NAPOLI - Ezequiel Lavezzi, ex attaccante del Napoli, ha parlato nel corso di "Terzo Tempo Calcio Napoli", trasmissione in onda su Televomero: "Mi sto godendo Napoli in questo periodo. Ho conosciuto Denis al Napoli ed ho una grande amicizia con lui. Perché mi chiamo Pocho? Per il cane che avevo! Non c'entra il fulmine. Scelsi Napoli per Maradona, poi ho vissuto cose stupende qui che non immaginavo. Ho cercato di gestirle nella miglior maniera possibile, ancora oggi la gente mi dà quell'affetto e mi fa sentire diverso e amato. L'amore che hanno per me, provo a restituirlo, ringraziando e voglio dimostrare che anche io li amo tantissimo! Hamsik? Ci sarò al suo addio al calcio. Una persona speciale e ammirabile Marek, ci sentiamo spesso. Cagliari-Napoli? Lo ricordo ancora, era l'ultima azione per loro e diventa l'occasione per noi: è stato bellissimo quel gol. Non ricordo cosa mi dissero dopo, sinceramente! Mi ricordo che quando Cavani mi dà la palla mi va un po' lunga, e sono arrivato a calciare che avevo i crampi! Ho avuto fortuna. Rapporto con Maradona? Avevamo un bellissimo rapporto, aveva l'abitudine di farmi scrivere da qualche suo amico per chiedermi se mi poteva chiamare: 'C'è Diego che ti vuole chiamare', io ovviamente dicevo sempre di sì. Mi diceva sempre: 'Mi dispiace di non averti portato al Mondiale', ma alla fine prese la decisione che lui considerava migliore e gli dissi di non preoccuparsi. Abbiamo parlato tanto e mi ha dato tanti consigli che mi porto dentro, più della parte umana che di calcio: mi ha fatto benissimo in certi momenti ripensare a quelle frasi. Esultanza per la vittoria in Coppa Italia? E' stato sinceramente un festeggiamento grandioso, perché dopo tanti anni che il Napoli non vinceva, 22 anni, siamo riusciti a vincere una coppa di cui la gente aveva bisogno: aveva bisogno di festeggiare. Tra l'altro contro la Juventus, è stata quindi un'emozione incredibile. Al ritorno a Napoli, c'era tantissima gente che ci aspettava. Ricordo che ho fatto mattina! Son tornato a casa alle 10 di mattina, alla stazione centrale c'era tantissima gente. Son tornato tardissimo a casa ma fu bellissimo e divertente! A Napoli mi sento al sicuro, perché mi trattano sempre così bene. Se ho mai creduto alla vittoria dello scudetto? Forse l'ultimo anno prima di andar via mi è dispiaciuto non vincerlo, fu un anno dove ci credevamo: ce la giocammo, facemmo un campionato molto buono. Perché non abbracciai Barzagli nella foto storica contro la Juve? Non mi accorsi che tutti si abbracciavano in quel momento. Non me ne sono accorto! Abbracciarti, ti abbracci con gli amici! Non contro... Cavani? Avevamo un rapporto speciale, lui ora gioca al Boca e ci sentiamo. E sempre parliamo del Napoli! Ogni tanto mettiamo cose sui social di Napoli e sempre ci sentiamo e ci ricordiamo dei bei momenti vissuti qui. Ci teniamo tanto, abbiamo creato momenti che ci resteranno dentro per sempre. Ne parliamo spesso: c'è tanto affetto non solo da parte vostra ma anche da parte nostra, bellissimi ricordi! Abbiamo creato insieme tante cose belle, gol e assist a vicenda. Veramente tante azioni belle! Uno dei più forti con cui ho giocato. Ho giocato con Messi anche! Capitemi. Nel suo ruolo è uno dei più forti. Arrivava sempre tardi? Non mi ricordo tanto, me lo ricordo assoluto professionista. Verratti il più forte con cui ho giocato. Ibra o Cavani? Mi metti nei casini, son diversi! Marek Hamsik invece fra i più forti nel Napoli. Compagno italiano? Quagliarella, Cannavaro: ce ne sono! Emozioni che mi ha donato Napoli? L'affetto che ti dà ogni giorno, io per esempio adesso, prima ne parlavo con mia moglie: qua oggi riesci a venire... Son tornato dopo 13 anni quasi e la gente ti riconosce come se non fossi mai andato via. Anche bambini, magari coi padri che gli han raccontato di me: lo trovo pazzesco! Liverpool-Napoli? Facemmo un gran primo tempo, poi calammo nel secondo. Ma facemmo un primo