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L'EX - Spalletti: "Kvara veniva da un calcio particolare e Lobotka si era dimenticato di quanto fosse forte perché ai margini, Yildiz per me è accostabile al georgiano"
04.10.2026 08:36 di Napoli Magazine
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Luciano Spalletti, allenatore della Juventus ed ex Napoli, nella sua lunga intervista a Tuttosport, ha parlato dei giocatori con i quali ritiene di aver lasciato il segno, citando anche Stanislav Lobotka, attuale centrocampista del Napoli e l'ex azzurro Khvicha Kvaratskhelia, tra i vari da lui allenati: "Kvara veniva da un calcio particolare, ma Salah consegna un Pallone d'Oro a tutti coloro che lo allenano, sia chiaro. (...) Lobotka l'ho trovato fuori, si era dimenticato di quanto fosse forte perché era un giocatore ai margini. E tu devi giocare su questo fatto, dicendo loro: 'Ho scelto te'. Bisogna dire qualcosa, a volte, per farli tranquillizzare. Noi cerchiamo sempre qualcuno che ci dica qualcosa in maniera convincente e che riesca a farcele fare: succedeva ai tempi delle palafitte e capita pure oggi. Ma è sempre il livello del calciatore che fa la differenza, anche perché il calcio è complesso. Su Kenan Yildiz: "Per me è accostabile a Kvara: ha bisogno solo di giocare un altro po', ma lo vedo molto simile negli imprevisti che viene a creare. Per come cerca di stare sempre fuori dai tempi di gioco e dalle regole della giocata". 

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L'EX - Spalletti: "Kvara veniva da un calcio particolare e Lobotka si era dimenticato di quanto fosse forte perché ai margini, Yildiz per me è accostabile al georgiano"

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04/10/2026 - 08:36

Luciano Spalletti, allenatore della Juventus ed ex Napoli, nella sua lunga intervista a Tuttosport, ha parlato dei giocatori con i quali ritiene di aver lasciato il segno, citando anche Stanislav Lobotka, attuale centrocampista del Napoli e l'ex azzurro Khvicha Kvaratskhelia, tra i vari da lui allenati: "Kvara veniva da un calcio particolare, ma Salah consegna un Pallone d'Oro a tutti coloro che lo allenano, sia chiaro. (...) Lobotka l'ho trovato fuori, si era dimenticato di quanto fosse forte perché era un giocatore ai margini. E tu devi giocare su questo fatto, dicendo loro: 'Ho scelto te'. Bisogna dire qualcosa, a volte, per farli tranquillizzare. Noi cerchiamo sempre qualcuno che ci dica qualcosa in maniera convincente e che riesca a farcele fare: succedeva ai tempi delle palafitte e capita pure oggi. Ma è sempre il livello del calciatore che fa la differenza, anche perché il calcio è complesso. Su Kenan Yildiz: "Per me è accostabile a Kvara: ha bisogno solo di giocare un altro po', ma lo vedo molto simile negli imprevisti che viene a creare. Per come cerca di stare sempre fuori dai tempi di gioco e dalle regole della giocata".