Teatro Nuovo di Napoli
Info 0814976267
Da martedì 1 a sabato 5 aprile
nell’ambito della rassegna “Napoli Queer Festival 2025”
Martedì 1 aprile, ore 21.00
Fashion is binary
di Dario Biancullo, Ciro Riccio, Angela D. Severino & una moltitudine di artistx
Performance, Anti Show, auto-inchiesta collettiva per indagare la relazione tra l’industria del fashion, la produzione di stereotipi binari e la denaturalizzazione dei corpi. Fashion is binary – Factory is binary è deterritoriallizzazione sonora, improvvisazione sperimentale, pedagogia della spazzatura contro il neoliberismo della moda. Fashion is binary – Factory is binary sono tessuti di denuncia, corpi dissidenti di una comunità esposta e disposta a un’alleanza artistica performativa che scandisce l’errore di una riduzione binaria di ognunx di noi nel contesto pro-moda.
Dario Biancullo (1986) è designer, attivista e artista multidisciplinare, formatasi a Forcella, presente sul territorio napoletano. Indaga e produce nuovi e alternativi metodi sociali di denuncia queer e transfemminista e di autodeterminazione collettiva/comunitaria per devianza al fine di una pratica intersezionale di arte partecipativa, performativa e visiva con autoinchieste: video, installazioni ambientali, aerosol-art su tessuti e affissioni di manifesti nello spazio pubblico e privato, in gallerie, teatri, fondazioni e spazi no profit. Attraversa e denuncia il mondo del “fashion”.
Mercoledì 2 aprile, ore 20.00
We stand (up) with Palestine
Conferenzaret, una conferenza in formato cabaret di e con Rachele Borghi
Una serata per chiacchierare, mettersi in gioco, pensare, stupirsi, divertirsi, rilassarsi, imparare, osservare, farsi prendere dalle risate e magari pure dalle lacrime. Una conferenza al sapore di cabaret che ci porterà nel terreno del femminismo e della decolonialità, delle loro declinazioni e pratiche, per incoraggiare l’azione e rafforzare alleanze e complicità. Rachele Borghi, classe ’76, attivista transfemminista, pornosecchiona, geografa queer, professora all’Università Sorbona di Parigi, è stata insegnante all’accademia di Belle Arti di Marsiglia. Il suo lavoro s’incentra sulla decostruzione delle norme dominanti e sulla contaminazione di spazi attraverso corpi dissidenti e militanti. Grande fan di Monique Wittig e di bell hooks crede che Guerrigliera si nasca o si diventi. Ha scritto Decolonialità e privilegio per Meltemi (Culture radicali), 2020.
Per questo evento non è previsto un biglietto, ma si consiglia caldamente una sottoscrizione. Il ricavato dell’intera giornata sarà devoluto al progetto Solidarietà Decoloniale alla Palestina del collettivo Deverso. Il progetto Solidarietà Decoloniale alla Palestina del collettivo Deverso sostiene direttamente famiglie palestinesi di Nablus, città sotto occupazione israeliana. Senza intermediari, i fondi raccolti vengono inviati ai contatti locali, che li distribuiscono autonomamente secondo necessità, promuovendo autodeterminazione e resistenza.
Giovedì 3 aprile, ore 16.00
I favolosi anni ’90: “Libera”
Proiezione del film “Libera”, di Pappi Corsicato. (Italia, 1993, 88’)
introducono Pappi Corsicato (regista) e Cristina Donadio (attrice)
in dialogo con Francesca Saturnino (giornalista, il Manifesto)
Libera nel 1993 segna l’esordio alla regia di Pappi Corsicato (Nastro d’Argento come miglior Opera Prima). Il film, con un cast teatrale d’eccezione – Iaia Forte, Cristina Donadio, Enzo Moscato – racconta in episodi le vite di tre donne sovversive in una Napoli crepuscolare, periferica, postmoderna, abitata da personaggi in limite di genere, antichi e ultra contemporanei, con immagini sature, atmosfere e sequenze che hanno reso quest’opera un cult degli anni ’90.
Venerdì 4 aprile, ore 18.00
Essere Valérie - Valery Alexanderplatz
Proiezione dei docu-film
Essere Valérie di Simone Cangelosi
Valery Alexanderplatz di Silvia Maggi
Incontro in sala con Valérie Taccarelli (attivista)
in dialogo con Mario/Marylou Di Martino (attivista e direttore artistico)
Essere Valérie di Simone Cangelosi (Italia, 2024, 30′)
“Pochi anni fa, quando abbiamo iniziato a pensare di raccogliere le voci della militanza del movimento lesbico, omosessuale e trans in Italia, abbiamo deciso di proporlo innanzitutto a Valérie Taccarelli. Alcuni di noi hanno avuto il privilegio e la fortuna di incrociare Valérie sul proprio cammino già oltre trent’anni fa, nel contesto dei movimenti studenteschi a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. Abbiamo pensato a lei perché eravamo consapevoli che la sua voce, i suoi racconti su di sé e sulle lotte a cui ha contribuito -un pezzo di storia recente della politica e della società italiana- sono sempre al di fuori del discorso comune: eccentrici, carichi di un’intelligenza acuta, capace di cogliere gli aspetti politici, nel senso più ampio, dell’umano in modo straordinario. Per questo la ringraziamo.” Archivio OUT-TAKES, Bologna.
