Calcio
L'OPINIONE - Piantanida: "Vergara top di Juventus-Napoli, avrebbe potuto giocare di più anche senza le assenze di Neres e Politano"
26.01.2026 13:27 di Napoli Magazine
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A "1 Football Club", programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Franco Piantanida, giornalista Mediaset. Di seguito, un estratto dell'intervista.

Chi è stato il top dei top di questa giornata di campionato?

“Il top del top di questa giornata è un signore, anzi, un signorino, potrei definirlo così. Ma non per la statura, che non è eccelsa, lui compensa con una classe tecnica, a tratti, infinita. Parlo di Federico Dimarco. Perché spesso, ormai, la comunicazione funziona così, un giocatore da un giorno all’altro può passare dall’essere candidato al Pallone d’Oro a sembrare uno che gioca con te il mercoledì sera ed io il mercoledì non gioco, quindi figurati. Invece bisogna mantenere lucidità sui talenti e su quello che fanno. Dimarco, al netto di qualche partita sottotono, perché non può farle tutte a questi livelli, anche per un discorso fisiologico, è un giocatore incredibile. Se fosse uno straniero o anche solo uno che non gioca in Serie A, noi lo invidieremmo e lo porteremmo in trionfo. I tifosi dell’Inter sicuramente, ma anche gli appassionati di calcio in generale. Non è solo per i gol che sta facendo nell’ultimo mese, è uno che ti cambia le partite. È impressionante. Non si perde mai, nemmeno in un ruolo difficile come quello dell’esterno. Anche quando subentra, anche se sembra un ruolo marginale, lui incide. Dimarco è davvero un patrimonio del nostro calcio, da proteggere in tutti i modi".

Il flop di questa giornata di campionato qual è stato?

“Scelgo Rafael Leão. Lo dico perché, quando segnalo un flop, voglio che sia un flop pesante, uno che abbia valore. È vero, non è al 100% e tutto quello che vuoi, però io ribadisco, deve essere lui a decidere fin dove può arrivare il Milan e se può restare in lotta per lo scudetto fino alla fine, come io penso. Ma voglio che sia chiaro, Leão è decisivo. Ha portato tantissimi punti al Milan, credo 14, e non so quanti giocatori abbiano inciso così tanto in Serie A. Quindi la bocciatura è relativa alla partita di ieri sera, però da adesso in avanti non può più sbagliare. Il Milan ha bisogno di un Leão diverso da quello visto ieri".

In Juventus-Napoli chi sono stati i tre top?

“Ti dico subito quello del Napoli, perché è giusto metterlo per primo. Vergara top di Juventus-Napoli, avrebbe potuto giocare di più anche senza le assenze di Neres e Politano. Al di là di una mezza occasione che ha avuto, si è vista una netta differenza rispetto agli altri. Conte, ieri sera, non ha potuto nemmeno trovare grandi alibi. È come diceva anche Tacchinardi a Pressing, sembra che i giocatori del Napoli, tranne Vergara, fossero già “seduti” in campo. Nonostante la partita sia rimasta in bilico per 60 minuti e nonostante il Napoli abbia retto per un’ora, la sensazione era quella di una squadra un po’ satura, un po’ come se sapesse già che più di così non poteva dare. Non ci sono prove, ovviamente, però la percezione era quella. Vergara invece è stato l’unico a sembrare più libero, più sereno, uno che ci provava davvero e che dava al Napoli la speranza di creare qualcosa per vincerla. Non è poco, considerando che è uno degli ultimi arrivati, è in prima squadra da luglio ed ha giocato pochissimo. Questo, secondo me, ti dice anche un’altra cosa, il Napoli ha bisogno di altro, di nuove energie".

Perché fino a gennaio Vergara ha giocato praticamente cinque minuti?

“Perché c’era Politano, quindi è giusto così, Vergara era più coperto nelle gerarchie. Però magari poteva entrare prima nelle rotazioni, quello sì".

Gli altri due top di questa gara?

