ad Alice nelle Città 2025. Hlib, un ragazzo ucraino rifugiato in Italia, vive con il suo fratellino Vlad, in una condizione economica precaria e senza alcun interesse a integrarsi nella società. Quando un giorno un professore si presenta a casa per parlare della pagella, Vlad finge che si tratti di un assistente sociale, sfruttando il fatto che Hlib non conosca una parola di italiano. 

“Caffè nero bollente” di Cinzia Pedrizzetti con attrici protagoniste Fiorella Mannoia e Lella Costa: in un mondo dove la tecnologia ha sostituito il contatto umano, esiste ancora un luogo fuori dal tempo: il carcere. Lì, l’amore può sopravvivere solo come immaginazione, come respiro condiviso attraverso muri e silenzi. Una giovane donna, segnata dalla violenza, viene rinchiusa in prigione. Tra le ombre della sua cella, scopre un sentimento inatteso — un legame invisibile che diventa il suo unico modo per restare viva. In un universo dove le parole non bastano e i corpi sono separati, lei impara a sentire di nuovo: la fiducia, la tenerezza, la fragile bellezza dell’essere umani. “Un racconto poetico e intimo sull’amore impossibile, sulla solitudine e sul potere salvifico della poesia”. Da non perdere “Oreste” di Alessandro Cedola, giovane e talentuoso allievo del Centro Sperimentale di Cinematografia: Oreste, un ragazzo disorganizzato e pieno di dubbi sul futuro, è alle prese con la ricerca ossessiva di una ragazza che corrisponda perfettamente ai suoi bizzarri ideali. Nella torrida estate romana, si ritrova travolto da appuntamenti fallimentari, amici eccentrici e consigli improbabili, che lo porteranno a capire che l’unico modo per trovare qualcosa è smettere di cercarla. 

Nella sezione: “La talpa” di Marco Santoro: Fabio (disoccupato, esasperato e, a trent’anni, non più così giovane) ha una vera e propria ossessione: i rifiuti. Dopo aver trascorso mesi a segnalare inutilmente gli sversamenti illegali nella sua zona, gli viene un’idea. Si finge un giornalista inviato dalla nota trasmissione televisiva Le Iene. Insieme a una troupe, simula la realizzazione di servizi televisivi nel quartiere per denunciare il problema, finendo per diventare un eroe agli occhi dei residenti esasperati. "In una città dove tutto sembra immobile, è possibile una rivoluzione?".

Nella sezione nazionale, la più rappresentativa del Festival, anche: “Dov’è che ci siamo già visti” di Claudio Piccolotto e Gemma Iuliano, “Esagerata” di Giuseppe Cacace e Daniela Stocchi, “L’ultimo reporter” di Michele D’Anca e infine “Facciamo rumore” di Daniele Lince.

Sorprendente e ricchissima, come al solito, la sezione dei film brevi prodotti o girati in Campania, che esprime la notevole vivacità creativa della produzione cinematografica campana e della città di Partenope. Intriga la storia e l’ottima fattura con miscuglio di generi del sorprendente “Omicidio assicurato” di Fulvio Ricca: in una Napoli sconvolta dalla crisi del 2008, un barista truffatore, un avvocato enigmatico e un becchino folle tentano di uccidere un misterioso senzatetto per una frode assicurativa. Il loro piano si scontra però con l'inaspettata immortalità della vittima, trasformandosi in un'avventura bizzarra. Fanno riflettere “Kher” di Lorenzo Cammisa e prodotto dall’attrice Miriam Candurro: Kher — una parola in romanì che significa «casa» — racconta la storia di un bambino di otto anni che attraversa da solo il Mediterraneo. I suoi genitori non possono permettersi di sostenere il costo del viaggio per tutti e tre e sono costretti a separarsi da lui, affidandolo a una disperata traversata in mare. Quando l’imbarcazione affonda, il bambino sopravvive e raggiunge le coste italiane, dove viene accolto da una comunità pronta a proteggerlo e prendersi cura di lui.
Danotare che i bambini nel cortometraggio non sono attori, sono bambini arrivati - soli - in Italia!