Valery Alexanderplatz di Silvia Maggi (Germania/Italia, 2023, 28’)
Cortometraggio sperimentale girato tra Berlino Mitte e la famosa Alexanderplatz, racconta la vita dell’attivista trans italiana Valérie Taccarelli. La storia inizia con Milva, la celebre diva italiana, e la sua canzone più nota, Alexanderplatz. Pochi sanno, però, che questo brano è in realtà un adattamento di Valery, scritto da Alfredo Cohen, arrangiato da Franco Battiato e Giusto Pio, e pubblicato nel 1978. Valery era un’adolescente trans di 15 anni, oggi conosciuta come Valérie Taccarelli.
Sabato 5 aprile, ore 20.30
Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
presenta
Kassandra
di Sergio Blanco
con Roberta Lidia De Stefano
regia, scene e costumi Maria Vittoria Bellingeri
musiche originali Roberta Lidia De Stefano
luci Andrea Sanson
assistente alla regia Greta Bertani
direttore tecnico Massimo Gianaroli
direttore di scena e capo macchinista Mauro Fronzi
capo elettricista Niccolò Fornasini
fonico Alberto Irrera
“macchina” di scena a cura del Laboratorio di Scenotecnica di ERT
responsabile e capo costruttore Gioacchino Gramolini
costruttori Riccardo Betti e Roberto Riccò
foto Serena Serrani
Nella periferia di una città, vive una donna “in transito” che approfitta di ogni occasione per dare voce alla sua storia. È Kassandra, interpretata dall’attrice-cantante Roberta Lidia De Stefano (Menzione d’onore del Premio Duse e Premio Mariangela Melato), un’eccentrica poeta urbana che abita nella sua auto, vende Marlboro assieme al suo corpo, e parla un inglese di sopravvivenza, una sorta di “esperanto” comprensibile a tutti. Il testo è una riscrittura del mito di Cassandra, l’omonima sacerdotessa di Apollo, colei che ha la facoltà di predire il futuro ma è destinata a non essere creduta. Scritto nel 2009 dal drammaturgo franco-uruguayano Sergio Blanco, ispirato da un’Atene in piena crisi economica, la drammaturgia crea un ponte tra le glorie della città-stato di un tempo e il declino presente, attingendo alla mitologia greca. Come è tipico dell’autore, l’opera mescola vita, realtà e finzione, portando il pubblico a chiedersi se ciò che si racconta sia davvero accaduto. La Kassandra di Blanco è dunque un’eroina iper contemporanea, che cerca di sopravvivere costretta a rifugiarsi ai margini di una città a lei straniera e che, come la protagonista del mito, è considerata una giovane passa in preda a funesti deliri. L’attrice, diretta da Maria Vittoria Bellingeri, alterna il dialogo con gli spettatori al canto, passando dalla ballata pop al lirismo del verso greco, dalla musica elettronica alla techno.
Con visionaria strafottenza, Kassandra “la straniera” accoglie il pubblico, lo tenta, lo seduce e si dona con tutta l’anima raccontandosi senza filtri, in un monologo ironico ma toccante, che parla dell’oggi attraverso il mito.
Teatro Diana di Nocera Inferiore
info 3347009811
Mercoledì 2 aprile, ore 20.45
Teatro Verdi di Salerno
info 089662141
Da giovedì 3 febbraio a domenica 6 aprile
(giovedì, venerdì e sabato ore 21.00, domenica ore 18.00)
Cardellino srl
in coproduzione con
Spoleto Festival dei Due Mondi, Teatro di Roma – Teatro Nazionale
presentano
Ciarlatani
testo e regia Pablo Remón
traduzione italiana Davide Carnevali
da Los Farsantes
con Silvio Orlando
e (in o.a.)
Francesca Botti, Francesco Brandi, Nina Pons
scene Roberto Crea
luci Luigi Biondi
costumi Ornella e Marina Campanale
aiuto regia Raquel Alarcón
Ciarlatani racconta la storia di due personaggi legati al mondo del cinema e del teatro. Anna Velasco è un’attrice la cui carriera è in fase di stallo. Dopo aver recitato in piccole produzioni di opere classiche, ora lavora come insegnante di pilates e nei fine settimana fa teatro per bambini. Tra soap opera televisive e spettacoli alternativi, Anna è alla ricerca del grande personaggio che la farà finalmente trionfare. Diego Fontana è un regista di successo di film commerciali che si sta imbarcando in una grande produzione: una serie da girare in tutto il mondo, con star internazionali. Un incidente lo porterà ad affrontare una crisi personale e a ripensare la sua carriera. Questi due personaggi sono collegati dalla figura del padre di Anna, Eusebio Velasco, regista di culto degli anni ’80, scomparso e isolato dal mondo. Ciarlatani sono anche diverse opere in una: ognuno di questi racconti ha uno stile, un tono e una forma particolari. Il racconto di Anna ha uno stile eminentemente cinematografico, con un narratore che ci guida, e in cui sogno e realtà si confondono.
