Il giornalista Umberto Chiariello è intervenuto con il suo consueto "Punto Chiaro" ai microfoni di Radio CRC: "Torna il Corsiero del Sole, primo simbolo del club e antico emblema della città. Il 6 luglio c'è il lancio della prima maglia e il 10 luglio la campagna abbonamenti a scatola chiusa. Il 1° agosto evento in città con tifosi e leggende della storia del club, mentre saremo a Castel di Sangro. Tutti pensano che il simbolo della Ferrari sia della Ferrari, ma Angelo Forgione ci ha spiegato, in tempi non sospetti, che quel cavallino rampante era in realtà il Corsiero del Sole, che era il simbolo della nostra città e del Napoli di Ascarelli. Poi sappiamo che andò male la sua prima stagione in Serie A, una carrettata di gol... "A chesta pare 'o ciuccio 'e fravecà". Diventò il ciuccio il simbolo del Napoli, non l'asino: il ciuccio. Che poi l'asino è un animale nobile, perché voi lo bistrattate, ma l'asino ha anche origini letterarie profonde. Apuleio ha scritto L'asino d'oro. È un'opera fondamentale della classicità che abbiamo studiato sui banchi di scuola noi liceali classici dell'epoca, un testo straordinario. L'asino è simbolo della forza, anche della mascolinità, della tenacia, della forza e anche della testardaggine. Si dice: "struscia perché 'o ciuccio conosce 'a via e chella fa, nun devia". Poi c'è questa cosa: chi è scarso è un asino. Perché l'asino brilla... trovate geniali... ma brilla però per costanza, per forza. Io mi sono affezionato alle mie cose da giovane. Io sono nato con il Napoli col ciuccio, quando c'era il Derby del Sole, Roma-Napoli, e il ciuccio portato in processione, il giro delle bandiere. Non era più bello quando c'era quel gemellaggio meraviglioso piuttosto che i morti, le sparatorie, le armi, gli agguati? Una volta si risolveva con una sana scazzottata la rivalità, al massimo. Ma io non voglio rimpiangere il passato. Quando sento parlare di ragazzi che sparano per strada perché non hanno niente da fare, che il senso di vuoto che li riempie lo colmano con la violenza e con le armi, io rimango sgomento, basito e terrorizzato soprattutto del dove stiamo andando per questa mancanza di valori assoluta. Il Corsiero del Sole ci nobilita. Ma sì, il cavallo rampante napoletano. Speriamo che sia rampante sul serio. Intanto abbiamo tolto lo scudetto dalla maglia, purtroppo era previsto. Vincere due volte di seguito era quasi impossibile. La storia diceva che non era mai accaduto. Come alla Juve è accaduto, come al Milan è accaduto, come all'Inter è accaduto. Sì, al Torino, il Grande Torino degli anni '40, però prima di Superga. Da allora in poi, perché prima del Torino c'era stato il Bologna che l'aveva vinto due volte, nel '38-'39, una cosa del genere. Ma dal 1950 nessuna squadra di una città d'Italia che non sia quella dove giocano le tre strisciate si è mai fregiata di due titoli consecutivi. Quindi il Napoli rientra nella norma, anzi ha fatto primo e secondo posto. Oggi vituperate Conte. E io ho criticato molto Conte, non è che sono stato un epigono di quelli proni e succubi della personalità di Conte. Ma viva Dio che è venuto Conte. Ci ha lasciato un'eredità importantissima: primo posto, secondo posto, Supercoppa e una mentalità vincente. Quello è un lascito importantissimo. Poi lasciamo perdere: lui stressa il gruppo, va in corto circuito, ha fatto buttare soldi sul mercato, gli infortuni, le contraddizioni, il gioco poco brillante, molto poco brillante, i pochissimi gol segnati, le poche azioni da gol prodotte. Possiamo muovere tutte le critiche, non ne abbiamo risparmiata nessuna. Ma chi oggi dice "non dovevamo prendere Conte" è un folle. Conte ci ha dato il quarto scudetto. Quarto in cento anni e voi fate gli schizzinosi? E dai, su! Ora tocca a Max e si parte da un assunto del presidente, non detto ma praticamente dichiarato nella conferenza stampa di addio di Conte, quella un po' surreale, un po' naïf. Il Napoli è forte così com'è e, senza grandi infortuni, è competitivo per lo scudetto. Non ci vuole tantissimo per dargli un ulteriore... per renderlo competitivo del tutto e può fare sicuramente meglio in Europa, perché peggio che trentesimo su trentatré è francamente impossibile. Questo è l'assunto di partenza e per questo ha scelto uno che ha già sostituito Conte con brillanti risultati, che ha la personalità e il pedigree per reggere il confronto e che è scafato e furbo al punto giusto da saper evitare i cortocircuiti che il gruppo della squadra del Napoli ha subito e prodotto nell'ultima convivenza con il tecnico