Cultura & Gossip
INFO - Agenda settimanale degli spettacoli dal 2 all'8 febbraio in Campania, programmati dal Circuito Teatro Pubblico Campano
31.01.2026 00:55 di Napoli Magazine
aA

Teatro Metropolitan di Sant’Anastasia

stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano

Info 0815305696

Martedì 3 e mercoledì 4 febbraio, ore 20.45

Gli Ipocriti Melina Balsamo

presenta

Mario Autore, Anna Iodice, Domenico Pinelli in

Ditegli sempre di sì

di Eduardo De Filippo

con

Gianluca Cangiano, Mario Cangiano, Luigi Leone, Antonio Mirabella, Laura Pagliara,

Vittorio Passaro, Lucienne Perreca, Simona Pipolo, Elena Starace

scena Luigi Ferrigno,

Sara Palmieri

costumi Viviana Crosato,

Antonietta Rendina

musiche Mario Autore

regia Domenico Pinelli

Personaggi e interpreti (in ordine d’apparizione)

Checchina, Filumena Elena Starace

Teresa Murri, Anna Iodice

Don Giovanni Altamura, Mario Cangiano

Luigi Strada, Mario Autore

Dottor Croce, Luigi Leone

Michele Murri, Domenico Pinelli

Evelina Altamura, Lucienne Perreca

Ettore De Stefano, Antonio Mirabella

Vincenzo Gallucci, Gianluca Cangiano

Olga, Simona Pipolo

Saveria Gallucci, Laura Pagliara

Attilio Gallucci, Vittorio Passaro

Ricorrendo (nel 2024) il quarantesimo anniversario dalla scomparsa di Eduardo De Filippo, tra le moltitudini di artisti anch’io ho pensato di omaggiare in qualche modo quest’uomo che, seppure io non abbia mai conosciuto anche solo per motivi anagrafici, ha giocato un ruolo fondamentale nella mia formazione prima, nella mia esistenza poi.

Nasce così l’idea di mettere in scena Ditegli sempre di sì, una commedia divertentissima, retta da un meccanismo comico perfetto, nonché pregna di spunti riflessivi riguardo una materia estremamente affascinante che Eduardo, per certi aspetti epigono di Pirandello, studiò sicuramente bene: la pazzia.

Se nello spazio interposto tra un’idea e la realizzazione di essa ci sta un oceano, tra quella stessa idea e la costruzione di un vero e proprio progetto su di essa, se non un oceano, ci sta comunque un mare. In primis devo ringraziare Tommaso De Filippo che ha creduto in me e nei miei compagni di viaggio, sposando immediatamente il progetto e dandomi l’occasione di lavorare su questo meraviglioso testo.

In seguito a questa risposta che definirei “felice”, il passo seguente è consistito nel rendersi conto che senza una produzione – anche piccola – alle spalle, i costi di allestimento e le spese varie avrebbero di sicuro reso vano anche il primo passo. Ecco l’inciampo.

Ci sono momenti, però, in cui una mano ti viene tesa e tu non puoi fare a meno di accettarla senza capire né come né perché – guai a chiederselo, penso io! – ritrovandoti una produzione come Gli Ipocriti Melina Balsamo che crede nella tua idea e decide di scommettere su una compagnia di attori giovani, diretti da un giovane attore alla sua prima vera esperienza da regista, che si propone di mettere su uno spettacolo tanto importante in una versione nuova e ambiziosa – seppure legata indissolubilmente alla tradizione – e portarlo in giro nei grandi teatri d’Italia: se non è già questa una follia

… ditegli sempre di si!

Abbiamo recitato per ventotto serate accompagnati da applausi calorosi, belle risate e anche qualche lacrima. Quest’anno le date sono triplicate e siamo pronti a raccogliere i frutti di ciò che abbiamo seminato, seminando ancora – naturalmente – con cura e tanto amore.

“Il pazzo è un sognatore da sveglio” Immanuel Kant.