La storia di Diego è un’opera teatrale più classica, rappresentata in spazi più realistici. E infine c’è, a mo’ di pausa o parentesi, un’autofiction in cui l’autore dell’opera a cui stiamo assistendo si difende dalle accuse di plagio.
Queste storie sono raccontate in parallelo, si alimentano a vicenda, sono specchi degli stessi temi. L’insieme è costruito con capitoli in parte indipendenti, che formano una struttura più vicina al romanzo che al teatro. L’intenzione è che “Ciarlatani” sia una narrazione eminentemente teatrale, ma con un’aspirazione romanzesca e cinematografica. Ciarlatani infine è una commedia in cui solo quattro attori viaggiano attraverso decine di personaggi, spazi e tempi. Una satira sul mondo del teatro e dell’audiovisivo, ma anche una riflessione sul successo, sul fallimento e sui ruoli che ricopriamo, dentro e fuori la finzione.
Pablo Remón
Teatro Auditorium Tommasiello di Teano
info 0823885096 - 3333782429
Venerdì 4 aprile, ore 20.45
Auditorium Teatro S. Alfonso Maria de Liguori di Pagani
Info 0815158061
Sabato 5 aprile, ore 20.45
Ag Produzioni Teatrali
presenta
Paolo Caiazzo
in
Quella visita inaspettata
commedia in due atti scritta e diretta da Paolo Caiazzo
con (in ordine di apparizione)
Carlo Caracciolo, Daniele Ciniglio, Cinzia Cordella, Francesca Morgante
e la partecipazione di Maria Bolignano
scenografia Francesco Felaco, costumi Federica Calabrese,
disegno luci Luigi Della Monaca, aiuto regia Sofia Ardito
foto e grafica Francesco Fiengo Studios
La linea di confine che divide un comportamento etico da uno immorale non ha sempre un andamento lineare ed è funzione di opportunità e situazioni. Il protagonista Ferruccio, imprenditore del Sud, è orgoglioso della sua moralità.
Una sola pecca si riconosce: la passione per Diabolik, che in fondo era un ladro. Una moglie arrivista, una sorella vittima di uno shock post traumatico infantile, un figlio bamboccione e un commercialista fin troppo amico completano il quadro della vicenda. Gli equilibri familiari, anche se precari e monotoni, sembrano reggere, ma una visita inaspettata mette in discussione la loro integrità facendo affiorare vecchi scheletri nell’armadio: l’imprenditore deve rispondere di alcuni fondi sospetti transitati, a sua insaputa, su un conto corrente bancario. Incapace di reggere il peso delle accuse e spinto dalla disperazione di chi non ha più nulla da perdere, Ferruccio andrà oltre le aspettative decidendo di fare una follia e liberare il suo lato oscuro. Questo suo nuovo aspetto spregiudicato, ispirato comicamente a film e serie “crime” che invadono tv e streaming, conquista gli abitanti della casa, inconsapevoli vittime del “Fascino del male”.
Teatro Delle Rose, Piano Di Sorrento
info 0818786165, 3385003816
Sabato 5 aprile, ore 21.00
Arealive
presenta
Peppe Servillo & Solis String Quartet
in
Carosonamente
con
Peppe Servillo (voce)
Vincenzo Di Donna (violino)
Luigi De Maio (violino)
Gerardo Morrone (viola)
Antonio Di Francia (cello, chitarra e arrangiamenti)
A distanza di cinque anni dall’uscita di “Presentimento” album con il quale, insieme al precedente “Spassiunatamente”, hanno affrontato con dovuto rispetto capolavori della canzone classica napoletana, ecco in arrivo per Peppe Servillo & Solis String Quartet un nuovo album, questa volta dedicato ad un solo autore: Renato Carosone! “Si puo` prendere a prestito l’aria lieve e scanzonata di un autore profondo e romantico come Renato Carosone? E` utile forse e necessario ora piu` che mai, non per incoscienza ma per amore di quella vita colorata, ironica, spassiunata che nel dopoguerra lui seppe cantare ed interpretare. Oltre i titoli famosi proporremo brani meno noti che ci raccontano un Carosone “altro” sempre vitale anche nella narrazione d’amore. Come al solito nella versione sobria ed elegante dei Solis speriamo di far apprezzare in controluce la voce di un singolare autore italiano.”
Peppe Servillo
Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta
info 0823444051
Venerdì 4 aprile, ore 21.00
nell’ambito della rassegna Teatro in Jazz
Daniela Tenerini & Four Seasons Quintet
Con:
Daniela Tenerini (voce)
Roberto Cesaretti (basso), David Versiglioni (piano),
Alberto Rosadini (batteria), Paolo Bartoni (tromba, flicorno)
La band nasce con la voglia di dare vita ad un cocktail infallibile di Swing & Soul.
La voce di Daniela Tenerini guida il pubblico attraverso un viaggio nelle atmosfere eleganti del passato ma con un tocco di contemporaneità. Si considerano una band di “fratelli” che si sono trovati nel tempo e questo senso di comunità si estende anche al loro pubblico. La loro musica è ispirata al periodo della Dolce Vita e alle orchestrine dei Night Club; la loro cifra è data dalla miscela delle loro diverse storie, dal rock al soul, dal funk al jazz, dal classico al contemporaneo.