tempo eccezionale, che ricordi. Ho tantissimi momenti sia nel calcio che nella vita che mi riportano a Napoli. Sono stato felicissimo qui in città, oggi me la godo! Vedo la città come è cambiata e migliorata, come è diversa. Infatti oggi arrivo sul lungomare ed è pedonale, prima ricordo che ci passavo con l'auto. Complimenti, sindaco (a De Magistris, presente in studio)! Anche oggi mi è difficile passeggiare, però sono cose che uno si rende conto che ti rendono davvero felice Napoli-Milan dell'altra sera? Ho trovato lo stadio Maradona molto cambiato e molto bello. Ho visto tutto, anche gli spogliatoi. E' migliorato tanto! Rapporto con De Laurentiis? Ora che non gioco più, il rapporto è ottimo! Siamo diventati amici adesso. Abbiamo un bel rapporto. Futuro al Napoli? Nono, non ne abbiamo parlato! Cosa mi piacerebbe fare nel Napoli? Venire a godermi la città. Come ho visto il Napoli? Bene, una squadra che sta facendo bene. Non ha una rosa lunga però comunque gioca un solo campionato. E ha un grande allenatore, può restare in corsa fino alla fine. Non l'ho visto Conte, ma mi piace: è un allenatore, fra i più grandi. Il Napoli ha fatto un gran primo tempo, il Milan non riusciva a veder palla! Sembrava che il centrocampo del Milan fosse assente. Penso che il Napoli possa fare il 'miracolo' dello scudetto! Conte lavora tantissimo atleticamente, io ci credo! Per me non è un miracolo, è una realtà possibile facendo una sola competizione, per i giocatori e l'allenatore che ha. L'Inter ha una rosa ampia e importante, però comunque il Napoli ha solo il campionato. E magari l'Inter se punta a tutte le competizioni può perdere punti: il Napoli ce la può fare, non lo vedo come un miracolo! Non ho mai visto tv o letto giornali. A me quelle cose non mi entravano, io pensavo solo a divertirmi e a giocare a calcio. Lì sapevo se facessi bene o male per me stesso, contava quello, avevo scelto Napoli e il desiderio di far bene era mio. Il Genoa mi compra quando avevo 17 anni, rimango un anno in prestito per vedere se potevo giocare in campionato, vado l’anno dopo, ma non volevo stare. Quindi il San Lorenzo mi compra a titolo definitivo, faccio altri due anni e lì mi prende il Napoli. Ero più maturo. Eravamo molto giovani con i tre tenori, avevo 21 anni quando sono arrivato, ora ne ho un po’ di più. Con l’Argentina ho vinto l’Olimpiade, poi abbiamo fatto la finale del Mondiale, però comunque giocare con la propria Nazionale è l’orgoglio più grande. La sinergia più grande è che si somigliano tanto per come si vive con Napoli. La mia associazione aiuta ragazzi del mio quartiere, è un quartiere molto povero. È un’associazione civile dove aiutiamo ragazzi a crescere, mangiare, a fare attività per non farli stare sulla strada. È molto pericoloso. E’ una realtà che non potete immaginare. Magari la ricchezza che posso dare è quello di un ragazzo che è stato come loro e che ce l’ha fatta. Non mi immagino il Napoli in un altro stadio. Sinceramente, non me lo immagino proprio. In Argentina, per esempio, il River aveva uno stadio simile a quello del Napoli, ma hanno tolto la pista e hanno fatto uno stadio bellissimo. Cina? Andai per soldi e pensavo di dover 'sopportare'. Invece lì ho trovato tutt'altro: mi godevo i posti in bici, sono rimasto sorpreso in positivo. Poi son stato benissimo e il calcio mi è piaciuto! Ho fatto anche bene. Come arrivai al Napoli? In realtà ci fu una mediazione fra me e Pierpaolo Marino, mi contattò Cysterpiller che fu lo storico primo agente di Maradona. Messi? Un amico, una persona umile e unica. Davvero. Kvara al PSG? Bisogna chiedere a lui se ha fatto bene. Non lo so, dipende come si trovava lui nel Napoli. Una decisione è molto personale, io credo che sia una ottima scelta se lui la considera così e se è andato, penso l'ha vista così. Forse aveva voglia di cambiare, una voglia di fare un'esperienza in un calcio diverso da quello della Serie A: dipende, ci