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VERGARA - Lo scopritore Lodi: "Il papà voleva portarlo a giocare altrove, la sua permanenza al Napoli merito di Gianluca Grava"
29.01.2026 23:30 di Napoli Magazine
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Salvatore Lodi, presidente della FC Elite Academy Lodi e scopritore di Antonio Vergara, è intervenuto ai microfoni di Sportitalia: "Direi che Vergara ha fatto un gol alla Cassano. Me l'ha ricordato. Andai a vedere una partita con i miei collaboratori e vidi questo ragazzino che correva come un pazzo dietro la palla. Aveva tanta forza. Il giorno dopo chiamai il papà e gli dissi che avevo possibilità di piazzarlo in Italia e dopo un anno lo piazzammo al Napoli. All'età di nove anni l'abbiamo portato al Napoli. Lui non giocava perché era mingherlino, l'allenatore non lo faceva giocare. C'è una storia dietro questi quattordici anni di Antonio Vergara al Napoli. Il papà diceva di volerlo portare via dal Napoli. Fino alla terza media non poteva uscire dalla Campania, così diceva il regolamento. Io lo dissi al papà. Parlammo con Gianluca Grava, è lui l'artefice della permanenza di Vergara al Napoli. Il papà gli disse 'Se credete in Antonio fatelo giocare'. Grava rispose 'I giocatori bravi bisogna saperli aspettare'. E' tutto merito di Grava, lui ci ha messo del suo per far rimanere Vergara a Napoli. Parlai Empoli e Firenze, l'avrebbero rubato. Ogni allenatore ha i suoi metodi. Nella sfortuna del Napoli c'è stata la fortuna di Vergara, senza tutti questi infortuni non avrebbe giocato mai. Lui è migliorato in questi tre mesi, ha fatto delle magie già a Castel di Sangro. E' un giocatore vero, i fatti parlano. Antonio ha dimostrato in queste tre gare fondamentali per il Napoli di aver fatto partite vere. Vergara ha giocato al Maradona, in uno stadio pieno e non ha avuto un briciolo di emozione. Questa è personalità".

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VERGARA - Lo scopritore Lodi: "Il papà voleva portarlo a giocare altrove, la sua permanenza al Napoli merito di Gianluca Grava"

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29/01/2026 - 23:30

Salvatore Lodi, presidente della FC Elite Academy Lodi e scopritore di Antonio Vergara, è intervenuto ai microfoni di Sportitalia: "Direi che Vergara ha fatto un gol alla Cassano. Me l'ha ricordato. Andai a vedere una partita con i miei collaboratori e vidi questo ragazzino che correva come un pazzo dietro la palla. Aveva tanta forza. Il giorno dopo chiamai il papà e gli dissi che avevo possibilità di piazzarlo in Italia e dopo un anno lo piazzammo al Napoli. All'età di nove anni l'abbiamo portato al Napoli. Lui non giocava perché era mingherlino, l'allenatore non lo faceva giocare. C'è una storia dietro questi quattordici anni di Antonio Vergara al Napoli. Il papà diceva di volerlo portare via dal Napoli. Fino alla terza media non poteva uscire dalla Campania, così diceva il regolamento. Io lo dissi al papà. Parlammo con Gianluca Grava, è lui l'artefice della permanenza di Vergara al Napoli. Il papà gli disse 'Se credete in Antonio fatelo giocare'. Grava rispose 'I giocatori bravi bisogna saperli aspettare'. E' tutto merito di Grava, lui ci ha messo del suo per far rimanere Vergara a Napoli. Parlai Empoli e Firenze, l'avrebbero rubato. Ogni allenatore ha i suoi metodi. Nella sfortuna del Napoli c'è stata la fortuna di Vergara, senza tutti questi infortuni non avrebbe giocato mai. Lui è migliorato in questi tre mesi, ha fatto delle magie già a Castel di Sangro. E' un giocatore vero, i fatti parlano. Antonio ha dimostrato in queste tre gare fondamentali per il Napoli di aver fatto partite vere. Vergara ha giocato al Maradona, in uno stadio pieno e non ha avuto un briciolo di emozione. Questa è personalità".