Attraverso arrangiamenti sofisticati e mai scontati, il quintetto ricrea un ideale ponte tra gli anni ’50 ed i giorni nostri, riproponendo grandi classici del passato di calibro internazionale accostati a melodie contemporanee rivisitate con gusto ed ironia. La loro particolarità risiede nel riuscire ad accostare delle canzoni composte nella prima metà del secolo scorso a dei brani pop attuali che, magistralmente reinterpretati in chiave “vintage” godono di nuova vita, facendo così vivere al pubblico un viaggio sonoro lungo la stessa strada, ma in direzioni opposte. Il loro caleidoscopio musicale vede affiancati i Maroon Five a N.K.Cole, i Coldplay a Benny Goodman, Zaz a Paul Desmond, Megan Trainor a Irving Berlin e molti altri.
Teatro Lendi di Sant’Arpino (CE)
info 0818919620, 3478572222
Da mercoledì 2 a venerdì 4 aprile, ore 20.45
Teatro Partenio di Avellino
Info 0825270961 - 3484072885
Sabato 5, ore 20.45, e domenica 6 aprile, ore 18.00
Teatro Diana
presenta
Massimiliano Gallo
in
Malinconico
Moderatamente felice
di Diego De Silva e Massimiliano Gallo
regia Massimiliano Gallo
Questo progetto teatrale nasce dall’idea di portare sulla viva scena del palco la voce (e il corpo) narrante di un personaggio letterario, e successivamente televisivo, che negli anni ha conquistato un vasto pubblico di lettori e di spettatori. Vincenzo Malinconico, l’avvocato d’insuccesso dalla carriera sgangherata e dalla vita sentimentale instabile (e forse proprio per questo gradita a un pubblico che non ama identificarsi con i vincenti, in fondo prevedibili e noiosi), affida il racconto delle sue storie – ma soprattutto del suo inciampare nelle complicazioni della vita comuni a noi tutti – alla macchina attoriale di un interprete capace come pochi di assimilare e rendere l’intima essenza di un personaggio letterario. Massimiliano Gallo, già noto al grande pubblico per la sua attitudine ad attraversare cinema, teatro e televisione con una versatilità figlia di una lunga gavetta, fin dall’esordio della serie prodotta e trasmessa dalla prima rete televisiva nazionale ha incarnato con un senso dell’umorismo geneticamente napoletano l’attitudine filosofica e rigorosamente autodidatta di Malinconico, coniugando con leggerezza e musicalità l’indole al tempo stesso riflessiva e astratta, disorientata e confusa, adulta e infantile, di un uomo alle prese con le difficoltà del vivere, che con un senso del ricolo costantemente acceso sulla realtà (e soprattutto su se stesso) lotta col disagio di non sentirsi a suo agio nei ruoli che la vita gli assegna. Perché non è facile sentirsi all’altezza dei vari compiti a cui le giornate ci chiamano, interpellandoci di volta in volta in veste di lavoratori, professionisti, genitori, coniugi, amanti, amici: le tante, complesse categorie della vita in cui dobbiamo reinventarci ogni volta, sottoponendoci a quegli esami del nostro stare al mondo che, come ci ha insegnato un maestro del teatro, non finiscono mai. Il nostro spettacolo vedrà in scena, nella pienezza delle sue attitudini d’interprete, il solo Vincenzo Malinconico, che si abbandonerà, con il suo flusso narrante rimuginatorio, filosofico, irresistibilmente comico ma sempre votato alla riflessione (perché per far ridere davvero bisogna convincere, cioè parlare all’intelligenza dell’altro), a un lungo, confidenziale monologo con il pubblico, raccontandosi tematicamente. Lo spettacolo si svolgerà su tre tronconi: professione, sentimenti, famiglia, i tre grandi campi di gioco su cui si svolge la partita della vita di noi tutti. Uno spettacolo essenziale e coinvolgente dove letteratura e teatro s’incontrano, e che darà modo al pubblico di ritrovare, nella causticità fisica del palcoscenico, un personaggio dalla vita sgangherata e irrisolta che ci fa più ridere proprio quando la scopriamo improvvisamente simile alla nostra.
Nota del protagonista/regista
Quello di Vincenzo Malinconico è un progetto a cui sono particolarmente legato e che ho voluto fortemente. Malinconico l’ho amato, ascoltato; ci siamo fidati uno dell’altro, e finalmente l’ho indossato e vissuto. È dunque un passaggio naturale portarlo in scena, grazie alla penna sopraffina di Diego De Silva e al mio senso dello spettacolo, dandogli corpo e anima. Ora c’è da cucirgli un abito in cui stia comodo. Una scena funzionale, un amico immaginario e cinque attori che gli faranno compagnia. In video, gli interventi dei suoi amici, dei suoi amori, del suo complicatissimo mondo. Sarà una regia amorevole, la mia, sperando di farvi conoscere Vincenzo per come io lo conosco.