Come fa riflettere e ricordarci una vicenda dolorosa e toccante “La mancanza” di e con Lina Sastri e con Luigi Iacuzio: una donna profondamente legata al fratello maggiore, affetto da una grave malattia, si dedica a lui e cerca di assisterlo come meglio può. L'uomo vive prigioniero dei ricordi, incapace di abitare il presente a causa della sua condizione. Pur vivendo in un'altra città, la sorella non rinuncia a stargli vicino: quando non riesce a raggiungerlo a Napoli, lo chiama regolarmente al telefono, sempre all'ora del crepuscolo, il momento più malinconico della giornata per il fratello. L'arrivo della pandemia di COVID-19 spezza bruscamente questa consuetudine, quando l'uomo viene ricoverato in ospedale.
Anche quest’anno è risultata finalista con una sua opera la regista Paola Beatrice Ortolani, “Solo il mare”: un’esplosione. Il mare ne inghiotte il fragore. Poi, il silenzio.  Mario, un giovane ufficiale, viene ritrovato privo di sensi su una spiaggia da Giovanni, un pescatore che lo accoglie nella propria casa. In quella dimora, lontano dalla guerra e accudito da Emilia, la figlia di Giovanni, ritrova una pace che sembrava ormai dimenticata.

Coinvolgeranno il pubblico anche le storie di “L’alone” di Gian Piero Rotoli con l’attrice Nunzia Schiano in gran spolvero, “Olive” di India Santella, “Ricciolidò” di Francesca Lepore. E si apprezzeranno infine fini prodotti cinematografici campani quali: “I giorni della merla” di Marco Agosto, “Il fotografo” di Marco Sommella e di “Sottopelle di Andrea Marsico.

Un quinto della programmazione del Festival accordi @ DISACCORDI, quest’anno è dedicato al cinema d’animazione che ha visto la partecipazione al Concorso di opere di ottima fattura sia nella tipologia classica che in quella della stop-motion. 

Di notevole fattura i cortometraggi italiani: “Rukeli” di Alessandro Rak e in “In Gaza Pietas” di Diego Monfredini.
In “Rukeli”, Johann Wilhelm Trollmann diventa campione dei pesi medi nella Germania nazista. È il primo pugile rom al mondo a vincere il titolo. È famoso per il suo stile di combattimento danzato. Con l’emanazione delle leggi razziali, viene imprigionato nei campi di concentramento di Wittenberge e Neuengamme, dove morirà all’età di 37 anni. Decide di morire da campione e combatte contro un kapò nazista che lo sfida. Lo zingaro Rukeli (che vuol dire albero), mette KO il nazista e l’intero apparato di potere. 

Sottolinea Diego Monfredini con “In Gaza Pietas” che il genocidio ha privato un’intera generazione della propria infanzia. Il popolo palestinese è stato annientato e umiliato, a partire dai sogni dei suoi bambini, dal loro futuro.  La storia rappresentata è immaginaria, ma tutti i disegni dei bambini palestinesi sono reali!

Dichiara il Regista: questo film è stato realizzato per dare voce alla loro immaginazione, alle loro speranze e al loro dolore.

Da non perdere il cortometraggio d’animazione “Silent Cinema” presentato in Concorso al Festival  Internazionale d’Animazione di Annecy: un suggestivo film d’animazione di 16 minuti realizzato con la tecnica del passo uno e diretto dal macedone Krste Gospodinovski.

Ambientato nel crepuscolo dell’era del cinema muto, “Silent Cinema” racconta la storia di una ex stella del cinema muto che si rifiuta di accettare l’avvento del sonoro. Nel disperato tentativo di preservare una gloria ormai in declino, l’uomo isola il suo giovane figlio in un mondo fatto di proiettori tremolanti e schermi senza voce. Quando il bambino porta alla luce una verità sepolta, l’illusione della loro vita insieme comincia a sgretolarsi, costringendo padre e figlio a confrontarsi con il mondo moderno che li attende appena oltre i confini dello schermo.

Per i documentari sono stati scelti anche quest’anno diversi film che toccassero i temi più svariati invece di concentrarsi su un focus. Tra i documentari brevi presentati in concorso ci sarà “Blackout dreams” di Gabriele Licchelli, Francesco Lorusso, Andrea Settembrini.

A Cuba è scesa la notte. L’oscurità inghiotte ogni incrocio, ogni casa, ogni essere umano. C’è chi dice che l’«apagón» (il blackout) sia destinato a durare, come tutto il resto sull’isola. Nell’oscurità della notte, rischiarata soltanto dalla luce delle lampade portatili, la vita continua. 