Eduardo scrive Ditegli sempre di sì (titolo originale “Chill’è pazzo!”) nel 1927 per la compagnia del fratellastro Vincenzo Scarpetta. Solo nel 1932 il drammaturgo, in occasione della nuova messa in scena affiancato dai fratelli, decide di modificare il testo riducendo il numero dei personaggi e rivedendo l’intreccio della storia.

La pazzia che assume il ruolo centrale in questa vicenda costituisce uno dei topoi più efficaci della letteratura, come del teatro in funzione anche, e soprattutto, di espediente sia comico che tragico. In Ditegli sempre di sì la pazzia è il vero motore comico. Lo stesso autore, nel prologo della versione televisiva registrata nel 1962, esordisce così:

Eccomi a voi. Non c’è filosofia nella farsa che recito stasera,

ma un personaggio della vita vera,

un tal dei tali affetto da follia […]

Eppure, continua:

[…] Allora è un dramma, mi direte voi, io vi rispondo “è una tragedia nera,

ma non è nostra”. E la tragedia vera diventa farsa se non tocca a noi. […]

Divertitevi dunque, riflettendo che ognuno può trovarselo davanti

un vero matto, e accade a tutti quanti di

commuoversi e ridere piangendo […]

È quasi come se Eduardo invitasse, ora, gli spettatori ad una maggiore attenzione, a compiere quello stesso sforzo che poco prima aveva spacciato per superfluo. È chiaro, altresì, il riferimento a quell’aspetto della realtà codificato dal suo maestro, Pirandello: L’umorismo. D’altronde, qui a parlare è pur sempre Eduardo.

Da questo punto parte l’idea di messa in scena: l’obiettivo è andare oltre. Trasformare questa “farsa” in vero e proprio “dramma”. Il punto di partenze è lo stimolo che Eduardo invia: prestare una maggiore attenzione al testo, ai personaggi, agli accadimenti; il punto di arrivo è la restituzione di una forma più complessa, articolata e cosciente del dramma attraverso lo studio approfondito della condizione umana di tutti i personaggi – meglio ancora se “persone” – attori di questa vicenda.

Domenico Pinelli

Teatro Minerva di Boscoreale

stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano

Info 3396643227 - 3392401209 - 3381890767

Mercoledì 4 febbraio, ore 20.45

Teatro Magic Vision di Casalnuovo

stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano

Info 0818030270, 3292180679

Giovedì 5 febbraio, ore 20.45

Teatro Delle Rose, Piano Di Sorrento

stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano

Info 0818786165, 3385003816

Venerdì 6 febbraio, ore 21.00

Auditorium Teatro S. Alfonso Maria de Liguori di Pagani

stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano

Info 0815158061

Sabato 7 febbraio, ore 20.45

Teatro Italia di Acerra

stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano

Info 08118280134, 3333155417

Domenica 8 febbraio, ore 18.00

Le Pornoprecarie

Quelle di Onlyfals

scritto da Maria Bolignano

con

Nunzia Schiano, Maria Bolignano, Yulyia Mayarchuk, Enza Barra

e con Alessio Sica, Chiara Di Girolamo

regia Maria Bolignano, Fabiana Fazio

scene Carlo De Marino e Francesca Ravel

costumi Federica Calabrese

musiche originali Dada'

Questa commedia scritta da Maria Bolignano è un viaggio nel mondo del precariato femminile della società contemporanea ed una disamina sull’impatto che piattaforme come OnlyFans hanno avuto sul mercato dell’Eros on line e non solo.

Come riuscire a cavarsela in un mondo che oramai è andato avanti ad una velocità supersonica senza perderci le penne?

Questa domanda guida lo spettacolo che diventa un caleidoscopio di situazioni divertenti, battute fulminanti e personaggi iconici.

Tre donne non più giovanissime (interpretate da Maria Bolignano, Nunzia Schiano e Yuliya Mayarchuk) si ritrovano all’improvviso senza soldi, senza mariti e senza futuro.

Disperate e costrette ad una convivenza forzata, decidono di trasformare la loro casa in un set per creare contenuti hard da mettere in piattaforma.

