NAPOLI – Equilibrio. È questa la parola chiave che Massimiliano Allegri ha voluto ribadire alla vigilia di Inter-Napoli. Un concetto che, in casa azzurra, assume un valore ancora più importante dopo la sconfitta interna contro il Como. Perché il calcio, soprattutto a Napoli, sa passare rapidamente dall'esaltazione alla depressione, come ha sottolineato lo stesso tecnico. E invece, dopo appena due giornate, serve lucidità. Né drammi, né trionfalismi. Il Napoli arriva a San Siro con qualche certezza da ritrovare e qualche problema da gestire. La tegola McTominay pesa, inutile nasconderlo, così come l'assenza di Giovane. Allegri, però, non cerca alibi e guarda avanti. Gli infortuni fanno parte della stagione e, considerando il calendario che attende gli azzurri dopo la sosta, la scelta di fermare ora i due calciatori può essere letta anche in un'ottica di gestione delle energie. E poi c'è Vergara. Il nome che inevitabilmente torna quando manca McTominay. Allegri ha fatto bene a togliere pressione dalle spalle del giovane centrocampista: dodici presenze nel Napoli non possono trasformarlo, dall'oggi al domani, nel "salvatore della patria". È un ragazzo di talento, ha qualità e può dare il suo contributo, ma va accompagnato nel percorso di crescita senza caricarlo di responsabilità eccessive. Se toccherà a lui partire dall'inizio, dovrà semplicemente giocare la sua partita. Con personalità, ma senza l'obbligo di dimostrare tutto e subito. In questo scenario assume ancora più importanza Kevin De Bruyne. La presenza del belga, al netto delle valutazioni che Allegri farà sul suo impiego, rappresenta un patrimonio tecnico fondamentale per il Napoli. Il centrocampista sta crescendo fisicamente, come ha spiegato il tecnico, e proprio l'assenza di McTominay potrebbe richiedere una gestione ancora più attenta delle sue energie. De Bruyne non deve necessariamente essere il giocatore chiamato a risolvere tutto, ma è evidente che la sua qualità, la sua esperienza e la capacità di leggere le situazioni possono diventare un'arma decisiva in una partita come quella di San Siro. Allegri, però, ha anche chiarito un concetto importante: senza McTominay non si può pretendere che un altro calciatore faccia esattamente le stesse cose. Ci sarà un giocatore diverso, con caratteristiche diverse. Ed è proprio qui che dovrà vedersi il lavoro dell'allenatore: trovare gli equilibri migliori valorizzando le qualità dei singoli, senza cercare copie impossibili. La partita contro l'Inter, però, richiederà qualcosa in più. Allegri ha individuato uno degli aspetti da correggere: gli errori tecnici. Contro il Como il Napoli ha sbagliato troppo, soprattutto in alcune situazioni che hanno finito per condizionare la gara. A San Siro non sarà concesso lo stesso margine. L'Inter è una squadra costruita per competere ai massimi livelli e Allegri l'ha indicata apertamente come favorita per lo scudetto. Ma dire "Inter favorita" non significa partire battuti. Anzi. Significa riconoscere la difficoltà dell'avversario e prepararsi ad affrontarlo con la giusta mentalità. San Siro, poi, porta con sé un fascino particolare. Allegri lo ha definito uno stadio meraviglioso e Inter-Napoli è una di quelle partite che, per storia e valori, rappresentano uno spot per il calcio italiano. Il Napoli dovrà essere più attento, più compatto, più cattivo nei momenti decisivi. Ma soprattutto dovrà ritrovare quella continuità mentale che Allegri sta cercando di costruire. Non basta avere qualità: bisogna saper leggere le partite, gestire i momenti, limitare gli errori e sfruttare le occasioni. E qui torniamo al concetto iniziale: equilibrio. Non sarà Inter-Napoli a decidere lo scudetto, così come non era la sconfitta contro il Como a mettere in discussione il progetto. Siamo all'inizio, la stagione è lunga e all'orizzonte c'è anche la Champions League, con l'Arsenal che attende gli azzurri dopo la sfida di San Siro. Per questo servirà un Napoli sereno, ma non timido. Prudente, ma non rinunciatario. Consapevole della forza dell'Inter, ma altrettanto consapevole delle proprie qualità. Allegri non cerca alibi e non vuole pressione inutile. È il momento di fare parlare il campo. A San Siro, dunque, servirà il vero Napoli. Quello capace di soffrire quando necessario, di colpire quando ne avrà l'opportunità e, soprattutto, di non regalare nulla. Perché contro una grande squadra, ogni dettaglio può diventare decisivo. E allora niente sentenze, niente processi, niente proclami: novanta minuti, testa, cuore e gambe. Si parte dallo 0-0. E il Napoli ha tutte le possibilità per giocarsela.

