Fatih Terim, allenatore turco, ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport: "Possibilità di vedere l'Italia fuori dal Mondiale? Francamente no perché l’Italia ha vinto tanto e ha lasciato il segno nella storia del calcio. Anche una sola vostra assenza era stata una grande delusione; tre consecutive richiedono una riflessione molto seria. In questi anni l’Italia ha vinto Euro 20 l’Atalanta ha conquistato l’Europa League e la Roma la Conference League. In più la Fiorentina ha giocato la finale di Conference, il Napoli ha creato una vera e propria scuola di pensiero calcistico e l’Inter è arrivata due volte in finale di Champions. Il potenziale del vostro movimento, dunque, è ancora molto grande. Ciò premesso, bisogna considerare tante cose: lo sviluppo dei vivai, le opportunità offerte ai giovani, le politiche di mercato dei club... L’Italia dal punto di vista tattico ha sempre rappresentato una scuola fondamentale, ma il calcio è in continua evoluzione e oggi non si può sopravvivere solo grazie alla tattica, all’organizzazione difensiva o ai successi passati. Vanno sviluppati tutti gli aspetti. Avete bisogno di tempo e di un piano adeguato per la ricostruzione. Perché non si tratta solo di qualificarsi per i Mondiali, ma di far sì che il calcio italiano ritrovi la sua identità e la sua competitività".
di Napoli Magazine
28/09/2026 - 17:01
Fatih Terim, allenatore turco, ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport: "Possibilità di vedere l'Italia fuori dal Mondiale? Francamente no perché l’Italia ha vinto tanto e ha lasciato il segno nella storia del calcio. Anche una sola vostra assenza era stata una grande delusione; tre consecutive richiedono una riflessione molto seria. In questi anni l’Italia ha vinto Euro 20 l’Atalanta ha conquistato l’Europa League e la Roma la Conference League. In più la Fiorentina ha giocato la finale di Conference, il Napoli ha creato una vera e propria scuola di pensiero calcistico e l’Inter è arrivata due volte in finale di Champions. Il potenziale del vostro movimento, dunque, è ancora molto grande. Ciò premesso, bisogna considerare tante cose: lo sviluppo dei vivai, le opportunità offerte ai giovani, le politiche di mercato dei club... L’Italia dal punto di vista tattico ha sempre rappresentato una scuola fondamentale, ma il calcio è in continua evoluzione e oggi non si può sopravvivere solo grazie alla tattica, all’organizzazione difensiva o ai successi passati. Vanno sviluppati tutti gli aspetti. Avete bisogno di tempo e di un piano adeguato per la ricostruzione. Perché non si tratta solo di qualificarsi per i Mondiali, ma di far sì che il calcio italiano ritrovi la sua identità e la sua competitività".