Termina con un grande successo di pubblico e di critica la mostra “Regine. Trame di cultura e diplomazia tra Napoli e l’Europa”, a cura di Tiziana Maffei e Valeria Di Fratta, organizzata dal Museo della Reggia di Caserta in collaborazione con Opera Laboratori e con il patrocinio del Network of European Royal Residences.
L’esposizione, inizialmente prevista fino al 20 aprile, è stata prorogata fino a lunedì 4 maggio 2026, per rispondere all'interesse suscitato fin dall'apertura il 20 dicembre 2025. Alle ore 16 di questo pomeriggio il finissage.
La mostra di oltre 200 opere provenienti da tutta Europa ha visto un vero e proprio record di visitatori in poco più di quattro mesi con oltre 270mila presenze. Un risultato che conferma il valore scientifico e divulgativo del progetto, capace di raccontare il ruolo delle regine come protagoniste delle relazioni culturali e diplomatiche tra Napoli e l’Europa. Allestita nella suggestiva Gran Galleria e arricchita da un fitto calendario di visite tematiche e iniziative collaterali, l'esposizione è stata parte integrante del percorso museale degli Appartamenti Reali.
In questi quattro mesi, "Regine. Trame di cultura e diplomazia tra Napoli e l'Europa" ha squarciato un velo e alimentato un intenso dibattito, anche grazie agli appuntamenti "Un tè con le Regine", intorno alla figura di 12 sovrane europee da Elisabetta Farnese a Maria Josè del Belgio, attraverso le vite di Maria Amalia di Sassonia, Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, Giulia Clary, Carolina Murat, Maria Isabella, Maria Cristina di Savoia, Maria Teresa d’Asburgo-Teschen, Maria Sofia di Baviera e Elena di Montenegro.
Per il finissage, il Museo si è affidato alle performance teatrali prodotte da Mutamenti / Teatro Civico 14, con la regia di Roberto Solofria, assistente alla regia Marica Palmiero, oggetti di scena di Arianna Delfino, con Ilaria Delli Paoli, Michele Brasilio, Stefania Remino, Sara D’Aiello, Nicola Lieto e la partecipazione di Federica Mocciaro, Vincenzo Zarrillo, Angela Vollaro e Alessandro Bernard.
"Questa esposizione ha mostrato quanto una mostra possa diventare uno spazio vivo di ricerca, relazione e partecipazione culturale - afferma Tiziana Maffei, direttore della Reggia di Caserta e co-curatore - Attraverso opere, documenti e linguaggi diversi, il progetto ha restituito complessità e profondità a figure femminili che hanno inciso nella costruzione delle relazioni culturali e diplomatiche, aprendo nuove prospettive di lettura della storia e del ruolo delle donne nella formazione dell’identità europea, in un momento particolarmente importante. L’eccezionale partecipazione del pubblico e il notevole apprezzamento — con visitatori tornati più volte e una presenza costante agli incontri di approfondimento — racconta un dato importante: esiste un desiderio autentico di conoscenza, di confronto e di esperienze culturali capaci di unire rigore scientifico e accessibilità anche attraverso i linguaggi diversi dell’arte. Questa mostra ha anche dimostrato quanto sia fondamentale il dialogo tra istituzioni a livello nazionale e internazionale, la condivisione del patrimonio e la collaborazione tra musei, archivi e centri di ricerca. È da queste relazioni che nasce la possibilità di costruire progetti culturali capaci non solo di esporre opere, ma di generare nuove conoscenze e nuove consapevolezze. Particolarmente significativo è stato inoltre il lavoro di riscoperta di opere provenienti da depositi e sottoconsegne, che tornano oggi a far parte di una narrazione condivisa e di un patrimonio restituito alla collettività. “Regine” dimostra che il museo è luogo dinamico di produzione culturale, dove studio, bellezza, partecipazione e ricerca possano incontrarsi e offrire strumenti per leggere il presente attraverso la profondità della storia".
