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L'EX - Agostinelli: "L'Inter non dà più l’idea di essere solida, il campionato non si è mai davvero chiuso, Milan e Napoli sono entrambe pericolose, McTominay e De Bruyne in posizione più avanzata mi convincono, Pio Esposito è molto forte, può fare una grande carriera"
24.03.2026 12:17 di Napoli Magazine
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A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Andrea Agostinelli, allenatore ex Napoli ed ex calciatore, tra le tante, di Napoli ed Atalanta. Di seguito, un estratto dell’intervista.

Mister, partiamo facendo un passo indietro, dall’ultima giornata di Serie A è arrivato un altro pareggio per l’Inter, che non vince da tre gare di fila. Le chiedo: lo scudetto si è riaperto?

“Lo scudetto probabilmente non si era mai davvero chiuso, ma quando dico ‘probabilmente’ significa che qualcosa è cambiato. Ormai lo davano tutti per scontato, ma magari non è così scontato, perché ci sono ancora degli scontri diretti che possono dire tanto. Consideri che ultimamente è un’Inter che non dà più l’idea di essere solida, non trasmette più quella sensazione di pericolosità costante quando ha la palla. Nel calcio mai dire mai. Certamente hanno ancora sei punti di vantaggio, che non sono pochi, però la percentuale che il campionato sia chiuso è molto diminuita”.

Secondo lei, tra le inseguitrici dell’Inter vede più pericoloso il Milan a sei punti o il Napoli a sette?

“Le vedo pericolose tutte e due, perché un punto tra Napoli e Milan è davvero poco. Considerando anche il calendario, a me sembra che il Napoli abbia un percorso meno difficoltoso”.

Quindi secondo lei il Napoli potrebbe dire la sua e magari sorprendere tutti, visto che un mese fa sembrava che l’Inter avesse già vinto lo scudetto?

“Esatto, però ripeto, al Napoli oggi do anche qualche possibilità in più di arrivare fino in fondo".

Passiamo invece agli uomini a disposizione di mister Conte, ha recuperato diversi giocatori, sono rientrati Scott McTominay e Kevin De Bruyne, entrambi impiegati in un ruolo più avanzato, quasi da sottopunta. Le convincono i due in questa nuova posizione?

“Sì, mi convincono perché Antonio Conte ha fatto una cosa semplice: due più due fa quattro. Negli ultimi 25-30 metri loro sono determinanti: uno perché ha grande capacità realizzativa, l’altro perché può rifinire e concludere bene. Allora lui ha detto: dietro ho uno sbarramento importante, quindi perché non portarli anche più avanti? Assolutamente sì, cerca di sfruttare al massimo le caratteristiche dei giocatori in funzione della squadra".

A inizio stagione, quando erano tutti disponibili, era davvero così importante giocare con un certo sistema, magari sacrificando McTominay da ala sinistra invece di metterli tutti insieme e avere meno ricambi?

“Inizialmente lui voleva farli convivere nel suo sistema di gioco e ha provato in tutti i modi a capire cosa potesse funzionare meglio. McTominay più spostato a sinistra, poi però ci sono stati infortuni che hanno tolto per tre o quattro mesi alcuni giocatori e allora ha dovuto cambiare. Pian piano si è anche autoconvinto giorno dopo giorno, perché una squadra non è mai quella definitiva da inizio stagione. Un allenatore valuta, capisce, si adatta agli infortuni e quando i giocatori rientrano può maturare un’altra convinzione. Un allenatore lavora sempre: non è che parte con un’idea il primo luglio e a maggio ha la stessa".

Andiamo sul capitolo Italia, giovedì 26 marzo alle 20:45 c’è Italia-Irlanda del Nord, una gara importante per il percorso verso il Mondiale. Affiderebbe le chiavi dell’attacco a Pio Esposito?