I registi dichiarano "Sogni, desideri e visioni si mescolano ai suoni della natura che, nel silenzio lasciato dalla tecnologia, torna a farsi sentire più forte che mai. Lentamente, la realtà svanisce, lasciando spazio all’immaginazione e all’inconscio: un’esperienza intima e onirica".

Il documentario "Perigrafia" di Stefano Pablo Zito esplora le periferie di Palermo attraverso lo sguardo del fotografo Francesco Faraci, il cui lavoro restituisce un ritratto delle cosiddette «città fuori fuoco»: aree da lungo tempo emarginate, sfruttate e raramente destinatarie di investimenti adeguati.

Attraverso il racconto delle proprie esperienze nelle periferie siciliane, il fotografo riflette sulle possibili strategie per la rigenerazione di questi luoghi.

Infine a chiudere le sezioni in concorso quella a tematica ambientale e sui cambiamenti climatici. Uno sguardo a 360° gradi sullo stato del Pianeta Terra, contemplando anche bellezze che forse un giorno potranno definitivamente scomparire.

In selezione ufficiale non mancherà lo sguardo verso il cinema sperimentale e verso i film brevissimi di durata fino a tre minuti. La grafica della manifestazione è stata curata dal talentuoso illustratore Davide Arpaia. Si terranno, come di consueto, workshop sul linguaggio del formato breve cinematografico in alcuni licei partenopei.

ULTIMISSIME CULTURA & GOSSIP
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
A NAPOLI - "accordi @ DISACCORDI - Festival Internazionale del Cortometraggio", la 23esima edizione dal 9 al 15 novembre

di Napoli Magazine

03/11/2026 - 15:16

Dal 9 al 15 novembre 2026 a Napoli la ventitreesima edizione di accordi @ DISACCORDI – Festival internazionale del cortometraggio, diretta artisticamente da Pietro Pizzimento; Festival organizzato dall’associazione Movies Event, con il coordinamento di Fabio Gargano e Giuseppe Collela e con il contributo della Regione Campania tramite il fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo.

Centosedici cortometraggi, documentari, film d’animazione e sperimentali, in rappresentanza di trentadue nazioni, con moltissime opere in anteprima assoluta europea e italiana sui quattromilacinquecentosedici lavori pervenuti da centoventicinque Paesi a cui si affiancheranno incontri con gli autori e gli attori delle opere presentate, sono il programma di questa edizione.

Alle sezioni di sei concorsi consueti (internazionale, nazionale, Regione Campania, documentari, film brevi d’animazione e film a tematica ambientale) si affianca anche quest’anno, oltre alle sezioni dei “Cortissimi”, e quella fuori concorso dei film sperimentali giunti dagli Stati Uniti, dalla Germania, dalla Francia, dalla Gran Bretagna, dalla Spagna e da moltissime nazioni dei cinque continenti, una sezione focus sul cinema italo canadese curata dal partner internazionale Italian Contemporary Film Festival.

Una selezione dei cortometraggi italiani presentata durante la ventitreesima edizione di accordi @ DISACCORDI verrà programmata nel mese di marzo 2027 in Canada durante una manifestazione curata dall’Italian Contemporary Film Festival.

Lo svolgimento di questa ventitreesima edizione, ad ingresso gratuito, avverrà presso la Corte dell’Arte di FOQUS – Fondazione Quartieri Spagnoli, in via Portacarrese a Montecalvario, 69 a Napoli, location che ospiterà anche la serata conclusiva della kermesse il 15 Novembre con la premiazione e la visione dei filmati brevi vincitori di tutte le categorie del concorso festivaliero.

Confermate le giurie del Festival, oltre a quella del pubblico che assegnerà il suo premio e quella artistica presieduta quest’anno dallo sceneggiatore e regista cinematografico Maurizio Braucci accompagnato dai giurati lo storico del Cinema  Giuseppe Borrone e dalla regista Simona Cocozza,  anche la giuria dell’associazione nazionale partnership della manifestazione AMC – Associazione Montatori Cinematografici e Televisivi che assegnerà un suo premio al miglior montaggio ai film in concorso nelle sezioni nazionale e quella della regione Campania. L’associazione nazionale di categoria ha designato come giurati : presidente di giuria la montatrice Annalisa Forgione e giurati i montatori: Daniele Camaioni, Chiara Dainese, Federico Lagna, Patrizio Marone. La giuria d’onore composta da Guido Lombardi, Nero Nelson e Marcello Sannino affiancherà quella artistica nelle decisioni di assegnazione dei premi. Il Festival si avvarrà della preziosa collaborazione della canadese Italian Contemporary Film Festival e come sempre, della preziosa collaborazione del Centro Sperimentale di Cinematografia – Production, dell’AFIC – Associazione Festival Italiani di Cinema e delle agenzie nazionali di promozione cinematografica tedesca, francese oltre a quella italiana.