"Raccontare la storia delle Regine protagoniste di questa mostra - spiega Valeria Di Fratta, storico dell'arte del Museo e co-curatore - ha rappresentato una vera sfida. La selezione di opere d'arte, documenti e oggetti che potessero sostenere una narrazione così complessa, capace di unire i fili delle storie di donne molto diverse per personalità, qualità umane, cultura e interessi, ma accomunate nei destini - spesso drammatici - e nel ruolo, ha richiesto una riflessione attenta sul messaggio da veicolare, per evitare di incorrere in possibili rischi di banalizzazione, legati a una visione edulcorata del ruolo regale al femminile, così sedimentato nell'immaginario collettivo. L'opportunità preziosa di essere in rete con le principali residenze reali europee ci ha consentito di accogliere in mostra oggetti particolarmente significativi, non solo per l'elevata qualità artistica delle manifatture, ma anche per il loro valore simbolico, quali testimonianze materiali in grado di connetterci in maniera più diretta con la vita pubblica e privata, talvolta intima, di queste regine vissute fra Napoli e l'Europa. In questo racconto, molte opere custodite alla Reggia di Caserta, rilette nel contesto espositivo, hanno trovato nuove prospettive e interpretazioni, arricchendo di ulteriore qualità la narrazione storica e artistica. La più grande soddisfazione è certamente l'impatto emotivo che la mostra è riuscita ad avere in questi mesi sul pubblico, generando sentimenti di empatia e identificazione con le regine, ma anche una partecipazione attiva agli approfondimenti condotti da eccellenti studiosi, ispirata dal desiderio di una maggiore conoscenza".
L'esposizione è stata realizzata dalla Reggia di Caserta in collaborazione con Opera Laboratori. Il progetto è stato finanziato dalla Regione Campania tramite l'Accordo per la Coesione. Main Partner Territoriale – La Reggia Designer Outlet. Supporto di Consorzio UnicoCampania.
di Napoli Magazine
04/05/2026 - 15:18
Termina con un grande successo di pubblico e di critica la mostra “Regine. Trame di cultura e diplomazia tra Napoli e l’Europa”, a cura di Tiziana Maffei e Valeria Di Fratta, organizzata dal Museo della Reggia di Caserta in collaborazione con Opera Laboratori e con il patrocinio del Network of European Royal Residences.
L’esposizione, inizialmente prevista fino al 20 aprile, è stata prorogata fino a lunedì 4 maggio 2026, per rispondere all'interesse suscitato fin dall'apertura il 20 dicembre 2025. Alle ore 16 di questo pomeriggio il finissage.
La mostra di oltre 200 opere provenienti da tutta Europa ha visto un vero e proprio record di visitatori in poco più di quattro mesi con oltre 270mila presenze. Un risultato che conferma il valore scientifico e divulgativo del progetto, capace di raccontare il ruolo delle regine come protagoniste delle relazioni culturali e diplomatiche tra Napoli e l’Europa. Allestita nella suggestiva Gran Galleria e arricchita da un fitto calendario di visite tematiche e iniziative collaterali, l'esposizione è stata parte integrante del percorso museale degli Appartamenti Reali.
In questi quattro mesi, "Regine. Trame di cultura e diplomazia tra Napoli e l'Europa" ha squarciato un velo e alimentato un intenso dibattito, anche grazie agli appuntamenti "Un tè con le Regine", intorno alla figura di 12 sovrane europee da Elisabetta Farnese a Maria Josè del Belgio, attraverso le vite di Maria Amalia di Sassonia, Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, Giulia Clary, Carolina Murat, Maria Isabella, Maria Cristina di Savoia, Maria Teresa d’Asburgo-Teschen, Maria Sofia di Baviera e Elena di Montenegro.