son diversi fattori in una scelta del genere. Perché il PSG non vince la Champions? Un sacco di squadre hanno campioni, mica solo il Paris. Ci sono grandi campioni in tante altre squadre e non è facile vincere: serve fortuna, l'anno giusto, che giri tutto a favore, per vincere. Adesso han fatto fuori una delle squadre favorite, ora chi trova il PSG lo teme senza dubbi. Conte? E’ un allenatore che ha esperienza e trae il massimo dai giocatori. Il Napoli è rimasto senza due giocatori fondamentali. Lui sa far dare il massimo a tutti i giocatori rimasti. Calaiò e Cannavaro? Hanno vissuto tantissimo qui e avevano già vinto in C e B. Conoscevano bene la città e mi hanno consigliato tanto quando sono arrivato qui. Lukaku? Per me è fortissimo, un giocatore che fa salire la squadra e fa sempre gol. Può avere dei momenti meno buoni, ma è uno di quei giocatori che vorrei sempre avere nella mia squadra. Avrei beneficiato se avessi giocato con lui, è un giocatore che ti dà sempre tantissimo. Non so se con Osimhen il Napoli avrebbe più punti, Lukaku ha fatto 11 gol e il Napoli ha vinto 11 partite. Bologna-Napoli? Il Bologna si batte giocando, facendo la gara e restando concentrati facendo le cose che dice Conte. Sicuramente saprà vedere le debolezze del Bologna e dove ci sono i pericoli. Meret? Penso che stia facendo molto bene, in tutte le partite che ho visto ha fatto molto bene. L’altra sera ha parato anche un rigore, non si discute. Neres? Mi piace, è un giocatore che ha tante qualità e può saltare l’uomo. Mi rivedo in lui? Non mi devo paragonare a lui, è tra quei giocatori che ti salta e che mancano un po’ nel calcio attuale. Un messaggio ai tifosi? Bisogna sempre credere nella squadra, sicuramente i giocatori di oggi daranno tutto per renderli felici. Un messaggio agli azzurri? Non sono indicato per dare un messaggio ai giocatori, lavorano tutti i giorni e sanno cosa devono fare per arrivare ai traguardi che vogliono”.
di Napoli Magazine
02/04/2025 - 21:58
NAPOLI - Ezequiel Lavezzi, ex attaccante del Napoli, ha parlato nel corso di "Terzo Tempo Calcio Napoli", trasmissione in onda su Televomero: "Mi sto godendo Napoli in questo periodo. Ho conosciuto Denis al Napoli ed ho una grande amicizia con lui. Perché mi chiamo Pocho? Per il cane che avevo! Non c'entra il fulmine. Scelsi Napoli per Maradona, poi ho vissuto cose stupende qui che non immaginavo. Ho cercato di gestirle nella miglior maniera possibile, ancora oggi la gente mi dà quell'affetto e mi fa sentire diverso e amato. L'amore che hanno per me, provo a restituirlo, ringraziando e voglio dimostrare che anche io li amo tantissimo! Hamsik? Ci sarò al suo addio al calcio. Una persona speciale e ammirabile Marek, ci sentiamo spesso. Cagliari-Napoli? Lo ricordo ancora, era l'ultima azione per loro e diventa l'occasione per noi: è stato bellissimo quel gol. Non ricordo cosa mi dissero dopo, sinceramente! Mi ricordo che quando Cavani mi dà la palla mi va un po' lunga, e sono arrivato a calciare che avevo i crampi! Ho avuto fortuna. Rapporto con Maradona? Avevamo un bellissimo rapporto, aveva l'abitudine di farmi scrivere da qualche suo amico per chiedermi se mi poteva chiamare: 'C'è Diego che ti vuole chiamare', io ovviamente dicevo sempre di sì. Mi diceva sempre: 'Mi dispiace di non averti portato al Mondiale', ma alla fine prese la decisione che lui considerava migliore e gli dissi di non preoccuparsi. Abbiamo parlato tanto e mi ha dato tanti consigli che mi porto dentro, più della parte umana che di calcio: mi ha fatto benissimo in certi momenti ripensare a quelle frasi. Esultanza per la vittoria in Coppa Italia? E' stato sinceramente un festeggiamento grandioso, perché dopo tanti anni che il Napoli non vinceva, 22 anni, siamo riusciti a vincere una coppa di cui la gente aveva bisogno: aveva bisogno di festeggiare. Tra l'altro contro la Juventus, è stata quindi un'emozione incredibile. Al ritorno a Napoli, c'era