Nella sezione internazionale si contenderanno la vittoria finale, il film breve tedesco “City of owls” di Zhenia Kazankina: l’ultima sera prima della sua partenza, Vera sta mettendo a letto la sorellina.  Per nasconderle il vero motivo del suo addio, le racconta una fiaba della buonanotte. È la storia di una città inghiottita da una notte eterna. Il cortometraggio francese “La ligne de vie” di Hugo Becker, in concorso allo 82° Festival di Venezia: Katel e Pierre, impiegati delle poste, si offrono volontari per consegnare la corrispondenza la sera del 24 dicembre 1916, con l’intento di risollevare il morale dei soldati al fronte. Purtroppo, durante il tragitto, finiscono sotto il fuoco nemico e, senza rendersene conto, sconfinano in territorio tedesco. Sono così costretti a confrontarsi con la dura realtà della guerra e con i sospetti dei loro stessi commilitoni, quando nella loro camionetta viene ritrovata una lettera militare strategica nascosta. Il film inglese “Ten to six” del regista italiano Alessio Rupalti: un fisico, ormai in pensione e tormentato da decenni dal senso di colpa per non essere riuscito a salvare la moglie dal tumore al seno, crede di aver finalmente trovato una possibilità di redenzione. Infatti, trentacinque anni dopo la morte della moglie, si reca in un piccolo caffè alla periferia di Londra, dove un giovane cameriere che sta per incontrare, apparentemente per caso, si rivelerà non essere affatto uno sconosciuto. E il cortometraggio olandese “Last shot” di Parham Rahimzadeh: quando Musa, un palestinese che vive nei Paesi Bassi, riceve la macchina fotografica del fratello scomparso, fotoreporter a Gaza, decide di sviluppare l’ultimo rullino rimasto, trovandosi così a fare i conti con il dolore della perdita, la censura e il peso dell’eredità lasciata dal fratello. Completano la sezione gli spagnoli “When no one calls” di Julio GarcÍa e “Until God wills it” di David Fernández, e il cortometraggio francese “Pixels rouges dans le port bleu” del regista iraniano Ali Zare Ghanatnowi.
La sezione nazionale, quest’anno è ben rappresentata da otto film brevi.

“Bratiska” di Gregorio Mattiocco, migliore cortometraggio ad Alice nelle Città 2025. Hlib, un ragazzo ucraino rifugiato in Italia, vive con il suo fratellino Vlad, in una condizione economica precaria e senza alcun interesse a integrarsi nella società. Quando un giorno un professore si presenta a casa per parlare della pagella, Vlad finge che si tratti di un assistente sociale, sfruttando il fatto che Hlib non conosca una parola di italiano. 

“Caffè nero bollente” di Cinzia Pedrizzetti con attrici protagoniste Fiorella Mannoia e Lella Costa: in un mondo dove la tecnologia ha sostituito il contatto umano, esiste ancora un luogo fuori dal tempo: il carcere. Lì, l’amore può sopravvivere solo come immaginazione, come respiro condiviso attraverso muri e silenzi. Una giovane donna, segnata dalla violenza, viene rinchiusa in prigione. Tra le ombre della sua cella, scopre un sentimento inatteso — un legame invisibile che diventa il suo unico modo per restare viva. In un universo dove le parole non bastano e i corpi sono separati, lei impara a sentire di nuovo: la fiducia, la tenerezza, la fragile bellezza dell’essere umani. “Un racconto poetico e intimo sull’amore impossibile, sulla solitudine e sul potere salvifico della poesia”. Da non perdere “Oreste” di Alessandro Cedola, giovane e talentuoso allievo del Centro Sperimentale di Cinematografia: Oreste, un ragazzo disorganizzato e pieno di dubbi sul futuro, è alle prese con la ricerca ossessiva di una ragazza che corrisponda perfettamente ai suoi bizzarri ideali. Nella torrida estate romana, si ritrova travolto da appuntamenti fallimentari, amici eccentrici e consigli improbabili, che lo porteranno a capire che l’unico modo per trovare qualcosa è smettere di cercarla. 