Per il finissage, il Museo si è affidato alle performance teatrali prodotte da Mutamenti / Teatro Civico 14, con la regia di Roberto Solofria, assistente alla regia Marica Palmiero, oggetti di scena di Arianna Delfino, con Ilaria Delli Paoli, Michele Brasilio, Stefania Remino, Sara D’Aiello, Nicola Lieto e la partecipazione di Federica Mocciaro, Vincenzo Zarrillo, Angela Vollaro e Alessandro Bernard.
"Questa esposizione ha mostrato quanto una mostra possa diventare uno spazio vivo di ricerca, relazione e partecipazione culturale - afferma Tiziana Maffei, direttore della Reggia di Caserta e co-curatore - Attraverso opere, documenti e linguaggi diversi, il progetto ha restituito complessità e profondità a figure femminili che hanno inciso nella costruzione delle relazioni culturali e diplomatiche, aprendo nuove prospettive di lettura della storia e del ruolo delle donne nella formazione dell’identità europea, in un momento particolarmente importante. L’eccezionale partecipazione del pubblico e il notevole apprezzamento — con visitatori tornati più volte e una presenza costante agli incontri di approfondimento — racconta un dato importante: esiste un desiderio autentico di conoscenza, di confronto e di esperienze culturali capaci di unire rigore scientifico e accessibilità anche attraverso i linguaggi diversi dell’arte. Questa mostra ha anche dimostrato quanto sia fondamentale il dialogo tra istituzioni a livello nazionale e internazionale, la condivisione del patrimonio e la collaborazione tra musei, archivi e centri di ricerca. È da queste relazioni che nasce la possibilità di costruire progetti culturali capaci non solo di esporre opere, ma di generare nuove conoscenze e nuove consapevolezze. Particolarmente significativo è stato inoltre il lavoro di riscoperta di opere provenienti da depositi e sottoconsegne, che tornano oggi a far parte di una narrazione condivisa e di un patrimonio restituito alla collettività. “Regine” dimostra che il museo è luogo dinamico di produzione culturale, dove studio, bellezza, partecipazione e ricerca possano incontrarsi e offrire strumenti per leggere il presente attraverso la profondità della storia".
"Raccontare la storia delle Regine protagoniste di questa mostra - spiega Valeria Di Fratta, storico dell'arte del Museo e co-curatore - ha rappresentato una vera sfida. La selezione di opere d'arte, documenti e oggetti che potessero sostenere una narrazione così complessa, capace di unire i fili delle storie di donne molto diverse per personalità, qualità umane, cultura e interessi, ma accomunate nei destini - spesso drammatici - e nel ruolo, ha richiesto una riflessione attenta sul messaggio da veicolare, per evitare di incorrere in possibili rischi di banalizzazione, legati a una visione edulcorata del ruolo regale al femminile, così sedimentato nell'immaginario collettivo. L'opportunità preziosa di essere in rete con le principali residenze reali europee ci ha consentito di accogliere in mostra oggetti particolarmente significativi, non solo per l'elevata qualità artistica delle manifatture, ma anche per il loro valore simbolico, quali testimonianze materiali in grado di connetterci in maniera più diretta con la vita pubblica e privata, talvolta intima, di queste regine vissute fra Napoli e l'Europa. In questo racconto, molte opere custodite alla Reggia di Caserta, rilette nel contesto espositivo, hanno trovato nuove prospettive e interpretazioni, arricchendo di ulteriore qualità la narrazione storica e artistica. La più grande soddisfazione è certamente l'impatto emotivo che la mostra è riuscita ad avere in questi mesi sul pubblico, generando sentimenti di empatia e identificazione con le regine, ma anche una partecipazione attiva agli approfondimenti condotti da eccellenti studiosi, ispirata dal desiderio di una maggiore conoscenza".
L'esposizione è stata realizzata dalla Reggia di Caserta in collaborazione con Opera Laboratori. Il progetto è stato finanziato dalla Regione Campania tramite l'Accordo per la Coesione. Main Partner Territoriale – La Reggia Designer Outlet. Supporto di Consorzio UnicoCampania.