Antonio Petrazzuolo
Napoli Magazine
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
di Napoli Magazine
05/09/2026 - 08:00
NAPOLI – Equilibrio. È questa la parola chiave che Massimiliano Allegri ha voluto ribadire alla vigilia di Inter-Napoli. Un concetto che, in casa azzurra, assume un valore ancora più importante dopo la sconfitta interna contro il Como. Perché il calcio, soprattutto a Napoli, sa passare rapidamente dall'esaltazione alla depressione, come ha sottolineato lo stesso tecnico. E invece, dopo appena due giornate, serve lucidità. Né drammi, né trionfalismi. Il Napoli arriva a San Siro con qualche certezza da ritrovare e qualche problema da gestire. La tegola McTominay pesa, inutile nasconderlo, così come l'assenza di Giovane. Allegri, però, non cerca alibi e guarda avanti. Gli infortuni fanno parte della stagione e, considerando il calendario che attende gli azzurri dopo la sosta, la scelta di fermare ora i due calciatori può essere letta anche in un'ottica di gestione delle energie. E poi c'è Vergara. Il nome che inevitabilmente torna quando manca McTominay. Allegri ha fatto bene a togliere pressione dalle spalle del giovane centrocampista: dodici presenze nel Napoli non possono trasformarlo, dall'oggi al domani, nel "salvatore della patria". È un ragazzo di talento, ha qualità e può dare il suo contributo, ma va accompagnato nel percorso di crescita senza caricarlo di responsabilità eccessive. Se toccherà a lui partire dall'inizio, dovrà semplicemente giocare la sua partita. Con personalità, ma senza l'obbligo di dimostrare tutto e subito. In questo scenario assume ancora più importanza Kevin De Bruyne. La presenza del belga, al netto delle valutazioni che Allegri farà sul suo impiego, rappresenta un patrimonio tecnico fondamentale per il Napoli. Il centrocampista sta crescendo fisicamente, come ha spiegato il tecnico, e proprio l'assenza di McTominay potrebbe richiedere una gestione ancora più attenta delle sue energie. De Bruyne non deve necessariamente essere il giocatore chiamato a risolvere tutto, ma è evidente che la sua qualità, la sua esperienza e la capacità di leggere le situazioni possono diventare un'arma decisiva in una partita come quella di San Siro. Allegri, però, ha anche chiarito un concetto importante: senza McTominay non si può pretendere che un altro calciatore faccia esattamente le stesse cose. Ci sarà un giocatore diverso, con caratteristiche diverse. Ed è proprio qui che dovrà vedersi il lavoro dell'allenatore: trovare gli equilibri migliori valorizzando le qualità dei singoli, senza cercare copie impossibili. La partita contro l'Inter, però, richiederà qualcosa in più. Allegri ha individuato uno degli aspetti da correggere: gli errori tecnici. Contro il Como il Napoli ha sbagliato troppo, soprattutto in alcune situazioni che hanno finito per condizionare la gara. A San Siro non sarà concesso lo stesso margine. L'Inter è una squadra costruita per competere ai massimi livelli e Allegri l'ha indicata apertamente come favorita per lo scudetto. Ma dire "Inter favorita" non significa partire battuti. Anzi. Significa riconoscere la difficoltà dell'avversario e prepararsi ad affrontarlo con la giusta mentalità. San Siro, poi, porta con sé un fascino particolare. Allegri lo ha definito uno stadio meraviglioso e Inter-Napoli è una di quelle partite che, per storia e valori, rappresentano uno spot per il calcio italiano. Il Napoli dovrà essere più attento, più compatto, più cattivo nei momenti decisivi. Ma soprattutto dovrà ritrovare quella continuità mentale che Allegri sta cercando di costruire. Non basta avere qualità: bisogna saper leggere le partite, gestire i momenti, limitare gli errori e sfruttare le occasioni. E qui torniamo al concetto iniziale: equilibrio. Non sarà Inter-Napoli a decidere lo scudetto, così come non era la sconfitta contro il Como a mettere in discussione il progetto. Siamo all'inizio, la stagione è lunga e all'orizzonte c'è anche la Champions League, con l'Arsenal che attende gli azzurri dopo la sfida di San Siro. Per questo servirà un Napoli sereno, ma non timido. Prudente, ma non rinunciatario. Consapevole della forza dell'Inter, ma altrettanto consapevole delle proprie qualità. Allegri non cerca alibi e non vuole pressione inutile. È il momento di fare parlare il campo. A San Siro, dunque, servirà il vero Napoli. Quello capace di soffrire quando necessario, di colpire quando ne avrà l'opportunità e, soprattutto, di non regalare nulla. Perché contro una grande squadra, ogni dettaglio può diventare decisivo. E allora niente sentenze, niente processi, niente proclami: novanta minuti, testa, cuore e gambe. Si parte dallo 0-0. E il Napoli ha tutte le possibilità per giocarsela.

Antonio Petrazzuolo
Napoli Magazine
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