“Gli altri due top sono due centrocampisti della Juventus, Khéphren Thuram e Manuel Locatelli. Al di là del terzo gol, che a quel punto era quasi “inutile” perché la partita era già chiusa, io sono rimasto impressionato. Thuram è uno dei due top, perché comunque aveva già dimostrato un livello importante, ma ora deve capire lui fin dove può arrivare, se può salire ancora, proprio in alto. L’altro è Locatelli. Io, sinceramente, sono colpito da quello che è riuscito a fare l’allenatore nella testa di alcuni giocatori. Locatelli è l’esempio perfetto, per anni non era “da Juventus”, non era considerato davvero da Juventus, non faceva prestazioni da capitano. Invece in pochi mesi è riuscito a farlo diventare un giocatore vero della Juventus, un leader. Al di là del tacco e dell’assist sul vantaggio, la cosa incredibile è questa, Locatelli oggi sembra davvero il capitano della Juve e questa, secondo me, è la prova che l’allenatore è un fenomeno".

I tre flop di questa gara?

“Per il Napoli ti dico che un giocatore può essere indicato come flop per un errore specifico, ma non vorrei accanirmi troppo. Per me il vero flop è McTominay, non è proprio esistito ed il Napoli non può permettersi di avere uno così spento, perché spesso è uno che ti toglie le castagne dal fuoco. Ieri invece sembrava irriconoscibile. Il secondo flop è Eljif Elmas. Per me Elmas è un po’ come la monetina che tiri fuori per sbloccare il carrello al supermercato, ce l’hai, la metti, funziona, ti è utile ma non può essere il titolare fisso del Napoli in quel ruolo, dove ti servono corsa, quantità e qualità. Può farlo ogni tanto, ma non può essere lui il titolare. Chiudo con Andrea Cambiaso, perché è un giocatore che ha qualità, ma forse non sa nemmeno lui quali e fin dove può arrivare. Un anno fa, di questi tempi, si parlava di offerte enormi e cifre folli e invece sembra schiacciato dal peso di quelle aspettative. Ieri è stato forse il peggiore in campo della Juventus, sembrava quasi giocasse col Napoli".

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L'OPINIONE - Piantanida: "Vergara top di Juventus-Napoli, avrebbe potuto giocare di più anche senza le assenze di Neres e Politano"

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26/01/2026 - 13:27

A "1 Football Club", programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Franco Piantanida, giornalista Mediaset. Di seguito, un estratto dell'intervista.

Chi è stato il top dei top di questa giornata di campionato?

“Il top del top di questa giornata è un signore, anzi, un signorino, potrei definirlo così. Ma non per la statura, che non è eccelsa, lui compensa con una classe tecnica, a tratti, infinita. Parlo di Federico Dimarco. Perché spesso, ormai, la comunicazione funziona così, un giocatore da un giorno all’altro può passare dall’essere candidato al Pallone d’Oro a sembrare uno che gioca con te il mercoledì sera ed io il mercoledì non gioco, quindi figurati. Invece bisogna mantenere lucidità sui talenti e su quello che fanno. Dimarco, al netto di qualche partita sottotono, perché non può farle tutte a questi livelli, anche per un discorso fisiologico, è un giocatore incredibile. Se fosse uno straniero o anche solo uno che non gioca in Serie A, noi lo invidieremmo e lo porteremmo in trionfo. I tifosi dell’Inter sicuramente, ma anche gli appassionati di calcio in generale. Non è solo per i gol che sta facendo nell’ultimo mese, è uno che ti cambia le partite. È impressionante. Non si perde mai, nemmeno in un ruolo difficile come quello dell’esterno. Anche quando subentra, anche se sembra un ruolo marginale, lui incide. Dimarco è davvero un patrimonio del nostro calcio, da proteggere in tutti i modi".

Il flop di questa giornata di campionato qual è stato?