Massimiliano Gallo
di Napoli Magazine
28/03/2025 - 13:20
Teatro Nuovo di Napoli
Info 0814976267
Da martedì 1 a sabato 5 aprile
nell’ambito della rassegna “Napoli Queer Festival 2025”
Martedì 1 aprile, ore 21.00
Fashion is binary
di Dario Biancullo, Ciro Riccio, Angela D. Severino & una moltitudine di artistx
Performance, Anti Show, auto-inchiesta collettiva per indagare la relazione tra l’industria del fashion, la produzione di stereotipi binari e la denaturalizzazione dei corpi. Fashion is binary – Factory is binary è deterritoriallizzazione sonora, improvvisazione sperimentale, pedagogia della spazzatura contro il neoliberismo della moda. Fashion is binary – Factory is binary sono tessuti di denuncia, corpi dissidenti di una comunità esposta e disposta a un’alleanza artistica performativa che scandisce l’errore di una riduzione binaria di ognunx di noi nel contesto pro-moda.
Dario Biancullo (1986) è designer, attivista e artista multidisciplinare, formatasi a Forcella, presente sul territorio napoletano. Indaga e produce nuovi e alternativi metodi sociali di denuncia queer e transfemminista e di autodeterminazione collettiva/comunitaria per devianza al fine di una pratica intersezionale di arte partecipativa, performativa e visiva con autoinchieste: video, installazioni ambientali, aerosol-art su tessuti e affissioni di manifesti nello spazio pubblico e privato, in gallerie, teatri, fondazioni e spazi no profit. Attraversa e denuncia il mondo del “fashion”.
Mercoledì 2 aprile, ore 20.00
We stand (up) with Palestine
Conferenzaret, una conferenza in formato cabaret di e con Rachele Borghi
Una serata per chiacchierare, mettersi in gioco, pensare, stupirsi, divertirsi, rilassarsi, imparare, osservare, farsi prendere dalle risate e magari pure dalle lacrime. Una conferenza al sapore di cabaret che ci porterà nel terreno del femminismo e della decolonialità, delle loro declinazioni e pratiche, per incoraggiare l’azione e rafforzare alleanze e complicità. Rachele Borghi, classe ’76, attivista transfemminista, pornosecchiona, geografa queer, professora all’Università Sorbona di Parigi, è stata insegnante all’accademia di Belle Arti di Marsiglia. Il suo lavoro s’incentra sulla decostruzione delle norme dominanti e sulla contaminazione di spazi attraverso corpi dissidenti e militanti. Grande fan di Monique Wittig e di bell hooks crede che Guerrigliera si nasca o si diventi. Ha scritto Decolonialità e privilegio per Meltemi (Culture radicali), 2020.
Per questo evento non è previsto un biglietto, ma si consiglia caldamente una sottoscrizione. Il ricavato dell’intera giornata sarà devoluto al progetto Solidarietà Decoloniale alla Palestina del collettivo Deverso. Il progetto Solidarietà Decoloniale alla Palestina del collettivo Deverso sostiene direttamente famiglie palestinesi di Nablus, città sotto occupazione israeliana. Senza intermediari, i fondi raccolti vengono inviati ai contatti locali, che li distribuiscono autonomamente secondo necessità, promuovendo autodeterminazione e resistenza.
Giovedì 3 aprile, ore 16.00
I favolosi anni ’90: “Libera”
Proiezione del film “Libera”, di Pappi Corsicato. (Italia, 1993, 88’)
introducono Pappi Corsicato (regista) e Cristina Donadio (attrice)
in dialogo con Francesca Saturnino (giornalista, il Manifesto)
Libera nel 1993 segna l’esordio alla regia di Pappi Corsicato (Nastro d’Argento come miglior Opera Prima). Il film, con un cast teatrale d’eccezione – Iaia Forte, Cristina Donadio, Enzo Moscato – racconta in episodi le vite di tre donne sovversive in una Napoli crepuscolare, periferica, postmoderna, abitata da personaggi in limite di genere, antichi e ultra contemporanei, con immagini sature, atmosfere e sequenze che hanno reso quest’opera un cult degli anni ’90.
Venerdì 4 aprile, ore 18.00
Essere Valérie - Valery Alexanderplatz
Proiezione dei docu-film
Essere Valérie di Simone Cangelosi
Valery Alexanderplatz di Silvia Maggi
Incontro in sala con Valérie Taccarelli (attivista)
in dialogo con Mario/Marylou Di Martino (attivista e direttore artistico)
Essere Valérie di Simone Cangelosi (Italia, 2024, 30′)
“Pochi anni fa, quando abbiamo iniziato a pensare di raccogliere le voci della militanza del movimento lesbico, omosessuale e trans in Italia, abbiamo deciso di proporlo innanzitutto a Valérie Taccarelli. Alcuni di noi hanno avuto il privilegio e la fortuna di incrociare Valérie sul proprio cammino già oltre trent’anni fa, nel contesto dei movimenti studenteschi a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. Abbiamo pensato a lei perché eravamo consapevoli che la sua voce, i suoi racconti su di sé e sulle lotte a cui ha contribuito -un pezzo di storia recente della politica e della società italiana- sono sempre al di fuori del discorso comune: eccentrici, carichi di un’intelligenza acuta, capace di cogliere gli aspetti politici, nel senso più ampio, dell’umano in modo straordinario. Per questo la ringraziamo.” Archivio OUT-TAKES, Bologna.