“Se dovesse mancare qualcuno, sì. Per me Esposito è molto forte, lo reputo un gradino sopra per qualità delle giocate, oltre a essere una vera prima punta. Quindi sì, assolutamente, perché credo sia un ragazzo che possa fare una grande carriera".

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di Napoli Magazine

24/03/2026 - 12:17

A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Andrea Agostinelli, allenatore ex Napoli ed ex calciatore, tra le tante, di Napoli ed Atalanta. Di seguito, un estratto dell’intervista.

Mister, partiamo facendo un passo indietro, dall’ultima giornata di Serie A è arrivato un altro pareggio per l’Inter, che non vince da tre gare di fila. Le chiedo: lo scudetto si è riaperto?

“Lo scudetto probabilmente non si era mai davvero chiuso, ma quando dico ‘probabilmente’ significa che qualcosa è cambiato. Ormai lo davano tutti per scontato, ma magari non è così scontato, perché ci sono ancora degli scontri diretti che possono dire tanto. Consideri che ultimamente è un’Inter che non dà più l’idea di essere solida, non trasmette più quella sensazione di pericolosità costante quando ha la palla. Nel calcio mai dire mai. Certamente hanno ancora sei punti di vantaggio, che non sono pochi, però la percentuale che il campionato sia chiuso è molto diminuita”.

Secondo lei, tra le inseguitrici dell’Inter vede più pericoloso il Milan a sei punti o il Napoli a sette?

“Le vedo pericolose tutte e due, perché un punto tra Napoli e Milan è davvero poco. Considerando anche il calendario, a me sembra che il Napoli abbia un percorso meno difficoltoso”.

Quindi secondo lei il Napoli potrebbe dire la sua e magari sorprendere tutti, visto che un mese fa sembrava che l’Inter avesse già vinto lo scudetto?

“Esatto, però ripeto, al Napoli oggi do anche qualche possibilità in più di arrivare fino in fondo".

Passiamo invece agli uomini a disposizione di mister Conte, ha recuperato diversi giocatori, sono rientrati Scott McTominay e Kevin De Bruyne, entrambi impiegati in un ruolo più avanzato, quasi da sottopunta. Le convincono i due in questa nuova posizione?

“Sì, mi convincono perché Antonio Conte ha fatto una cosa semplice: due più due fa quattro. Negli ultimi 25-30 metri loro sono determinanti: uno perché ha grande capacità realizzativa, l’altro perché può rifinire e concludere bene. Allora lui ha detto: dietro ho uno sbarramento importante, quindi perché non portarli anche più avanti? Assolutamente sì, cerca di sfruttare al massimo le caratteristiche dei giocatori in funzione della squadra".

A inizio stagione, quando erano tutti disponibili, era davvero così importante giocare con un certo sistema, magari sacrificando McTominay da ala sinistra invece di metterli tutti insieme e avere meno ricambi?

“Inizialmente lui voleva farli convivere nel suo sistema di gioco e ha provato in tutti i modi a capire cosa potesse funzionare meglio. McTominay più spostato a sinistra, poi però ci sono stati infortuni che hanno tolto per tre o quattro mesi alcuni giocatori e allora ha dovuto cambiare. Pian piano si è anche autoconvinto giorno dopo giorno, perché una squadra non è mai quella definitiva da inizio stagione. Un allenatore valuta, capisce, si adatta agli infortuni e quando i giocatori rientrano può maturare un’altra convinzione. Un allenatore lavora sempre: non è che parte con un’idea il primo luglio e a maggio ha la stessa".

Andiamo sul capitolo Italia, giovedì 26 marzo alle 20:45 c’è Italia-Irlanda del Nord, una gara importante per il percorso verso il Mondiale. Affiderebbe le chiavi dell’attacco a Pio Esposito?

“Se dovesse mancare qualcuno, sì. Per me Esposito è molto forte, lo reputo un gradino sopra per qualità delle giocate, oltre a essere una vera prima punta. Quindi sì, assolutamente, perché credo sia un ragazzo che possa fare una grande carriera".