Nella sezione: “La talpa” di Marco Santoro: Fabio (disoccupato, esasperato e, a trent’anni, non più così giovane) ha una vera e propria ossessione: i rifiuti. Dopo aver trascorso mesi a segnalare inutilmente gli sversamenti illegali nella sua zona, gli viene un’idea. Si finge un giornalista inviato dalla nota trasmissione televisiva Le Iene. Insieme a una troupe, simula la realizzazione di servizi televisivi nel quartiere per denunciare il problema, finendo per diventare un eroe agli occhi dei residenti esasperati. "In una città dove tutto sembra immobile, è possibile una rivoluzione?".

Nella sezione nazionale, la più rappresentativa del Festival, anche: “Dov’è che ci siamo già visti” di Claudio Piccolotto e Gemma Iuliano, “Esagerata” di Giuseppe Cacace e Daniela Stocchi, “L’ultimo reporter” di Michele D’Anca e infine “Facciamo rumore” di Daniele Lince.

Sorprendente e ricchissima, come al solito, la sezione dei film brevi prodotti o girati in Campania, che esprime la notevole vivacità creativa della produzione cinematografica campana e della città di Partenope. Intriga la storia e l’ottima fattura con miscuglio di generi del sorprendente “Omicidio assicurato” di Fulvio Ricca: in una Napoli sconvolta dalla crisi del 2008, un barista truffatore, un avvocato enigmatico e un becchino folle tentano di uccidere un misterioso senzatetto per una frode assicurativa. Il loro piano si scontra però con l'inaspettata immortalità della vittima, trasformandosi in un'avventura bizzarra. Fanno riflettere “Kher” di Lorenzo Cammisa e prodotto dall’attrice Miriam Candurro: Kher — una parola in romanì che significa «casa» — racconta la storia di un bambino di otto anni che attraversa da solo il Mediterraneo. I suoi genitori non possono permettersi di sostenere il costo del viaggio per tutti e tre e sono costretti a separarsi da lui, affidandolo a una disperata traversata in mare. Quando l’imbarcazione affonda, il bambino sopravvive e raggiunge le coste italiane, dove viene accolto da una comunità pronta a proteggerlo e prendersi cura di lui.
Danotare che i bambini nel cortometraggio non sono attori, sono bambini arrivati - soli - in Italia!

Come fa riflettere e ricordarci una vicenda dolorosa e toccante “La mancanza” di e con Lina Sastri e con Luigi Iacuzio: una donna profondamente legata al fratello maggiore, affetto da una grave malattia, si dedica a lui e cerca di assisterlo come meglio può. L'uomo vive prigioniero dei ricordi, incapace di abitare il presente a causa della sua condizione. Pur vivendo in un'altra città, la sorella non rinuncia a stargli vicino: quando non riesce a raggiungerlo a Napoli, lo chiama regolarmente al telefono, sempre all'ora del crepuscolo, il momento più malinconico della giornata per il fratello. L'arrivo della pandemia di COVID-19 spezza bruscamente questa consuetudine, quando l'uomo viene ricoverato in ospedale.
Anche quest’anno è risultata finalista con una sua opera la regista Paola Beatrice Ortolani, “Solo il mare”: un’esplosione. Il mare ne inghiotte il fragore. Poi, il silenzio.  Mario, un giovane ufficiale, viene ritrovato privo di sensi su una spiaggia da Giovanni, un pescatore che lo accoglie nella propria casa. In quella dimora, lontano dalla guerra e accudito da Emilia, la figlia di Giovanni, ritrova una pace che sembrava ormai dimenticata.

Coinvolgeranno il pubblico anche le storie di “L’alone” di Gian Piero Rotoli con l’attrice Nunzia Schiano in gran spolvero, “Olive” di India Santella, “Ricciolidò” di Francesca Lepore. E si apprezzeranno infine fini prodotti cinematografici campani quali: “I giorni della merla” di Marco Agosto, “Il fotografo” di Marco Sommella e di “Sottopelle di Andrea Marsico.

