Calcio
DALL'ARGENTINA - Caso Maradona, il perito della difesa: "Morte improvvisa, non si può escludere il Covid"
23.09.2026 21:33 di Napoli Magazine
aA

Si è conclusa tra le polemiche la fase delle testimonianze nel processo per la morte di Diego Armando Maradona, davanti al Tribunale orale n. 7 di San Isidro, a Buenos Aires. L’ultimo a deporre è stato Pablo Ferrari, perito forense di Leopoldo Luque, il neurochirurgo che aveva operato l’ex fuoriclasse del Napoli e coordinava lo staff medico durante la degenza domiciliare. Ferrari ha proposto una ricostruzione diversa da quella sostenuta dall’accusa: “È stata una morte improvvisa”. Il perito ha poi spiegato: “Maradona ebbe un infarto, un'aritmia e un edema polmonare acuto che finì per causargli il soffocamento. È difficile immaginare una persona affetta da edema polmonare acuto che trascorra ore a soffocare. Quel lasso di tempo fu brevissimo; non posso sostenere, da un punto di vista medico-scientifico, che abbia patito lunghe ore di agonia. Fu un evento improvviso”.

Nel corso della deposizione Ferrari ha avanzato anche un’altra ipotesi sulle possibili cause della morte: “Non possiamo escludere che sia morto di Covid. La morte di Maradona è avvenuta nel pieno della pandemia. Ritengo un errore metodologico non aver eseguito il test”. Dichiarazioni che hanno suscitato l’indignazione delle parti civili. L’accusa sostiene invece che Maradona sia morto dopo una lunga agonia e contesta la gestione dell’assistenza ricevuta. Con la conclusione delle testimonianze, il tribunale ha fissato per il 29 settembre l’inizio delle arringhe finali, che potrebbero protrarsi per diverse settimane. Dopo accusa e difese, gli imputati potranno rendere le ultime dichiarazioni prima della sentenza.

ULTIMISSIME CALCIO
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
DALL'ARGENTINA - Caso Maradona, il perito della difesa: "Morte improvvisa, non si può escludere il Covid"

di Napoli Magazine

23/09/2026 - 21:33

Si è conclusa tra le polemiche la fase delle testimonianze nel processo per la morte di Diego Armando Maradona, davanti al Tribunale orale n. 7 di San Isidro, a Buenos Aires. L’ultimo a deporre è stato Pablo Ferrari, perito forense di Leopoldo Luque, il neurochirurgo che aveva operato l’ex fuoriclasse del Napoli e coordinava lo staff medico durante la degenza domiciliare. Ferrari ha proposto una ricostruzione diversa da quella sostenuta dall’accusa: “È stata una morte improvvisa”. Il perito ha poi spiegato: “Maradona ebbe un infarto, un'aritmia e un edema polmonare acuto che finì per causargli il soffocamento. È difficile immaginare una persona affetta da edema polmonare acuto che trascorra ore a soffocare. Quel lasso di tempo fu brevissimo; non posso sostenere, da un punto di vista medico-scientifico, che abbia patito lunghe ore di agonia. Fu un evento improvviso”.

Nel corso della deposizione Ferrari ha avanzato anche un’altra ipotesi sulle possibili cause della morte: “Non possiamo escludere che sia morto di Covid. La morte di Maradona è avvenuta nel pieno della pandemia. Ritengo un errore metodologico non aver eseguito il test”. Dichiarazioni che hanno suscitato l’indignazione delle parti civili. L’accusa sostiene invece che Maradona sia morto dopo una lunga agonia e contesta la gestione dell’assistenza ricevuta. Con la conclusione delle testimonianze, il tribunale ha fissato per il 29 settembre l’inizio delle arringhe finali, che potrebbero protrarsi per diverse settimane. Dopo accusa e difese, gli imputati potranno rendere le ultime dichiarazioni prima della sentenza.