Valery Alexanderplatz di Silvia Maggi (Germania/Italia, 2023, 28’)
Cortometraggio sperimentale girato tra Berlino Mitte e la famosa Alexanderplatz, racconta la vita dell’attivista trans italiana Valérie Taccarelli. La storia inizia con Milva, la celebre diva italiana, e la sua canzone più nota, Alexanderplatz. Pochi sanno, però, che questo brano è in realtà un adattamento di Valery, scritto da Alfredo Cohen, arrangiato da Franco Battiato e Giusto Pio, e pubblicato nel 1978. Valery era un’adolescente trans di 15 anni, oggi conosciuta come Valérie Taccarelli.
Sabato 5 aprile, ore 20.30
Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
presenta
Kassandra
di Sergio Blanco
con Roberta Lidia De Stefano
regia, scene e costumi Maria Vittoria Bellingeri
musiche originali Roberta Lidia De Stefano
luci Andrea Sanson
assistente alla regia Greta Bertani
direttore tecnico Massimo Gianaroli
direttore di scena e capo macchinista Mauro Fronzi
capo elettricista Niccolò Fornasini
fonico Alberto Irrera
“macchina” di scena a cura del Laboratorio di Scenotecnica di ERT
responsabile e capo costruttore Gioacchino Gramolini
costruttori Riccardo Betti e Roberto Riccò
foto Serena Serrani
Nella periferia di una città, vive una donna “in transito” che approfitta di ogni occasione per dare voce alla sua storia. È Kassandra, interpretata dall’attrice-cantante Roberta Lidia De Stefano (Menzione d’onore del Premio Duse e Premio Mariangela Melato), un’eccentrica poeta urbana che abita nella sua auto, vende Marlboro assieme al suo corpo, e parla un inglese di sopravvivenza, una sorta di “esperanto” comprensibile a tutti. Il testo è una riscrittura del mito di Cassandra, l’omonima sacerdotessa di Apollo, colei che ha la facoltà di predire il futuro ma è destinata a non essere creduta. Scritto nel 2009 dal drammaturgo franco-uruguayano Sergio Blanco, ispirato da un’Atene in piena crisi economica, la drammaturgia crea un ponte tra le glorie della città-stato di un tempo e il declino presente, attingendo alla mitologia greca. Come è tipico dell’autore, l’opera mescola vita, realtà e finzione, portando il pubblico a chiedersi se ciò che si racconta sia davvero accaduto. La Kassandra di Blanco è dunque un’eroina iper contemporanea, che cerca di sopravvivere costretta a rifugiarsi ai margini di una città a lei straniera e che, come la protagonista del mito, è considerata una giovane passa in preda a funesti deliri. L’attrice, diretta da Maria Vittoria Bellingeri, alterna il dialogo con gli spettatori al canto, passando dalla ballata pop al lirismo del verso greco, dalla musica elettronica alla techno.
Con visionaria strafottenza, Kassandra “la straniera” accoglie il pubblico, lo tenta, lo seduce e si dona con tutta l’anima raccontandosi senza filtri, in un monologo ironico ma toccante, che parla dell’oggi attraverso il mito.
Teatro Diana di Nocera Inferiore
info 3347009811
Mercoledì 2 aprile, ore 20.45
Teatro Verdi di Salerno
info 089662141
Da giovedì 3 febbraio a domenica 6 aprile
(giovedì, venerdì e sabato ore 21.00, domenica ore 18.00)
Cardellino srl
in coproduzione con
Spoleto Festival dei Due Mondi, Teatro di Roma – Teatro Nazionale
presentano
Ciarlatani
testo e regia Pablo Remón
traduzione italiana Davide Carnevali
da Los Farsantes
con Silvio Orlando
e (in o.a.)
Francesca Botti, Francesco Brandi, Nina Pons
scene Roberto Crea
luci Luigi Biondi
costumi Ornella e Marina Campanale
aiuto regia Raquel Alarcón
Ciarlatani racconta la storia di due personaggi legati al mondo del cinema e del teatro. Anna Velasco è un’attrice la cui carriera è in fase di stallo. Dopo aver recitato in piccole produzioni di opere classiche, ora lavora come insegnante di pilates e nei fine settimana fa teatro per bambini. Tra soap opera televisive e spettacoli alternativi, Anna è alla ricerca del grande personaggio che la farà finalmente trionfare. Diego Fontana è un regista di successo di film commerciali che si sta imbarcando in una grande produzione: una serie da girare in tutto il mondo, con star internazionali. Un incidente lo porterà ad affrontare una crisi personale e a ripensare la sua carriera. Questi due personaggi sono collegati dalla figura del padre di Anna, Eusebio Velasco, regista di culto degli anni ’80, scomparso e isolato dal mondo. Ciarlatani sono anche diverse opere in una: ognuno di questi racconti ha uno stile, un tono e una forma particolari. Il racconto di Anna ha uno stile eminentemente cinematografico, con un narratore che ci guida, e in cui sogno e realtà si confondono.