Un quinto della programmazione del Festival accordi @ DISACCORDI, quest’anno è dedicato al cinema d’animazione che ha visto la partecipazione al Concorso di opere di ottima fattura sia nella tipologia classica che in quella della stop-motion. 

Di notevole fattura i cortometraggi italiani: “Rukeli” di Alessandro Rak e in “In Gaza Pietas” di Diego Monfredini.
In “Rukeli”, Johann Wilhelm Trollmann diventa campione dei pesi medi nella Germania nazista. È il primo pugile rom al mondo a vincere il titolo. È famoso per il suo stile di combattimento danzato. Con l’emanazione delle leggi razziali, viene imprigionato nei campi di concentramento di Wittenberge e Neuengamme, dove morirà all’età di 37 anni. Decide di morire da campione e combatte contro un kapò nazista che lo sfida. Lo zingaro Rukeli (che vuol dire albero), mette KO il nazista e l’intero apparato di potere. 

Sottolinea Diego Monfredini con “In Gaza Pietas” che il genocidio ha privato un’intera generazione della propria infanzia. Il popolo palestinese è stato annientato e umiliato, a partire dai sogni dei suoi bambini, dal loro futuro.  La storia rappresentata è immaginaria, ma tutti i disegni dei bambini palestinesi sono reali!

Dichiara il Regista: questo film è stato realizzato per dare voce alla loro immaginazione, alle loro speranze e al loro dolore.

Da non perdere il cortometraggio d’animazione “Silent Cinema” presentato in Concorso al Festival  Internazionale d’Animazione di Annecy: un suggestivo film d’animazione di 16 minuti realizzato con la tecnica del passo uno e diretto dal macedone Krste Gospodinovski.

Ambientato nel crepuscolo dell’era del cinema muto, “Silent Cinema” racconta la storia di una ex stella del cinema muto che si rifiuta di accettare l’avvento del sonoro. Nel disperato tentativo di preservare una gloria ormai in declino, l’uomo isola il suo giovane figlio in un mondo fatto di proiettori tremolanti e schermi senza voce. Quando il bambino porta alla luce una verità sepolta, l’illusione della loro vita insieme comincia a sgretolarsi, costringendo padre e figlio a confrontarsi con il mondo moderno che li attende appena oltre i confini dello schermo.

Per i documentari sono stati scelti anche quest’anno diversi film che toccassero i temi più svariati invece di concentrarsi su un focus. Tra i documentari brevi presentati in concorso ci sarà “Blackout dreams” di Gabriele Licchelli, Francesco Lorusso, Andrea Settembrini.

A Cuba è scesa la notte. L’oscurità inghiotte ogni incrocio, ogni casa, ogni essere umano. C’è chi dice che l’«apagón» (il blackout) sia destinato a durare, come tutto il resto sull’isola. Nell’oscurità della notte, rischiarata soltanto dalla luce delle lampade portatili, la vita continua. 

I registi dichiarano "Sogni, desideri e visioni si mescolano ai suoni della natura che, nel silenzio lasciato dalla tecnologia, torna a farsi sentire più forte che mai. Lentamente, la realtà svanisce, lasciando spazio all’immaginazione e all’inconscio: un’esperienza intima e onirica".

Il documentario "Perigrafia" di Stefano Pablo Zito esplora le periferie di Palermo attraverso lo sguardo del fotografo Francesco Faraci, il cui lavoro restituisce un ritratto delle cosiddette «città fuori fuoco»: aree da lungo tempo emarginate, sfruttate e raramente destinatarie di investimenti adeguati.

Attraverso il racconto delle proprie esperienze nelle periferie siciliane, il fotografo riflette sulle possibili strategie per la rigenerazione di questi luoghi.

Infine a chiudere le sezioni in concorso quella a tematica ambientale e sui cambiamenti climatici. Uno sguardo a 360° gradi sullo stato del Pianeta Terra, contemplando anche bellezze che forse un giorno potranno definitivamente scomparire.

In selezione ufficiale non mancherà lo sguardo verso il cinema sperimentale e verso i film brevissimi di durata fino a tre minuti. La grafica della manifestazione è stata curata dal talentuoso illustratore Davide Arpaia. Si terranno, come di consueto, workshop sul linguaggio del formato breve cinematografico in alcuni licei partenopei.