Ovviamente l’impreparazione delle tre donne sull’argomento metterà a dura prova le riprese e la buona riuscita del progetto.

Come anche la necessità di tenere nascosto ai vicini e ai condomini, cosa stia accadendo in un appartamento che fino a quel momento sembrava appartenere ad una discendente di Maria Teresa di Calcutta.

L’esperienza, inizialmente scioccante, si rivelerà alla fine molto formativa. Con la casa invasa da personaggi kitsch in voga sui social, ex pornodivi rispolverati, tra cui spicca Cioccola (interpretata da Enza Barra) e l’aiuto dell’intelligenza artificiale, le tre donne, diventate oramai amiche per la pelle, riusciranno finalmente a comprendere che l’emancipazione femminile, non è fatta di piedi o mutandine messi in vendita on line ma neanche di repressione sessuale o finta morigeratezza.

Mina, Rosaria, Katerina e Cioccola alla fine di questa breve ma intensa esperienza, esigeranno di vivere una vita che, nonostante l’età matura, permetta loro di esprimersi in tutta la loro femminilità, in un mondo che vuole le donne troppo spesso a servizio di una visione maschile del mondo che non ci appartiene.

Teatro Lendi di Sant’Arpino (CE)

stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano

Info 0818919620, 3478572222

Da mercoledì 4 a venerdì 6 febbraio, ore 20.45

Francesco Cicchella

in

Tante belle cose live tour

scritto da Francesco Cicchella e Gennaro Scarpato

con Vincenzo De Honestis, Yaser Mohamed

regia Francesco Cicchella

produzione Top Agency

Francesco Cicchella porta nei migliori teatri italiani il nuovo spettacolo “Tante Belle Cose”. Un nuovo allestimento molto atteso dal pubblico dove l’artista presenterà sul palco grandi novità, con performances completamente inedite che daranno vita ad uno spettacolo ricco di emozioni…tante belle cose.

In un salotto televisivo, Francesco Cicchella, ormai sessantenne, sconvolge il pubblico dichiarando il suo ritiro dalle scene, esibendosi dunque per l’ultima volta. In questo momento di commiato, l’artista napoletano fa un bilancio della sua lunga e brillante carriera. Tra i ricordi che affiorano, uno in particolare si distingue: una serata a teatro, un punto di svolta che ha segnato indelebilmente la sua vita.

Lo spettacolo “Tante belle cose” diventa così un viaggio nel tempo, un flashback che ci riporta proprio a quella serata indimenticabile. Sul palco, Cicchella ci regala un’esibizione unica, un mix esplosivo di sketch esilaranti, performance indimenticabili e momenti di grande emozione, tutti caratterizzati dal suo inconfondibile talento comico.

Ma la serata prende una piega inaspettata, quando accade quel qualcosa che sconvolge gli equilibri dello show. In questo one man show innovativo, Cicchella gioca non solo con i suoi personaggi, ma anche con sé stesso, proiettandosi nel futuro per poi tornare in un passato – il presente – che ha segnato la sua carriera.

Il varietà si fonde con una narrazione cinematografica, dando vita a un’esperienza teatrale coinvolgente, in cui musica, risate e un tocco di magia si intrecciano per raccontare una storia che va oltre i confini del tempo.

Teatro Verdi di Salerno

stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano

info 089662141

Mercoledì 4, giovedì 5, sabato 7 e domenica 8 febbraio

(mercoledì, giovedì, e sabato ore 21.00, domenica ore 18.00)

Stefano Accorsi in

Nessuno

Le avventure di Ulisse

scritto da Emanuele Aldrovandi

regia Daniele Finzi Pasca

scene Luigi Ferrigno

costumi Giovanna Buzzi

produzione Nuovo Teatro

Le parole hanno bisogno di sudore, per essere suonate con eleganza. Perché possano diventare leggere vanno spogliate, smussate rendendole ciottoli multicolori di una spiaggia immaginaria.

