Pantaleo Corvino, direttore tecnico del Lecce, in vista della sfida con la Juventus, ha rilasciato un'intervista a "Tuttosport". Ecco le sue parole: "Chi ha più da perdere? Sicuramente di più noi. Ma stiamo parlando di una partita tra Davide e Golia: il Lecce è condannato a soffrire fino alla fine per non retrocedere. Rispetto all’obiettivo Champions della Juve, con tutto il rispetto, abbiamo qualcosa in più da perdere noi. Di Francesco? Mancano tre giornate e possiamo dire che siamo pienamente soddisfatti del mister. Abbiamo cinque punti in più rispetto all’anno scorso e siamo contenti di come rappresenta i principi del club e i valori del territorio. Speriamo sia più fortunato delle ultime stagioni a Frosinone e Venezia e daremo tutto affinché possa esserlo. Gli allenatori italiani sono tra i più preparati al mondo. Spalletti è tra i più rappresentativi per l’arte del fare, come dimostrano i risultati ottenuti in tutta la sua carriera e in particolare nei suoi mesi bianconeri: è un’eccellenza. Sono uguali nell’arte del fare, pur con risultati diversi. Ma provengono da una scuola simile: col gioco sono riusciti a dare forma a grandi creature. Vlahovic è un pezzo di cuore, ma speravo tornasse più tardi. Lo presi giovanissimo tra lo scetticismo generale, occupando uno slot da extracomunitario a Firenze. La sua cessione ha segnato un record storico per la Fiorentina. Gli infortuni lo hanno frenato, ma il gol su punizione contro il Verona non è frutto del caso: affinava quel colpo da ragazzino, quando lo vedevo allenarsi dalla mia finestra. Se gli consiglierei di restare alla Juve? È in un top club e non ha bisogno dei miei consigli, ormai è grande, è un uomo. Penso possa ancora dare tanto alla Juventus e i bianconeri possono solo trarre benefici da un giocatore simile a pieno regime: ce ne sono pochi come lui”.
di Napoli Magazine
07/05/2026 - 13:27
Pantaleo Corvino, direttore tecnico del Lecce, in vista della sfida con la Juventus, ha rilasciato un'intervista a "Tuttosport". Ecco le sue parole: "Chi ha più da perdere? Sicuramente di più noi. Ma stiamo parlando di una partita tra Davide e Golia: il Lecce è condannato a soffrire fino alla fine per non retrocedere. Rispetto all’obiettivo Champions della Juve, con tutto il rispetto, abbiamo qualcosa in più da perdere noi. Di Francesco? Mancano tre giornate e possiamo dire che siamo pienamente soddisfatti del mister. Abbiamo cinque punti in più rispetto all’anno scorso e siamo contenti di come rappresenta i principi del club e i valori del territorio. Speriamo sia più fortunato delle ultime stagioni a Frosinone e Venezia e daremo tutto affinché possa esserlo. Gli allenatori italiani sono tra i più preparati al mondo. Spalletti è tra i più rappresentativi per l’arte del fare, come dimostrano i risultati ottenuti in tutta la sua carriera e in particolare nei suoi mesi bianconeri: è un’eccellenza. Sono uguali nell’arte del fare, pur con risultati diversi. Ma provengono da una scuola simile: col gioco sono riusciti a dare forma a grandi creature. Vlahovic è un pezzo di cuore, ma speravo tornasse più tardi. Lo presi giovanissimo tra lo scetticismo generale, occupando uno slot da extracomunitario a Firenze. La sua cessione ha segnato un record storico per la Fiorentina. Gli infortuni lo hanno frenato, ma il gol su punizione contro il Verona non è frutto del caso: affinava quel colpo da ragazzino, quando lo vedevo allenarsi dalla mia finestra. Se gli consiglierei di restare alla Juve? È in un top club e non ha bisogno dei miei consigli, ormai è grande, è un uomo. Penso possa ancora dare tanto alla Juventus e i bianconeri possono solo trarre benefici da un giocatore simile a pieno regime: ce ne sono pochi come lui”.