tantissima gente che ci aspettava. Ricordo che ho fatto mattina! Son tornato a casa alle 10 di mattina, alla stazione centrale c'era tantissima gente. Son tornato tardissimo a casa ma fu bellissimo e divertente! A Napoli mi sento al sicuro, perché mi trattano sempre così bene. Se ho mai creduto alla vittoria dello scudetto? Forse l'ultimo anno prima di andar via mi è dispiaciuto non vincerlo, fu un anno dove ci credevamo: ce la giocammo, facemmo un campionato molto buono. Perché non abbracciai Barzagli nella foto storica contro la Juve? Non mi accorsi che tutti si abbracciavano in quel momento. Non me ne sono accorto! Abbracciarti, ti abbracci con gli amici! Non contro... Cavani? Avevamo un rapporto speciale, lui ora gioca al Boca e ci sentiamo. E sempre parliamo del Napoli! Ogni tanto mettiamo cose sui social di Napoli e sempre ci sentiamo e ci ricordiamo dei bei momenti vissuti qui. Ci teniamo tanto, abbiamo creato momenti che ci resteranno dentro per sempre. Ne parliamo spesso: c'è tanto affetto non solo da parte vostra ma anche da parte nostra, bellissimi ricordi! Abbiamo creato insieme tante cose belle, gol e assist a vicenda. Veramente tante azioni belle! Uno dei più forti con cui ho giocato. Ho giocato con Messi anche! Capitemi. Nel suo ruolo è uno dei più forti. Arrivava sempre tardi? Non mi ricordo tanto, me lo ricordo assoluto professionista. Verratti il più forte con cui ho giocato. Ibra o Cavani? Mi metti nei casini, son diversi! Marek Hamsik invece fra i più forti nel Napoli. Compagno italiano? Quagliarella, Cannavaro: ce ne sono! Emozioni che mi ha donato Napoli? L'affetto che ti dà ogni giorno, io per esempio adesso, prima ne parlavo con mia moglie: qua oggi riesci a venire... Son tornato dopo 13 anni quasi e la gente ti riconosce come se non fossi mai andato via. Anche bambini, magari coi padri che gli han raccontato di me: lo trovo pazzesco! Liverpool-Napoli? Facemmo un gran primo tempo, poi calammo nel secondo. Ma facemmo un primo tempo eccezionale, che ricordi. Ho tantissimi momenti sia nel calcio che nella vita che mi riportano a Napoli. Sono stato felicissimo qui in città, oggi me la godo! Vedo la città come è cambiata e migliorata, come è diversa. Infatti oggi arrivo sul lungomare ed è pedonale, prima ricordo che ci passavo con l'auto. Complimenti, sindaco (a De Magistris, presente in studio)! Anche oggi mi è difficile passeggiare, però sono cose che uno si rende conto che ti rendono davvero felice Napoli-Milan dell'altra sera? Ho trovato lo stadio Maradona molto cambiato e molto bello. Ho visto tutto, anche gli spogliatoi. E' migliorato tanto! Rapporto con De Laurentiis? Ora che non gioco più, il rapporto è ottimo! Siamo diventati amici adesso. Abbiamo un bel rapporto. Futuro al Napoli? Nono, non ne abbiamo parlato! Cosa mi piacerebbe fare nel Napoli? Venire a godermi la città. Come ho visto il Napoli? Bene, una squadra che sta facendo bene. Non ha una rosa lunga però comunque gioca un solo campionato. E ha un grande allenatore, può restare in corsa fino alla fine. Non l'ho visto Conte, ma mi piace: è un allenatore, fra i più grandi. Il Napoli ha fatto un gran primo tempo, il Milan non riusciva a veder palla! Sembrava che il centrocampo del Milan fosse assente. Penso che il Napoli possa fare il 'miracolo' dello scudetto! Conte lavora tantissimo atleticamente, io ci credo! Per me non è un miracolo, è una realtà possibile facendo una sola competizione, per i giocatori e l'allenatore che ha. L'Inter ha una rosa ampia e importante, però comunque il Napoli ha solo il campionato. E magari l'Inter se punta a tutte le competizioni può perdere punti: il Napoli ce la può fare, non lo vedo come un miracolo! Non ho mai visto tv o letto giornali. A me quelle cose non mi entravano, io pensavo solo a divertirmi e a giocare a calcio. Lì sapevo se facessi bene o male per me stesso, contava quello, avevo scelto Napoli e il desiderio di far bene era