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L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Benvenuto Mr. Spalletti, il Napoli riparte dal celebre mantra scaccia fantasmi: "Uomini forti, destini forti, uomini deboli, destini deboli"
30.05.2021 23:55 di Napoli Magazine

NAPOLI - Sono sincero. Ad una settimana di distanza non mi è andata ancora giù la mancata qualificazione del Napoli in Champions, ma bisogna voltare pagina. In questi giorni ho preferito espormi poco, raccogliere le idee, e provare a capire cosa è successo. Ne ho lette ed ascoltate tante di ricostruzioni, alcune del tutto fantasiose ed infondate, come il silenzio a bordocampo di Gattuso che sarebbe stato dettato da chissà cosa (mentre invece si è trattato semplicemente dell'inspiegabile che ha preso forma minuto dopo minuto fino a portarlo al mutismo a bordocampo, al punto tale che ha visto rimaterializzarsi davanti ai suoi occhi la fatal Istanbul) senza dimenticare la "rinuncia" a Demme (preferito a Bakayoko per scelta tecnica dato che non era nella migliore condizione fisica, non quindi per fantomatici discorsi legati ad inesistenti bonus da dare al Lipsia con la 25.a presenza in A dell'italotedesco). Per questo ho preferito concentrarmi sul centro del problema, e devo dire che mi hanno dato tutti la stessa conferma di quanto già avevo intuito. Il Napoli è semplicemente venuto meno. Tutto qui. Chiamiamolo crollo emotivo, tremarella nelle gambe, definiamola come ci pare, ma questo è quanto. Che il carattere, nei momenti clou, non fosse stato il punto forte di questa squadra era ormai noto da un bel po'. Di sicuro nessuno si sarebbe aspettato che, dopo una rimonta del genere, venisse gettato tutto al vento per un semplice gol. Purtroppo, anche questo e' il calcio. A volte ti fa gioire, ed altre volte disperare. E cosi', mentre Albiol ha alzato al cielo l'Europa League, e Jorginho la Champions, il Napoli riparte. E lo fa con un tecnico che, per palmares e carattere, proverà a cancellare definitivamente i fantasmi dalle menti e dalle gambe dei calciatori: Luciano Spalletti. Avevo auspicato una scelta esperta e non una scommessa. Di sicuro, nella rosa dei tecnici disponibili, Spalletti rappresenta un concetto ben preciso. Premesso che le qualita' ci sono, gli obiettivi vanno raggiunti e conquistati, con la famelica concentrazione di chi non si distrae nemmeno un secondo dal traguardo da conseguire. E così, mentre riguardo l'immagine scattata proprio a Luciano, che fa da corredo a questo pensiero, in occasione di una conferenza stampa post Napoli-Roma del 15 ottobre 2016 (vinsero 3-1 i giallorossi, con Sarri particolarmente furibondo), mi torna in mente una sua celebre frase che sembra calzi a pennello per il momento vissuto dal club di ADL: "Uomini forti, destini forti, uomini deboli, destini deboli. Non c'è altra strada". Semplice, chiaro e conciso. La piazza e' forte, il tecnico pure, per cui anche la squadra dovra' dare un segnale di potenza in tal senso tra campionato, Coppa Italia ed Europa League (a meno che Ceferin non decida di squalificare Juventus, Barcellona e Real Madrid, regalando cosi' l'accesso alla Champions agli azzurri). Restiamo con i piedi per terra, intanto benvenuto Luciano. Non ha senso attaccarlo ancor prima che inizi a lavorare. Le critiche (costruttive) vanno fatte analizzando i difetti emersi. La gestione del 39enne Totti (che lui stesso aiutò nel 2006 nel processo di recupero necessario per consentirgli la partecipazione ai Mondiali, poi vinti, in Germania) non può essere paragonata con la gestione che avverrà con il 30enne Insigne, capitano del Napoli. Stop alle chiacchiere da bar, spazio alle voci dei protagonisti, lasciandosi alle spalle anche l'interminabile silenzio stampa. E' tempo di costruire un futuro vincente. I tifosi partenopei hanno voglia di esultare con trofei tra le mani. E nei prossimi due anni, griffati Spalletti, la sfida sarà proprio questa. Buon lavoro mister. Che sia un ciclo di gol, vittorie e soprattutto gioie.

 

 

 
 
Antonio Petrazzuolo
 
 
Napoli Magazine
 
 
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