Vengo da un teatro dove il corpo martella le parole forgiando immagini incoerenti simili a sogni. Per trovare questi punti di disequilibrio ci vogliono attori forti e delicati allo stesso tempo, abituati ad usare il corpo con l’elasticità e la potenza di un arco che scaglia immagini negli occhi degli spettatori.

Ritrovare Stefano mi fa tanto piacere, ci siamo capiti con facilità quando abbiamo costruito “Azul” ed ora affrontando “Nessuno” affineremo la nostra complicità.

Sono un obbiettore di coscienza, nel mio paese mi capitò di scontare qualche mese di prigione per aver rifiutato di prestare servizio di leva, raccontare dunque le gesta dei guerrieri non mi è solo insolito ma totalmente inusitato, una specie di salto mortale senza rete.

Sono un clown, amo gli eroi semplici, i perdenti, quelli nei quali mi riconosco, i fragili, quelli fatti di materia che si sbriciola. Nella vetrinetta in casa della nonna venivano conservate le tazzine del servizio buono, mai usate, troppo preziose per essere maneggiate.

Il caffè di tutti i giorni lo si beveva nelle tazzine spaiate, tazzine sbocconcellate a cui nessuno era affezionato, quelle tazzine le ho ereditate io e mi sono preso anche una delle buone che si era frantumata alla fine di un pranzo di Natale conservata poi per anni nell’ovatta in attesa di un improbabile miracolo.

Quando Stefano e Marco mi hanno parlato di questo spettacolo ho pensato che fosse arrivato il momento di provare ad incollare i frammenti di porcellana buona, quella preziosa e che si vorrebbe invincibile, quella che quando si spacca svela l’umanità che dovrebbero avere gli eroi, poi mi sono domandato se questo Ulisse facesse parte del servizio buono o di quello che nonna usava tutti giorni.

Anche oggi mi domando se con questo spettacolo incolleremo pezzi andati in frantumi o affronteremo la semplicità di chi vorresti compagno di ogni discussione, di ogni chiacchiera nella pancia della cucina a casa di nonna dove le avventure epiche si trasformavano nella quotidianità di vite ordinarie e le avventure dei semplici diventavano la sottile trama di vite straordinarie?

Nessuno risponderà.

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31/01/2026 - 00:55

Teatro Metropolitan di Sant’Anastasia

stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano

Info 0815305696

Martedì 3 e mercoledì 4 febbraio, ore 20.45

Gli Ipocriti Melina Balsamo

presenta

Mario Autore, Anna Iodice, Domenico Pinelli in

Ditegli sempre di sì

di Eduardo De Filippo

con

Gianluca Cangiano, Mario Cangiano, Luigi Leone, Antonio Mirabella, Laura Pagliara,

Vittorio Passaro, Lucienne Perreca, Simona Pipolo, Elena Starace

scena Luigi Ferrigno,

Sara Palmieri

costumi Viviana Crosato,

Antonietta Rendina

musiche Mario Autore

regia Domenico Pinelli

Personaggi e interpreti (in ordine d’apparizione)

Checchina, Filumena Elena Starace

Teresa Murri, Anna Iodice

Don Giovanni Altamura, Mario Cangiano

Luigi Strada, Mario Autore

Dottor Croce, Luigi Leone

Michele Murri, Domenico Pinelli

Evelina Altamura, Lucienne Perreca

Ettore De Stefano, Antonio Mirabella

Vincenzo Gallucci, Gianluca Cangiano

Olga, Simona Pipolo

Saveria Gallucci, Laura Pagliara

Attilio Gallucci, Vittorio Passaro

Ricorrendo (nel 2024) il quarantesimo anniversario dalla scomparsa di Eduardo De Filippo, tra le moltitudini di artisti anch’io ho pensato di omaggiare in qualche modo quest’uomo che, seppure io non abbia mai conosciuto anche solo per motivi anagrafici, ha giocato un ruolo fondamentale nella mia formazione prima, nella mia esistenza poi.

Nasce così l’idea di mettere in scena Ditegli sempre di sì, una commedia divertentissima, retta da un meccanismo comico perfetto, nonché pregna di spunti riflessivi riguardo una materia estremamente affascinante che Eduardo, per certi aspetti epigono di Pirandello, studiò sicuramente bene: la pazzia.