leccese. Si deve vedere, però, e si deve verificare cosa faranno alcuni giocatori. Quindi il mercato del Napoli, vi dovete rassegnare, quest'anno sarà un mercato come quello del primo anno di Conte: si farà tutto dopo Ferragosto, fondamentalmente è così. Sarei molto meravigliato se il Napoli partisse a razzo con un paio di operazioni importanti, tipo Khalaili o Gila. Io mi auguro che non perdiamo Gila, ma affari con Lotito non me ne ricordo. Gila è un colpo importante. A me se arriva un terzino destro bravo, Gila... firmo. Mi tengo Lucca, Lang, Hasa, Rao, chi volete voi. Ma se mi date un bel terzino destro, Gila... firmo. Mi tengo pure Milinkovic-Savic, basta che giochi Meret, firmo. Perché il Napoli è forte, non ha bisogno dei belgi. Io ho dato il Belgio favorito sul Senegal, ma mi sono pentito. Penso che il Senegal possa fare un bello scherzetto proprio sul piano della corsa, della velocità e dell'intensità rispetto a un Belgio più tecnico, ma anche molto più compassato. Io non credo nei due belgi come punti di partenza del Napoli dell'anno prossimo. Poi ci si sbaglia. Io pensavo che Modric, a quarant'anni suonati, rispetto al trentacinquenne De Bruyne, non fosse proponibile. Modric ha fatto un campionato tre volte superiore a De Bruyne. Ci si sbaglia. Io ho sbagliato. Magari dico che De Bruyne e Lukaku sono alla frutta, tornano a Napoli e ci fanno vincere lo scudetto. Vado a Canossa, prendo lì A16 immediatamente. Per il quinto scudetto firmo tutto, mi smentisco su tutto, osanno Allegri. Io, per il quinto scudetto, senza che la Procura di Milano mi indaghi come ha fatto per Bastoni, sono pronto a quella che Mourinho chiamava la prostituzione intellettuale. Sono diventato juventino dentro? No. È che nell'anno del centenario la mezza stella per me è un obiettivo talmente sognato, bello, imprescindibile. Obiettivo, competitività, non obbligo, ricordatevelo sempre, di fronte al quale sono disposto a qualsiasi abiura. E allora non volevo il Conte Max, temo l'avvento del Conte Max, non ho nessun pregiudizio nei confronti del Conte Max. Sono pronto a gridare: "Viva il Conte Max!" Li chiamate girasoli, li chiamate cerchiobottisti, chiamatemi tifoso. È l'unica cosa per la quale sono disposto a cambiare idea".
di Napoli Magazine
01/07/2026 - 23:51
Il giornalista Umberto Chiariello è intervenuto con il suo consueto "Punto Chiaro" ai microfoni di Radio CRC: "Torna il Corsiero del Sole, primo simbolo del club e antico emblema della città. Il 6 luglio c'è il lancio della prima maglia e il 10 luglio la campagna abbonamenti a scatola chiusa. Il 1° agosto evento in città con tifosi e leggende della storia del club, mentre saremo a Castel di Sangro. Tutti pensano che il simbolo della Ferrari sia della Ferrari, ma Angelo Forgione ci ha spiegato, in tempi non sospetti, che quel cavallino rampante era in realtà il Corsiero del Sole, che era il simbolo della nostra città e del Napoli di Ascarelli. Poi sappiamo che andò male la sua prima stagione in Serie A, una carrettata di gol... "A chesta pare 'o ciuccio 'e fravecà". Diventò il ciuccio il simbolo del Napoli, non l'asino: il ciuccio. Che poi l'asino è un animale nobile, perché voi lo bistrattate, ma l'asino ha anche origini letterarie profonde. Apuleio ha scritto L'asino d'oro. È un'opera fondamentale della classicità che abbiamo studiato sui banchi di scuola noi liceali classici dell'epoca, un testo straordinario. L'asino è simbolo della forza, anche della mascolinità, della tenacia, della forza e anche della testardaggine. Si dice: "struscia perché 'o ciuccio conosce 'a via e chella fa, nun devia". Poi c'è questa cosa: chi è scarso è un asino. Perché l'asino brilla... trovate geniali... ma brilla però per costanza, per forza. Io mi sono affezionato alle mie cose da giovane. Io sono nato con il Napoli col ciuccio, quando c'era il Derby del Sole, Roma-Napoli, e il ciuccio portato in processione, il giro delle bandiere. Non era più bello quando c'era quel gemellaggio meraviglioso piuttosto che i morti, le sparatorie, le armi, gli agguati? Una volta si risolveva con una sana scazzottata la rivalità, al massimo. Ma io non voglio rimpiangere il passato. Quando sento parlare di ragazzi che sparano per strada perché non hanno niente da fare, che il senso di vuoto che li riempie lo colmano con la violenza e con le armi, io rimango sgomento, basito e terrorizzato soprattutto del dove stiamo andando per questa mancanza di valori assoluta. Il Corsiero del Sole ci nobilita. Ma sì, il cavallo rampante napoletano. Speriamo