La storia di Diego è un’opera teatrale più classica, rappresentata in spazi più realistici. E infine c’è, a mo’ di pausa o parentesi, un’autofiction in cui l’autore dell’opera a cui stiamo assistendo si difende dalle accuse di plagio.
Queste storie sono raccontate in parallelo, si alimentano a vicenda, sono specchi degli stessi temi. L’insieme è costruito con capitoli in parte indipendenti, che formano una struttura più vicina al romanzo che al teatro. L’intenzione è che “Ciarlatani” sia una narrazione eminentemente teatrale, ma con un’aspirazione romanzesca e cinematografica. Ciarlatani infine è una commedia in cui solo quattro attori viaggiano attraverso decine di personaggi, spazi e tempi. Una satira sul mondo del teatro e dell’audiovisivo, ma anche una riflessione sul successo, sul fallimento e sui ruoli che ricopriamo, dentro e fuori la finzione.
Pablo Remón
Teatro Auditorium Tommasiello di Teano
info 0823885096 - 3333782429
Venerdì 4 aprile, ore 20.45
Auditorium Teatro S. Alfonso Maria de Liguori di Pagani
Info 0815158061
Sabato 5 aprile, ore 20.45
Ag Produzioni Teatrali
presenta
Paolo Caiazzo
in
Quella visita inaspettata
commedia in due atti scritta e diretta da Paolo Caiazzo
con (in ordine di apparizione)
Carlo Caracciolo, Daniele Ciniglio, Cinzia Cordella, Francesca Morgante
e la partecipazione di Maria Bolignano
scenografia Francesco Felaco, costumi Federica Calabrese,
disegno luci Luigi Della Monaca, aiuto regia Sofia Ardito
foto e grafica Francesco Fiengo Studios
La linea di confine che divide un comportamento etico da uno immorale non ha sempre un andamento lineare ed è funzione di opportunità e situazioni. Il protagonista Ferruccio, imprenditore del Sud, è orgoglioso della sua moralità.
Una sola pecca si riconosce: la passione per Diabolik, che in fondo era un ladro. Una moglie arrivista, una sorella vittima di uno shock post traumatico infantile, un figlio bamboccione e un commercialista fin troppo amico completano il quadro della vicenda. Gli equilibri familiari, anche se precari e monotoni, sembrano reggere, ma una visita inaspettata mette in discussione la loro integrità facendo affiorare vecchi scheletri nell’armadio: l’imprenditore deve rispondere di alcuni fondi sospetti transitati, a sua insaputa, su un conto corrente bancario. Incapace di reggere il peso delle accuse e spinto dalla disperazione di chi non ha più nulla da perdere, Ferruccio andrà oltre le aspettative decidendo di fare una follia e liberare il suo lato oscuro. Questo suo nuovo aspetto spregiudicato, ispirato comicamente a film e serie “crime” che invadono tv e streaming, conquista gli abitanti della casa, inconsapevoli vittime del “Fascino del male”.
Teatro Delle Rose, Piano Di Sorrento
info 0818786165, 3385003816
Sabato 5 aprile, ore 21.00
Arealive
presenta
Peppe Servillo & Solis String Quartet
in
Carosonamente
con
Peppe Servillo (voce)
Vincenzo Di Donna (violino)
Luigi De Maio (violino)
Gerardo Morrone (viola)
Antonio Di Francia (cello, chitarra e arrangiamenti)
A distanza di cinque anni dall’uscita di “Presentimento” album con il quale, insieme al precedente “Spassiunatamente”, hanno affrontato con dovuto rispetto capolavori della canzone classica napoletana, ecco in arrivo per Peppe Servillo & Solis String Quartet un nuovo album, questa volta dedicato ad un solo autore: Renato Carosone! “Si puo` prendere a prestito l’aria lieve e scanzonata di un autore profondo e romantico come Renato Carosone? E` utile forse e necessario ora piu` che mai, non per incoscienza ma per amore di quella vita colorata, ironica, spassiunata che nel dopoguerra lui seppe cantare ed interpretare. Oltre i titoli famosi proporremo brani meno noti che ci raccontano un Carosone “altro” sempre vitale anche nella narrazione d’amore. Come al solito nella versione sobria ed elegante dei Solis speriamo di far apprezzare in controluce la voce di un singolare autore italiano.”
Peppe Servillo
Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta
info 0823444051
Venerdì 4 aprile, ore 21.00
nell’ambito della rassegna Teatro in Jazz
Daniela Tenerini & Four Seasons Quintet
Con:
Daniela Tenerini (voce)
Roberto Cesaretti (basso), David Versiglioni (piano),
Alberto Rosadini (batteria), Paolo Bartoni (tromba, flicorno)
La band nasce con la voglia di dare vita ad un cocktail infallibile di Swing & Soul.
La voce di Daniela Tenerini guida il pubblico attraverso un viaggio nelle atmosfere eleganti del passato ma con un tocco di contemporaneità. Si considerano una band di “fratelli” che si sono trovati nel tempo e questo senso di comunità si estende anche al loro pubblico. La loro musica è ispirata al periodo della Dolce Vita e alle orchestrine dei Night Club; la loro cifra è data dalla miscela delle loro diverse storie, dal rock al soul, dal funk al jazz, dal classico al contemporaneo.