Se nello spazio interposto tra un’idea e la realizzazione di essa ci sta un oceano, tra quella stessa idea e la costruzione di un vero e proprio progetto su di essa, se non un oceano, ci sta comunque un mare. In primis devo ringraziare Tommaso De Filippo che ha creduto in me e nei miei compagni di viaggio, sposando immediatamente il progetto e dandomi l’occasione di lavorare su questo meraviglioso testo.

In seguito a questa risposta che definirei “felice”, il passo seguente è consistito nel rendersi conto che senza una produzione – anche piccola – alle spalle, i costi di allestimento e le spese varie avrebbero di sicuro reso vano anche il primo passo. Ecco l’inciampo.

Ci sono momenti, però, in cui una mano ti viene tesa e tu non puoi fare a meno di accettarla senza capire né come né perché – guai a chiederselo, penso io! – ritrovandoti una produzione come Gli Ipocriti Melina Balsamo che crede nella tua idea e decide di scommettere su una compagnia di attori giovani, diretti da un giovane attore alla sua prima vera esperienza da regista, che si propone di mettere su uno spettacolo tanto importante in una versione nuova e ambiziosa – seppure legata indissolubilmente alla tradizione – e portarlo in giro nei grandi teatri d’Italia: se non è già questa una follia

… ditegli sempre di si!

Abbiamo recitato per ventotto serate accompagnati da applausi calorosi, belle risate e anche qualche lacrima. Quest’anno le date sono triplicate e siamo pronti a raccogliere i frutti di ciò che abbiamo seminato, seminando ancora – naturalmente – con cura e tanto amore.

“Il pazzo è un sognatore da sveglio” Immanuel Kant.

Eduardo scrive Ditegli sempre di sì (titolo originale “Chill’è pazzo!”) nel 1927 per la compagnia del fratellastro Vincenzo Scarpetta. Solo nel 1932 il drammaturgo, in occasione della nuova messa in scena affiancato dai fratelli, decide di modificare il testo riducendo il numero dei personaggi e rivedendo l’intreccio della storia.

La pazzia che assume il ruolo centrale in questa vicenda costituisce uno dei topoi più efficaci della letteratura, come del teatro in funzione anche, e soprattutto, di espediente sia comico che tragico. In Ditegli sempre di sì la pazzia è il vero motore comico. Lo stesso autore, nel prologo della versione televisiva registrata nel 1962, esordisce così:

Eccomi a voi. Non c’è filosofia nella farsa che recito stasera,

ma un personaggio della vita vera,

un tal dei tali affetto da follia […]

Eppure, continua:

[…] Allora è un dramma, mi direte voi, io vi rispondo “è una tragedia nera,

ma non è nostra”. E la tragedia vera diventa farsa se non tocca a noi. […]

Divertitevi dunque, riflettendo che ognuno può trovarselo davanti

un vero matto, e accade a tutti quanti di

commuoversi e ridere piangendo […]

È quasi come se Eduardo invitasse, ora, gli spettatori ad una maggiore attenzione, a compiere quello stesso sforzo che poco prima aveva spacciato per superfluo. È chiaro, altresì, il riferimento a quell’aspetto della realtà codificato dal suo maestro, Pirandello: L’umorismo. D’altronde, qui a parlare è pur sempre Eduardo.

Da questo punto parte l’idea di messa in scena: l’obiettivo è andare oltre. Trasformare questa “farsa” in vero e proprio “dramma”. Il punto di partenze è lo stimolo che Eduardo invia: prestare una maggiore attenzione al testo, ai personaggi, agli accadimenti; il punto di arrivo è la restituzione di una forma più complessa, articolata e cosciente del dramma attraverso lo studio approfondito della condizione umana di tutti i personaggi – meglio ancora se “persone” – attori di questa vicenda.