che sia rampante sul serio. Intanto abbiamo tolto lo scudetto dalla maglia, purtroppo era previsto. Vincere due volte di seguito era quasi impossibile. La storia diceva che non era mai accaduto. Come alla Juve è accaduto, come al Milan è accaduto, come all'Inter è accaduto. Sì, al Torino, il Grande Torino degli anni '40, però prima di Superga. Da allora in poi, perché prima del Torino c'era stato il Bologna che l'aveva vinto due volte, nel '38-'39, una cosa del genere. Ma dal 1950 nessuna squadra di una città d'Italia che non sia quella dove giocano le tre strisciate si è mai fregiata di due titoli consecutivi. Quindi il Napoli rientra nella norma, anzi ha fatto primo e secondo posto. Oggi vituperate Conte. E io ho criticato molto Conte, non è che sono stato un epigono di quelli proni e succubi della personalità di Conte. Ma viva Dio che è venuto Conte. Ci ha lasciato un'eredità importantissima: primo posto, secondo posto, Supercoppa e una mentalità vincente. Quello è un lascito importantissimo. Poi lasciamo perdere: lui stressa il gruppo, va in corto circuito, ha fatto buttare soldi sul mercato, gli infortuni, le contraddizioni, il gioco poco brillante, molto poco brillante, i pochissimi gol segnati, le poche azioni da gol prodotte. Possiamo muovere tutte le critiche, non ne abbiamo risparmiata nessuna. Ma chi oggi dice "non dovevamo prendere Conte" è un folle. Conte ci ha dato il quarto scudetto. Quarto in cento anni e voi fate gli schizzinosi? E dai, su! Ora tocca a Max e si parte da un assunto del presidente, non detto ma praticamente dichiarato nella conferenza stampa di addio di Conte, quella un po' surreale, un po' naïf. Il Napoli è forte così com'è e, senza grandi infortuni, è competitivo per lo scudetto. Non ci vuole tantissimo per dargli un ulteriore... per renderlo competitivo del tutto e può fare sicuramente meglio in Europa, perché peggio che trentesimo su trentatré è francamente impossibile. Questo è l'assunto di partenza e per questo ha scelto uno che ha già sostituito Conte con brillanti risultati, che ha la personalità e il pedigree per reggere il confronto e che è scafato e furbo al punto giusto da saper evitare i cortocircuiti che il gruppo della squadra del Napoli ha subito e prodotto nell'ultima convivenza con il tecnico leccese. Si deve vedere, però, e si deve verificare cosa faranno alcuni giocatori. Quindi il mercato del Napoli, vi dovete rassegnare, quest'anno sarà un mercato come quello del primo anno di Conte: si farà tutto dopo Ferragosto, fondamentalmente è così. Sarei molto meravigliato se il Napoli partisse a razzo con un paio di operazioni importanti, tipo Khalaili o Gila. Io mi auguro che non perdiamo Gila, ma affari con Lotito non me ne ricordo. Gila è un colpo importante. A me se arriva un terzino destro bravo, Gila... firmo. Mi tengo Lucca, Lang, Hasa, Rao, chi volete voi. Ma se mi date un bel terzino destro, Gila... firmo. Mi tengo pure Milinkovic-Savic, basta che giochi Meret, firmo. Perché il Napoli è forte, non ha bisogno dei belgi. Io ho dato il Belgio favorito sul Senegal, ma mi sono pentito. Penso che il Senegal possa fare un bello scherzetto proprio sul piano della corsa, della velocità e dell'intensità rispetto a un Belgio più tecnico, ma anche molto più compassato. Io non credo nei due belgi come punti di partenza del Napoli dell'anno prossimo. Poi ci si sbaglia. Io pensavo che Modric, a quarant'anni suonati, rispetto al trentacinquenne De Bruyne, non fosse proponibile. Modric ha fatto un campionato tre volte superiore a De Bruyne. Ci si sbaglia. Io ho sbagliato. Magari dico che De Bruyne e Lukaku sono alla frutta, tornano a Napoli e ci fanno vincere lo scudetto. Vado a Canossa, prendo lì A16 immediatamente. Per il quinto scudetto firmo tutto, mi smentisco su tutto, osanno Allegri. Io, per il quinto scudetto, senza che la Procura di Milano mi indaghi come ha fatto per Bastoni, sono pronto a quella che Mourinho chiamava la prostituzione intellettuale. Sono diventato juventino dentro? No. È che nell'anno del centenario la mezza stella per me è un obiettivo talmente sognato, bello, imprescindibile. Obiettivo, competitività, non obbligo, ricordatevelo sempre, di fronte al quale sono disposto a qualsiasi abiura. E allora non volevo il Conte Max, temo l'avvento del Conte Max, non ho nessun pregiudizio nei confronti del Conte Max. Sono pronto a gridare: "Viva il Conte Max!" Li chiamate girasoli, li chiamate cerchiobottisti, chiamatemi tifoso. È l'unica cosa per la quale sono disposto a cambiare idea".