Attraverso arrangiamenti sofisticati e mai scontati, il quintetto ricrea un ideale ponte tra gli anni ’50 ed i giorni nostri, riproponendo grandi classici del passato di calibro internazionale accostati a melodie contemporanee rivisitate con gusto ed ironia. La loro particolarità risiede nel riuscire ad accostare delle canzoni composte nella prima metà del secolo scorso a dei brani pop attuali che, magistralmente reinterpretati in chiave “vintage” godono di nuova vita, facendo così vivere al pubblico un viaggio sonoro lungo la stessa strada, ma in direzioni opposte. Il loro caleidoscopio musicale vede affiancati i Maroon Five a N.K.Cole, i Coldplay a Benny Goodman, Zaz a Paul Desmond, Megan Trainor a Irving Berlin e molti altri.
Teatro Lendi di Sant’Arpino (CE)
info 0818919620, 3478572222
Da mercoledì 2 a venerdì 4 aprile, ore 20.45
Teatro Partenio di Avellino
Info 0825270961 - 3484072885
Sabato 5, ore 20.45, e domenica 6 aprile, ore 18.00
Teatro Diana
presenta
Massimiliano Gallo
in
Malinconico
Moderatamente felice
di Diego De Silva e Massimiliano Gallo
regia Massimiliano Gallo
Questo progetto teatrale nasce dall’idea di portare sulla viva scena del palco la voce (e il corpo) narrante di un personaggio letterario, e successivamente televisivo, che negli anni ha conquistato un vasto pubblico di lettori e di spettatori. Vincenzo Malinconico, l’avvocato d’insuccesso dalla carriera sgangherata e dalla vita sentimentale instabile (e forse proprio per questo gradita a un pubblico che non ama identificarsi con i vincenti, in fondo prevedibili e noiosi), affida il racconto delle sue storie – ma soprattutto del suo inciampare nelle complicazioni della vita comuni a noi tutti – alla macchina attoriale di un interprete capace come pochi di assimilare e rendere l’intima essenza di un personaggio letterario. Massimiliano Gallo, già noto al grande pubblico per la sua attitudine ad attraversare cinema, teatro e televisione con una versatilità figlia di una lunga gavetta, fin dall’esordio della serie prodotta e trasmessa dalla prima rete televisiva nazionale ha incarnato con un senso dell’umorismo geneticamente napoletano l’attitudine filosofica e rigorosamente autodidatta di Malinconico, coniugando con leggerezza e musicalità l’indole al tempo stesso riflessiva e astratta, disorientata e confusa, adulta e infantile, di un uomo alle prese con le difficoltà del vivere, che con un senso del ricolo costantemente acceso sulla realtà (e soprattutto su se stesso) lotta col disagio di non sentirsi a suo agio nei ruoli che la vita gli assegna. Perché non è facile sentirsi all’altezza dei vari compiti a cui le giornate ci chiamano, interpellandoci di volta in volta in veste di lavoratori, professionisti, genitori, coniugi, amanti, amici: le tante, complesse categorie della vita in cui dobbiamo reinventarci ogni volta, sottoponendoci a quegli esami del nostro stare al mondo che, come ci ha insegnato un maestro del teatro, non finiscono mai. Il nostro spettacolo vedrà in scena, nella pienezza delle sue attitudini d’interprete, il solo Vincenzo Malinconico, che si abbandonerà, con il suo flusso narrante rimuginatorio, filosofico, irresistibilmente comico ma sempre votato alla riflessione (perché per far ridere davvero bisogna convincere, cioè parlare all’intelligenza dell’altro), a un lungo, confidenziale monologo con il pubblico, raccontandosi tematicamente. Lo spettacolo si svolgerà su tre tronconi: professione, sentimenti, famiglia, i tre grandi campi di gioco su cui si svolge la partita della vita di noi tutti. Uno spettacolo essenziale e coinvolgente dove letteratura e teatro s’incontrano, e che darà modo al pubblico di ritrovare, nella causticità fisica del palcoscenico, un personaggio dalla vita sgangherata e irrisolta che ci fa più ridere proprio quando la scopriamo improvvisamente simile alla nostra.
Nota del protagonista/regista
Quello di Vincenzo Malinconico è un progetto a cui sono particolarmente legato e che ho voluto fortemente. Malinconico l’ho amato, ascoltato; ci siamo fidati uno dell’altro, e finalmente l’ho indossato e vissuto. È dunque un passaggio naturale portarlo in scena, grazie alla penna sopraffina di Diego De Silva e al mio senso dello spettacolo, dandogli corpo e anima. Ora c’è da cucirgli un abito in cui stia comodo. Una scena funzionale, un amico immaginario e cinque attori che gli faranno compagnia. In video, gli interventi dei suoi amici, dei suoi amori, del suo complicatissimo mondo. Sarà una regia amorevole, la mia, sperando di farvi conoscere Vincenzo per come io lo conosco.
Massimiliano Gallo