Domenico Pinelli

Teatro Minerva di Boscoreale

stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano

Info 3396643227 - 3392401209 - 3381890767

Mercoledì 4 febbraio, ore 20.45

Teatro Magic Vision di Casalnuovo

stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano

Info 0818030270, 3292180679

Giovedì 5 febbraio, ore 20.45

Teatro Delle Rose, Piano Di Sorrento

stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano

Info 0818786165, 3385003816

Venerdì 6 febbraio, ore 21.00

Auditorium Teatro S. Alfonso Maria de Liguori di Pagani

stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano

Info 0815158061

Sabato 7 febbraio, ore 20.45

Teatro Italia di Acerra

stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano

Info 08118280134, 3333155417

Domenica 8 febbraio, ore 18.00

Le Pornoprecarie

Quelle di Onlyfals

scritto da Maria Bolignano

con

Nunzia Schiano, Maria Bolignano, Yulyia Mayarchuk, Enza Barra

e con Alessio Sica, Chiara Di Girolamo

regia Maria Bolignano, Fabiana Fazio

scene Carlo De Marino e Francesca Ravel

costumi Federica Calabrese

musiche originali Dada'

Questa commedia scritta da Maria Bolignano è un viaggio nel mondo del precariato femminile della società contemporanea ed una disamina sull’impatto che piattaforme come OnlyFans hanno avuto sul mercato dell’Eros on line e non solo.

Come riuscire a cavarsela in un mondo che oramai è andato avanti ad una velocità supersonica senza perderci le penne?

Questa domanda guida lo spettacolo che diventa un caleidoscopio di situazioni divertenti, battute fulminanti e personaggi iconici.

Tre donne non più giovanissime (interpretate da Maria Bolignano, Nunzia Schiano e Yuliya Mayarchuk) si ritrovano all’improvviso senza soldi, senza mariti e senza futuro.

Disperate e costrette ad una convivenza forzata, decidono di trasformare la loro casa in un set per creare contenuti hard da mettere in piattaforma.

Ovviamente l’impreparazione delle tre donne sull’argomento metterà a dura prova le riprese e la buona riuscita del progetto.

Come anche la necessità di tenere nascosto ai vicini e ai condomini, cosa stia accadendo in un appartamento che fino a quel momento sembrava appartenere ad una discendente di Maria Teresa di Calcutta.

L’esperienza, inizialmente scioccante, si rivelerà alla fine molto formativa. Con la casa invasa da personaggi kitsch in voga sui social, ex pornodivi rispolverati, tra cui spicca Cioccola (interpretata da Enza Barra) e l’aiuto dell’intelligenza artificiale, le tre donne, diventate oramai amiche per la pelle, riusciranno finalmente a comprendere che l’emancipazione femminile, non è fatta di piedi o mutandine messi in vendita on line ma neanche di repressione sessuale o finta morigeratezza.

Mina, Rosaria, Katerina e Cioccola alla fine di questa breve ma intensa esperienza, esigeranno di vivere una vita che, nonostante l’età matura, permetta loro di esprimersi in tutta la loro femminilità, in un mondo che vuole le donne troppo spesso a servizio di una visione maschile del mondo che non ci appartiene.

Teatro Lendi di Sant’Arpino (CE)

stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano

Info 0818919620, 3478572222

Da mercoledì 4 a venerdì 6 febbraio, ore 20.45

Francesco Cicchella

in

Tante belle cose live tour

scritto da Francesco Cicchella e Gennaro Scarpato

con Vincenzo De Honestis, Yaser Mohamed

regia Francesco Cicchella

produzione Top Agency

Francesco Cicchella porta nei migliori teatri italiani il nuovo spettacolo “Tante Belle Cose”. Un nuovo allestimento molto atteso dal pubblico dove l’artista presenterà sul palco grandi novità, con performances completamente inedite che daranno vita ad uno spettacolo ricco di emozioni…tante belle cose.