mio. Il Genoa mi compra quando avevo 17 anni, rimango un anno in prestito per vedere se potevo giocare in campionato, vado l’anno dopo, ma non volevo stare. Quindi il San Lorenzo mi compra a titolo definitivo, faccio altri due anni e lì mi prende il Napoli. Ero più maturo. Eravamo molto giovani con i tre tenori, avevo 21 anni quando sono arrivato, ora ne ho un po’ di più. Con l’Argentina ho vinto l’Olimpiade, poi abbiamo fatto la finale del Mondiale, però comunque giocare con la propria Nazionale è l’orgoglio più grande. La sinergia più grande è che si somigliano tanto per come si vive con Napoli. La mia associazione aiuta ragazzi del mio quartiere, è un quartiere molto povero. È un’associazione civile dove aiutiamo ragazzi a crescere, mangiare, a fare attività per non farli stare sulla strada. È molto pericoloso. E’ una realtà che non potete immaginare. Magari la ricchezza che posso dare è quello di un ragazzo che è stato come loro e che ce l’ha fatta. Non mi immagino il Napoli in un altro stadio. Sinceramente, non me lo immagino proprio. In Argentina, per esempio, il River aveva uno stadio simile a quello del Napoli, ma hanno tolto la pista e hanno fatto uno stadio bellissimo. Cina? Andai per soldi e pensavo di dover 'sopportare'. Invece lì ho trovato tutt'altro: mi godevo i posti in bici, sono rimasto sorpreso in positivo. Poi son stato benissimo e il calcio mi è piaciuto! Ho fatto anche bene. Come arrivai al Napoli? In realtà ci fu una mediazione fra me e Pierpaolo Marino, mi contattò Cysterpiller che fu lo storico primo agente di Maradona. Messi? Un amico, una persona umile e unica. Davvero. Kvara al PSG? Bisogna chiedere a lui se ha fatto bene. Non lo so, dipende come si trovava lui nel Napoli. Una decisione è molto personale, io credo che sia una ottima scelta se lui la considera così e se è andato, penso l'ha vista così. Forse aveva voglia di cambiare, una voglia di fare un'esperienza in un calcio diverso da quello della Serie A: dipende, ci son diversi fattori in una scelta del genere. Perché il PSG non vince la Champions? Un sacco di squadre hanno campioni, mica solo il Paris. Ci sono grandi campioni in tante altre squadre e non è facile vincere: serve fortuna, l'anno giusto, che giri tutto a favore, per vincere. Adesso han fatto fuori una delle squadre favorite, ora chi trova il PSG lo teme senza dubbi. Conte? E’ un allenatore che ha esperienza e trae il massimo dai giocatori. Il Napoli è rimasto senza due giocatori fondamentali. Lui sa far dare il massimo a tutti i giocatori rimasti. Calaiò e Cannavaro? Hanno vissuto tantissimo qui e avevano già vinto in C e B. Conoscevano bene la città e mi hanno consigliato tanto quando sono arrivato qui. Lukaku? Per me è fortissimo, un giocatore che fa salire la squadra e fa sempre gol. Può avere dei momenti meno buoni, ma è uno di quei giocatori che vorrei sempre avere nella mia squadra. Avrei beneficiato se avessi giocato con lui, è un giocatore che ti dà sempre tantissimo. Non so se con Osimhen il Napoli avrebbe più punti, Lukaku ha fatto 11 gol e il Napoli ha vinto 11 partite. Bologna-Napoli? Il Bologna si batte giocando, facendo la gara e restando concentrati facendo le cose che dice Conte. Sicuramente saprà vedere le debolezze del Bologna e dove ci sono i pericoli. Meret? Penso che stia facendo molto bene, in tutte le partite che ho visto ha fatto molto bene. L’altra sera ha parato anche un rigore, non si discute. Neres? Mi piace, è un giocatore che ha tante qualità e può saltare l’uomo. Mi rivedo in lui? Non mi devo paragonare a lui, è tra quei giocatori che ti salta e che mancano un po’ nel calcio attuale. Un messaggio ai tifosi? Bisogna sempre credere nella squadra, sicuramente i giocatori di oggi daranno tutto per renderli felici. Un messaggio agli azzurri? Non sono indicato per dare un messaggio ai giocatori, lavorano tutti i giorni e sanno cosa devono fare per arrivare ai traguardi che vogliono”.