“Scelgo Rafael Leão. Lo dico perché, quando segnalo un flop, voglio che sia un flop pesante, uno che abbia valore. È vero, non è al 100% e tutto quello che vuoi, però io ribadisco, deve essere lui a decidere fin dove può arrivare il Milan e se può restare in lotta per lo scudetto fino alla fine, come io penso. Ma voglio che sia chiaro, Leão è decisivo. Ha portato tantissimi punti al Milan, credo 14, e non so quanti giocatori abbiano inciso così tanto in Serie A. Quindi la bocciatura è relativa alla partita di ieri sera, però da adesso in avanti non può più sbagliare. Il Milan ha bisogno di un Leão diverso da quello visto ieri".

In Juventus-Napoli chi sono stati i tre top?

“Ti dico subito quello del Napoli, perché è giusto metterlo per primo. Vergara top di Juventus-Napoli, avrebbe potuto giocare di più anche senza le assenze di Neres e Politano. Al di là di una mezza occasione che ha avuto, si è vista una netta differenza rispetto agli altri. Conte, ieri sera, non ha potuto nemmeno trovare grandi alibi. È come diceva anche Tacchinardi a Pressing, sembra che i giocatori del Napoli, tranne Vergara, fossero già “seduti” in campo. Nonostante la partita sia rimasta in bilico per 60 minuti e nonostante il Napoli abbia retto per un’ora, la sensazione era quella di una squadra un po’ satura, un po’ come se sapesse già che più di così non poteva dare. Non ci sono prove, ovviamente, però la percezione era quella. Vergara invece è stato l’unico a sembrare più libero, più sereno, uno che ci provava davvero e che dava al Napoli la speranza di creare qualcosa per vincerla. Non è poco, considerando che è uno degli ultimi arrivati, è in prima squadra da luglio ed ha giocato pochissimo. Questo, secondo me, ti dice anche un’altra cosa, il Napoli ha bisogno di altro, di nuove energie".

Perché fino a gennaio Vergara ha giocato praticamente cinque minuti?

“Perché c’era Politano, quindi è giusto così, Vergara era più coperto nelle gerarchie. Però magari poteva entrare prima nelle rotazioni, quello sì".

Gli altri due top di questa gara?

“Gli altri due top sono due centrocampisti della Juventus, Khéphren Thuram e Manuel Locatelli. Al di là del terzo gol, che a quel punto era quasi “inutile” perché la partita era già chiusa, io sono rimasto impressionato. Thuram è uno dei due top, perché comunque aveva già dimostrato un livello importante, ma ora deve capire lui fin dove può arrivare, se può salire ancora, proprio in alto. L’altro è Locatelli. Io, sinceramente, sono colpito da quello che è riuscito a fare l’allenatore nella testa di alcuni giocatori. Locatelli è l’esempio perfetto, per anni non era “da Juventus”, non era considerato davvero da Juventus, non faceva prestazioni da capitano. Invece in pochi mesi è riuscito a farlo diventare un giocatore vero della Juventus, un leader. Al di là del tacco e dell’assist sul vantaggio, la cosa incredibile è questa, Locatelli oggi sembra davvero il capitano della Juve e questa, secondo me, è la prova che l’allenatore è un fenomeno".

I tre flop di questa gara?

“Per il Napoli ti dico che un giocatore può essere indicato come flop per un errore specifico, ma non vorrei accanirmi troppo. Per me il vero flop è McTominay, non è proprio esistito ed il Napoli non può permettersi di avere uno così spento, perché spesso è uno che ti toglie le castagne dal fuoco. Ieri invece sembrava irriconoscibile. Il secondo flop è Eljif Elmas. Per me Elmas è un po’ come la monetina che tiri fuori per sbloccare il carrello al supermercato, ce l’hai, la metti, funziona, ti è utile ma non può essere il titolare fisso del Napoli in quel ruolo, dove ti servono corsa, quantità e qualità. Può farlo ogni tanto, ma non può essere lui il titolare. Chiudo con Andrea Cambiaso, perché è un giocatore che ha qualità, ma forse non sa nemmeno lui quali e fin dove può arrivare. Un anno fa, di questi tempi, si parlava di offerte enormi e cifre folli e invece sembra schiacciato dal peso di quelle aspettative. Ieri è stato forse il peggiore in campo della Juventus, sembrava quasi giocasse col Napoli".