In un salotto televisivo, Francesco Cicchella, ormai sessantenne, sconvolge il pubblico dichiarando il suo ritiro dalle scene, esibendosi dunque per l’ultima volta. In questo momento di commiato, l’artista napoletano fa un bilancio della sua lunga e brillante carriera. Tra i ricordi che affiorano, uno in particolare si distingue: una serata a teatro, un punto di svolta che ha segnato indelebilmente la sua vita.

Lo spettacolo “Tante belle cose” diventa così un viaggio nel tempo, un flashback che ci riporta proprio a quella serata indimenticabile. Sul palco, Cicchella ci regala un’esibizione unica, un mix esplosivo di sketch esilaranti, performance indimenticabili e momenti di grande emozione, tutti caratterizzati dal suo inconfondibile talento comico.

Ma la serata prende una piega inaspettata, quando accade quel qualcosa che sconvolge gli equilibri dello show. In questo one man show innovativo, Cicchella gioca non solo con i suoi personaggi, ma anche con sé stesso, proiettandosi nel futuro per poi tornare in un passato – il presente – che ha segnato la sua carriera.

Il varietà si fonde con una narrazione cinematografica, dando vita a un’esperienza teatrale coinvolgente, in cui musica, risate e un tocco di magia si intrecciano per raccontare una storia che va oltre i confini del tempo.

Teatro Verdi di Salerno

stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano

info 089662141

Mercoledì 4, giovedì 5, sabato 7 e domenica 8 febbraio

(mercoledì, giovedì, e sabato ore 21.00, domenica ore 18.00)

Stefano Accorsi in

Nessuno

Le avventure di Ulisse

scritto da Emanuele Aldrovandi

regia Daniele Finzi Pasca

scene Luigi Ferrigno

costumi Giovanna Buzzi

produzione Nuovo Teatro

Le parole hanno bisogno di sudore, per essere suonate con eleganza. Perché possano diventare leggere vanno spogliate, smussate rendendole ciottoli multicolori di una spiaggia immaginaria.

Vengo da un teatro dove il corpo martella le parole forgiando immagini incoerenti simili a sogni. Per trovare questi punti di disequilibrio ci vogliono attori forti e delicati allo stesso tempo, abituati ad usare il corpo con l’elasticità e la potenza di un arco che scaglia immagini negli occhi degli spettatori.

Ritrovare Stefano mi fa tanto piacere, ci siamo capiti con facilità quando abbiamo costruito “Azul” ed ora affrontando “Nessuno” affineremo la nostra complicità.

Sono un obbiettore di coscienza, nel mio paese mi capitò di scontare qualche mese di prigione per aver rifiutato di prestare servizio di leva, raccontare dunque le gesta dei guerrieri non mi è solo insolito ma totalmente inusitato, una specie di salto mortale senza rete.

Sono un clown, amo gli eroi semplici, i perdenti, quelli nei quali mi riconosco, i fragili, quelli fatti di materia che si sbriciola. Nella vetrinetta in casa della nonna venivano conservate le tazzine del servizio buono, mai usate, troppo preziose per essere maneggiate.

Il caffè di tutti i giorni lo si beveva nelle tazzine spaiate, tazzine sbocconcellate a cui nessuno era affezionato, quelle tazzine le ho ereditate io e mi sono preso anche una delle buone che si era frantumata alla fine di un pranzo di Natale conservata poi per anni nell’ovatta in attesa di un improbabile miracolo.

Quando Stefano e Marco mi hanno parlato di questo spettacolo ho pensato che fosse arrivato il momento di provare ad incollare i frammenti di porcellana buona, quella preziosa e che si vorrebbe invincibile, quella che quando si spacca svela l’umanità che dovrebbero avere gli eroi, poi mi sono domandato se questo Ulisse facesse parte del servizio buono o di quello che nonna usava tutti giorni.

Anche oggi mi domando se con questo spettacolo incolleremo pezzi andati in frantumi o affronteremo la semplicità di chi vorresti compagno di ogni discussione, di ogni chiacchiera nella pancia della cucina a casa di nonna dove le avventure epiche si trasformavano nella quotidianità di vite ordinarie e le avventure dei semplici diventavano la sottile trama di vite straordinarie?

Nessuno risponderà.